09/02/2012

Evasione fiscale da 150 milioni, 7 arresti. Sequestrate società e immobili di pregio

Evasione fiscale da 150 milioni, 7 arresti. Sequestrate società e immobili di pregio

Il blitz della guardia di finanza di Pavia. L'operazione ha smascherato un'associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale. Arrestata commercialista

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07/06/2011

Traffico illecito di rifiuti e tangenti a Pavia, arrestato Dario Scotti

Traffico illecito di rifiuti e tangenti a Pavia, arrestato Dario Scotti

L'inchiesta sulla riso scotti energia - ai domiciliari anche tre funzionari del Gse. Secondo l'accusa, nella centrale venivano bruciati rifiuti, anche pericolosi, al posto di biomasse

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19/03/2011

«Botte al nido», maestre arrestate

«Botte al nido», maestre arrestate

Pavia - Ai domiciliari la direttrice della struttura privata di Casarile e una sua assistente. La prova dalle telecamere. Il pm: bimbi minacciati e tenuti in soggezione

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05/01/2011

Quattro morti asfissiati vicino a Pavia

Quattro morti asfissiati vicino a Pavia

STERMINATO UN'INTERA FAMIGLIA EGIZIANA. APERTA UNA INCHIESTA PER OMICIDIO COLPOSO PLURIMO. Monossido di carbonio: tra le vittime anche due bambini di 3 e 4 anni. Il decesso risale a qualche giorno fa

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17/11/2010

Traffico di rifiuti a Pavia, sette arresti sigilli all'impianto Riso Scotti Energia

Traffico di rifiuti a Pavia, sette arresti sigilli all'impianto Riso Scotti Energia

Ai domiciliari c'è anche il presidente del consiglio di amministrazione dell'azienda, Giorgio Radice. Nella struttura, secondo gli inquirenti, venivano bruciate anche materiali pericolosi per l'ambiente

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10/07/2010

Auto esce di strada: morti 2 bambini Papà perde braccio, dramma a Pavia

Auto esce di strada: morti 2 bambini Papà perde braccio, dramma a Pavia

Grave il padre dei due bambini. Incidente sull'A21 a nord di Casteggio: le vittime sono un bimbo di 10 anni e una bimba di otto. Illesa la madre

 

PAVIA - Gravissimo incidente sull’autostrada A21 a nord di Casteggio, in provincia di Pavia. Un’auto è finita fuori strada e hanno perso la vita un bambino di 10 anni e una bimba di otto. Illesa la madre quarantottenne, mentre il padre di 52 anni ha perso un braccio ed è stato portato con l’elisoccorso a Niguarda. Sul posto, fanno sapere dall’Azienda regionale emergenza urgenza della Lombardia, due ambulanze della Croce Rossa e l’automedica di Pavia. (Fonte Apcom)


02/07/2010

A 5 anni muore sotto il televisore

A 5 anni muore sotto il televisore

È accaduto a Sannazzaro dè Burgondi, nel pavese. La piccola si sarebbe aggrappata alla tv ed è poi caduta all'indietro battendo la nuca

 

PAVIA - Una bambina di 5 anni è morta dopo essere rimasta schiacciata dal televisore nella cameretta della sua abitazione di via Anglese a Sannazzaro dè Burgondi (Pavia). Michela Rocca (questo il nome della piccola) era nipote del sindaco del paese, Roberto Bolognese, scomparso appena tre mesi fa all'età di 66 anni dopo essere stato colto da leucemia.

LA RICOSTRUZIONE - Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Voghera, intorno alle 15 la bambina ha chiesto alla mamma, Federica Bolognese, impiegata in maternità dopo la nascita della terzogenita di un anno, di poter andare a guardare i cartoni animati in tv. La madre allora l'ha accompagnata al piano di sopra, le ha acceso il televisore e le ha dato un bacio. All'improvviso la donna, che si trovava in casa con la sorella, ha sentito un tonfo: quando è corsa al piano di sopra ha visto la figlia a terra, schiacciata dal televisore. Volendo forse cambiare canale o alzare il volume della tv, la piccola si sarebbe aggrappata al televisore, un modello tradizionale di 28 pollici, e poi è caduta all'indietro, battendo la nuca contro il pavimento. I medici del 118 hanno cercato di rianimare la bimba per più di due ore, ma Michela Rocca è morta poco dopo l'arrivo al pronto soccorso del Policlinico San Matteo di Pavia. La mamma e il papà della piccola, Walter Rocca, impiegato, hanno dato il loro consenso per l'espianto degli organi. (Fonte: Ansa)


16/02/2010

Tumori: un super-raggio per «bruciarli» con i protoni

Tumori: un super-raggio per «bruciarli» con i protoni

 

SARA' PIENAMENTE OPERATIVO NEL 2013. Apre il centro di adroterapia di Pavia. È il quarto al mondo. Servirà nei casi non operabili

 

 

MILANO - È un super-raggio invisibile che arriva fin dentro il Dna delle cellule del tumore e lo distrugge. A produrlo è un complicato sistema di macchine acceleratrici e di linee di trasporto che portano, direttamente sul paziente in sala operatoria, fasci di particelle subatomiche, capaci di aggredire anche quel 5 per cento di tumori non operabili o resistenti alle normali radioterapie. La nuova terapia è adesso disponibile anche in Italia, a Pavia, dove è stato inaugurato ieri, alla presenza dei ministri Ferruccio Fazio, Giulio Tremonti e Umberto Bossi, il primo Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (gli adroni sono appunto le particelle utilizzate, protoni e ioni di carbonio), il quarto al mondo, dopo quelli di Chiba e Hyogo, in Giappone, e di Heidelberg, in Germania.

SINCROTRONE - A produrre e ad accelerare gli adroni è un sincrotrone realizzato dall’Istituto italiano di fisica nucleare. «Si tratta di un acceleratore di particelle — spiega Sandro Rossi, direttore tecnico della Fondazione Cnao — con due sorgenti che generano ioni carbonio e protoni. Questi ioni girano nel sincrotrone a una velocità iniziale di circa 30 mila chilometri al secondo e vengono, poi, accelerati fino all’energia desiderata, scelta dal medico in base alla profondità del tumore». Il fascio viene poi avviato alla sala di trattamento (ce ne sono tre, mentre una quarta servirà per la ricerca): in quella centrale si trova «sospeso» un magnete di 150 tonnellate che serve a curvare di 90 gradi il fascio di particelle e a dirigerlo, dall’alto, sul paziente. Possono bastare 2-3 minuti per l’irradiamento e, in media, una decina di sedute per completare il ciclo di terapia. «Questo trattamento, però — ricorda Roberto Orecchia, direttore scientifico della Fondazione Cnao — non sostituisce la radioterapia convenzionale, ma è un’arma in più». Alcune delle forme «difficili» che si potranno trattare con la adroterapia sono i sarcomi, i tumori del sistema nervoso centrale, quelli della testa e del collo, i melanomi dell’occhio, ma anche tumori cosiddetti non a piccole cellule del polmone o le neoplasie primitive del fegato. A oggi, in tutto il mondo, 50 mila pazienti sono stati trattati con protoni e oltre 6 mila con ioni carbonio con ottimi risultati. Una particolarità di questa terapia è, infatti, la capacità di penetrare in profondità, ma salvaguardando i tessuti sani. Il centro pavese avvia ora la sua fase di sperimentazione, che si concluderà nell’ottobre del 2011, e da allora comincerà la vera e propria attività di cura routinaria. Lavorerà a pieno regime nel 2013, quando sarà in grado di curare circa 3000 pazienti in un anno.

Adriana Bazzi


20/10/2009

Montecity-Santa Giulia: 5 arresti

Montecity-Santa Giulia: 5 arresti

 

L'INDAGINE SULLE OPERE DI BONIFICA delle aree a sud di milano. Tra gli arrestati l'imprenditore Grossi e Rosanna Gariboldi, assessore a Pavia e moglie di Abelli (Pdl).

 

I lavori nell'are ex Redaelli del quartiere Santa Giulia (Fotogramma)
I lavori nell'are ex Redaelli del quartiere Santa Giulia (Fotogramma)

MILANO - Cinque ordinanze di custodia cautelare sono state emesse nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano sulla bonifica dell'area ex industriale Montecity-Santa Giulia, nella zona sud del capoluogo lombardo, interessata da operazioni immobiliari. Tra gli arrestati nell'indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Milano figurano l'imprenditore Giuseppe Grossi a capo della Sadi, impresa di bonifiche ambientali per aree ex industriali, accusato di risponde di appropriazione indebita e frode fiscale, e Rosanna Gariboldi, assessore a Pavia e moglie del parlamentare del Pdl, Giancarlo Abelli. La Gariboldi è accusata di riciclaggio. Gli altri tre arrestati sono collaboratori di Grossi. Nel febbraio scorso erano stati stato arrestati, nell'ambito della stessa inchiesta, l'avvocato svizzero Fabrizio Pessina e due ex appartenenti alla Guardia di Finanza, accusati di aver creato fondi neri gonfiando i costi di bonifica dell'area.

LE ACCUSE - Rosanna Gariboldi è accusata di aver ricevuto soldi da conti esteri a Montecarlo "schermati" di Grossi. Nei mesi scorsi, la procura aveva avviato una rogatoria in terra monegasca sul conto dell'assessore. Gli inquirenti avevano individuato un conto corrente a Montecarlo dal quale, nel luglio del 2007, era partito un bonifico su un deposito svizzero gestito da un fiduciario di Grossi per 500.000 euro. Poi, in due tranche, nel marzo e nell'ottobre del 2008, sul conto monegasco erano arrivati complessivamente 632.000 euro da conti esteri «schermati» che per l'accusa facevano riferimento a Grossi. Rosanna Gariboldi aveva dichiarato che le somme non erano altro che la restituzione di un prestito fatto a Grossi, «un amico». Quest'ultimo è indagato dal febbraio scorso quando appunto due suoi collaboratori, gli ex appartenenti alla Guardia di Finanza, Giuseppe Anastasi e Paolo Paqualetti, e l'avvocato svizzero Fabrizio Pessina, erano stati arrestati con l'accusa di aver riciclato all'estero per conto di Grossi 22 milioni di euro sovrafatturati nei costi di bonifica dell'area Santa Giulia.


08/09/2009

Detenuto fa sciopero della fame e muore

Detenuto fa sciopero della fame e muore

 

Pavia, l'uomo si proclamava innocente. Sull'accaduto avviata un'inchiesta. Estrema protesta di un tunisino di 42 anni: ha smesso di nutrirsi dopo una condanna per violenza sessuale

 

MILANO - È morto dopo un lungo sciopero della fame, iniziato oltre un mese fa, un detenuto tunisino di 42 anni, che era rinchiuso nel carcere di Torre del Gallo a Pavia. L'uomo è deceduto due giorni fa al policlinico San Matteo, dove era stato ricoverato per l'aggravarsi delle sue condizioni.

PROTESTA ESTREMA - Il tunisino aveva deciso di intraprendere lo sciopero della fame dopo che aveva saputo di una nuova condanna emessa contro di lui per un'accusa di violenza sessuale. Una sentenza che il nordafricano ha contestato, sino a decidere di interrompere l'assunzione di cibo e bevande. Sono stati inutili i tentativi del responsabile del carcere di convincerlo a mangiare. Sulla vicenda sono ora in corso accertamenti da parte dell'autorità giudiziaria.