11/06/2009
Francia: Consiglio costituzionale boccia la legge sulla pirateria web, va riscritta
Francia: Consiglio costituzionale boccia la legge sulla pirateria web, va riscritta
Il governo ha accolto i rilievi e proporrà di modificare la norma. Per i saggi solo il giudice può decidere se sospendere o meno la connessione a internet dei cittadini
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| Il ministro della Cultura francese Christine Albanel (Afp) |
PARIGI (FRANCIA) - Alla fine il governo francese non ce l'ha fatta. Il Consiglio Costituzionale francese ha censurato infatti la disposizione più controversa della legge contro la pirateria su Internet adottata lo scorso maggio in Francia, che prevede la sospensione della connessione ad internet per i pirati recidivi. Secondo i «saggi» del Consiglio Costituzionale, la libertà di comunicazione ed espressione garantita dalla Dichiarazione dei Diritti dell'uomo implica infatti anche «la libertà di accedere ai servizi di comunicazione al pubblico on line».
«POTERE CHE SPETTA SOLO AL GIUDICE» - Per questo, scrive il Consiglio in un comunicato, è solo il giudice che può decidere se sospendere o meno la connessione al web. Il potere di sanzione era stato invece attribuito ad una nuova authority, l'Hadopi, da cui la legge prende il nome, creata apposta per vigilare sulla protezione ed il rispetto dei diritti d'autore su internet. Il ministro della cultura Christine Albanel ha accolto i rilievi del Consiglio costituzionale e proporrà di modificare la legge in direzione di quanto sostenuto dai «saggi»della consulta. Era stato il partito socialista a chiedere l'intervento del Consiglio Costituzionale, qualche giorno dopo l'adozione della legge, sostenuta fortemente dal presidente Nicolas Sarkozy e difesa in parlamento dall' Albanel. Il provvedimento era arrivato due volte all'Assemblea nazionale prima di essere votato.
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13/05/2009
Francia: sì alla legge contro i pirati del web
Francia: sì alla legge contro i pirati del web
Approvata in via definitiva dal Senato la norma che vieta di scaricare film e musica coperte dal diritto d'autore, dopo l'ammonizione, scatta il taglio della connessione a internet
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| Nicolas Sarkozy (Reuters) |
PARIGI (FRANCIA) - Ce l'ha fatta il presidente francese Nicolas Sarkozy a far diventare la Francia uno dei paesi nel mondo più severi, rigorosi, contro chi scarica illegalmente film e musica sul web. Grazie alla legge approvata prima dall'Assemblea nazionale e poi in via definitiva dal Senato francese gli amanti del «peer to peer» saranno prima avvertiti con lettera - a partire dal prossimo autunno - poi, in caso di recidiva, dal 2010 non potranno più connettersi. Non solo sarà tagliato il loro accesso a Internet, ma dovranno anche continuare a pagare il loro abbonamento, cosa che costituisce ovviamente una penalizzazione ulteriore.
POSSIBILE ATTRITO CON BRUXELLES - A decidere le sanzioni sarà una nuova autorithy - l'Alta autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti di Internet. L'opposizione socialista - che ha condotto una dura battaglia per impedire l'approvazione della legge anche a costo di alienarsi simpatie di artisti vicini alla sinistra - ha già annunciato che presenterà ricorso al Consiglio costituzionale. Ma il governo francese se la dovrà vedere anche con Bruxelles, dopo che il Parlamento europeo ha indicato - con un emendamento approvato il 6 maggio scorso - che il taglio della connessione può avvenire solo con una decisione della magistratura. Mentre la legge francese affida il compito a una autorità amministrativa. La ministra della cultura, Christine Albanel, è convinta invece che non ci sia alcun contrasto fra Parigi e Bruxelles: «Quell'emendamento afferma il principio che ogni minaccia ai diritti e libertà fondamentali degli internauti non può intervenire che sulla base di una decisione delle autorità giudiziarie. Ma l'accesso a Internet, dal proprio domicilio, non è riconosciuto come libertà fondamentale».
IL DIBATTITO - La questione di scaricare film e musica illegalmente - che ha portato recentemente alla condanna, a Stoccolma, del sito di file-sharing Pirate Bay - ha diviso a Parigi non solo il mondo della politica, ma anche quello degli artisti. Se alcuni - come l'attrice Catherine Deneuve - avevano chiesto al Governo di abbandonare «un meccanismo di sanzioni dalla dubbia costituzionalità», molti altri - fra i quali il regista Bertrand Tavernier - si erano schierati a favore della legge. Alcuni artisti di sinistra - come la cantante Juliette Greco e l'attore Michel Piccoli - avevano anche rimproverato al Partito socialista, in una lettera aperta sul quotidiano francese «Le Monde», di «opporsi a che delle regole siano stabilite agli operatori di telecomunicazioni affinchè cessino di rapinare la creazione». Così facendo - avevano scritto la Greco e Piccoli - il Partito socialista «volta le spalle in modo fragoroso alla nostra storia comune», caratterizzata «dal rifiuto di un ordine puramente commerciale, dalla protezione del debole contro il forte». Ma i deputati socialisti - tranne l'ex ministro della cultura Jack Lang - non li hanno ascoltati e hanno votato contro la legge: contrari alle sanzioni per i pirati e favorevoli invece ad un «contributo creativo» prelevato sugli abbonamenti internet per finanziare il diritto d'autore.
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07/05/2009
No europeo alla legge contro i pirati del web
No europeo alla legge contro i pirati del web
LE REGOLE. La norma prevedeva di tagliare l'accesso a Internet. La Siae apre ai brani gratis
BRUXELLES — Decisione del Parlamento europeo, ieri: non si può tagliare l'accesso a Internet di chi sia stato beccato a scaricare illegalmente (gratis) una canzone, un film, un video qualsiasi, se non lo avrà stabilito un tribunale. Decisione del Parlamento francese, un mese fa: la stessa, cioè un «no» al progetto del presidente Nicolas Sarkozy che voleva istituire un'agenzia statale contro i «pirati del web», espellendo dalla Rete coloro che scaricano note e immagini senza pagar nulla. Commenti circolati a Bruxelles, dopo il voto di ieri: «Internauti di tutto il mondo, rallegratevi», è stata una vittoria della libertà sul web contro le lobby discografiche, o cinematografiche; ma anche: «Così è il Far West», si poteva fare meglio.
In realtà, il Consiglio europeo — il governo Ue — aveva auspicato maggiori controlli, ed era stato raggiunto un testo di compromesso: dopo la bocciatura di quest'ultimo, sarà il prossimo Europarlamento — quello che uscirà dalle elezioni di giugno — ad occuparsi della questione. Nell'attesa, gli «sceriffi» del web dovranno pazientare. E c'è anche una notizia in arrivo dall'Italia, più o meno nello stesso campo, che potrebbe portare presto a un'altra rivoluzione. La Siae, la Società italiana degli autori ed editori, per bocca del suo presidente Giorgio Assumma ha annunciato che «scongelerà» i diritti di autore: molte canzoni, film, opere d'arte, potranno essere «godute» gratuitamente, su Internet, ma anche sulla rete della telefonia mobile, cioè sui telefoni cellulari. Che questo avvenga o no, dipenderà solamente dai detentori del copyright, cioè dagli autori: ogni artista messo sotto contratto dalla Siae potrà scegliere se rinunciare a delegare la difesa dei propri diritti, e riservare a se stesso l'utilizzo di uno o più brani; lo farà, scaricando direttamente da Internet un modulo, e compilandolo; la Siae metterà poi online l'elenco delle opere liberamente consultabili.
Per tornare alla decisione dell'Europarlamento, tutto è nato con un emendamento presentato da un fronte trasversale che vedeva insieme liberaldemocratici, Verdi, euroscettici (gruppi Adle, Verdi-Ale, Gue-Sinistra europea unita, Ind-Dem o Indipendenti-democratici). Principio riaffermato: senza una decisione preliminare dell'autorità giudiziaria «non possono essere imposte limitazioni ai diritti e alle libertà fondamentali degli utenti finali» di Internet, a meno che «vi sia una minaccia per la sicurezza pubblica» (in questo caso l'intervento dell'autorità giudiziaria può avvenire successivamente). Il voto di Strasburgo, ha detto la capogruppo dei verdi Monica Frassoni, «è stato cruciale per centinaia di milioni di europei che ogni giorno utilizzano Internet: siamo riusciti a vincere una battaglia difficile contro chi voleva utilizzare la legislazione sul mercato Telecom per limitare la libertà degli internauti».
Luigi Offeddu
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27/03/2009
L'Europa: niente disconnessione dal web, nemmeno per i «pirati»
L'Europa: niente disconnessione dal web, nemmeno per i «pirati»
Privacy, minori e libertà di espressione i temi in argomento. Approvata a larga maggioranza la Raccomandazione sulle libertà fondamentali su internet
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| (Ansa) |
Ennesima importante dichiarazione sull’importanza dell’accesso ad internet come diritto fondamentale del cittadino digitale. La raccomandazione presentata al Parlamento europeo dal socialista Stavros Lambrinidis (Grecia) sul «rafforzamento della sicurezza e delle libertà fondamentali su Internet» è stata approvata con una schiacciante maggioranza di 481 contro 25 (21 gli astenuti). Nel testo viene indicato chiaramente che:
1) Internet «dà pieno significato alla definizione di libertà di espressione»;
2) «può rappresentare una straordinaria possibilità per rafforzare la cittadinanza attiva»;
3) il monitoraggio del traffico web «non può essere giustificato dalla lotta al crimine»;
4) l’accesso a internet «non dovrebbe essere rifiutato come sanzione dai governi o dalle società private» e
5) le ricerche in remoto, dove previste dalla legislazione nazionale, devono essere condotte «sulla base di un valido mandato delle autorità giudiziarie competenti» e devono sempre preferirsi le ricerche in diretta a quelle in remoto visto che queste ultime “violano il principio di legalità e il diritto alla riservatezza».
NIENTE DISCONNESSIONE - Soprattutto gli ultimi tre punti hanno rilevanza in relazione alle proposte di legge presentate in Francia e in altri Stati membri, che prevedono la disconnessione forzata come punizione per essere stati sorpresi tre volte a condividere file protetti da diritto d’autore. Operatori telefonici, service provider e Stati non possono quindi impedire a chi ha una connessione a internet di utilizzarla. Gli Stati membri sono espressamente chiamati a «evitare tutte le misure legislative o amministrative che possono avere un effetto dissuasivo su ogni aspetto della libertà di espressione». Può sembrare una raccomandazione superflua in piena società dell’informazione, eppure sono state proprio le proposte di legge alla francese – sobillate dalle lobby dell’industria dell’entertainment – ad avere reso necessaria un testo del genere.
PRIVACY E MINORI - La raccomandazione non si limita alla dichiarazione relativa al diritto di connessione, ma affronta, sebbene in modo più generico, altri argomenti: la privacy, la tutela dell’identità digitale, la protezione dei minori e la tutela della proprietà intellettuale. Per quanto concerne la privacy, oltre all’importante accenno nell’invito a non effettuare ricerche in remoto, viene sancito il diritto di accesso ai propri dati personali e la possibilità di ritirarli dal web. Il riferimento alle recenti vicende legate ai dati personali su Facebook e in genere ai contratti proposti da molti service provider (su tutti Google) sembra chiaro, ma il testo non chiarisce maggiormente la questione. I minori devono ovviamente essere tutelati e Lambrinidis invita i produttori di computer a preinstallare nelle macchine software a protezione della navigazione dei più piccoli, e le istituzioni a educare i genitori sui rischi presenti in rete. In Corea del sud, dove sono un po’ più avanti di noi su questi temi, sono già attivi corsi di comportamento online (netiquette) per i bimbi delle elementari.
IDEE E LUCCHETTI - Infine un accenno alla tutela della proprietà intellettuale, per la quale viene chiesta al Consiglio una direttiva sulle misure penali da comminare e si vieta la sorveglianza preventiva. Ma, chiarisce Lambrinidis, la stessa direttiva dovrebbe anche combattere l’incitamento alla cyber-violazione dei diritti di proprietà intellettuale «comprese talune eccessive restrizioni di accesso (alle opere, ndr) instaurate dagli stessi titolari dei diritti». Ora la parola spetta al Consiglio che valuterà se e come procedere con l’iter legislativo.
Gabriele De Palma
22:02 Scritto in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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