19/04/2012

Girolamini, sequestrata la biblioteca. Il direttore De Caro indagato per peculato

Girolamini, sequestrata la biblioteca. Il direttore De Caro indagato per peculato

Napoli dopo la denuncia del «Corriere del mezzogiorno». I carabinieri hanno perquisito la sua casa in Veneto. Giorni fa aveva denunciato la scomparsa di volumi antichi

Continua...


10/12/2011

Rai, Minzolini rimosso martedì. Al Tg1 arriva Maccari (ad interim)

Rai, Minzolini rimosso martedì. Al Tg1 arriva Maccari (ad interim)

VIALE MAZZINI. Il cda della tv pubblica accontona il direttore dopo il rinvio a giudizio per peculato. Il dg propone l'attuale capo della Tgr

Continua...


06/12/2011

Minzolini a giudizio per peculato

Minzolini a giudizio per peculato

La decisione è del gup di Roma Francesco Patrone. Il processo al via dall'8 marzo. Inchiesta sulle spese sostenute con la carta aziendale. Il direttore del Tg1: «Masi pusillanime». Il cdr: ora una svolta

Continua...


14/10/2011

Chiesto il rinvio a giudizio per Minzolini

Chiesto il rinvio a giudizio per Minzolini

Gli importi ammontano complessivamente a 65 mila euro, già restituiti dal giornalista. Il direttore del Tg1 è accusato di peculato per spese effettuate con la carta aziendale. «Sono tranquillo»

Continua...


22/09/2010

Napoli, traffico di droga a Scampia arrestati otto poliziotti

Napoli, traffico di droga a Scampia arrestati otto poliziotti

Sono agenti della squadra di Polizia giudiziaria di Secondigliano. Queste le accuse: falso, peculato e cessione di stupefacenti

Continua...


08/06/2010

Processo Sismi: sul segreto di Stato giudice rinvia gli atti alla Consulta

Processo Sismi: sul segreto di Stato giudice rinvia gli atti alla Consulta

I due accusati devono rispondere di peculato. Il Gup di Perugia ha sollevato un conflitto di attribuzione nel dibattimento che vede alla sbarra Pollari e Pompa

 

Niccolò Pollari (Eidon)
Niccolò Pollari (Eidon)

ROMA - Sarà la Corte costituzionale a pronunciarsi sulla legittimità della conferma, da parte del governo, del segreto di Stato, opposto dall'ex numero uno del Sismi Nicolò Pollari e dall'ex funzionario Pio Pompa, nel corso delle indagini sul presunto archivio riservato trovato in via Nazionale a Roma. Lo ha deciso il gup di Perugia nel corso dell'udienza preliminare nella quale i due sono accusati, fra l'altro, di peculato.

CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE - Il giudice ha infatti sollevato un conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato. Ha quindi sospeso il procedimento e inviato gli atti alla Consulta. La decisione è stata illustrata dal giudice stamani in aula. Pollari e Pompa hanno sempre rivendicato la correttezza del proprio operato, sostenendo però che per potersi difendere dalle accuse contestate dalla procura di Perugia avrebbero dovuto far riferimento a circostanze, fatti e documenti che a loro avviso sono invece coperti dal segreto di Stato. Questo è stato quindi confermato dal governo.
Lunedì Pollari e Pompa erano stati prosciolti dall'accusa di violazione della privacy nei confronti di magistrati, giornalisti ed altre persone i cui nomi erano contenuti negli archivi. Resta in piedi l'accusa di peculato, per difendersi dalla quale, come detto, Pollari e Pompa hanno chiesto di rivelare fatti e circostanze che il governo ha confermato essere coperti dal segreto di Stato. Da qui il conflitto di attribuzione che la Consulta dovrà sciogliere.

Redazione online


30/04/2010

Peculato e falso, 11 poliziotti arrestati dai colleghi

Peculato e falso, 11 poliziotti arrestati dai colleghi

Napoli, gli agenti “antiscippo” redassero un verbale falso del sequestro di un camion di generi alimentari. Secondo l'accusa, trattennero per loro una parte del carico

calendario_polizia_novembre.jpg

Anomalie e irregolarità nei verbali di arresto di cinque rapinatori. Per questo undici agenti della sezione “Falchi” (poliziotti antiscippo) sono stati arrestati dai loro stessi colleghi con l'accusa di peculato e abuso d'ufficio. Gli indagati hanno ricevuto un'ordinanza di custodia cautelare.

I poliziotti sono stati condotti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. "Le indagini - si legge in una nota della Questura - sono state avviate d'iniziativa da parte di quest'ufficio che, a seguito di un controllo sui verbali redatti dagli operanti, aveva rilevato delle anomalie che lasciavano trasparire la non regolarità di un intervento che aveva consentito l'arresto in flagranza di reato di cinque rapinatori". "A seguito delle risultanze d' indagine - conclude la nota - la locale Procura della Repubblica ha richiesto l'emissione di provvedimenti restrittivi al giudice che ha approvato nella sua completezza il quadro probatorio e le responsabilità accertate".


30/03/2010

Consulenze al commissariato rifiuti, Bassolino rinviato a giudizio per peculato

Consulenze al commissariato rifiuti, Bassolino rinviato a giudizio per peculato

 

Il processo si terrà il 20 luglio. Condannati invece Vanoli e Soprano (avevano scelto il rito abbreviato). L'ex presidente assolto per falso

 

Antonio Bassolino

 

NAPOLI - Antonio Bassolino rinviato a giudizio per peculato, per la vicenda delle consulenze al commissariato rifiuti. A poche ore dal suo addio alla poltrona di governatore, l'ex presidente va a processo per peculato (assolto per falso): così ha deciso il gup Vincenzo Alabiso accogliendo (in gran parte) la tesi del pm Giancarlo Novelli.
Già condannati, invece, l'ex vicecommissario Raffaele Vanoli e l'avvocato Enrico Soprano anche loro con l'accusa di peculato. Ai due, che avevano chiesto il rito abbreviato, è stata comminata una pena, rispettivamente, di due anni e un anno e sei mesi, pena poi sospesa.
Con Bassolino vanno a giudizio anche altre due persone: l’ex subcommissario Giulio Facchi e il consulente Michele Carta Mantiglia. Il processo si terrà il 20 luglio prossimo davanti alla prima sezione del tribunale, collegio A.

L'ACCUSA - Secondo la procura di Napoli i vertici del commissariato avrebbero erogato indebitamente somme di denaro a Soprano (79.534 euro) e a Carta Mantiglia (72.914 euro) facendo risultare nel primo caso che le consulenze erano retribuite in modo conforme alle tariffe professionali vigenti, nel secondo che al consulente potevano essere applicate le tariffe previste per i ragionieri mentre Carta Mantiglia, pur avendo conseguito il diploma, non è iscritto all’albo dei ragionieri.
Michele Carta Mantiglia è amico di Giulio Facchi oltre che bergamasco come lui. Venne nominato da Bassolino consulente nel 2002 per curare i rapporti del commissariato con gli impianti di smaltimento dei rifiuti in Lombardia, ai quali la Campania si rivolgeva per smaltire le migliaia di tonnellate di spazzatura giacenti in strada. Si era già occupato di rifiuti: era stato infatti amministratore delegato e detentore di una parte del capitale di Ecolservice Italia srl, compagine costituita nell’ottobre 1986. Oggetto sociale: raccolta, trasporto anche per conto terzi, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti. La parte restante del capitale di Ecolservice — 87,17% — era di Ecoltecnica Italiana spa, sino al luglio 1998 controllata da Giorgio e Salvatore Di Francia e da Domenico La Marca, i quali hanno gestito, tra l’altro, la discarica di Pianura per decenni. Dal commissariato, Carta Mantiglia percepiva 413 euro al giorno: la tariffa professionale prevista per i ragionieri nel caso in cui, per svolgere il mandato loro affidato, siano costretti ad allontanarsi per tutta la giornata dal proprio studio. Per il pm, però, «tali tariffe non erano applicabili all’indagato, il quale non era iscritto all’albo dei ragionieri e non poteva svolgere alcuna attività professionale di ragioniere». Quanto a Soprano, gli sarebbero state liquidate parcelle superiori a quelle previste dalle tariffe professionali per consulenze sui contratti stipulati dal Commissariato; eppure, la struttura aveva a disposizione cinque laureati in legge.

LA DIFESA DELL'EX GOVERNATORE - Era a firma degli avvocati Massimo Krogh e Giuseppe Fusco: «La richiesta di rinvio a giudizio di Bassolino - avevano sostenuto i due legali dell'ex governatore - riguarda la liquidazione di due fatture che i pm ritengono sia avvenuta in violazione della tariffa professionale. Il commissario firma i mandati di pagamento sulla base di un lavoro istruttorio degli uffici tecnici che accertano la regolarità formale e sostanziale delle prestazioni e delle fatture emesse». Ma il gup non ha ritenuto fondata questa obiezione (non ci sarebbe stata un'istruttoria di funzionari regionali) e ha rinviato a giudizio l'ex commissario ai rifiuti.

Titti Beneduce


02/10/2009

Prestigiacomo indagata per peculato

Prestigiacomo indagata per peculato

 

LA REPLICA DEL MINISTRO DELL'AMBIENTE: MAI SUCCESSO, PRONTA A QUERELARE. L'accusa: acquisti di articoli di moda e di pelletteria femminile con la carta di credito del dicastero

 

ROMA - Il ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo è indagata dalla procura di Roma per l'ipotesi di reato di peculato in relazione a presunti acquisti di articoli di moda e di pelletteria femminile fatti utilizzando una carta di credito del dicastero della quale è titolare. L'iscrizione costituisce un atto dovuto in quanto gli inquirenti dovranno accertare se tali eventuali acquisti siano stati per motivi personali ovvero per ragioni istituzionali. Ed è proprio questo il quesito posto dagli inquirenti di piazzale Clodio ai colleghi del Tribunale dei ministri ai quali il fascicolo processuale è stato trasmesso per competenza.

INTERCETTAZIONI - L'indagine è scaturita da alcune intercettazioni telefoniche compiute dalla guardia di Finanza di Firenze su un altro procedimento giudiziario. Nei colloqui telefonici in questione due persone, tra cui un funzionario del ministero, accennerebbero a presunti acquisiti fatti dal ministro Prestigiacomo. Da qui l'invio alla procura di Roma di una informativa a riguardo e l'apertura di un fascicolo processuale per verificare se dietro ai colloqui captati dalla fiamme gialle si ravvisino fatti penalmente rilevanti.

LA REPLICA: MAI USATA PER MOTIVI PERSONALI - «Non ho mai usato la carta di credito del ministero per motivi personali»: questa la replica del ministro Prestigiacomo. «Gli estratti conto e tutta la documentazione relativa alle spese ministeriali sono a disposizione degli inquirenti e lo sono sempre stati. Nessuno - ha affermato il ministro - le ha mai consultate. Potevano esaminarle e fare ogni verifica prima di accusarmi di peculato sulla base di una intercettazione telefonica tra due persone di cui una indagata e l'altra interna al ministero. Sono profondamente nauseata e sconcertata, e chiedo sia fatta piena luce su tutta questa vicenda. Sono pronto a querelare - ha concluso il ministro Prestigiacomo - chiunque metta in discussione la mia onestà».

 


 


07/06/2009

Le nozze della figlia al Palazzo Ducale Indagato l'ex prefetto di Pesaro

Le nozze della figlia al Palazzo Ducale Indagato l'ex prefetto di Pesaro

 

Avrebbe organizzato il banchetto nella sede della prefettura in un giorno di chiusura. Luigi Riccio, attuale prefetto di Potenza, è accusato di peculato. L'episodio al vaglio anche della Corte dei Conti

 

Il Palazzo Ducale a Pesaro
Il Palazzo Ducale a Pesaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PESARO- Il prefetto di Potenza Luigi Riccio è indagato per aver organizzato in prefettura a Pesaro il banchetto di nozze della figlia all'epoca in cui ricopriva nella città marchigiana lo stesso incarico affidatogli ora nel capoluogo lucano. Lo riporta QN-Il Resto del Carlino: secondo il quotidiano, la procura pesarese avrebbe iscritto Riccio nel registro degli indagati con l'accusa di peculato. Riccio avrebbe utilizzato il Palazzo Ducale, sede della prefettura di Pesaro, in un giorno di chiusura. Nell'invito, a 200 ospiti, veniva chiaramente indicata la sede del ricevimento. Dell'episodio, che risale al 21 giugno del 2008, si sta interessando anche la Corte dei Conti. Il pm aveva chiesto l'archiviazione del fascicolo, ma il gip di Pesaro vorrebbe vederci più chiaro prima di accogliere la richiesta.