19/02/2010
Corruzione, scoperti mentre intascano una tangente: il video
Corruzione, scoperti mentre intascano una tangente: il video
Sorpresi mentre riscuotevano una mazzetta di 15 mila euro, due funzionari del fisco sono stati arrestati dai carabinieri di Varese. In queste immagini il momento in cui prendono la tangente
I Carabinieri di Varese hanno arrestato due funzionari dell'Agenzia delle Entrate di Varese nell'ambito di un’indagine coordinata dal pm Agostino Abate e originata dalla denuncia presentata a fine gennaio di quest'anno da un imprenditore del varesotto titolare di una ditta di istallazione di impianti elettrici, il quale aveva rappresentato di aver ricevuto dal proprio commercialista di Varese una richiesta pari a 50mila euro per evitare un controllo da parte di non meglio identificati ispettori del fisco.
Il comandante dei carabinieri a SKY Tg24:
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14/02/2010
Milano: tangenti, il sistema Pennisi Indagini sui funzionari comunali
Milano: tangenti, il sistema Pennisi Indagini sui funzionari comunali
L'inchiesta: Nei conti del consigliere arrestato depositi in contanti per migliaia di euro
MILANO - Cinquemila euro, seimila, cinquemila ancora, poi altri quattromila e di nuovo altri seimila. E via così, di deposito in deposito. Sempre rigorosamente in contanti.
«Sono regali del mio vecchio padre...», ha tentato di dire Milko Pennisi, il presidente della Commissione urbanistica del Comune di Milano arrestato l’altro pomeriggio mentre intascava la tangente da un costruttore bresciano. Ma non gli hanno creduto. Né i tre magistrati che lo stavano interrogando subito dopo avergli teso la trappola in via Hoepli, nel cuore di Milano, né i finanzieri e i poliziotti che anche in queste ore del fine settimana stanno spulciando tra la montagna di carte e documenti sequestrati nell’ufficio di Pennisi e nella sua abitazione. Il «vecchio padre» di Pennisi in verità sta in Brasile, è un pensionato che non naviga certo nell’oro e soprattutto negli ultimi tempi non avrebbe fatto al figliolo particolari regali.
Per i pm Tiziana Siciliano, Grazia Pradella e Laura Pedio, titolari dell’inchiesta, quelle banconote di grosso taglio portate in banca con una certa frequenza altro non sarebbero che la «traccia contabile» evidente del «sistema Pennisi». Ed è quindi in questa direzione che si stanno muovendo gli sforzi maggiori delle fiamme gialle. Per arrivare a tracciare la doppia vita di Milko Pennisi - uno che amava comunque esserci e farsi vedere in giro con belle donne, uno a zonzo per i locali alla moda di Milano tutte le sere o quasi - si sta confrontando il parallelo tra i versamenti in banca e la trattazione delle varie pratiche in transito per la Commissione urbanistica del Consiglio comunale. Tempi e soldi potrebbero portare a capire chi, tra gli imprenditori o qualche semplice privato cittadino, potrebbe avere avuto interesse a pagare. E di nuovo arriva, neanche tanto tra le righe, l’invito della Procura di Milano perché si facciano avanti spontaneamente coloro che sono rimasti coinvolti nel «sistema Pennisi». Se hanno pagato su esplicita richiesta, come ha fatto il costruttore Mario Basso, non rischiano proprio nulla. Meglio farsi avanti, allora. Ma non è solo tra gli imprenditori che la procura di Milano sta concentrando le sue attenzioni. La notizia che siano state fatte nuove iscrizioni nel registro degli indagati non trova conferme ufficiali, ma è certo che tra gli interessi investigativi dei magistrati ci siano i ruoli giocati da almeno tre o quattro funzionari e dirigenti della pubblica amministrazione. Anche loro parte del «sistema Pennisi»? Parlando con l’immobiliarista di Brescia che poi lo ha fatto arrestare, il politico del Pdl ha raccontato di alcuni personaggi che, nel ricco pianeta dell’urbanistica milanese, sarebbero in grado di «fare il bello e cattivo tempo». «A Milano lo sanno tutti — ha detto Pennisi a Basso — se vuoi essere sicuro che una certa pratica non abbia intoppi ti devi rivolgere a certi professionisti...». E su questi «nominati» la procura scava e verifica. Intanto, proprio oggi Pennisi comparirà davanti al gip per l’interrogatorio di convalida del suo arresto. Dirà di più?
Biagio Marsiglia
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12/02/2010
Pennisi arrestato, la Moratti: «Lasci ogni incarico comunale»
Pennisi arrestato, la Moratti: «Lasci ogni incarico comunale»
Podestà: «valutiamo sospensione dal partito». Majorino: «Nuova tangentopoli». La Guardia di Finanza ha perquisito casa e ufficio del consigliere: «Tracce di altri versamenti»
| Milko Pennisi (Ansa) |
MILANO - Le perquisizioni della Guardia di Finanza avrebbero fatto emergere altre tangenti versate a Camillo «Milko» Pennisi, il presidente dimissionario della Commissione urbanistica del Comune di Milano arrestato giovedì con l'accusa di aver incassato una mazzetta da 10mila euro da un imprenditore, Mario Basso, per sbloccare una pratica edilizia. I finanzieri hanno setacciato i conti correnti, l'ufficio e l'abitazione del politico del Pdl, individuando tracce di versamenti a lui riconducibili. Nell'interrogatorio a cui è stato sottoposto fino a tarda notte, Pennisi ha fornito risposte definite «insoddisfacenti» dagli investigatori, che ora vogliono capire se il consigliere di Palazzo Marino ha ricevuto mazzette da altri imprenditori. Non è escluso che nei prossimi giorni vengano convocati i legali rappresentanti di altre aziende che hanno avuto a che fare per varie ragioni con Pennisi.
LA MORATTI: SI DIMETTA - «Auspico che il consigliere Pennisi, dopo aver dato dimissioni da presidente della Commissione urbanistica, dia le dimissioni anche da tutti gli incarichi comunali o collegati al Comune», ha dichiarato il sindaco di Milano Letizia Moratti. Venerdì mattina Pennisi si è dimesso da presidente della commissione urbanistica di Palazzo Marino, ma non da consigliere comunale. A chi ha chiesto al sindaco se l'arresto possa implicare uno stop al Pgt, come peraltro già paventato dall'opposizione, Letizia Moratti ha risposto che «non ci sono i motivi, perché c'è un vicepresidente di Commissione, Pasquale Salvatore, che potrà continuare a portare avanti i lavori». La Giunta comunale di Milano, in una nota, ha giudicato «grave» l'episodio delle mazzette e, «pur confermando solidarietà umana» al consigliere, «condanna in modo assoluto ogni episodio di illegalità». L'udienza di convalida dell’arresto di Pennisi - l'accusa è di concussione - si terrà con ogni probabilità sabato mattina. Intanto, i pm Grazia Pradella, Laura Pedio e Tiziana Siciliano, che coordinano l'inchiesta, hanno preparato la richiesta di convalida dell'arresto.
MAJORINO: NUOVA TANGENTOPOLI - Il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale di Milano Pierfrancesco Majorino attacca: «Se un "ladro" ha presieduto in questi quattro anni la Commissione urbanistica noi abbiamo il dovere di conoscere l'intero sistema di relazioni a cui faceva riferimento e di verificare il complesso delle scelte compiute. Dobbiamo cioè capire se la discussione sull'urbanistica a Milano, in tutti questi anni, sia stata drogata da interessi di parte e pratiche illecite. Finché non avremo acquisito questi elementi non potremo riprendere su materie simili alcun tipo di confronto e discussione». Majorino chiede le dimissioni di Pennisi da consigliere comunale e l'assegnazione della presidenza della Commissione Urbanistica a un membro dell'opposizione «che eserciti prima di tutto il necessario potere di controllo». «Il sindaco Moratti deve intervenire lunedì in Consiglio Comunale - continua Majorino - esponendo in modo non ambiguo il suo punto di vista sui fatti e fornendo gli elementi che garantiscano alla città e all'istituzione di procedere serenamente qualsiasi confronto sulla materia urbanistica. Siamo tornati a Tangentopoli. Non possiamo sottovalutare né minimizzare.
PODESTA': SOSPENSIONE DAL PDL - Il coordinatore lombardo del Pdl, Guido Podestà, non ha escluso che Pennisi possa essere sospeso dal partito. «Ne parlerò all'interno del partito, è possibile», ha risposto Podestà a una precisa domanda. «Certi comportamenti patologici - ha aggiunto - devono essere eliminati e allontanati alla politica». Podestà ha però negato che l'episodio che ha coinvolto Pennisi possa aver aperto, all'interno del Pdl, un problema legato alla cosidetta questione morale. «Se parliamo di questione morale - ha osservato Podestà - allora vado a vedere altre situazioni che possono esserci anche nel Pd o in altri partiti: credo che ci sia una questione morale legata a chi interpreta la politica in modo sbagliato. La politica è servizio ai cittadini, ma se diventa appropriazione dei mezzi che sono dei cittadini, allora significa che non si è capito cosa sia fare politica».
LA PERQUISIZIONE - Nell'ambito dell'inchiesta, gli agenti della polizia giudiziaria hanno perquisito giovedì sera lo studio dell'architetto milanese Giulio Orsi, ex dirigente del Comune di Milano come responsabile dello sportello edilizia del Comune. Il professionista non risulta però indagato.
LA PALAZZINA ALLA BOVISA - La pratica edilizia da cui è scaturita la presunta concussione - costata a Pennisi l'arresto in flagranza - è relativa a un intervento in via Broglio, nel quartiere Bovisa, periferia nord del capoluogo lombardo. Dopo aver ottenuto il parere contrario del consiglio di Zona 9, cioè della circoscrizione, il permesso di costruire è approdato all'attenzione della commissione presieduta da Pennisi il 15 ottobre scorso, perché esprimesse l'obbligatorio, ancorché non vincolante, parere dell'organismo consiliare. L'intervento prevede la realizzazione di una palazzina residenziale di tre piani, con una corte interna e un patio, una palestra e alcuni box auto nei seminterrati. Come recita l'ordine del giorno della seduta della commissione, il permesso di costruire era «a parziale sanatoria presentata il 23 marzo 2009» dovuta «al crollo del fabbricato esistente». Il regolamento comunale sul decentramento impone che ogni permesso di costruire che abbia ricevuto il voto negativo del consiglio di circoscrizione debba essere sottoposto all'esame della commissione Urbanistica. Spetta al presidente decidere quando discutere le pratiche di questo tipo. Il parere dell'organismo consiliare, pure obbligatorio, non è vincolante, visto che gli uffici tecnici in un secondo momento hanno comunque la facoltà di autorizzare l'intervento. Nell'inchiesta è indagata anche la segretaria del politico, che avrebbe avuto colloqui con i rappresentanti della società; la sua posizione è comunque al vaglio degli inquirenti, che stanno cercando di capire se fosse a conoscenza delle mazzette.
Redazione online
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