24/05/2010

Il campionato resta a Sky: respinto dal giudice il ricorso di Conto tv

Il campionato resta a Sky: respinto dal giudice il ricorso di Conto tv

Il canale televisivo aveva contestato la gara fatta dalla lega calcio. Il tribunale di Milano ha rigettato l'istanza presentata dalla tv di Crispino contro l'assegnazione dei diritti

 

Il presidente della Lega calcio Maurizio Beretta (Ansa)
Il presidente della Lega calcio Maurizio Beretta (Ansa)

MILANO - La Lega calcio tira un sospiro di sollievo. Il giudice di Milano ha respinto il ricorso presentato da Conto tv contro l'assegnazione a Sky dei diritti tv per la trasmissione satellitare del campionato di calcio.

LE CONSEGUENZE - Il Tribunale civile di Milano, respingendo il ricorso cautelare di Conto Tv, la televisione guidata da Marco Crispino, non ha quindi sospeso gli effetti del contratto tra la Lega calcio e Sky per la trasmissione delle partite di serie A delle prossime stagioni. Il contratto vale 1.149 milioni di euro. L'accordo assicura al calcio italiano 571 milioni per la prossima stagione e 578 per quella successiva. L'emittente toscana aveva affermato di aver subito un danno poiché non le era stato consentito di presentare un'offerta.
La decisione era molto attesa dal mondo del calcio e dai club di serie A. Infatti, molte squadre, con il contratto ancora valido, avranno la possibilità di mettere a bilancio la rispettiva quota dei diritti televisivi e, dunque, di muoversi sul calciomercato, di pagare gli stipendi ai giocatori. Alcune piccole e medie squadre, se ci fosse stata la sospensione, avrebbero anche rischiato di non potersi iscrivere al prossimo campionato. Nei mesi scorsi Conto Tv aveva «vinto» un simile ricorso cautelare, che però poi era stato annullato dalla Corte d'appello che aveva stabilito la competenza a decidere della Sezione specializzata proprietà industriale, il cui provvedimento è arrivato oggi.
«Ci dispiace, una volta letta la sentenza decideremo se fare reclamo», ha commentato Marco Crispino di Conto Tv.

LA SENTENZA - L'offerta della Lega calcio (sui diritti tv di serie, ndr), ha garantito in modo sufficiente anche gli operatori più piccoli. Ruota attorno a questo principio il provvedimento depositato dal giudice Claudio Marangoni. «Dall'esame delle risultanze in atti - si legge nelle 28 pagine del provvedimento - non pare che la ricorrente, al di là delle differenze di dimensioni finanziarie e organizzative innegabilmente esistenti rispetto alla concorrente Sky Italia, abbia sofferto particolari svantaggi nella teorica possibilità di accedere allo stesso pacchetto «Platinum live» (in pratica di diritti per trasmettere in via esclusiva e in diretta le partite di tutte le squadre di serie A del campionato nazionale di calcio, ndr), per ciò che riguarda in particolare il suo profilo tecnico organizzativo». Ora Conto tv può, in linea teorica, presentare un reclamo al Tribunale, che in questo caso dovrà decidere in sede collegiale e, in caso di «sconfitta» avviare una causa di merito.

I COMMENTI - «Ero sicuro che sarebbe finita così perchè tutto era stato fatto nel migliore dei modi. È giusto che sia così, e va bene così» commenta la sentenza l'amministratore delegato del Calcio Catania, Pietro Lo Monaco.
«Adesso dovremo guardare al dispositivo - ha detto il presidente della Lega Calcio Maurizio Beretta - ma il dato importante è che sono state accolte le ragioni della Lega. Noi siamo sempre stati convinti - ha aggiunto - di aver operato tenendo conto di tutte le indicazioni della legge Melandri, dell'Agicom, dell'Antitrust e anche delle autorità europee».

 

Redazione online


22/04/2010

Giallo a Silicon Valley. La Apple «smarrisce» il prototipo iPhone4

Giallo a Silicon Valley. La Apple «smarrisce» il prototipo iPhone4

Il caso - Perso da un ingegnere ubriaco oppure una montatura? Una rivista compra e recensisce il gadget

 

 

NEW YORK — «Ho sottostimato la bontà della birra tedesca». E' l'ultimo aggiornamento della sua pagina su Facebook digitata da Gray Powell, giovanissimo ingegnere della Apple, prima di dimenticare un segretissimo prototipo di iPhone — quello di quarta generazione che dovrebbe essere lanciato a giugno — su un tavolo della Gourmet Haus Staudt, una birreria di Redwood City, nella «Silicon Valley» californiana. Da giorni tra gli appassionati di tecnologia non si parla d'altro. Da quando il sito newyorchese degli «avanguardisti digitali» di Gizmodo ha acquistato (per cinquemila dollari) il supertelefonino dalla persona che l'ha ritrovato nella birreria. I ragazzi del sito l'hanno smontato, raccontando quello che hanno trovato dentro. Sorpresa, polemiche e tanti dubbi. Sarà davvero un prototipo Apple? Come può essere stato smarrito in modo così goffo, visto che l'azienda di Steve Jobs è famosa per la sorveglianza ferrea che esercita sui suoi segreti industriali, protetti da una polizia interna affettuosamente soprannominata Gestapo? Gizmodo non rischia guai per aver acquistato un oggetto, se non rubato, sicuramente di proprietà altrui?

Alla prima domanda ha dato risposta la stessa Apple intimando al sito degli «smanettatori» digitali di restituire il prototipo con una lettera-ingiunzione firmata dai suoi avvocati. Gli esperti ritengono, quindi, che le novità dell'iPhone4 smontato da Gizmodo — telecamera frontale per le «chat» in aggiunta a una fotocamera sul dorso con obiettivo potenziato, flash, schermo con una migliore risoluzione delle immagini, frontale piatto senza bordi arrotondati, micro Sim card, come quella dell'iPad — siano davvero quelle del nuovo prodotto che arriverà sul mercato nella seconda parte del 2010. Presentazione della Apple bruciata? Sarebbe clamoroso, un fatto senza precedenti, soprattutto per un'azienda come quella di Steve Jobs che, in un mondo in cui anche molti manager ormai dialogano coi clienti e i «media» anche via Twitter, mantiene un livello di segretezza da fornitore delle armi più letali del Pentagono. La vicenda di Gray Powell, ingegnere un po' scapestrato che commette l'imprudenza di portare con sé il prodotto «top secret» — oggetti normalmente conservati in cassaforte — e poi se lo dimentica al termine di un party ad alto contenuto etilico nel quale ha festeggiato il suo ventisettesimo compleanno, potrebbe anche far sorridere se Apple non fosse famosa per la durezza con cui si comporta in casi del genere. E se in passato non ci fossero stati episodi inquietanti come il suicidio, poco meno di un anno fa, di Sun Danyong, 25enne dipendente della Foxcomm, azienda cinese che produce su licenza per conto della Apple, picchiato e umiliato dai servizi di sicurezza cinesi che lo accusavano di aver perso un altro prezioso prototipo di iPhone.

Allora l'inchiesta fatta dalla stessa Apple presso il suo contrattista appurò che Sun, sicuramente trattato con troppa durezza dalla società cinese, non aveva solo perso l'apparecchio: aveva anche commesso azioni definite «chiaramente illegali». Di Powell la Apple non dice nulla. Il giovane ingegnere, raggiunto telefonicamente da Gizmodo prima di restituire l'iPhone 4G, sembra lavorare ancora per la società di Cupertino, ma il suo tono di voce, al telefono, era quella sofferto di uno molto sotto pressione. Un «caso pilotato»? Anche questo sembra inverosimile: sarebbe un cambiamento radicale dello stile di comunicazione del gruppo, un gesto illogico del quale non si vedono i benefici. E poi Gizmodo è considerato dalla Apple un nemico da quando ha pubblicato indiscrezioni «sgradite» sul precario stato di salute di Steve Jobs. Rimangono, però, gli interrogativi sul modo in cui il cellulare è finito nelle mani di Gizmodo — i protagonisti dicono di aver tentato senza successo di contattare il proprietario — e su cosa è successo nelle tre settimane dallo smarrimento in birreria, il 18 marzo, alla proposta di vendita del prototipo. E poi, mistero dei misteri, se telefoni anche molto meno avanzati sono sempre localizzabili, anche spenti, come mai la Apple non è riuscita a rintracciarne uno sofisticatissimo, teoricamente dotato di tutti i possibili collegamenti satellitari e non? Pare che il prototipo avesse il Gps malfunzionante o disconnesso. Telefonino in «libera uscita». Impossibile da rintracciare. Nelle mani di un ingegnere scapestrato e alticcio. Non ci sarà qualche coincidenza di troppo?

Massimo Gaggi


16/05/2009

Tatangelo: «Ho perso il bambino»

Tatangelo: «Ho perso il bambino»

 

La cantane lo ha annunciato insieme a Gigi D'Alessio. Non era ancora al terzo mese di gravidanza, «ma non perdiamo la speranza»

 

Anna Tatangelo (Lapresse)
Anna Tatangelo (Lapresse)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NAPOLI - Anna Tatangelo ha perso il bambino che aspettava da Gigi D'Alessio. Lo comunica all'ANSA la coppia, amareggiata tra l'altro per la prematura fuga di notizie dei giorni scorsi sul fatto che la giovane cantante fosse incinta. Anna Tatangelo non era ancora entrata nel terzo mese di gravidanza. «Siamo addolorati - dicono Gigi e Anna - ma non perdiamo la speranza. La prossima volta, speriamo presto, ci piacerebbe avere la possibilità di dare una notizia così bella al momento giusto e in prima persona».