17/05/2012
La classe dirigente italiana ha 59 anni. È la più vecchia dell'Unione Europea
La classe dirigente italiana ha 59 anni. È la più vecchia dell'Unione EuropeaL'allarme di Coldiretti: andranno in pensione prima di sconfiggere la crisi. Nella scuola i più vecchi al mondo
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23/04/2012
«Io, esodato, pago 50 mila euro per andare in pensione»
«Io, esodato, pago 50 mila euro per andare in pensione»La storia. Gennaro Casafina, 57 anni, dipendente delle Poste, lascia il posto a ottobre, da marzo è senza stipendio
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26/11/2011
Lo sfogo di Laura Antonelli «Delusa e dimenticata, mi basta una torta»
Lo sfogo di Laura Antonelli «Delusa e dimenticata, mi basta una torta»70 ANNI - L'attrice parla attraverso il legale: la vita terrena non mi interessa più. «Sto bene ma non vedo nessuno». Il vitalizio finito nel nulla.
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10/06/2010
Per le statali «scalone unico», in pensione a 65 anni a partire dal 2012
Per le statali «scalone unico», in pensione a 65 anni a partire dal 2012E poi dovranno attendere come tutti un anno ancora per lasciare il lavoro. Il limite per le dipendenti pubbliche innalzato di 4 anni in più dai 61 anni del 2011. Risparmi per 1,45 miliardi
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| Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi (Eidon) |
MILANO - Uno scalone unico, che comporterà risparmi complessivi per 1,45 miliardi e nessuna deroga sulle "finestre" per le dipendenti pubbliche che subiranno l'innalzamento secco dell'età di pensionamento a 65 anni, a partire dal 2012. È quanto dovrebbe prevedere il testo che approderà giovedì in Consiglio dei ministri per far adeguare l'Italia alla richiesta di Bruxelles di equiparare in anticipo l'età di pensionamento delle lavoratrici pubbliche con i colleghi uomini.
PASSAGGIO DIRETTO - Sarà quindi unico lo "scalone" che obbligherà le lavoratrici pubbliche ad andare in pensione di vecchiaia a 65 anni dal 2012, con un innalzamento secco dell'età di pensionamento da 61 a 65 anni. Il risparmio complessivo derivante dall'anticipo al 2012 dell'innalzamento dell'età per andare in pensione sarebbe valutato in 1,450 miliardi tra il 2012 e il 2019, derivante da 2 miliardi di minor esborso per le pensioni compensato dalle maggiori spese che comporterà il mantenimento al lavoro delle impiegate in termini, tra l'altro, di mancato effetto sul blocco turn over e delle rivalutazioni delle liquidazioni. Il provvedimento non dovrebbe inoltre contenere alcuna deroga per le lavoratrici pubbliche che dovranno attendere, come tutti gli altri lavoratori, lo slittamento di un anno per andare in pensione per effetto della finestra unica prevista dalla manovra correttiva.
SALVI I REQUISITI MATURATI ENTRO IL 2011 - La bozza di riforma dell'età pensionabile per le statali prevedrebbe anche una clausola di salvaguardia per le lavoratrici che matureranno i requisiti per andare in pensione entro il 31 dicembre 2011. La norma punta ad evitare una massiccia uscita anticipata dal lavoro, consentendo alle statali - che in base all'attuale normativa potrebbero andare in pensione a 61 anni anche durante il prossimo anno - di poter mantenere il requisito anche negli anni successivi, quando per tutte le altre scatta l'innalzamento a 65 anni di età, come richiesto dalla Ue. (Fonte Ansa)
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08/06/2010
Helmut Berger: «Ridotto a vivere con 200 euro al mese di pensione»
Helmut Berger: «Ridotto a vivere con 200 euro al mese di pensione»La Bild racconta la triste storia dell'attore, tra i preferiti da Luchino visconti. «Dopo aver girato 80 film vivo con l'assegno mensile che mi riconosce lo Stato italiano»
| Helmut Berger |
BERLINO - Ha guadagnato somme enormi, spendendo però sempre più di quanto aveva in tasca. Il risultato è che adesso Helmut Berger - l'attore austriaco, tra i più amati da Luchino Visconti - è ridotto in miseria, costretto a vivere ospite di amici perché non ce la fa ad andare avanti con i 200 euro di pensione al mese che percepisce dallo Stato italiano. Il quotidiano «Bild» ha incontrato il protagonista del «Ludwig» di Luchino Visconti a Ibiza, nella villa della sua amica contessa Sylvia Serra di Cassano, che attualmente lo ospita.
PENSIONE ITALIANA - Alla domanda su cosa gli sia rimasto delle enormi somme guadagnate, l'attore scuote la testa e spiega che «dopo aver girato 80 film vivo con la pensione italiana di 200 euro al mese. I produttori dovevano versare i contributi, ma non l'hanno fatto, così adesso dovrò chiedere l'intervento di un avvocato». Insomma, una condizione di miseria e ristrettezze cui Berger non poteva immaginare di trovarsi. Sembra quasi un atroce scherzo del destino per lui che interpretò - con la celebre scena in cui si esibisce travestito da donna in calze a rete e guêpière - il celebre film la «caduta degli dèi». Che, alla luce della sua condizione attuale, risuona con insopportabile ironia.
IL RAPPORTO CON LA GUIDATO - Quando gli viene chiesto se abbia mai pensato di sposarsi, Berger risponde a sorpresa: «Ma io sono ancora sposato», anche se il matrimonio contratto nel 1994 con l'attrice Francesca Guidato è sempre rimasto sulla carta. «Quando volevo divorziare», spiega Berger, «lei ha cercato di approfittarne economicamente. Adesso sono io che non voglio divorziare. Quando starò ancora peggio toccherà a lei mantenermi».
I QUADRI DEL MAESTRO - L'attore afferma di possedere ancora parecchi quadri di valore di Luchino Visconti e qualche gioiello della madre, deceduta a Salisburgo lo scorso ottobre all'età di 89 anni. «Non riesco a separarmi da queste cose», dice, «piuttosto preferisco regalarle. Quando non avrò più nulla, me ne andrò all'ospizio». Sui motivi per cui non gira più un film da tempo, Berger dichiara che «hanno tutti paura di me», poi annuncia che intende lasciare Roma per trasferirsi nell'abitazione in cui visse la madre a Salisburgo.
Redazione online
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24/03/2010
Gisele Bundchen: addio alle passerelle
Gisele Bundchen: addio alle passerelle
È impegnata negli spot di un prodotto per capelli. La top model brasiliana annuncia il ritiro: «Sono ormai in pensione». A dicembre è nato il figlio Benjamin
MILANO - Gisele Bundchen a 29 anni va in pensione dalle sfilate di moda. Lo ha annunciato la top model brasiliana durante un evento pubblicitario a San Paolo. «Per le sfilate sono ormai in pensione» ha detto Gisele, che per l'impegno pubblicitario con una marca di prodotti per capelli si è portata dietro il figlio Benjamin, nato a dicembre dall'unione con l'americano Tom Brady, quarterback dei New England Patriots. L'ormai ex regina delle passerelle di moda, che compirà 30 anni il prossimo 20 luglio, ha comunque accettato di esibirsi sfilando. Dopo essere stata l'angelo per eccellenza di Victoria's Secret per 7 anni, oggi la Bundchen è la top model più pagata del mondo: nel 2008, nel 2009 e nel 2010 è risultata in vetta alla classifica della rivista Forbes con un guadagno annuo stimato oltre i 33 milioni di dollari, ricavati soprattutto dai contratti pubblicitari che la legano come testimonial a diverse aziende di moda e cosmesi. Per la sua ricchezza è entrata anche nel Guinness dei primati.
Redazione online

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04/03/2010
Professore costretto alla pensione Berchet in rivolta: non rottamatelo
Professore costretto alla pensione Berchet in rivolta: non rottamatelo
Appelli degli studenti con manifesti e gruppi su Facebook. Lui: voglio restare. Ma la legge: impossibile, ha 40 anni di contributi. I ragazzi:«Salviamo il nostro eroe»
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| Il professor Guido Panseri |
MILANO - Non ci sono dubbi, deve andare in pensione. Ha versato quarant’anni di contributi e per la sua categoria, quella degli insegnanti, non esistono deroghe. Guido Panseri, professore di storia e filosofia al liceo classico Berchet (amatissimo da intere generazioni di allievi ed ex allievi), a settembre dovrà lasciare cattedra, studenti e colleghi. Anche se ha solo 61 anni e i suoi studenti protestano con volantini e appelli via Internet: «Non rottamatelo». Campagna «antipensionamento » nel liceo di via Commenda. I manifesti sono comparsi ieri. Appesi ai muri dell’istituto, distribuiti all’intervallo, accompagnati da slogan e link che rimandano al gruppo di Facebook «rottamatevi voi». Autori dell’iniziativa, i ragazzi del corso F, quello in cui insegna Panseri. La spiegazione: «Dopo quarant’anni di onoratissimo servizio come insegnante, divinità part-time e sex symbol, il nostro eroe sta per essere rottamato da ministero. Lui stesso si rifiuterà di cedere alla postmoderna proposta e di lanciare il selvaggio grido "Rottamami" su esplicita richiesta delle alte cariche del Berchet. Ma ora tocca a noi, facciamo sentire a chi di dovere che Guido non si tocca!». Foto collage con il prof circondato da una platea di giovani e altro camouflage con il docente in posa da zio Sam.
Mica male come inventiva. Perché a Facebook e ai volantini si aggiungono anche le magliette «Rottamatevi voi!» realizzate dagli alunni di seconda liceo. Lui, il rottamato, sorride: «Insegno da una vita, al Berchet sono arrivato nel ’75 e mi sento ancora in forma per continuare a lavorare». Ma Panseri non si limita a una pubblica richiesta di rimanere in cattedra. Farà ricorso: «La notifica del mio pensionamento è arrivata tardi: a marzo e non entro il 28 febbraio come prevede la legge. Quindi chiederò che il mio contratto sia rescisso non nel settembre 2010, ma nel 2011».
Tenacia di un docente di lungo corso, anziano solo per anni di insegnamento, non per data di nascita. «Io ho ancora voglia di rimanere a scuola, il mio lavoro mi piace e vorrei continuare a farlo». Si vedrà. Nel frattempo Panseri deve preparare i ragazzi alla maturità e andare avanti con il programma: «E se proprio saranno i miei ultimi mesi in cattedra, a settembre mi metterò sul mercato».
Non cede, Panseri. E nemmeno i suoi studenti, «ho davvero apprezzato la loro reazione e il modo in cui si sono mossi. Il volantino è bellissimo, hanno dimostrato grande capacità di significazione e una competenza che stupisce». I liceali e il professore. Insieme contro il pensionamento «coatto». La campagna anti-rottamazione continuerà nei prossimi giorni. Tra il serio e il faceto. Già ieri sotto un manifesto ne è comparso un altro con la scritta: «Danno anche gli incentivi? ». C’era perfino la firma. Quella del preside, Innocente Pessina.
Annachiara Sacchi
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28/06/2009
Da Brindisi alla pedana di Piazza Venezia, il sogno prima della pensione di un vigile
Da Brindisi alla pedana di Piazza Venezia, il sogno prima della pensione di un vigile
Il maresciallo Spinelli ha diretto il traffico nel centro di Roma emulando Alberto Sordi: «Ci pensavo da 30 anni». «Mi è sembrato di essere un direttore d'orchestra»
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| Alberto Sordi in piazza Venezia ne «Il vigile» del 1961 |
Ci ha pensato trent'anni. Si è studiato la piazza per bene. Da dove arrivano le auto, dove vanno, quando fermarle. I segnali da dare, lo stop, le mosse migliori. Poi lo scorso settembre ha preso carta e penna e ha scritto al sindaco Alemanno: «Caro sindaco, ho un sogno, vorrei dirigere il traffico in piazza Venezia». Proprio come Alberto Sordi.
DALLA PEDANA - E così, sabato mattina, alle 11.30, il maresciallo Cosimo Teodoro Spinelli, 62 anni, da Brindisi è salito sulla pedana mobile al centro di piazza Venezia e per una ventina di minuti ha comandato il traffico di auto e bus nel cuore di Roma. «Mi è sembrato di essere un direttore d'orchestra», sorride ancora emozionato. Ringrazia il suo comandante Teodoro Nigro, sindaco e vicesindaco di Brindisi e tutti coloro grazie ai quali il suo sogno è stato realizzato.
| Cosimo Spinelli (Jpeg) |
«EMOZIONATO» - «Non è stato difficile - racconta -, avevo studiato tutto per bene: vengo a Roma due volte l'anno e ogni volta mi incanto a vedere il vigile urbano lassù sulla pedana, come gestiscola, come tutto il traffico di questa grande piazza dipenda da lui». Era il suo sogno. Dopo 37 anni di onorato servizio come vigile urbano a Brindisi, voleva chiudere così la sua carriera, prima di andare in pensione nel prossimo gennaio. «Mi sono fatto questo regalo - dice appena sceso dalla pedana mobile -, non avevo paura, ma sì, ero emozionato, molto emozionato: mi hanno fotografato i turisti, mi hanno salutato in tanti quando era lassù». Non c'era nessuno della sua famiglia però, «siamo venuti con l'auto di servizio, non potevamo trasportare nessuno», dice con un filo di dispiacere misto però a senso del dovere. E il collega brindisino che lo ha accompagnato aggiunge: «Questo è vero attaccamento al lavoro: prima della pensione uno sogna un'altra vita e invece lui ha voluto coronare così la sua carriera».
| Il maresciallo Cosimo Spinelli in azione (Jpeg) |
ESPERTO - E con un po' di orgoglio il maresciallo Spinelli dice che certo «sono abituato a incroci difficili: di solito a Brindisi dirigo il traffico in un crocevia di 5 strade, qui in piazza Venezia ce ne sono solo 3». Però ammette che «qui è un'altra cosa». E infatti «se proprio devo rinascere spero stavolta accada a Roma, dove farei sempre il vigile, naturalmente». Ma visto che alla pensione manca ancora qualche mese, butta lì: «La prossima città dove vorrei dirigere il traffico per un giorno è Torino, perché sono juventino».
Claudia Voltattorni
01:23 Scritto in CURIOSITA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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19/03/2009
Giallo a Roma: donna legata al letto Panico per una cintura sospetta
Giallo a Roma: donna legata al letto Panico per una cintura sospetta
Una 39enne italiana, con piccoli precedenti, si trovava in una pensione vicino la stazione Termini, gli artificieri: nessun esplosivo nella cintura. La donna ha il volto tumefatto
ROMA - Mistero in una pensione di via Volturno a Roma, nei pressi della stazione Termini: una donna italiana di 39 anni, sembra di nazionalità italiana, è stata trovata dalla portiera dello stabile, in una camera del secondo piano, legata al letto. Aveva la testa coperta con un cappuccio e il volto tumefatto. Stretta alla vita una cintura sospetta, all'interno della quale, hanno accertato in un secondo momento gli artificieri della polizia, non c'era nessun tipo di esplosivo. Dopo aver isolato la zona, gli artificieri hanno analizzato i led, i panetti e i fili elettrici con i quali è stata preparata la cintura che, apparentemente, sembrava esplosiva. Quindi hanno constatato che il meccanismo di innesco non era attivo ma hanno portato comunque nei laboratori della polizia l'intero involucro per esaminarlo con più attenzione e stabilire di quale materiale era composto.
RICOVERATA - La donna, Silvana S., 39 anni, legata mani e piedi ed incapucciata, presenta contusioni su tutto il corpo forse causate da un pestaggio. Ora si trova al Policlinico Umberto I. A dare l'allarme è stata la proprietaria dell'affittacamere che non vedeva la donna da alcuni giorni. Una volta entrata nell'appartamento, vedendola distesa sul letto, l'affittacamere ha temuto che la donna fosse morta. Per questo motivo ha allertato il 118.
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02/03/2009
Pelè: miliardario, ma con la pensione
Pelè: miliardario, ma con la pensione
Possiede un patrimonio da sogno: ma ha chiesto e ottenuto 1000 euro al mese come ex calciatore, e sui giornali si vanta: pago il cinema la metà e viaggio gratis sui trasporti pubblici
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| Pelè mentre pone le sue impronte nel corridoio delle stelle del calcio posto all'ingresso principale dello Stadio Maracanà di Rio De Janeiro (Reuters) |
RIO DE JANEIRO (BRASILE) - Certo alla sua epoca non si guadagnava come oggi. Ma essere stato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, secondo o alla pari con Diego Maradona, gli ha permesso di mettere da parte anche negli anni '60 e '70 un discreto gruzzoletto. Incrementato grazie agli investimenti oculati e alla pubblicità. Tanto da fargli dire che ha un patrimonio che, se «ben gestito», risparmierà ai suoi nipoti il «bisogno di lavorare». Ma dall’anno scorso, Edson Arantes Do Nascimiento, in arte Pelè, si è registrato presso la previdenza brasiliana come ex atleta professionista e da ottobre riceve una pensione mensile di «quasi 3.000 reais», ovvero poco meno di 1.000 euro. «Pago la metà al cinema e non pago il trasporto pubblico», ha detto l’ex fuoriclasse del Santos e della nazionale brasiliana in un intervista al magazine «Veja».
GUADAGNI - «Ma non sono diventato ricco con il calcio, come fanno i giocatori di oggi. Ho guadagnato grazie alle palestre e alla pubblicità, quando ho smesso di giocare. Ho fatto molta pubblicità», ha precisato Pelè, «ma mai per bevande alcoliche, politica, religione o tabacco. In occasione dei Mondiali del 1994 l’azienda del whiskey Johnnie Walker era disposta a pagare qualsiasi cifra per stampare la mia immagine sull’etichetta delle bottiglie di Black Label, ma io non accettai». Pelè ha inoltre affermato di avere ridotto l’agenda di lavoro a partire dal 2008, l’anno in cui ha deciso di avvicinarsi alla vita del pensionato: «Prima passavo solamente due mesi l’anno in Brasile - ha detto ancora - ma voglio cambiare questo stile di vita per dedicarmi ai miei figli, al mio sito e al Litoral, la mia squadra di ragazzi a Santos. Dopo i Mondiali del 2014 voglio diventare un pensionato a tutti gli effetti, perché per diritto già lo sono».
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