21/06/2009

Venezuela: preso il boss Miceli

Venezuela: preso il boss Miceli

 

Gestiva per conto di cosa nostra il traffico internazionale di droga in sudamerica. Il capomafia di Salemi, uno dei 30 ricercati più pericolosi, era latitante dal 2001. Arrestato a Caracas

 

CARACAS (VENEZUELA) - Il capomafia di Salemi Salvatore Miceli, inserito nell'elenco dei 30 latitanti più pericolosi d'Italia, è stato arrestato a Caracas, in Venezuela, dai carabinieri del comando provinciale di Trapani in collaborazione con l'Interpol.

RE DEL NARCOTRAFFICO - Il boss, considerato un elemento di spicco del narcotraffico internazionale, era ricercato dal 2001, in seguito a una condanna per associazione mafiosa e traffico internazionale di stupefacenti divenuta definitiva. L'indagine che ha portato all'individuazione e alla cattura di Miceli è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Nel maggio del 2003 la polizia aveva arrestato, nell'ambito di un'operazione antidroga, anche la moglie di Miceli, Veronica Dudzinski, e i figli Ivano e Mario. Il boss di Salemi era stato inoltre intercettato nel 2000 con Pino Lipari, il «consiglior» di Bernardo Provenzano, che lo «investiva» ufficialmente per gestire un traffico internazionale di stupefacenti.


13/06/2009

Arrestato il capo del clan San Luca

Arrestato il capo del clan San Luca

 

In manette Antonio Pelle, 77 anni, uno dei 30 ricercati più pericolosi. È stato bloccato a Polistena, nella piana di Gioia Tauro, mentre era ricoverato nel reparto di chirurgia

 

REGGIO CALABRIA - Preso il boss latitante Antonio Pelle, catturato con un blitz dai carabinieri in provincia di Reggio Calabria, a Polistena. Pelle, 77 anni, è inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi ed è ritenuto il capo della cosca omonima di San Luca. Ricercato dal 2000 per associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico internazionale di armi, sostanze stupefacenti ed altro, per Pelle il 18 settembre del 2007 sono state diramate le ricerche in campo internazionale, per arresto ai fini estradizionali. Era a capo del clan Pelle-Vottari, coinvolto con il clan rivale Strangio in una lotta di mafia sfociata nella strage di Duisburg, in Germania, nel Ferragosto 2007. Secondo gli inquirenti Pelle era a capo dell'Anomima sequestri e avrebbe partecipato a molti rapimenti tra cui quelli di Cesare Casella e Carlo Celadon.

BLOCCATO IN OSPEDALE - Pelle, conosciuto come «Gambazza» è stato bloccato a Polistena, nella piana di Gioia Tauro, mentre era ricoverato nel reparto di chirurgia dell'ospedale. Al momento dell'irruzione dei militari del Ros nella stanza con Pelle c'era una sua congiunta.




19/05/2009

Preso il capoclan, 100 arresti di camorra

Preso il capoclan, 100 arresti di camorra

 

Catturato ad Aversa il ricercato Franco Letizia, uno dei latitanti più pericolosi d'Italia. Azione congiunta di carabinieri, polizia e guardia di Finanza contro il clan degli «Scissionisti»

 

(Ansa)
(Ansa)

MILANO - Era uno dei cento latitanti più pericolosi d'italia ma un'operazione coordinata delle forze dell'ordine ha messo fine alla sua libertà. Franco Letizia, 32 anni, cugino di Giovanni, sicario del grupo di fuoco di Guseppe Setola, è stato intercettato e arrestato dagli uomini della squadra mobile della questura di Caserta. Letizia è considerato il reggente del clan Bidognetti, fazione di quello dei Casalesi. L'uomo è stato sorpreso e arrestato in un'abitazione in via Cilea a San Cipriano di Aversa; con lui sono finiti in manette anche Antonio Diana, 41 anni, proprietario dell'abitazione, e Carlo Corvino, 40 anni

CENTO IN MANETTE - Intanto è in corso a Napoli un'operazione interforze anticamorra contro il clan Amato-Pagano, che fa parte del gruppo di «scissionisti» contrapposti al clan Di Lauro nella faida di Scampia. Polizia, carabinieri e guardia di finanza stanno eseguendo ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di cento persone, accusate a vario titolo di omicidio, associazione per delinquere di tipo mafioso, reati relativi al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti e riciclaggio di denaro.

Raffaele Amato, catturato in Spagna (Ap)
Raffaele Amato, catturato in Spagna (Ap)

L'ARRESTO DEL BOSS - Le cento ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale direzione distrettuale antimafia ed eseguite all’alba, seguono di tre giorni la cattura del capoclan Raffaele Amato. L’uomo, latitante dal 2006 era stato arrestato nella notte tra sabato 16 e domenica 17 a Marbella, in Spagna. Amato aveva trovato rifugio nella penisola iberica gestendo i traffici di droga con il Napoletano, soprattutto quelli di cocaina. Un tempo killer di Paolo Di Lauro detto «Ciruzzo 'o milionario», era attualmente a capo di un cartello criminale attivo non solo nei quartieri napoletani di Secondigliano e Scampia, ma anche nei comuni di Melito, Mugnano, Casavatore e Arzano.

CARRIERA CRIMINALE - Il latitante, considerato il capo di uno dei clan più pericolosi usciti vittoriosi dalla faida di Scampia, negli anni ’90 aiutò Di Lauro a seminare morte e terrore nell’area a nord di Napoli per dimostrare l’egemonia sul territorio e il controllo delle piazze di spaccio. L’uomo, catturato in una hall di un albergo, per sfuggire alla vendetta degli avversari e all’assedio delle forze dell’ordine, nel dicembre 2005 scappò in Spagna, dove si era rifugiato anche in precedenza. Amato venne arrestato una prima volta a Barcellona nel febbraio 2005, ma nell’aprile dell’anno successivo, mentre era ancora in attesa dell’estradizione in Italia, fu liberato. Il capoclan è accusato di una serie di delitti consumati durante la faida di Mugnano (Napoli) nata in seno al clan Di Lauro. Una lunga scia di sangue da collegarsi alla volontà di Paolo Di Lauro di sostenere l’avvicendamento, al comando del sottogruppo di Mugnano, di Gennaro Di Girolamo a discapito di Antonio Rocco che rientrava in città dopo un periodo di detenzione.


11/05/2009

'Ndrangheta, in manette il boss Salvatore Coluccio

'Ndrangheta, in manette il boss Salvatore Coluccio

 

ERA NELL'ELENCO DEI 30 LATITANTI PIÙ PERICOLOSI. È un esponente di spicco di una delle cosche joniche inserite nel circuito del narcotraffico mondiale

 

Salvatore Coluccio nella foto segnaletica del ministero dell'Interno (dal web)
Salvatore Coluccio nella foto segnaletica del ministero dell'Interno (dal web)

I carabinieri del Ros hanno rintracciato a Marina di Gioiosa Ionica il boss della 'Ndrangheta Salvatore Coluccio, uno dei 30 latitanti più pericolosi, fratello di Giuseppe che venne arrestato l'anno scorso a Toronto in Canada. Al momento dell' arresto era solo e non ha opposto resistenza. Secondo quanto si è appreso il boss è stato individuato dai carabinieri del Ros e da quelli dello squadrone Cacciatori all'interno della sua abitazione in un nascondiglio occultato da una intercapedine che si muoveva con un congegno meccanico.

IL BUNKER - La struttura è dotata di energia elettrica, impianto di aerazione, generali alimentari ed altro materiale per consentire all'uomo di trascorrere la sua latitanza. Nel settembre dell'anno scorso i carabinieri del Gruppo di Locri scoprirono a Roccella Ionica un bunker nell'abitazione del titolare di un ristorante di Marina di Gioiosa Ionica che è legato da vincoli di parentela acquisita con Salvatore Coluccio.

LE ACCUSE - Latitante dal 2005 è accusato di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti e altri reati. I carabinieri hanno fatto irruzione anche nell'albergo adiacente alla casa del boss, di proprietà dei suoceri interrompendo i banchetti di due matrimoni.