23/04/2012

Tanzi condannato a 17 anni e 10 mesi

Tanzi condannato a 17 anni e 10 mesi

PROCESSO PARMALAT. Pena confermata in Appello. A Tonna 10 anni

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18/06/2009

Pirata della strada uccise fidanzati Pena ridotta a cinque anni in appello

Pirata della strada uccise fidanzati Pena ridotta a cinque anni in appello

 

VIA NOMENTANA A ROMA. Guidava senza patente, in primo grado era stato condannato a dieci anni, la più alta punizione

 

La Corte d'assise d'appello di Roma ha deciso di ridurre la pena al pirata della strada che nel 2008 uccise due fidanzati in via Nomentana. In primo grado erano stati inflitti dieci anni a Stefano Lucidi che la sera del 22 maggio 2008 guidava senza patente a bordo in una Mercedes, quando tra via Nomentana e viale Regina Margherita a Roma investì e uccise Flaminia Giordani e Alessio Giuliani di 23 e 22 anni. La condanna è ora per omicidio colposo e non più volontario.

LA DIFESA - La sentenza è stata pronunciata dalla prima Corte d'Assise d'Appello presieduta da Antonio Cappiello il quale ha pienamente accolto le argomentazioni portate dal professor Franco Coppi, difensore di Lucidi, nel sostenere che nei fatti accaduti quella sera non era configurabile l'accusa contestata di omicidio volontario. «Mi pare una sentenza corretta, una sentenza che noi auspicavamo - ha commentato il professor Coppi - Il reato di omicidio colposo è quello che a nostro giudizio si configurava nella vicenda».

L'ACCUSA - Diverso il commento dell'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi il quale ha sottolineato che è stato fatto «un passo indietro rispetto al primo grado». «Credo - ha detto il penalista - che abbia prevalso una visione ideologica del diritto perchè si è partiti dal principio che non può esservi volontarietà nelle morti causate in incidenti stradali. Noi rimaniamo dell'idea che il fatto debba essere qualificato come omicidio volontario e perciò ricorreremo in Cassazione». Ricorso in Cassazione è anche stato annunciato dal procuratore generale Salvatore Cantaro il quale aveva concluso il suo intervento ribadendo la richiesta di conferma della sentenza pronunciata in primo grado che condannava a 10 anni Stefano Lucidi.


14/05/2009

Video hard a scuola: due anni alla prof, ma la docente potrà tornare in cattedra

Video hard a scuola: due anni alla prof, ma la docente potrà tornare in cattedra

 

Lo scandalo scoppiato in rete, per un filmato pubblicato su youtube. Patteggiamento e sospensione della pena per atti sessuali con minori. Nessuna interdittiva invece dai pubblici uffici

 

LECCE - Un filmato girato con un videofonino e pubblicato su Youtube l'aveva portata alla ribalta delle cronache, quel filmato mostrava alcuni minorenni che la palpeggiavano alle spalle. Ora due anni di reclusione, con la formula del patteggiamento e sospensione della pena, sono stati inflitti dal gup Ines Casciaro, del tribunale di Lecce, alla insegnante di 41 anni di Monteroni ritratta nel filmato incriminato. La pena è stata inflitta per il reato di atti sessuali con minori, mentre è caduta l’accusa di corruzione ai danni di cinque giovani sotto i 18 anni. La docente non è stata interdetta dai pubblici uffici e quindi potrà tornare ad insegnare, perché la legge che prevede misure interdittive obbligatorie per reati di questo tipo è entrata in vigore successivamente all’epoca dei fatti.

IL SECONDO VIDEO - La «sexy-prof», della quale venne poi diffuso su Youtube un secondo filmato del tutto simile al primo, si difese a suo tempo sostenendo che si era trattato di «una simulazione» e di aver informato il preside della scuola privata nella quale era accaduto il fatto. Non servì e l’insegnante venne sospesa dal servizio e poi reintegrata dall’Ufficio scolastico regionale, dopo che il Tar di Lecce aveva accolto il suo ricorso contro la sospensione.

R.W.


12/05/2009

Processo Saberi, Roxana è stata rilasciata

Processo Saberi, Roxana è stata rilasciata

 

Iran. La giornalista irano-americana è accusata di spionaggio. «Pena ridotta a due anni»

 

TEHERAN - La giornalista americana di origine iraniana, Roxana Saberi, è stata rilasciata. Lo hanno confermato fonti giudiziarie iraniane e anche la tv araba "al-Jazeera". Il tribunale locale ha infatti ridotto la pena inflittale in primo grado per spionaggio da otto anni a due anni con la condizionale, permettendone quindi l'immediata liberazione. La riduzione della pena da parte del giudice d'appello sarebbe stata motivata dalla considerazione che gli Stati Uniti vengono considerati un paese «non ostile».

LE ACCUSE - Accusata di spionaggio per conto degli Stati Uniti, la reporter era stata condannata in primo grado a otto anni di reclusione. Tornata in Iran sei anni fa, Roxana Saberi, che possiede la doppia nazionalità iraniana e americana, uno statuto che Teheran non riconosce, è stata arrestata nel gennaio scorso, dopo che era scaduto il suo accredito stampa. Gli Stati Uniti respingono le accuse nei confronti della giornalista e hanno chiesto più volte la sua liberazione.


09/01/2009

Luca Delfino condannato a 16 anni più 5 in ospedale psichiatico

Luca Delfino condannato a 16 anni più 5 in ospedale psichiatico

Ha potuto usufruire della riduzione di pena per il rito abbreviato per l'omicidio volontario premeditato dell'ex fidanzata Maria Antonietta Multari

 

 

Delfino all'arrivo in tribunale (Ansa)
Delfino all'arrivo in tribunale
 
 
 
 
 
SANREMO - Luca Delfino è stato condannato a 16 anni e otto mesi di carcere, più altri 5 anni di ricovero in una struttura psichiatrica. Delfino è stato riconosciuto colpevole dell'omicidio volontario premeditato dell'ex fidanzata Maria Antonietta Multari, massacrata per strada a Sanremo il 10 agosto 2007 con decine di coltellate. I giudici hanno accolto la tesi dell'accusa, ma hanno riconosciuto la semi infermità mentale dell'imputato che, nel conteggio degli anni di condanna, ha bilanciato di fatto l'aggravante della premeditazione. Il pm aveva chiesto l'ergastolo.

RITO ABBREVIATO - Delfino ha potuto usufruire della riduzione di pena per il rito abbreviato. Alla lettura della sentenza la madre della vittima, Rosa Tripodi, è svenuta in aula e quando si è ripresa ha continuato a ripetere «l'avete ammazzata due volte». Poi ha chiesto di essere accompagnata in ospedale per accertamenti. Il padre di Maria Antonietta, in lacrime, ha commentato «bisogna farsi giustizia da soli».

 


19/11/2008

Strage di Erba, lettera di Azouz «Ergastolo senza Dio per gli assassini»

Strage di Erba, lettera di Azouz «Ergastolo senza Dio per gli assassini»

Chiesti 2,6 milioni di danni dall'uomo che perse moglie e figlio. Il documento letto in aula: «Olindo e Rosa continuano a ridere nonostante ci siano persone che soffrono»

 

 

Olindo Romano e Rosa Bazzi (Emmevi)
Olindo Romano e Rosa Bazzi
 
 
 
COMO - Dopo oltre sei ore di requisitoria del pm Massimo Astori nella scorsa udienza (con la richiesta dell'ergastolo), è ripartito a Como il processo per la strage di Erba, nella quale furono uccisi Raffaella Castagna, suo figlio Youssef di 2 anni, la nonna del piccolo Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini (mentre il marito di quest'ultima, Angelo Frigerio, rimase ferito). La giornata, tutta dedicata alle parti civili, dovrebbe essere caratterizzata anche dalla dichiarazione spontanea di Olindo Romano, imputato assieme alla moglie Rosa Bazzi. La giornata è iniziata con l'intervento di Roberto Tropenscovino, legale di Azouz Marzouk, padre, marito e genero di tre delle vittime.
LETTERA - Proprio Azouz ha affidato una lettera al suo legale, che l'ha letta in aula: «Sì, è vero, sto facendo lo sciopero della fame non tanto per l'espulsione ma quanto perché in Italia è un modo per attirare attenzione». Un documento che si conclude con l'auspicio che «la Corte d'assise mi ascolti: si devono condannare questi assassini, così non escono più. Si devono condannare Olindo e Rosa per il loro continuare a ridere nonostante in questa aula vi siano ancora persone che soffrono. Si devono condannare, ma non alla pena di morte come chiedevo nei primi tempi ma a un ergastolo senza Dio». Nel documento il tunisino che nella strage di Erba ha perso moglie, figlioletto e suocera, ammette di aver sbagliato e «ho pagato un conto duro alla giustizia. Voglio ricordare che questo non è il mio processo ma quello agli assassini che hanno sterminato la mia famiglia e altre persone. Vorrei essere trattato come vittima in questo processo. In Italia sono venuto per vivere e lavorare. Mi sono sposato, ho perso tutto: mia moglie il mio angelo Youssuf. Spero di avere altre occasioni nella mia vita».

DANNI - Poi l'avvocato Tropenscovino ha chiesto come parte civile, oltre 2,6 milioni di euro di risarcimento per i danni sia morali sia patrimoniali subiti dal suo assistito. Il legale ha inoltre aggiunto «che non c'è pena adeguata, neanche l'ergastolo, per tanto male e così tanto dolore». «Si deve avere l'intelligenza di dire - ha continuato l'avvocato - che anche un uomo che ha violato la legge ha il diritto al dolore quando subisce un reato così grave. Si deve avere l'umanità di riconoscere che il suo dolore non è diverso da quello di ogni padre e di ogni marito che ha perso il proprio figlio e la propria moglie. Il suo dolore prescinde dalla razza, dalla religione, dal credo politico, dal colore della pelle. Chi non ha questa intelligenza, questa umanità e il coraggio di riconoscerlo è moralmente uguale» a chi ha ucciso nella strage di Erba. Nel descrivere il dolore del suo assistito, Tropenscovino ha ricordato alla Corte il fatto che immediatamente dopo la strage Marzouk era stato «additato di questo crimine come il naturale capro espiatorio». Una situazione che gli ha procurato «un supplemento di dolore». Il legale ha infine negato che questo possa essere definito un «processo indiziario» e ha di nuovo lodato «lo scrupolo professionale e la cura» della Procura di Como, e in particolare del Pm Massimo Pastori, «magistrato che ha anche perseguito severamente il mio assistito». Un riferimento alla condanna a 13 anni di reclusione per traffico di droga e alla relativa espulsione dall'Italia patteggiata dal tunisino.

11:23 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: strage, erba, azouz marzouk, ergastolo, pena, assassinio, danni | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook