29/09/2011

Voleva attaccare Pentagono: arrestato

Voleva attaccare Pentagono: arrestato

Nel piano anche un assolto con sei uomini. Un 26enne voleva colpire anche Capitol Hill usando modellini di aerei telecomandati riempiti di esplosivo

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28/11/2010

Wikileaks, Frattini: "Sarà l'11 settembre della diplomazia"

Wikileaks, Frattini: "Sarà l'11 settembre della diplomazia"

Escono le prime indiscrezioni sui file che saranno svelati stasera. Critiche a Mandela, David Cameron e Karzai. Nel dossier ci sarebbero anche informazioni sui rapporti tra Italia e Russia. Washington: "Così si mettono a rischio delle vite"

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25/11/2010

Wikileaks annuncia nuovi documenti e le ambasciate tremano

Wikileaks annuncia nuovi documenti e le ambasciate tremano

Il Pentagono è in allerta per la prossima pubblicazione di un dossier di circa 3 milioni di pagine: rapporti diplomatici statunitensi che stavolta riguarderanno anche le Repubbliche ex sovietiche dell'Asia Centrale e l'Europa

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08/10/2010

Spie e talebani tra le fila dei contractors

Spie e talebani tra le fila dei contractors

La beffa e il danno: più rischi per i soldati presenti nel paese. Polemica negli Usa. Scandalo in Afghanistan: uomini vicini alla guerriglia assunti e pagati dalle aziende chiamate dal Pentagono

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06/07/2010

«Arrestato il mullah Omar» Ma non ci sono conferme ufficiali

«Arrestato il mullah Omar» Ma non ci sono conferme ufficiali

IL PORTAVOCE DEI TALEBANI: «INFORMAZIONE FALSA, solo propaganda occidentale». La notizia rilanciata dai media afgani e pakistani: «Il capo dei talebani è stato catturato a Karachi»

 

Il mullah Omar
Il mullah Omar

KARACI (PAKISTAN) - «Il capo dei talebani, il mullah Omar, è stato arrestato in Pakistan»: la notizia, lanciata dal blog di un ex funzionario del Dipartimento per la Sicurezza nazionale Usa e ripresa ora da molti media afghani e pakistani, non è stata però confermata dal Pentagono né delle autorità di Islamabad. Secondo informazioni contrastanti, il mullah Omar sarebbe stato fermato a Karachi.

LA SMENTITA
- Citando i media pakistani, la popolare emittente afgana Tolo Tv ha riferito dell'arresto, mostrando una foto del mullah Omar con la consueta benda sull'occhio, senza fornire altri dettagli. Intanto un portavoce dei talebani, Qari Yusuf Ahmadi, contattato telefonicamente dall'agenzia Nuova Cina, ha smentito l'informazione definendola pura propaganda occidentale e sottolineando che il mullah Omar è libero, in ottima salute e continua a guidare i combattenti. Nei mesi scorsi era stato catturato a Karachi il suo braccio destro Mullah Brather.

IL BLOGGER
- Anche un altro portavoce dei talebani, Zabeeh Ullah, smentisce la notizia, affermando che già il 13 maggio scorso l'arresto del mullah Omar era stato annunciato su un blog americano. Secondo il portavoce, citato dal quotidiano 'The Nation', gli Stati Uniti usano questa tattica per salvare la faccia. Stando al blogger Usa Brad Thor sul sito 'biggovernment.com', i servizi pakistani hanno catturato il mullah Omar a Karachi il 27 marzo. La notizia cominciava sostenendo che «attraverso fonti chiave dell'intelligence in Afghanistan e Pakistan, ho appreso che il leader dei talebani e alleato di Osama Bin Laden, il mullah Omar, è stato catturato» in marzo. Nonostante numerose riprese sullo stesso blog, né la Cia, né il Pentagono, né le autorità pakistane o afghane hanno mai commentato la notizia.

Redazione online


27/04/2009

Air Force One a bassa quota , paura a NY

Air Force One a bassa quota , paura a NY

 

Si trattava di un sorvolo autorizzato per un servizio fotografico del pentagono. Il jumbo di riserva sopra l'Hudson e sulla punta sud di Manhattan. Evacuati grattacieli. La Casa Bianca si scusa

 

L'Air Force One (Afp)
L'Air Force One (Afp)

NEW YORK - Momenti di paura a New York: per qualche lunghissimo minuto qualcuno ha temuto una ripetizione dell'11 settembre. L'Air Force One di riserva ha volato a bassa quota sulla città provocando allarme tra i newyorchesi e l'evacuazione di alcuni grattacieli. Il Boeing 747 usato come riserva per i voli della Casa Bianca ha sorvolato l'Hudson, la punta sud di Manhattan e il cielo di Staten Island scortato da due caccia e i newyorchesi, memori delle stragi dell'11 settembre, hanno temuto un attentato. Qualche ora dopo la Casa Bianca ha presentato le sue scuse attraverso il capo dell'ufficio militare.

SORVOLO AUTORIZZATO PER FARE DELLE FOTO - Il presidente Barack Obama non era a bordo. Il Jumbo, si è scoperto solo in un secondo momento, stava effettuando un sorvolo autorizzato per un servizio fotografico commissionato dal Dipartimento della Difesa. Nonostante molte persone si siano riversate in strada, Wall Street non è stata evacuata. Sono stati invece evacuati alcuni palazzi per uffici nell'area sud di Manhattan e nella prospicente Jersey City. Jim Peters, portavoce della Federal Aviation Administration, ha spiegato che il volo era stato concordato con il Dipartimento dei Trasporti, e che le autorità cittadine erano state avvertite. Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, però si è detto infuriato per la «mancanza di sensibilità» di un sorvolo nel cielo di Ground Zero. Nessuno comunque aveva avvisato la cittadinanza, che ha temuto un altro attacco come quello che distrusse il World Trade Center.

L'Air Force One sul sito della Casa Bianca

21/04/2009

Violati i segreti del Pentagono: rubati i piani sul caccia del futuro

Violati i segreti del Pentagono: rubati i piani sul caccia del futuro

 

Lo rivela il wall street journal. I dati sul progetto "Joint Strike Fighter" sarebbero stati sottratti attraverso un attacco informatico

 

L'F-35 Lightning II
L'F-35 Lightning II

NEW YORK - I segreti del più costoso progetto militare statunitense sono stati "rubati" attraverso un attacco informatico. A rivelarlo è il Wall Street Journal secondo cui altro materiale sensibile, legato al sistema di distribuzione elettrica e ad altre infrastrutture Usa, è finito nelle mani di "spie" straniere.

SISTEMA DI DIFESA - Il progetto in questione - del valore di 300 miliardi di dollari - si chiama "Joint Strike Fighter": i pirati informatici sono riusciti a penetrare nel sistema e a copiare i dati relativi al design dei sistemi elettronici del super bombardiere F-35 Lightning II - l'ultimo modello di tecnologia aerospaziale - svelando dunque i potenziali sistemi di difesa dall'aereo stesso.

PRECEDENTI - Episodi analoghi sono stati segnalati anche nei mesi scorsi (l'ultima volta era toccato al sistema di controllo del traffico dell'Air Force). Stando ad alcuni ex funzionari del Pentagono dietro ai crescenti attacchi cyber-nautici ci sarebbe la Cina che negli ultimi mesi - afferma un rapporto della Difesa Usa - ha compiuto "consistenti progressi" nello sviluppo di tecniche di guerre di online. Accuse respinte da Pechino che ha bollato come «prodotto di una mentalità da Guerra Fredda» il rapporto del Pentagono.

INVESTIMENTI - Secondo il Wall Street Journal, l'amministrazione Obama potrebbe presto proporre la creazione di una figura preposta alla sicurezza del sistema informatico della Casa Bianca e aumentare gli investimenti previsti per il settore, che sotto la presidenza di George W. Bush ammontavano a 17 miliardi di dollari.