16/04/2011
Ora alla Francia vanno bene i permessi
Ora alla Francia vanno bene i permessiMa torna la tensione a Lampedusa per i rimpatri dei tunisini. Parigi cede dopo un lungo braccio di ferro con Roma. La Commissione Ue: «I documenti italiani bastano»
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16/01/2011
Al via i test d'italiano per migliaia di stranieri
Al via i test d'italiano per migliaia di stranieriMolti cittadini immigrati si preparano a tornare sui banchi di scuola per sostenere l’esame, ormai necessario per poter presentare la domanda per il permesso di soggiorno. Le prime prove si svolgeranno ad Asti e a Firenze
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18/08/2009
Salva un uomo che tenta il suicidio poi scappa: rischia l'espulsione
Salva un uomo che tenta il suicidio poi scappa: rischia l'espulsione
È un marocchino 22enne: il permesso di soggiorno non gli è stato rinnovato perché in passato ha rubato un'auto. L'uomo si era impiccato a un ponteggio in via inama: ora è fuori pericolo
MILANO - Ha salvato dalla morte un uomo che si era impiccato a un ponteggio del suo palazzo in via Inama, zona Città Studi. Poi si è dileguato, non prima di aver chiamato i soccorsi: il benefattore, un marocchino di 22 anni, ha il permesso di soggiorno non in regola e un decreto di espulsione a carico. Il fatto risale alla sera del 12 agosto ed è raccontato sulle pagine del quotidiano Avvenire. Mohamed è in Italia da quando aveva 15 anni e il suo permesso di soggiorno è scaduto da oltre un anno.
PERMESSO DI SOGGIORNO - «Sono rientrato in casa e l'ho visto appeso a un ponteggio, allora mi sono arrampicato e l'ho tenuto sollevato mentre un altro vicino tagliava la corda» ha spiegato il ragazzo, che non conosceva il suicida. Cesare P., 55 anni, è stato ricoverato al Niguarda ed è fuori pericolo. «Ancora un attimo e sarebbe morto - dice la moglie - Perché non vogliono dargli il permesso di soggiorno? Se non ci fosse stato Mohamed io adesso sarei vedova». Il marito penzolava a una decina di metri dal suolo e il giovane maghrebino non ha avuto dubbi: si è immediatamente arrampicato sul ponteggio, a mani nude. Della vicenda, confermata da diverse testimonianze, si è interessata l'associazione Sos racket e usura che ha scritto un appello al prefetto e al questore di Milano perché concedano al 22enne il rinnovo del permesso di soggiorno. A Mohamed, di professione elettricista, sarebbe anche stata promessa l'assunzione da parte di un'impresa edile, ma solo se risolverà la sua situazione legale. Il suo avvocato, Roberto Falessi, ha detto che il permesso di soggiorno non è stato rinnovato a gennaio del 2008, perché tre anni fa il ragazzo ha rubato una macchina. «Una sciocchezza - sostiene l'avvocato -, commessa per leggerezza ma pagata fin troppo cara: aveva preso un'auto parcheggiata per rientrare a casa una sera tardi, quando la metropolitana era già chiusa, ma aveva anche risarcito il danno al proprietario, tanto che è stato riabilitato dal Tribunale di Sorveglianza rispetto al reato di furto».
«HO FATTO UNA CRETINATA» - Nato in una famiglia di 11 fratelli, Mohamed è arrivato a Milano sette anni fa come «minore non accompagnato». Ha studiato, fino a ottenere una specializzazione da elettricista: in attesa che il Tar decida sulla sua espulsione continua a lavorare con un contratto regolare con cui paga regolarmente i 263 euro di canone d'affitto del monolocale concesso dall'ente delle case popolari. Con il suo stipendio Mohamed ha fatto assistere, studiare e laureare in legge un fratello disabile costretto in carrozzina. A 19 anni il furto: è il 13 aprile 2004, ha fatto tardi a lavoro e non sa come tornare a casa. «Ho fatto una cretinata, me lo ripeto ogni giorno da cinque anni» dice il 22enne. Sulla strada c'è una vecchia Ford. «Mi serviva solo per tornare a casa, pensavo che l'avrei fatta trovare io stesso, sono stato un cretino». È stato sorpreso in flagrante, mentre cercava di aprire l'auto, che peraltro non ha riportato danni. Per lui cinque mesi di reclusione e 400 euro di multa, pena poi sospesa. Mohamed si è presentato dal proprietario dell'auto per risarcirlo, un gesto non richiesto dalla legge e dalla sentenza.
CONDOTTA IRREPRENSIBILE - In Questura viene respinto il secondo rinnovo del permesso di soggiorno, nonostante lo scorso 14 luglio Mohamed abbia ottenuto la piena riabilitazione dal Tribunale, basata su una relazione di un Commissariato che, in un atto di tre pagine firmato da un vicequestore aggiunto e da un commissario, di Mohamed traccia un profilo dettagliato: «Dall'arrivo in Italia (anno 2000 circa) al 2006, sempre in regola con le norme sul soggiorno, non ha commesso reati e ha mantenuto una condotta irreprensibile». Eccezion fatta per il tentato furto d'auto, di altri precedenti penali Mohamed non ne ha. Per anni il ragazzo è stato volontario presso la fondazione Fratelli di San Francesco. Negli stessi giorni in cui il Tribunale trasmetteva l'avvenuta riabilitazione, il ragazzo salvava la vita al 50enne che, superati due giorni di coma, potrà tornare a casa tra qualche settimana.
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11/08/2009
Extracomunitario fa arrestare ladri, denunciato in quanto clandestino
Extracomunitario fa arrestare ladri, denunciato in quanto clandestino
L'episodio a Torino. L'uomo del Bangladesh multato per 5-10 mila euro e l'ordine di lasciare l'Italia entro cinque giorni
TORINO - D'ora in poi nessun extracomunitario non in regola con la nuova legge che ha introdotto il reato di clandestinità, denuncerà mai più un reato, neanche se avviene sotto il suoi occhi. A Torino un cittadino del Bangladesh ha denunciato e fatto arrestare tre romeni che gli avevano rubato il portafogli dopo averlo assalito di notte con una bottiglia di vetro rotta puntata alla gola. Andato in questura per la denuncia, è stato trovato privo di permesso di soggiorno. Quindi è stato a sua volta denunciato per il nuovo reato di clandestinità: dovrà pagare una multa compresa tra 5 mila e 10 mila euro con l'ordine del questore di lasciare l'Italia entro cinque giorni.
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13/01/2009
Permesso di soggiorno, resta il contributo
Permesso di soggiorno, resta il contributoIn serata chiarimento tra Berlusconi e Maroni. Non sarà una «tassa» ma un contibuto da definire tra 10 e 400 euro, come in molti Paesi Ue
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| Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni |
PRINCIPIO CONFERMATO - In mattinata Maroni, al termine di un incontro con il ministro della Giustizia Angelino Alfano sugli emendamenti al ddl sicurezza, aveva detto che il principio era stato confermato. «L'emendamento c'è - ha spiegato Maroni -, solo che al posto dei 200 euro per il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno si prevede un contributo da definire con decreto». Il principio, ha aggiunto, «viene affermato così come previsto e votato». Nel ddl, ha proseguito il ministro, «resta il reato di immigrazione clandestina punito con un'ammenda e con la sanzione accessoria dell'espulsione decisa dal giudice di pace che si somma all'eventuale espulsione ordinata dal questore. È una possibilità in più di espellere un clandestino».
I NO DI FINI E DEL PREMIER - Sulla proposta si erano levate critiche anche all'interno della maggioranza. In particolare, avevano preso posizione contro il provvedimento sia il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che aveva parlato di «norme discriminatorie»; il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante una passeggiata nel centro di Roma spiega di non essere «al corrente» di novità sulla introduzione della tassa per il permesso di soggiorno degli immigrati, anzi ribadisce di essere sempre stato contrario e di averne parlato con Bossi che non ha avuto obiezioni. «Non sono al corrente - spiega il premier - di novità al riguardo. Quando mi è stato presentato ho subito detto che ero contrario a quell’emendamento. Non c’è stata nessuna marcia indietro». A chi gli chiede se ne abbia parlato con Bossi nella cena di lunedì sera, Berlusconi risponde: «Ne ho parlato e anche lui non ha fatto obiezioni particolari a riguardo». Ora invece la Lega torna alla carica. Resta però da vedere cosa effettivamente succederà in Aula.
RICHIESTE IN CALO - Nel frattempo, ha sottolineato ancora Maroni, la crisi ha determinato un calo delle richieste di ingresso in Italia per lavoro da parte di extracomunitari. «A fronte dei 150 mila ingressi previsti dal decreto flussi - ha spiegato il ministro - sono arrivate 127 mila domande, 13 mila in meno quindi del tetto stabilito che per qualcuno era troppo severo». Ciò, ha puntualizzato , «dimostra che c'è una riduzione della richiesta: c'è una crisi che determina la perdita di lavoro in primo luogo dei cittadini extracomunitari».
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