30/05/2010

Milano, caccia al pirata della strada che ha ucciso 1 pedone

Milano, caccia al pirata della strada che ha ucciso 1 pedone

Continua senza sosta la ricerca dell'automobilista, che a Robecco sul Naviglio ha travolto due passanti, ammazzandone uno. Subito dopo l'incidente, lo sconosciuto è scappato senza prestare soccorso


 

 

E' caccia al pirata della strada che, all'1.30 del 30 maggio, ha travolto due pedoni, uccidendone uno. L'incidente è avvenuto sulla strada, che unisce Robecco sul Naviglio a Cassinetta di Lugagnano, località a una trentina di chilometri a ovest di Milano. Subito dopo l'incidente, l'automobilista è scappato senza prestare soccorso.

Come spiegato dai carabinieri di Abbiategrasso, intervenuti sul posto, i due ragazzi, entrambi 26enni, sono stati investiti, mentre camminavano sul ciglio della strada. Uno dei due giovani è deceduto, dopo essere stato trasportato in ospedale. L'altro, invece, è in osservazione all'ospedale di Magenta, ma non è in pericolo di vita.


30/03/2010

Paese che vai semaforo che trovi

Paese che vai semaforo che trovi

 

In italia si fanno strada i modelli «a led», più «risparmiosi». In Corea ideati modelli che «pensano» ai pedoni. Negli Usa al via i modelli w-fi che regolano la durata del rosso

 

Lo schema di funzionamento del semaforo coreano «Aisa»
Lo schema di funzionamento del semaforo coreano «Aisa»

Dagli Usa passando per l’Italia fino alla Corea, il semaforo diventa intelligente. Già, perché da semplice luce che con il rosso, il verde e il giallo indicava se stare fermi, passare o affrettarsi, ora uno degli strumenti stradali più antichi (il primo sembra essere stato installato il 10 dicembre 1868 a Londra) grazie alla tecnologia amplia le sue funzioni. Con la consapevolezza che, a seconda del Paese in cui ci si trova e dei tempi in cui si vive, anche il semaforo cambia aspetto e posizione.

IN COREANO CON QUATTRO BRACCIA- Esempio è Aisa, dissuasore a quattro braccia in titanio da installare in mezzo agli incroci, utile per auto e pedoni, dotato di sensori Led e telecamere che avvertono l’arrivo improvviso di un mezzo o di una persona in transito e ne segnalano la presenza agli altri veicoli illuminando le estremità degli altri bracci. I Led per ogni braccio sono tre, si illuminano in diversa intensità di colore a seconda della velocità con cui sopraggiunge il pedone o l’automobile. Aisa è stato realizzato da una designer coreana, Park Jeongseon. Giovanissima sì. Ma il suo prototipo di semaforo intelligente ha vinto l’ultimo Red Dot Award, uno più importanti premi del design mondiale che dal 1955 premia i migliori progetti. Per Park Jeongseon scegliere di disegnare questo semaforo intelligente è stato un gesto obbligato. Le statistiche della Corea (e di molti altri Paesi nel mondo) indicano infatti che il numero di vittime più alto è quello dei pedoni. Aisa potrebbe risolvere la questione, prestando loro attenzione soprattutto negli incroci, punti ancora più pericolosi per l’incolumità di tutti.

NEGLI USA WI-FI - Dalla Corea si passa ad Oklahoma City, dove è appena stato deciso di allungare i tempi di luce verde e accorciare quelli di rosso. Il sistema (che costerà tra gli 8 e i 10 milioni di dollari) sarà installato nei prossimi tre anni su 700 semafori dell’intera la città e controllato da una centrale che monitorerà attraverso telecamere wi-fi i flussi di traffico regolando i tempi di lampeggiamento dei vari colori. Stessa cosa accade a Charlotte (in North Carolina), dove sono stati investiti 4 milioni di dollari per istituire un pool di ingegneri all’interno del municipio. Qui, grazie a 83 telecamere rotanti, si regolano i tempi dei «traffic lights» cittadini e si controllano eventuali incidenti o ingorghi, con uno zoom che arriva a 400 metri circa di visibilità.

IN ITALIA CON I LED- In Italia, infine, a Lucca, il Comune ha deciso nei giorni scorsi di sostituire nella via principale che costeggia il centro storico i semafori a lampadina con quelli a Led per ottenere un buon risparmio energetico.«Si passerà – ha spiegato Marco Chiari, assessore con delega alla Mobilità – dalle tradizionali lampade a filamento ai moderni strumenti ad ottica a Led, con un forte risparmio energetico (80% circa) e un netto miglioramento della visibilità. La sostituzione degli impianti sarà graduale, ma continua». Importo complessivo della spesa di rifacimento della viabilità di viale Carlo del Prete è di 7.500 euro, con un occhio anche a chi corre troppo. Perché se l’automobilista preme a fondo l’acceleratore, il semaforo, intelligente lui, fa scattare immediatamente il rosso.

Marta Serafini


15/10/2009

Roma, auto sbanda e resta in bilico sul ponte

Roma, auto sbanda e resta in bilico sul ponte

 

Incidente nel cuore della capitale. Un automobilista perde il controllo su ponte Vittorio e dopo aver travolto quattro pedoni, sfonda il parapetto e rimane in bilico nel vuoto

 

L'auto in bilico su Ponte Vittorio (foto Jpeg)
L'auto in bilico su Ponte Vittorio (foto Jpeg)

ROMA - Un'auto con un anziano a bordo è rimasta in bilico su Ponte Vittorio, sopra il fiume Tevere, a Roma, dopo uno spettacolare incidente. In salvo l'occupanti, ma tre persone sono rimaste ferite. Il veicolo è finito fuoristrada intorno alle 13.40 ed ha sfondato la spalletta del ponte dopo essere stato urtato da un'altra auto una Saab 9000 condotta da un uomo di 84 anni. Sul luogo è arrivato anche il figlio dell'investitore, un sacerdote.

IN PANNE, POI L'IMPATTO - La dinamica dell'incidente è stata ricostruita dalla Polizia municipale: l'uomo alla guida della Saab era rimasto in panne durante una coda sul ponte. Nel far ripartire l'auto, forse per il nervosismo, ha accelerato forte ed ha perso il controllo del veicolo,: sbandando, ha investito tre persone che transitavano sul marciapiede e sfondato il piloncino centrale in tufo che regge le colonnine a spalla del ponte. La parte anteriore della Saab è finita pericolosamente in bilico sul fiume.
A quanto riferiscono fonti dei vigili del fuoco, l'auto è rimasta appoggiata al parapetto del ponte e al momento non può essere rimossa, ma non rischia di cadere nel fiume. Nell'impatto con la vettura circa una ventina di colonnine del basamento della struttura sono precipitate nel Tevere. Un'autoscala e un'autogru dei Vigili del fuoco hanno sollevato una parte della travatura centrale della balaustra di ponte Vittorio Emanuele, contro cui è finita l'auto sbandata e rimasta in bilico. La vettura ora è ancora parzialmente incastrata nel parapetto. Sull'argine del Tevere sono intanto pronti i sommozzatori dei Vigili del fuoco che dovranno recuperare le colonnine cadute nel fiume. A poca distanza nel fiume un gommone della polizia controlla le operazioni. Il transito sul ponte è consentito solo ai mezzi di soccorso.

VERSO SAN PIETRO - L'automobilista sulla Saab stava percorrendo il ponte in direzione Vaticano. I tre feriti non sono gravi. Al 118 risulta soccorsa una ragazza in codice giallo con trauma cranico e un 40enne, sempre in codice giallo, con traumi al braccio e alla testa, entrambi sono stati portati all’ospedale Santo Spirito. Mentre il conducente, sempre in codice giallo, è stato portato all’ospedale dell'Isola tiberina. Inizialmente si era pensato avesse perso il controllo dell'auto per un malore, ma poi si è saputo che l'incidente era avvenuto dopo il fermo del veicolo. I vigili del XVII Municipio hanno chiuso il ponte al traffico.

 


17/07/2009

Via Cassia, muore una donna investita alla fermata. «L'auto correva troppo»

Via Cassia, muore una donna investita alla fermata. «L'auto correva troppo»

 

SICUREZZA SULLE STRADE. La macchina ha sbandato in fase di sorpasso ed è finita contro un palo. Ferite anche altre due persone

 

La vittima (foto Mario Proto)
La vittima (foto Mario Proto)

Una donna filippina è morta questa mattina in un incidente stradale a Roma sulla via Cassia, all'altezza dell'Olgiata. Ferita in maniera molto grave anche la sorella che attendeva lo stesso bus e una donna moldava. In base a quanto riferito dalla polizia municipale capitolina, poco dopo le 7 di venerdì mattina una macchina in fase di sorpasso ha sbandato finendo sul marciapiede e investendo tre donne alla fermata. La vittima è una filippina di 58 anni, da tempo residente in Italia dove faceva la colf. Ferita in gravi condizioni anche sua sorella ricoverata in codice rosso all'ospedale San Pietro e sottoposta a un intervento chirurgico. L'altra persona coinvolta, una donna moldava, è ricoverata nella stessa struttura, ma sarà dimessa presto. L'investitore è ora interrogato dalla polizia. L'incidente sta provocando gravi ripercussioni sul traffico diretto verso il centro di Roma.

Sigfrid, figlio della vittima (Ansa)
Sigfrid, figlio della vittima (Ansa)

IL FIGLIO HA VISTO TUTTO - «Ho visto tutto, ero assieme a mia madre per andare al lavoro. Adesso come faccio? Ho già perso mio padre e sono rimasto solo con la mia sorellina di 17 anni». A parlare tra le lacrime è Sigfrid, il figlio di 27 anni della donna investita e uccisa mentre era alla fermata dell'autobus della linea 201. «Ho visto una Golf grigia, guidata da un giovane, sorpassare ad alta velocità - ha detto Sigfrid - Prima ha tamponato una Micra poi, dopo aver zigzagato per alcuni metri, è finita in testacoda addosso a noi». Alla fermata, situata su un marciapiede, e secondo l'azienda comunale dei trasporti Trambus sicura, c'erano altri stranieri, che aspettavano di andare al lavoro. Nello scontro sono rimaste travolte anche la sorella della vittima ricoverata nell'ospedale Villa San. La donna, di circa 55 anni, si trova ora in sala operatoria e le sue condizioni vengono definite dai medici molto gravi. L'altra donna rimasta ferita, una moldava, verrà dimessa in giornata.

I rilievi (foto Mario Proto)
I rilievi (foto Mario Proto)

LO SCONTRO - «Stiamo cercando il maggior numero di testimoni possibili per ricostruire con certezza la dinamica dell'incidente» ha detto Walter Brigani, funzionario del XX gruppo della Polizia Municipale. «Il giovane alla guida della Golf non è in stato di fermo - ha aggiunto - al momento non è possibile stabilire se andava a velocità eccessiva». In base alla ricostruzione degli agenti, l’incidente è stato innescato da un contatto tra due veicoli in fase di sorpasso e si è verificato sulla via Cassia all’altezza del civico 1823. Secondo i primi accertamenti, il conducente della Golf grigia, un uomo di circa trent'anni, che viaggiava in direzione centro, ha perso il controllo dell'auto per evitare l'impatto con una Micra che svoltava sulla sinistra. Al volante una ragazza di circa 25 anni che doveva girare per accedere al parcheggio del supermercato in cui lavora. Dopo una corsa di circa 40 metri, la Golf è finita sulla banchina della fermata dell'autobus. I due conducenti delle vetture, entrambi illesi, sono stati ascoltati dalla polizia. Dai primi controlli con l’etilometro risulta che l’investitore non avesse valori fuori norma. Sul posto sono accorsi subito anche i genitori del ragazzo, che, a quanto riferito da alcuni presenti, avrebbero definito loro figlio come «un bravo ragazzo che stava andando a lavorare».

Il conducente, col volto coperto, portato via dalla polizia (foto Mario Proto)
Il conducente, col volto coperto, portato via dalla polizia (foto Mario Proto)

I TESTIMONI «CORREVA TROPPO» - Secondo alcune testimoni che sono passate sulla Cassia subito dopo l’incidente, la Golf grigia si è schiantata contro un palo: uno scontro molto forte tanto che la palina del bus e un vicino cartellone pubblicitario sono stati abbattuti. La fermata in quel tratto di strada non è protetto se non da un piccolo marciapiede. I conoscenti della vittima si sono ritrovati sul luogo dell'incidente: «Vergogna» ha mormorato qualcuno dalla folla contro il giovane che ha provocato l'incidente «Ha ucciso una persona, deve vergognarsi perchè guidava troppo forte», ha gridato un cittadino contro un parente del giovane, che ha risposto: «È stata una disgrazia»

IL PRECEDENTE- Il grave incidente ripropone il problema della sicurezza delle fermate non protette sulle strade consolari e nelle zone più periferiche. Il 27 febbraio del 2008 un maxitamponamento a Fiumicino ha provocato la morte di cinque persone, due donne e tre bambine, che aspettavano ad una fermata lo scuolabus diretto a Maccarese: su loro piombò un'auto poi finita in un fosso.


28/05/2009

Rimini, nonni e nipote investiti su strisce

Rimini, nonni e nipote investiti su strisce

 

Alla guida dell'auto un sammarinese 68enne. I due anziani sono morti: la donna sul colpo, l'uomo poco dopo. Il bambino di 3 anni non è grave, ha ferite leggere

 

Il tragico incidente in via Euterpe a Rimini (Ansa)
Il tragico incidente in via Euterpe a Rimini (Ansa)

RIMINI - Nonni e nipotino travolti mentre attraversavano le strisce pedonali: i due anziani sono morti, il bambino di tre anni si è salvato perché era in braccio alla nonna. I due anziani e il piccolo sono stati scaraventati per una decina di metri. È successo a Rimini in via Euterpe, non lontano dal centro sportivo Garden, alle 10.50 di mercoledì. La donna, 65enne, è morta sul colpo, il marito (74 anni) è stato ricoverato in gravissime condizioni ed è morto poche ore dopo in ospedale. Il nipotino non è in pericolo di vita, ha riportato ferite leggere.

PATTUGLIA DELLA GDF - L'incidente è avvenuto sotto gli occhi di una pattuglia della Guardia di finanza che seguiva l'auto dell'investitore. E sono stati proprio i militari a documentare che la Golf con targa sammarinese ha investito i tre pedoni. Alla guida un uomo di 68 anni di San Marino. Anche lui è rimasto lievemente ferito ed è stato portato in ospedale. La strada è stata chiusa per circa due ore per i rilievi. Secondo le Fiamme gialle, il 68enne non viaggiava a una velocità particolarmente sostenuta, ma l'impatto è stato mortale perché evidentemente né lui né le vittime si sono rese conto di quello che stava per accadere. Forse l'uomo era distratto, forse nonni e nipotino gli sono spuntati davanti improvvisamente.

I PRECEDENTI - Non è il primo incidente su via Euterpe. Poche settimane fa un uomo si è schiantato con la Maserati contro un albero: andava a 150 all'ora e l'auto si è spezzata a metà. Eppure è una normalissima via di scorrimento: collega via della Fiera con viale della Repubblica, una strada a quattro corsie separate da uno spartitraffico che evidentemente invita a premere l'acceleratore. Gli incidenti continui, spesso mortali, avevano spinto il Comune a rallentarla con rotatorie e un semaforo per l'attraversamento pedonale.

LIMITE DEI 30 KM/H - L'assessore comunale alle politiche per la sicurezza e alla polizia municipale, Roberto Biagini, ha detto che «la tragedia in via Euterpe - terribile, terrificante, straziante - è avvenuta nonostante su quell'arteria viaria siano stati attuati interventi di messa in sicurezza per pedoni e anziani, nonostante i controlli sistematici messi in atto su quella strada che ha il limite dei 30 km/h attraverso telelaser e autovelox. La ricostruzione della dinamica metterà in luce quanto accaduto ma una riflessione più generale si può già fare. Prima dei controlli e degli strumenti tecnologici di controllo, occorre modificare un comportamento collettivo e individuale. Bisogna rendere più dure le leggi che, alla fine, derubricano questo genere di incidenti a casualità colpose. Bisogna, in alcuni casi, parlare di veri e propri omicidi e regolare le leggi di conseguenza».


11/03/2009

Londra: piano per far camminare i pedoni più veloci e favorire il traffico delle auto

Londra: piano per far camminare i pedoni più veloci e favorire il traffico delle auto

 

L'idea del sindaco Johnson secondo il quotidiano Times. Il tempo del verde agli incroci sarà diminuito di 6 secondi per chi si sposta a piedi

 

 

 

 

 

 

LONDRA - Per far muovere più in fretta il traffico di auto è necessario che i pedoni siano più veloci ad attraversare la strada. Quindi i tempi del verde ai semafori saranno diminuiti di 6 secondi per chi si sposta a piedi. L'idea è del sindaco di Londra, il conservatore Boris Johnson, e la riporta il quotidiano Times.

PIANO TRAFFICO - Sarà introdotto a 6 mila impianti semaforici un conto alla rovescia digitale dei secondi che rimangono alle auto prima della luce verde e che, secondo gli ideatori, servirà a far affrettare chi è a piedi. In media i pedoni avranno sei secondi in meno per attraversare l’incrocio. L'adeguamento alla «maggiore velocità» per i pedoni sarà graduale. I pannelli digitali fanno parte del piano di Johnson per decongestionare il traffico, soprattutto quando l’anno prossimo il numero delle auto si raddoppierà in previsione della riduzione della zona a traffico limitato. Secondo gli esperti di sicurezza stradale, la misura porterà a un maggior numero di incidenti e attraversamenti senza rispettare il verde.