22/06/2009

Le donne vincono la sfida A San Siro 55mila fan

Le donne vincono la sfida A San Siro 55mila fan

 

La Gelmini critica la Rai: occasione persa. Successo del maxiconcerto voluto dalla Pausini che ha riunito 41 cantanti: 1,5 milioni di euro per i terremotati

 

 

MILANO - Chi pensava che le grandi emo­zioni sarebbero arrivate solo dalle 20 in poi si è sbagliato di grosso. Certo, a quell’ora ciascu­no dei 55 mila che erano ieri a San Siro ha avuto la pelle d’oca. Fiorella Mannoia e Laura Pausini, madrine della manifestazione pro Abruzzo con Giorgia, Elisa e Gianna Nannini, hanno intonato «E penso a te». Il primo dei tanti duetti della serata. Ma la festa era comin­ciata nel primo pomeriggio. Sin dall’inizio lo stadio è stato preso d’assalto. Alle 16.15 prato, primo e secondo anello erano già pieni. Alla prova della solidarietà, insomma, Milano ha risposto meglio di Roma...

«Amiche per l'Abruzzo»: da sinistra Consoli, Elisa, Mannoia, Pausini e Giorgia (Bettolini)
«Amiche per l'Abruzzo»: da sinistra Consoli, Elisa, Mannoia, Pausini e Giorgia (Bettolini)

Quando Jo Squillo ha cantato «Siamo don­ne» i cori sono esplosi. Manco stesse cantan­do Vasco. Ad aprire era stata Antonella Rug­giero pochi minuti prima. «Abbiamo raccol­to 1 milione e mezzo di euro», gongola Rober­to De Luca, l’organizzatore che ha messo in piedi la maratona. Nel pomeriggio sono pas­sate tutte su quel palco (in totale 41). Piccola cronaca. Bene Malika Ayane, voce su cui investire, con quattro ironici balleri­ni- tennisti, gran successo per le star anni Ot­tanta come Ivana Spagna e Donatella Rettore (però i due chirurghi estetici sarebbero da de­nuncia) e per le più recenti come Alessandra Amoroso di «Amici«, platea indifferente a Giusy Ferreri (non ha fatto le sue hit «Non ti scordar mai di me» e «Novembre»), qualche fischio per Anna Oxa (incomprensibile la scel­ta di un pezzo come «Processo a me stessa» e il riarrangiamento di «Ti lascerò») e secondo l’agenzia Agi anche al ministro Maria Stella Gelmini, apparsa in un video con i bimbi del­la scuola che verrà ricostruita con i fondi, sot­to controllo di un comitato di garanti con la supervisione di Pubblicità Progresso. Che per l’80% andranno appunto alle elementari De Amicis e per il restante 20% alla onlus Aiutia­moli a vivere che si occuperà di assistenza e comprerà case di legno per gli sfollati.

C’erano anche altre donne sul palco: le de­ejay dei network privati che hanno trasmesso la diretta dell’ultima parte (e da oggi su molti dei loro siti c’è la versione integrale). Manca­va la Rai. «Spiace constatarlo. Un’occasione perduta», sottolinea la Gelmini. Fin qui la prima parte dello spettacolo. «Oggi ho già pianto di gioia sei-sette volte. Sono stata a San Siro due anni fa, ma questa sera sono più felice», dice la Pau nel backsta­ge. Aggiunge: «Questo concerto significa uni­tà e gioco di squadra. Di noi cantanti e di tutti quelli, protezione civile e volontari che stan­no in Abruzzo». Ed eccolo il gioco di squadra. Irene Grandi accompagnata da Syria, Dolcenera e Noemi. Quindi Carmen Consoli al basso, Marina Rei alla batteria, Paola Turci alla chitarra e Nada danno vita a una band speciale. Arrivano i pezzi pregiati. E sono duetti su duetti. Parte Fiorella Mannoia. La classe non è acqua. Quando arriva il momento di «Quello che le donne non dicono» si aggiungono Pausini, Elisa, Giorgia e Consoli. Applausi. Tocca a Giorgia. Altro che lady sofisticata da teatri, la sua voce riempie lo stadio. I suoi duetti sono con Laura su «Gocce di memoria» ed Elisa su «E poi».

Elisa dà una sferzata elettrica. Con l’arrivo della Nannini per «Gli ostacoli del cuore» la potenza è al quadrato. La futura mamma chiu­de con «Luce» assieme a Pausini e Grandi. Il turno di Laura fa salire ancora di più l’emozio­ne con un’infilata di successi da paura: «Tra te e il mare» (con Elisa), «Io canto», «Invece no», «Primavera in anticipo» (con Giorgia), «E ritorno da te», «Come se non fosse mai stato amore» e «La solitudine»(con Nanni­ni). Gianna trascina tutti verso il finale rock: chiama Giorgia («Come saprei») e Laura («Sei nell’anima»), fa esplodere lo stadio con «Fotoromanza» e «Bello e impossibile». C’è anche l’inedita «Donna d’Onna», brano che lei ha scritto per l’evento, cantato da tutte le madrine. A quel punto tutti a letto, ma non prima di godersi «Il mio canto libero» con le 41 assieme sul palco.

 

 

Andrea Laffranchi


29/05/2009

La Pausini benefica: Mina, vieni anche tu a Milano siamo già 112 donne

La Pausini benefica: Mina, vieni anche tu a Milano siamo già 112 donne

 

Il megaconcerto «Amiche per l’Abruzzo», «A San Siro sarà una cosa incredibile e il finale dovrà sceglierlo il pubblico»

 

MILANO— «Mina, voglia­mo che ci sia anche tu». Laura Pausini lancia un appello al mito della canzone italiana. A tre settimane dal megaconcer­to benefico «Amiche per l’Abruzzo», la Pau non molla. Sono arrivate 111 adesioni di colleghe cantanti, ma non an­cora quella di Mina.

«Appena siamo partite con l’iniziativa le abbiamo subito mandato un messaggio: 'Fatti vedere!'. Però non volevamo offendere la scelta di vita che ha fatto tanti anni fa e quindi ci sarebbe andata bene anche una visita dietro le quinte... Lei ci ha spiegato ancora una volta il perché della decisione di non apparire e non fare con­certi. Però ci ha fatto capire che in qualche modo potreb­be contribuire». Un cast incredibile quello che la Pausini, assieme al pro­moter Roberto De Luca di Live Nation, ha messo assieme per il concerto del 21 giugno a San Siro: «Sembra Woodstock», ri­de.E aggiunge, quasi a riassu­mere il clima: «Mentre là i ma­nager non si mettono d’accor­do sulle celebrazioni per i 40 anni, qui va tutto bene e sia­mo riusciti, prima volta in Eu­ropa, a mettere assieme tutte le radio che trasmetteranno la parte finale in diretta».

Nonostante sia tornata in Italia ieri alle 4 del mattino la cantante è piena di energia. Mercoledì era a Dortmund a suonare («Pensavo di non ave­re un grande seguito in Germa­nia, lì il disco non vende tantis­simo, invece ho trovato il pa­lazzetto pieno»), il tour euro­peo la tiene impegnata, ogni tanto scappa anche in studio a lavorare su nuovo materiale, ma la testa è sempre sul con­certo: «Seguo ogni minimo dettaglio e voglio sempre esse­re aggiornata», dice. L’idea è stata sua, ci pensa­va da anni, l’emergenza terre­moto le ha dato la spinta fina­le all’azione e ora vuole che tut­to fili liscio. Conseguenze? «Mi devo fare steccare il dito indice per i troppi sms che sto mandando e sto prendendo qualche pastiglia contro l’ulce­ra ». I messaggi che l’hanno col­pita di più? «Quello di Giorgia, 'non mollare, spacchiamo tut­to', e quello di Mariella Nava che si diceva pronta a lasciare il suo spazio sul palco ad al­tre ».

I dolori di pancia glieli fa ve­nire qualche altra collega. «Ci sono persone che hanno qual­che pretesa alla Michael Jack­son. Magari lo fanno innocen­temente, fanno sapere che vor­rebbero esibirsi alla tal ora, senza la tal collega... Poi però basta una telefonata e si risol­ve tutto». Sinora le adesioni sono 112. «Eravamo partite in 30, poi 50... Ora ci sono praticamente tutte. Per non dimenticarne nessuna mi sono spulciata gli elenchi di siti musicali come rockol». Sarà difficile farle can­tare tutte. «Qualcuna non ci sa­rà, Alexia, Vanoni e Carrà ad esempio manderanno dei vide­omessaggi perché hanno altri impegni, ma è possibile che tutte abbiano un proprio mi­nishow. Anzitutto il concerto deve finire per le 23.30 e poi avremo lo stadio per provare solo nel pomeriggio del gior­no prima». Si è parlato di play­back proprio per i tempi ridot­ti: «Tutte vogliamo cantare, magari nella prima parte qual­cuno userà le basi invece di una band vera».

L’obiettivo di Laura, oltre ov­viamente alla raccolta fondi (destinati alla ricostruzione della scuola De Amicis del­l’Aquila, all’acquisto di case in legno nei comuni colpiti e al­l’organizzazione «Aiutiamoli a vivere» di don Vitaliano Della Sala) è quella di fare uno show indimenticabile. La parola chiave, la ripete più volte, è «interagire»: «Lo farò di sicu­ro io con quelle che sono state ribattezzate madrine dello show, ovvero Gianna Nannini, Fiorella Mannoia, Elisa, Gior­gia e Carmen Consoli. Con Gianna ad esempio vorrei fare 'La solitudine'. Ma vorrei che ci fossero tanti duetti senza pensare all’aspetto promozio­nale della vicenda. Io ad esem­pio non canterò il singolo che passa in radio adesso e sto spronando tutte a fare la stes­sa cosa, a fare le canzoni più famose. Insomma voglio che sia chiaro il concetto di ami­che ». Perché il sogno della star è «avere un coro unico dall’ini­zio alla fine, sentire i fan di Syria che cantano i pezzi di Giorgia e quelli della Nannini i successi della Tatangelo».

La scaletta non è ancora pronta e un grosso punto di domanda rimane sulla chiusu­ra. Quale canzone scegliere? «Ognuna ha mandato la pro­pria preferita pensando al valo­re del testo. Abbiamo poi ri­dotto la lista a cinque candida­ti: 'Il mio canto libero', 'No Woman, No Cry', 'Volare', 'Io canto', 'That’s What Friends Are For' e 'Imagine'. Io ne pre­ferirei una in italiano, ma for­se ci aiuterebbe un sondag­gio ».

Andrea Laffranchi