08/02/2012
BtJunkie si ritira: è la fine del file sharing?
BtJunkie si ritira: è la fine del file sharing?Il motore di ricerca che usava il protocollo Bit Torrent. Dopo 7 anni di attività, il popolare motore annuncia la chiusura. Spodestato da nuovi siti di streaming. Legali
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20/01/2012
La giustizia Usa chiude «Megaupload». «Ha infranto le regole sul copyright»
La giustizia Usa chiude «Megaupload». «Ha infranto le regole sul copyright»La lotta contro lo scambio di file su internet. Arrestati il fondatore Kim Dotcom e altri manager
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24/11/2011
La Corte Ue: «Su Internet vietati i "filtri" per impedire i download di materiale pirata»
La Corte Ue: «Su Internet vietati i "filtri" per impedire i download di materiale pirata»INTERNET. Storica sentenza della Corte di Giustizia Europea: i provider non possono «frenare» l''accesso degli utenti
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21/02/2011
Telecom, che stretta al p2p stop software 'mangia-banda'
Telecom, che stretta al p2p stop software 'mangia-banda'Dal primo marzo il maggior operatore nazionale e proprietario della rete nazionale metterà questa novità nero su bianco, aggiornando le condizioni contrattuali. Come hanno già fatto altre telecom. Che cosa cambia e cosa potrà cambiare
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22/01/2010
La nuova sfida dei pirati svedesi: navigare senza essere tracciati
La nuova sfida dei pirati svedesi: navigare senza essere tracciati
IL LANCIO. Esce dalla fase di test Ipredator, il servizio lanciato dai creatori di The Pirate Bay per garantire l'anonimato
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Dopo 5 mesi di prova apre al pubblico Ipredator , l'ultima trovata dei creatori di The Pirate Bay, il popolare sito svedese condannato in primo grado dalla giustizia del suo Paese con l'accusa di favorire la condivisione di file illegali. Ma a differenza della “baia dei pirati”, il nuovo servizio non offre link a video, canzoni o file di altro tipo; si limita invece a garantire qualcosa che potrebbe rendere lo scambio di questi materiali su Internet molto più facile: l'anonimato dell'utente. Ai navigatori basterà pagare 5 euro al mese per esplorare la rete al riparo da occhi indiscreti.
RISPOSTA ALLA DIRETTIVA – Lo scopo dichiarato di Ipredator è quello di contrastare le recenti leggi svedesi che rendono più difficile per gli utenti scaricare file online. Lanciato in una versione di prova nel luglio scorso, il servizio è infatti un'esplicita risposta all'entrata in vigore in Svezia della direttiva europea sulla proprietà intellettuale del 2004, IPRED (Intellectual Property Rights Enforcement Directive). Promulgata in primavera, la legge svedese che recepisce la direttiva permette ai detentori dei diritti d'autore di rivolgersi ai fornitori di accesso alla rete per ottenere dettagli sugli utenti sospettati di attività che violano la normativa sul copyright.
LO SCUDO E LA SPADA – L'impiego di questo servizio, complice la popolarità dei “pirati” scandinavi, potrebbe estendersi in tutti quegli stati che progettano di introdurre misure più dure per punire il download illegale di materiale digitale. Sono parecchi infatti i Paesi che, dietro pressione delle etichette musicali e cinematografiche, hanno varato o stanno studiando leggi che inaspriscono le pene e aumentano i controlli sull'attività online dei propri cittadini. Il caso più noto è quello della Francia che ha da poco varato la legge «Création et Internet», meglio conosciuta come Legge Hadopi. Il provvedimento prevede che gli utenti che per tre volte siano stati scoperti a scaricare materiali coperti da copyright debbano comparire davanti a un giudice che potrà decidere se applicare una multa o imporre la disconnessione dell'utente titolare dell'abbonamento a Internet.
SOLUZIONI RISERVATE – Di fronte a queste norme giudicate intrusive, gli utenti, almeno quelli più evoluti dal punto di vista tecnologico, non stanno a guardare e l'anonimato è una delle strade più battute. In Svezia, che con il 32,5 % vanta una penetrazione della banda larga tra le più alte d'Europa, il ricorso ai servizi di anonimizzazione, è in aumento. Secondo una recente ricerca sarebbero 130 mila i ragazzi tra i 15 e i 25 anni che ricorrono a simili soluzioni (il 10 % del totale dei giovani). Il rischio, sottolineato da attenti osservatori della rete come Stefano Quintarelli, è dunque che norme come quelle svedesi o francesi possano favorire comportamenti ancora più illeciti di quelli che vogliono combattere. «Con leggi come queste – spiega al Corriere della sera.it - c'è la possibilità che l'occultamento dell'identità in rete diventi una pratica molto diffusa con tutti i problemi che questo comporta. Perché dietro il riparo di sistemi di anonimizzazione si possono svolgere attività socialmente molto più pericolose che scaricare musica o film, come per altro già denunciato dalle forze di sicurezza inglesi».
RETI PRIVATE – Sotto l'aspetto tecnico, almeno per ora, Ipredator non aggiunge niente di nuovo a quello che già esiste. Di fatto è ciò che in gergo si definisce una Virtual private network che garantisce la riservatezza di chi naviga intervenendo sull'indirizzo IP dell'utente, il numero che il fornitore associa ad una connessione, e dunque permette di tracciare le attività effettuate da un determinato dispositivo. Ipredator sostituisce questo indirizzo IP, slegando così l'azione del navigatore dal service provider di riferimento. Inoltre i creatori del servizio garantiscono che il sistema non archivia alcun dato relativo al traffico dell'utente.
Raffaele Mastrolonardo
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05/01/2010
Francia, al via la legge «tre errori e sei scollegato»
Francia, al via la legge «tre errori e sei scollegato»
Col nuovo anno è entrata in vigore la controversa norma «Hadopi». Gli utenti accusati di file sharing illegale saranno avvisati prima con una email, poi con una lettera, ma poi scatterà la disconnessione da Internet
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PARIGI - Dopo un iter travagliato durato quasi due anni, in Francia è entrata in vigore la legge «Création et Internet», meglio conosciuta come Legge Hadopi, dal nome dell'autorità che dall'1 gennaio 2010 è chiamata a vigilare sui comportamenti degli utenti d'Oltralpe.
CHE COSA PREVEDE - Descritta come una delle più severe norme contro il download illegale, la legge prevede un percorso educativo basato su un sistema di risposta graduale in tre tappe: gli utenti scoperti a scaricare file protetti da copyright (musica, film e altre opere d'ingegno) saranno avvisati una prima volta via mail, una seconda volta attraverso una raccomandata cartacea e al terzo «errore» saranno invitati a comparire davanti a un giudice, che potrà decidere se applicare una multa o la disconnessione forzata. In tutti questi casi, a ricevere gli avvisi non è chi ha commesso il reato, ma il titolare dell'abbonamento internet. HADOPI - A vigilare su tutto il processo, sarà l'Alta Autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti su Internet (Hadopi), i cui nove membri sono stati da poco nominati. L'Autorità farà da intermediaria tra gli aventi diritto (artisti, major) e i fornitori di connettività, chiamati a cooperare per denunciare gli utenti che scaricano file illegalmente. A differenza della prima versione della legge (bocciata dalla Corte Costituzionale)-, l'Hadopi non potrà disconnettere un abbonato senza il parere preventivo di un giudice.
OBIETTIVI - Fortemente spalleggiata da Sarkozy, che l'ha presentata come una norma-modello per altri Paesi europei, la nuova legge intende ridurre drasticamente il fenomeno della pirateria. Come ha spiegato il senatore Michel Thiolliere alla Bbc, «dopo il primo avviso due utenti su tre smetteranno di scaricare file illegali. Al secondo avviso il 95% abbandonerà del tutto questa abitudine».
OPPOSITORI - Eppure in molti sollevano dubbi sull'efficacia dell'Hadopi: come è già accaduto in altri Paesi, gli utenti troveranno presto nuovi modi per condividere file protetti da copyright. La webzine Torrent Freak elenca sei modalità per fruire di contenuti online senza problemi. Il provvedimento non piace nemmeno ai servizi segreti inglesi che temono il dilagare di nuovi sistemi protetti per scaricare in tutto anonimato. Simili servizi renderebbero ancora più dura la lotta delle autorità internazionali contro la pedo-pornografia e altre attività criminali online.
Nicola Bruno
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17/08/2009
Pirate Bay viene clonata
Pirate Bay viene clonata
I fan del sito peer to peer hanno gia scaricato l'intero contenuto per condividerlo
Il sito di file shering "PIRATE BAY" fra qualche giorno,come annunciato qalcune settimane fa passerà ai nuovi proprietari, la società svedese Global Gaming Factory diventanto legale a tutti gli effetti, e a pagamento cosa che i fan, di cui il sito conta 4 milioni in tutto il mondo, non accettano volentieri il fatto di dover pagare fil, musica e applicazioni, presenti nei server del sito. Molti di loro temono, infatti che, con il passaggio alla nuova proprietà molti dei file torrent vengano rimossi diventanto inaccessibili. Da qualche giorno sui blog e siti specializzati, come TorrentFreak, è scattato una sorta di tam tam per scaricare l'intero contenuto della baia in modo da poterlo condividere sotto forma di clone del sito madre e scttino così le restrizioni delle major che detengono il marchio.Anche sullo stesso Pirate Bay è stata caricata una copia del sito da 21 Gigabytes contenente 900mila file dei server collegati. L'utente anonimo, che ha pubblicato il sito clone, rivela che: essendo molto grande, l'archivio bisogna avere pazienza per poterlo scaricare. Il meccanismo della condivisione sarebbe possibile grazie al tracker di openbittorent.com.
In questo modo ogni utente avrà a disposizione una propria Baia dei Pirati. Non c'è stata nessuna reazione fino ad ora da parte della società acquisitrice del marchio. Staremo a vedere cosa succederà tra pochi giorni. Vi terremo informati.
17:30 Scritto in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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02/08/2009
Studente scarica illegalmente 30 canzoni Dovrà pagare 700mila dollari di multa
Studente scarica illegalmente 30 canzoni Dovrà pagare 700mila dollari di multa
Copyright. Il precedente di una donna di Minneapolis che era stata condannata a pagare 1,92 milioni di dollari
BOSTON - È finito nei guai uno studente dell'università di Boston che dovrà pagare un risarcimento di 700mila euro a quattro etichette discografiche per aver condiviso musica on line. Lo ha riferito la Bbc.
Joel Tenenbaum ha ammesso davanti ai giudici di aver scaricato e scambiato 30 brani. È il secondo processo per reati di pirateria negli Stati Uniti. Nel precedente una donna di Minneapolis era stata condannata a pagare 1,92 milioni di dollari. Lo studente dovrà pagare 22.500 dollari per ogni infrazione. Dopo la sentenza si è detto soddisfatto per aver evitato una multa più onerosa. Per scaricare e distribuire i file ha utilizzato un computer a casa dei genitori e un altro all'università.
30/06/2009
Il nuovo volto dei pirati
Il nuovo volto dei pirati
Altro che corsari digitali, furfanti che nella visione più ottimistica rubano ai ricchi (le "major", musicali, cinematografiche e del software) per distribuire ai poveri (utenti della Rete). I pirati si sono ripuliti e dopo essere scesi - con successo - nell'agone politico europeo, ora si lanciano anche nel business. Legale. E' infatti notizia di oggi che l'azienda svedese di software Global Gaming Factory X AB ha annunciato che acquisterà The pirate Bay, il sito web di "consigli" per il file sharing di materiale protetto da copyright, che nei mesi scorsi è stato condannato da un tribunale svedese proprio per aver infranto la legge sul diritto d'autore. La softwarehouse ha precisato nel comunicato stampa che introdurrà un nuovo modello di business che permetterà di compensare i titolari del copyright per il materiale scaricato.
Dopo lo sbarco online della versione beta di VideoBay e il conseguente (tentativo di) arrembaggio allo strapotere di YouTube, ora i "pirati" si guadagnano le virgolette e si mettono dunque a giocare sullo stesso tavolo dei vecchi "nemici". Che ora diventano concorrenti. La Global Gaming ha spiegato che pagherà il sito web tanto famoso 60 milioni di corone svedesi (7,7 milioni di dollari) e che, come detto, questo continuerà a svolgere il proprio ruolo di distributore di contenuti audio e video (ma anche di software e videogiochi) grazie a un nuovo modello commerciale che soddisferà sia i fornitori dei contenuti stessi, sia i titolari dei diritti d'autore. Sia, si spera, gli utenti, che diventeranno acquirenti. Ha spiegato l'amministratore delegato dell'azienda svedese, Hans Pandeya: "Vorremmo introdurre un modello in cui content provider e titolari di copyright saranno pagati per i contenuti scaricati dal sito". Senza spiegare meglio di cosa si tratti, tutti sarebbero così contenti. Anche le aziende musicali e cinematografiche tra cui Warner, MGM, Columbia, 20th Century Fox, Sony, Universal ed EMI, che al processo contro il sito dei pirati avevano chiesto un risarcimento di più di 12,6 milioni di dollari.
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19/06/2009
Usa: multata per 1,9 milioni di dollari per aver scaricato 24 canzoni dal web
Usa: multata per 1,9 milioni di dollari per aver scaricato 24 canzoni dal web
Scaricare legalmente i brani le sarebbe costato 23,76 dollari. Per la prima volta una donna è stata condannata per violazione del copyright
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| Sempre più diffuso lo scaricamento illegale dal web di brani musicali coperti dal copyright (Ansa) |
NEW YORK (USA) - Un tribunale americano ha condannato una donna del Minnesota a pagare un risarcimento di 1,9 milioni di dollari (circa 1.366.000 euro) per aver illegalmente scaricato 24 canzoni da Internet. Il processo contro Jammie Thomas Rassett, una madre di quattro figli che lavora per una tribù indiana, è il primo negli Stati uniti per violazione del copyright, ha detto il suo avvocato alla tv satellitare Cnn. La donna, che ha 32 anni, è rimasta stupita per la sentenza, anche perchè scaricare legalmente le canzoni le sarebbe costato solo 99 centesimi di dollaro a brano (in tutto 23,76 dollari), e intende ricorrere in appello.
LA SENTENZA - Il tribunale ha stabilito un risarcimento di circa 80.000 dollari per ogni violazione del copyright, con gran soddisfazione della Record Industry association of America (Riaa), l'associazione dei produttori discografici. La Thomas-Rasset era stata condannata a pagare un risarcimento di 220mila dollari alla Riaa in un primo processo nel 2007, ma il procedimento era stato annullato per un vizio di forma. Le canzoni scaricate sono di No Doubt, Sheryl Crow, Gloria Estefan e Linkin Park.
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