12/01/2011
Pedofilia, a 14 anni filma l'«orco» con il cellulare e lo denuncia
Pedofilia, a 14 anni filma l'«orco» con il cellulare e lo denunciaEra perseguitata da quando aveva 9 anni. L'amico di famiglia è stato condannato ad 8 anni e 4 mesi di reclusione
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03/09/2010
Maddie, pedofilo rivela: "Rapita da zingari e rivenduta"
Maddie, pedofilo rivela: "Rapita da zingari e rivenduta"In una lettera di cui riferisce il 'Sun' l'uomo, sospettato per il rapimento della piccola, dice: "Fu presa da una banda di nomadi, su commissione, per una coppia che non poteva avere figli"
07/04/2010
Pedofilia, vescovo norvegese si dimette «Ho commesso abusi su un minore»
Pedofilia, vescovo norvegese si dimette «Ho commesso abusi su un minore»IL PASSO INDIETRO RISALE ALLO SCORSO GIUGNO. Choc nel Paese per l'ammissione di Georg Mueller. La violenza compiuta vent'anni fa su un chierichetto
| Georg Muller (Ansa) |
TRONDHEIM (NORVEGIA) - Non si placa la tempesta causata dal caso dei preti-pedofili sulla chiesa cattolica. Un vescovo cattolico norvegese, ma di origine tedesca, Georg Muller, ha infatti confessato di aver abusato sessualmente di un ragazzo minorenne una ventina di anni fa. Lo scrive in apertura del suo sito la tv di stato norvegese, Nrk. In seguito a tale confessione il prelato ha dato le dimissioni nel giugno dello scorso anno. È il primo caso di pedofilia legato alla chiesa cattolica riportato in Norvegia.
IL CASO - Secondo la tv Nrk, il caso, come detto, riguarda Georg Mueller, ex vescovo cattolico di Trondheim, che il 7 giugno dello scorso anno si dimise inaspettatamente comunicando la decisione durante la celebrazione della messa domenicale. «È stato un abuso sessuale il motivo che lo ha spinto alle dimissioni» scrive il sito della tv pubblica norvegese, che aggiunge: «La Chiesa cattolica ha pagato alla vittima tra 400.000 e 500.000 corone norvegese (tra 50.000 e 65.000 euro circa) a titolo di risarcimento danni». L'abuso venne commesso quando Mueller era ancora un semplice prete ed è prescritto per la legge norvegese, specifica Nrk, che riporta come l'attuale vescovo di Trondheim e Oslo, Bernt Eisvig, abbia riferito al Times di Londra che Mueller scelse di dare immediatamente le dimissioni quando venne informato delle accuse che lo riguardavano. Secondo il quotidiano norvegese Adresseavisen, la vittima era un chierichetto che ha mantenuto il segreto per circa 20 anni. È stato il vescovo di Stoccolma ad occuparsi dell'inchiesta. Nrk riporta che il caso è stato inviato al Vaticano, dove è stato valutato arrivando alla conclusione che Mueller, in quel momento vescovo di Trondheim, doveva dimettersi.
LA DIFESA DEL VATICANO - La confessione del vescovo norvegese è arrivata dopo una giornata caratterizzata dalla strenua difesa del Papa dagli attacchi dei media internazionali da parte del segretario di Stato Bertone e del cardinale Sodano. In particolare secondo quest'ultimo che, ricordiamo, è l'ex segretario di Stato, gli attacchi contro Benedetto XVI ricordano quelli contro Pio XII.
Redazione online
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21/01/2010
Il prete accusato di pedofilia Si sfalda il fronte innocentista
Il prete accusato di pedofilia Si sfalda il fronte innocentista
Ad Alassio, emergono nuove prove contro il prete che avrebbe abusato sessualmente di una bimba di 11 anni ed è in carcere da fine dicembre. E crescono le perplessità anche fra chi lo aveva sempre difeso
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| Don Luciano durante la celebrazione di una messa |
Spegnere i riflettori della ribalta e soprattutto abbassare i toni della discussione. Alassio non intende disinteressarsi alla vicenda che ha portato in carcere don Luciano Massaferro con l’infamante accusa di violenza sessuale su una parrocchiana di 11 anni. Ma, come ha puntualizzato Carlo Annibale, fondatore della pagina “don Luciano Libero”, che ha raccolto su Facebook quasi 400 sostenitori e che ieri ne ha deciso la chiusura, «in questa fase è giusto che la magistratura faccia il suo corso e per rispetto di don Lu, della ragazzina e degli inquirenti, ritengo se ne debba parlare un po’ meno».
Una linea che ha trovato d’accordo anche il sindaco, Marco Melgrati, che, dopo alcune dichiarazioni pepate, ieri, ha invitato a «farla finita, a lasciare sbollire le polemiche e attendere la verità dell’inchiesta». Una linea non adottata da altri sostenitori del gruppo appassionato di Internet che nell’arco di un pomeriggio ha ridato fiato al “gruppo di preghiera che crede nell’innocenza del prete”.
Sfaccettature di uno stesso problema che continua a fare registrare novità sotto il profilo dell’inchiesta. Dai computer posti sotto sequestro, per esempio, sono arrivate ulteriori conferme sulle dichiarazioni contraddittorie fornite da don Lu.
Proprio di fronte a questi nuovi sviluppi e all’ordinanza del tribunale del Riesame (che ha negato la scarcerazione del parroco), il muro dell’integralismo innocentista per don Luciano ha incominciato a conoscere qualche crepa, lasciando spazi a dubbi e sicuramente al lavoro degli inquirenti.
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| L’interno della baracca dove sarebbe avvenuta la violenza |
Soprattutto attorno alla bambina e alla sua famiglia, Alassio sembra aver eretto una campana d’isolamento: dimenticati gli attacchi dei giorni scorsi, istituzioni e semplici cittadini sembrano essersi eretti a suoi paladini.
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04/10/2009
tg24 > cronaca Brescia, arrestato uomo seminudo in auto con 4 bambine
tg24 > cronaca Brescia, arrestato uomo seminudo in auto con 4 bambineUn 56enne è finito in manette a Carpendolo, dopo essere stato trovato svestito in una vettura con a bordo due coppie di sorelle, la cui età va dai 5 ai 12 anni
Un uomo di 56 anni è finito in manette a Carpenedolo, in provincia di Brescia, dopo essere stato trovato seminudo in auto con a bordo quattro bambine di età compresa tra i 5 e i 12 anni. Le piccole, due coppie di sorelle, sarebbero state adescate nei pressi di un centro commerciale. L'uomo, che era nudo dalla cintola in giù, è stato arrestato per sequestro di minorenni, atti osceni in luogo pubblico e atti sessuali con minorenni.
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22/04/2009
Pedofilo violentato a San Vittore, condannati due agenti di custodia
Pedofilo violentato a San Vittore, condannati due agenti di custodia
L'accusa nei loro confronti è di non essere intervenuti per aiutarlo. Gli agenti dovranno risarcire 100 mila euro ad un ragazzo che fu picchiato e sodomizzato da altri detenuti
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| Il carcere milanese di San Vittore (Fotogramma) |
MILANO - Due agenti della polizia penitenziaria sono stati condannati a risarcire 100 mila euro a un uomo che, quando nel 2001 si trovava detenuto nel carcere milanese di San Vittore per violenza sessuale nei confronti di un minore, venne sodomizzato, picchiato e minacciato da altri carcerati, senza che gli agenti intervenissero per aiutarlo. Lo ha deciso la prima sezione civile della Corte d'appello di Milano.
LA RICOSTRUZIONE - I fatti risalgono all'ottobre 2001, quando l'uomo si trovava nel sesto raggio del carcere di San Vittore, perchè arrestato per una presunta violenza sessuale su un minore. I due compagni di cella lo costrinsero a ingerire una sostanza nauseante e l'uomo si sentì male. Chiese aiuto all'agente che piantonava la cella, che non gli diede retta. Il detenuto venne poi picchiato dagli altri con una caffettiera e, nonostante il mattino seguente fosse coperto di ematomi in viso, un altro agente, quello addetto alla consegna della posta, gli rispose «sono affari vostri» e si rifiutò di accompagnarlo in infermeria. Nel giudizio penale, in primo grado, i due agenti erano stati condannati, ma poi in appello erano stati assolti. La Cassazione, infine, aveva annullato la sentenza di secondo grado. Il giudice civile oggi ha deciso sul risarcimento.
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