31/12/2011

Con l'anno nuovo raffica di aumenti su luce, gas e viaggi

Con l'anno nuovo raffica di aumenti su luce, gas e viaggi

Caro-vita. Altri aumenti in arrivo sulle bollette e sui pedaggi autostradali: solo per l'energia più di 50 euro a famiglia

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03/08/2010

Pedaggi autostradali, stop al governo

Pedaggi autostradali, stop al governo

Il Consiglio di Stato conferma la decisione del Tar che nei giorni scorsi aveva bocciato gli aumenti dopo il ricorso della Provincia di Roma e di Rieti. Bloccati i rincari

 

ROMA - I pedaggi autostradali aumentati dal decreto del governo devono essere abbassati secondo quanto disposto giovedì scorso dal Tar del Lazio. Il Consiglio di Stato ha infatti oggi rigettato la richiesta di sospensiva dell’ordinanza del Tribunale amministrativo avanzata dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, che aveva presentato un ricorso urgente contro il Tar. Il Consiglio, si legge nell’ordinanza, ha fissato la discussione nel merito al 31 agosto.

STOP AI RINCARI - Resta perciò in vigore lo stop agli aumenti dei pedaggi autostradali, deciso dalla sentenza del Tar nella scorsa settimana contro le disposizioni contenute nella Manovra. Secondo il Consiglio di Stato «la situazione controversa» relativa all’aumento dei pedaggi autostradali «va conservata immutata in tutti i suoi aspetti sino alla decisione cautelare da parte del Collegio». Infatti, specifica il decreto, «non ricorrono gli estremi per una misura cautelare connotata dalla estrema urgenza», come invece teorizzato nel ricorso della presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Consiglio ha così respinto "l’istanza di misure cautelari provvisorie" e ha stabilito che l’appello del governo contro l’ordinanza del Tar «potrà essere esaminato nel rispetto del contraddittorio tra le parti nella camera di consiglio fissata per il 31 agosto».

ZINGARETTI : «VITTORIA DEI CITTADINI» - «Esprimo grande soddisfazione per la decisione del Consiglio di Stato, che proprio oggi ha rigettato il ricorso d'urgenza presentato da Anas e Governo contro la sentenza del Tar inerente gli aumenti ai caselli. Si tratta di un'altra vittoria per tutti i cittadini». Lo afferma in un comunicato Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, che aveva presentato il ricorso al Tar seguito ad molti comuni della provincia.«Adesso, al più presto, l'Anas si adegui alla decisione presa dal Tar e confermata dal Consiglio di Stato di diminuire i pedaggi - conclude Zingaretti - perché chi amministra la cosa pubblica deve rispettare la legge senza atteggiamenti servili con i potenti e lassisti con le persone normali». red 031416 ago 10

Redazione online


29/07/2010

Pedaggi, il Tar del Lazio dice stop agli aumenti per autostrade e Gra

Pedaggi, il Tar del Lazio dice stop agli aumenti per autostrade e Gra

I giudici: «Le tariffe devono corrispondere a un servizio» Accolte le richieste della Provincia di Roma e di Pescara

 

Le auto sul Raccordo
Le auto sul Raccordo

ROMA - Il Tar del Lazio ha sospeso il decreto che ha disposto l'aumento dei pedaggi autostradali. I giudici hanno accolto le richieste della provincia di Roma, del Comune di Fiano Romano e della Provincia di Pescara.

NON SI TRATTA DI UNA TASSA - Il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi contro l'aumento dei pedaggi sostenendo che al pagamento deve corrispondere un servizio, e dunque l'utilizzo di un'infrastruttura, e non può trattarsi di una mera tassa. «Il provvedimento impugnato - si legge nelle ordinanze - per essere coerente con la finalità enunciata deve assumere il carattere di corrispettivo per l'utilizzo di una infrastruttura; al contrario, tale carattere non appare sussistente in alcune delle ipotesi evidenziate, vale a dire in tutte quelle che prevedono il pagamento del pedaggio in relazione ad uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell'infrastruttura».

RICORSO DI 41 COMUNI - L'ordinanza è stata emessa dalla prima sezione del Tar del Lazio presieduta da Linda Sandulli. Quarantuno i comuni della provincia di Roma che hanno presentato un atto d'intervento schierandosi al fianco della provincia di Roma. Si tratta di: Olevano Romano, Saracinesco, Marano Equo, Roviano, Riofreddo, Albano Laziale, Licenza, Vallepietra, Vivaro Romano, Rocca Canterano, Percile, Palestrina, Zagarolo, Gallicano nel Lazio, Roiate, Vicovaro, Canterano, Roccagiovine, Rocca S. Stefano, Anticoli Corrado, Sambuci, Ciampino, San Gregorio da Sassola, Cervara, Arsoli, Rocca di Papa, Velletri, Carpineto Romano, San Vito Romano, Genazzano, Castel Gandolfo, Genzano di Roma, Morlupo, Allumiere, Ariccia, Vallinfreda, Castel Madama, Frascati, Fiumicino, Ladispoli e Bracciano. A loro si sono aggiunti il Codacons e la Provincia di Rieti. Hanno invece presentato ricorsi autonomi (anch'essi discussi oggi) il comune di Fiano Romano e la provincia di Pescara.

VITTORIA DEI CONSUMATORI - Il Tar del Lazio ha sospeso il decreto che prevedeva l'aumento dei pedaggi autostradali, compreso il Gra. Per l'Adoc, che ha sempre sostenuto il ricorso presentato dalla Provincia di Roma, è la vittoria dei consumatori e dei pendolari. «Accogliamo con soddisfazione la decisione del Tar del Lazio, con i pedaggi i pendolari avrebbero subito un danno di oltre 600 euro l'anno - dichiara Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - sarebbe stato assurdo, ad esempio, imporre una maggiorazione di un euro per chi viene da Fiano Romano o l'introduzione del pedaggio sull'autostrada urbana Chieti-Pescara, un tratto di soli 20 chilometri utilizzato quotidianamente e anche più volte al giorno dai cittadini di entrambe le città. Per cui apprezziamo che sia stato accolto il ricorso della Provincia di Roma, che l'Adoc ha da subito sostenuto. Ora ci auguriamo che non vengano emanate nuove norme elusive della decisione del Tar. Imporre il pedaggio significa andare a colpire direttamente il portafoglio dei consumatori, già spossati da una crisi di cui non si vede la fine. Inoltre, significa danneggiare un settore, il turismo, che sta vivendo una crisi profonda».

Redazione online


01/05/2009

Traffico e code: paralizzata la A4

Traffico e code: paralizzata la A4

 

Per il ponte del 1° maggio. Rallentamenti su tutta la rete. E intanto sono scattati gli aumenti delle tariffe autostradali

 

Coda sulla A8 in uscita da Milano (Crespi)
Coda sulla A8 in uscita da Milano (Crespi)

 

 

 

 

 

 

 

MILANO - Dopo una settimana di piogge torrenziali, la prima giornata di sole è coincisa con il ponte del 1° maggio. Nonostante che oggi siano scattati gli aumenti delle tariffe autostradali, già alle 11 il traffico sembrava impazzito anche la Polstrada ha smentito di aver diffuso un appello a rinunciare alla partenza.

SITUAZIONE - Forti difficoltà in mattinata in particolare sulla A4 da Torino a Venezia con una situazione di quasi paralisi. A fine mattinaat perdurava il traffico intenso, soprattutto al nord, su tutta la propria rete, in prevalenza lungo le direttrici verso le località di villeggiatura. Sull'A1 Milano - Napoli ci vogliono due ore per percorrere il tratto compreso tra Sasso Marconi e Firenze (circa 90 chilometri); stesso tempo sull'A14 Bologna-Taranto per percorrere il tratto da Bologna Casalecchio a Imola (46,5 chilometri). Traffico intenso in uscita da Milano in direzione Venezia, in A9 in direzione della Svizzera ed in A8 in direzione delle località di villeggiatura piemontesi. Nel ricordare che i mezzi pesanti oggi non potranno circolare fino alle ore 22, Autostrade per l'Italia raccomanda ai viaggiatori una condotta di guida prudente nel rispetto delle norme del Codice della Strada e che in caso di pioggia il limite massimo di velocità si riduce a 110 chilometri orari. Per conoscere la situazione aggiornata del traffico sulla rete autostradale, si consiglia di viaggiare sintonizzati su Isoradio FM 103.3. Per ulteriori informazioni è possibile contattare anche il Call Center di Autostrade per l'Italia al numero 840.04.21.21, che fornisce notizie in tempo reale sulle condizioni di viabilità


30/04/2009

Autostrade, dal 1° maggio tariffe +2,40%

Autostrade, dal 1° maggio tariffe +2,40%

 

Ma sulla Milano-Torino l'aumento è del 19,46%. Erano state congelate dal 1° gennaio grazie al decreto anticrisi

 

ROMA - Dal 1° maggio le tariffe delle autostrade aumentano mediamente del 2,40%, ma in alcune tratte anche di più. L'aumento avrebbe dovuto scattare dallo scorso 1° gennaio, ma grazie al decreto anticrisi era stato sospeso fino al 30 aprile. Mercoledì Marco Filippi, capogruppo del Pd alla commissione Lavori pubblici al Senato, aveva chiesto al governo di rinviare nuovamente gli aumenti.

AUMENTI - L'aumento del 2,40%, che riguarda i tratti di competenza di Autostrade per l'Italia, è il risultato di tre componenti: l'1,89%, pari al 70% dell'inflazione del periodo 1° luglio 2007-30 giugno 2008; lo 0,47% per gli investimenti (principalmente la quarta corsia Milano-Bergamo e la terza Cattolica-Porto S.Elpidio) calcolato sulla base dello stato di avanzamento; e lo 0,04% come conguaglio.

ADEGUAMENTI - Non tutti gli aumenti sono però del 2,40%. Per il raccordo autostradale Valle d’Aosta l'aumento è dello 0,51%, la Tangenziale di Napoli balza del 6,63%. Nessun incremento per la Roma-Pescara. Inoltre: Torino-Quincinetto +6,57%; Milano-Serravalle +2,48%; Piacenza-Brescia +2,61%; Brescia-Padova +1,59%; Parma-La Spezia +1,61%; Milano-Torino +19,46%, Torino-Piacenza +12,63%; Venezia-Padova +0,66%; Autobrennero +1,57%; Torino-Savona +0,73%; Torino-Bardonecchia +4,57%; Genova-Ventimiglia +1,83%; Sestri Levante-Livorno +4,55%; Livorno-Rosignano M. +5,14%; Napoli-Salerno +4,89%; Torino-Aosta +2,90%; Raccordo Gran S. Bernardo +2,71%; Asti-Cuneo +9,30%. Sempre dal 1° maggio decorre anche l'incremento del sovrapprezzo chilometrico sui pedaggi di competenza Anas, che passa da 0,25 a 0,30 centesimi a km per le classi A e B, e da 0,75 a 0,90 centesimi a km per tutte le altre classi di pedaggio.


13/11/2008

Tremonti: «Se le banche falliscono banchieri a casa... o in galera»

Tremonti: «Se le banche falliscono banchieri a casa... o in galera»

Audizione in Senato del ministro dell'Economia: «L'intervento statale serve a tutelare il risparmio», «La Finanza creativa? L'ha inventata Ciampi»

 

 

 

 

Giulio Tremonti (LaPresse)
Giulio Tremonti

 

 

 

ROMA - Lo strumento allo studio del governo per finanziare l'economia e aiutare il sistema bancario ad affrontare la crisi dei mercati sarà quello dell'emissione da parte del Tesoro di prestiti obbligazionari. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, durante un'audizione al Senato, sottolineando che la misura entrerà nel prossimo decreto in via di emanazione. «Uno strumento - ha sottolineato - è quello dei prestiti obbligazionari. Il Tesoro fa un'emissione, vediamo se il Tesoro direttamente o un'altra articolazione, e la liquidità viene impiegata per sottoscrivere obbligazioni». In ogni caso, ha precisato Tremonti, l'intervento dello Stato per sostenere le banche non è un finanziamento alle banche, ma una misura a tutela del risparmio. Quindi, «se la banca fallisce i banchieri vanno a casa, o vanno in galera...».

RISPARMIO - Il titolare dell’Economia ribadisce poi che il decreto numero 155 e il successivo decreto adottati dal governo hanno alla «base il principio costituzionale della tutela del risparmio, che è un bene pubblico». Non si tratta di provvedimenti «per salvare le banche ma per salvare il risparmio, se le banche entrano in crisi si definisce un meccanismo di salvataggio bancario». Secono Tremonti, non c'è nessun ritardo nei provvedimenti a sostegno dell'economia reale: «Nessun paese europeo ha adottato provvedimenti prima dell'Ecofin della scorsa settimana».

CIAMPI - Tremonti è poi sbottato contro quelli che lo indicano come l'inventore della finanza creativa: «Sono invenzioni e ne ho piene le scatole. Io con la finanza creativa non c'entro un tubo... Le cartolarizzazioni, ovvero lo strumento principe della finanza creativa, le ha inventate Ciampi nel 1998. Giuste o sbagliate il copyright è del dottor Ciampi. Chiedete a lui..».


11/11/2008

Tremonti: cambiano le tariffe autostradali

Tremonti: cambiano le tariffe autostradali

L'annuncio del ministro: saranno legate agli investimenti che le concessionarie sapranno realizzare. «16 miliardi per il piano casa». «Il rapporto debito/Pil resterà sotto il 3%»

 

 

Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti (Ansa)
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti

 

 

 

ROMA - Un ruolo attivo della Cassa depositi e prestiti per realizzare il Piano casa, investimenti per 16 miliardi sbloccati dal Cipe ma anche un cambio delle tariffe autostradali che saranno però legate agli investimenti che le concessionarie saranno in grado di realizzare. Sono queste alcune misure per spingere la «domanda» in Italia e fronteggiare la crisi economica illustrate dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti in Parlamento, un pacchetto - ha spiegato il ministro - che «non è ancora definito».

«SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE»- «Crediamo sia possibile operare un provvedimento di sostegno all'economia,a lle imprese e alle famiglie che non alteri i saldi della finanza pubblica», ha detto illustrando le «linee essenziali» che vanno dallo blocco di investimenti Cipe alla modifica tariffaria delle autostrade legata agli investimenti. La prima, ha spiegato, è «la domanda pubblica» e si lega «alla proposta italiana di emissione di eurobond per finanziare infrastrutture europee o a quella di utilizzare la banca europea in rete». «In Italia nei prossimi giorni lo sblocco da parte del Cipe da parte di uno stock di investimenti è stimato 16 miliardi di euro» . Ci sarà poi «un meccanismo di ristrutturazione delle tariffe che riparta investimenti sulle autostrade, subordinando le tariffe all'effettività degli investimenti, anche questa in grado di mobilizzare investimenti molto elevati». A questo si aggiungerà «un utilizzo attivo e non passivo della Cassa depositi e prestiti a partire da piano casa».

«DEFICIT SOTTO CONTROLLO» - Tremonti ha inoltre spiegato che i conti pubblici italiani resteranno sotto controllo. «Mentre molti Paesi europei si trovano in un'area di deficit eccessivo - ha detto -, l'Italia, secondo le stime definite in sede Ecofin, manterrà nei prossimi tre anni un rapporto tra deficit e Pil al di sotto del 3 per cento». Il ministro ha inoltre richiamato l'attenzione sul fatto che «i dati relativi alla crescita dell'Italia si sono allineati a quelli degli altri Paesi», anche se questo allineamento riguarda comunque un andamento non positivo.