01/01/2012
Capodanno tragico malgado i divieti
Capodanno tragico malgado i divietiDue morti e un centinaio di feriti è il bilancio delle vittime dei fuochi e botti per la notte di San Silvestro
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01/01/2011
Capodanno tragico: 1 morto a Napoli e feriti in tutta Italia
Capodanno tragico: 1 morto a Napoli e feriti in tutta ItaliaTra petardi e colpi di pistola sparati per festeggiare l'arrivo del 2011 si ripete il copione di ogni anno. Nel capoluogo campano un uomo è stato colpito da un proiettile mentre si trovava sul balcone di casa. A Milano è rimasto ferito un bambino
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25/08/2010
Tifosi dell'Atalanta lanciano fumogeni e petardi contro Maroni al «Berghem Fest»
Tifosi dell'Atalanta lanciano fumogeni e petardi contro Maroni al «Berghem Fest»Alcuni poliziotti sono rimasti feriti. A fuoco anche 4 auto. La protesta contro la tessera del tifoso. Il ministro dell'Interno: «Con loro non parlo»
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08/01/2010
Rinforzi in Calabria: agenti e magistrati La bomba, il giallo della donna nel video
Rinforzi in Calabria: agenti e magistrati La bomba, il giallo della donna nel video
L'ATTENTATO A REGGIO. Le nuove misure del governo: l’Agenzia sui beni confiscati e più controlli sull’Expo
REGGIO CALABRIA - Per rispondere alla bomba che ha divelto un portone ma conteneva messaggi che andavano ben oltre i danni provocati, lo Stato si presenta a Reggio ai suoi massimi livelli: i ministri dell’Interno e della Giustizia, Maroni e Alfano, i capi e comandanti di polizia, carabinieri e guardia di finanza, i vertici degli uffici investigativi. Dopo la riunione del comitato nazionale per la sicurezza Maroni e Alfano annunciano rinforzi e programmi per sostenere l’azione contro la ’ndrangheta: 121 unità investigative in più, sei nuovi magistrati per rendere più incisiva e spedita l’azione degli uffici giudiziari, una strategia di contrasto alle attività economiche del crimine organizzato che parta dalla Calabria ma si estenda altrove (anche perché gli affari della ’ndrangheta non sono certo confinati a questa regione): Maroni conferma l’idea di insediare a Reggio l’Agenzia nazionale per i beni confiscati, pianifica nuove iniziative per impedire le infiltrazioni mafiose sugli appalti e spiega che a giorni riunirà a Milano la commissione per sorvegliare sui lavori dell’Expo 2015.
Tutto questo è conseguenza — per ora come annunci, occasione per ribadire che i beni sequestrati alle varie organizzazioni mafiose ammontano a circa 7 miliardi di euro — dell’attentato alla sede della Procura generale di Reggio Calabria, l’ufficio che gestisce la pubblica accusa nei processi d’appello; un passaggio importante dei procedimenti contro la ’ndrangheta (ma non solo). Le indagini per risalire a esecutori e mandanti passano anche per l’esame dei fascicoli pendenti o appena chiusi presso la Procura del secondo grado, per cercare di capire chi poteva avere interesse amandare l'avvertimento al «nuovo corso» inaugurato dal neoprocuratore generale Salvatore Di Landro. I carabinieri studiano le carte, mentre gli specialisti del Ris e del Racis provano a trarre ogni elemento utile dal filmato che ha ripreso i due attentatori giunti sul luogo dell’esplosione con uno scooter alle 4.49 della notte tra domenica e lunedì. I volti sono protetti dai caschi, ma è possibile che a guidare la moto fosse una donna, ipotesi basata sul dettaglio di una scarpa che sembra di tipo femminile. Sarebbe una novità per il modus operandi della ’ndrangheta, che aprirebbe nuovi scenari, e anche per questo gli investigatori sono cauti. È certo, invece, che l’uomo che deposita l’ordigno (confezionato con polvere pirica e non tritolo, come riferito all’inizio dell’indagine) prima accende la miccia e poi lo sistema davanti al portone: «Solo una persona molto esperta può assumersi un simile rischio» è stato spiegato nella riunione di ieri. La miccia ha bruciato per un minuto e quattro secondi, quando la bomba è esplosa lo scooter (sul quale l’attentatore è risalito quasi in corsa) era già lontano.
Gio. Bia.
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07/01/2010
Reggio Calabria, petardi all'ingresso dell'aula bunker
Reggio Calabria, petardi all'ingresso dell'aula bunker
Gli artificieri: «Non avevano capacità offensiva». Si tratta solo di residui dei botti di Capodanno. Nel pomeriggio vertice in prefettura
REGGIO CALABRIA - Allarme rientrato per presunti ordigni posizionati all’ingresso degli automezzi davanti all'aula bunker di Reggio Calabria. Sono soltanto petardi, hanno accertato gli artificieri, collegati a una miccia spenta. Si tratta di tre piccoli petardi inesplosi mimetizzati tra i residui di altri fuochi pirotecnici utilizzati per salutare l'arrivo del nuovo anno. Gli artificieri hanno sottolineato che i petardi non avevano alcuna capacità offensiva. Dopo l'allarme del custode, sul posto sono giunti gli artificieri di carabinieri e polizia che hanno li hanno disinnescati. Nel periodo delle festività natalizie l'aula bunker è rimasta chiusa, per cui non è possibile stabilire con esattezza quando sono stati posizionati.
VERTICE - Nel pomeriggio a Reggio Calabria, in Prefettura, avrà luogo il vertice investigativo sull'attentato di domenica scorsa contro la Procura generale di Reggio Calabria presieduto dai ministri dell'Interno e della Giustizia, Maroni e Alfano.
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28/02/2009
Centri sociali, tensione a Milano Scontri con la polizia a Bergamo
Centri sociali, tensione a Milano Scontri con la polizia a Bergamo
Prima il corteo di Milano è stato pacifico, poi il cambio di clima dopo le notizie provenienti da Bergamo, imbrattamenti e petardi fumogeni nel capoluogo lombardo
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| Il corteo a Milano ( Ilaria Pedercini) |
MILANO - Dai colori e gli sfottò in perfetto clima carnevalesco, con il solito strascico di scritte disseminate sui muri lungo il percorso, al nervosismo dell'attesa delle notizie provenienti da Bergamo. È stato il cambio di clima che ha 'spezzato' in due il corteo nazionale di Milano indetto dai centri sociali «contro le logiche securitarie, per l'autogestione e gli spazi sociali». Le prime voci degli scontri tra i «compagni» partiti per la città orobica per impedire l'apertura di una sede di Forza Nuova e le forze dell'ordine sono cominciate a circolare a metà del lungo tragitto iniziato alle 16 da piazza XXIV Maggio. Arrivati all'altezza di via De Amicis le preoccupazioni sono rimbalzate fino al corteo di testa che ha comunicato a tutti le poche informazioni che arrivavano via cellulare da Bergamo. Con il crescere del numero dei fermati di cui giungeva via via notizia, è aumentato il nervosismo tra i 10 mila partecipanti (il dato è degli organizzatori). È stato il punto di svolta di un corteo che, fino a quel momento, aveva attraversato la città pacificamente riempiendola di colori, maschere carnevalesche, pupazzi e cori di scherno diretti verso l'amministrazione comunale e il governo. Il serpentone ha lasciato dietro di sè il solito contorno di murales, manifesti e scritte spray (comprese quelle che recitavano 'Nassiriya festa nazionale' e 'Quattrocchi e Raciti, 10-100-1000 Nassiriye') ma senza i danneggiamenti che avevano invece contraddistinto il corteo dello scorso 24 gennaio.
I NUOVI ARRIVI - Poi, l'eco degli scontri bergamaschi ha fatto comparire decine di ragazzi a volto coperto con cappucci delle felpe, sciarpe e passamontagna. Dopo diversi minuti passati a decidere il dà farsi, il corteo, cui ha partecipato anche l'ex di Potere Operaio Oreste Scalzone, ha deciso di proseguire la sua strada fino a quando «i compagni fermati non verranno tutti liberati». I numeri si sono quindi ridotti. Sono andati via gli spezzoni dei lavoratori della Innse e delle sigle partitiche della sinistra radicale. A sfilare sono rimasti in oltre un migliaio compresi i diversi esponenti di realtà occupate di fuori Milano e di altre regioni. Dai fumogeni e dalle azioni spettacolari, come gli striscioni issati sopra Porta Romana in piazzale Medaglie d'Oro e il sabotaggio dei cancelli dei giardini di piazza Vetra, si è passati ai cestini incendiati e ai petardi lanciati contro gli agenti e i mezzi delle forze dell'ordine che controllavano a distanza. Quando la tensione ha raggiunto il culmine, all'incrocio tra viale Toscana e via Castelbarco, dove allo schieramento massiccio di agenti in tenuta antisommossa i manifestanti hanno risposto con il lancio di qualche petardo, le telefonate rassicuranti dei legali dei ragazzi fermati a Bergamo, in cui comunicavano il rilascio dei più, hanno smorzato la rabbia e i toni della protesta e il serpentone che ha paralizzato per ore il traffico del sabato ha raggiunto, intorno alle 21, il luogo da dove era partito, piazza XXIV Maggio, dove il corteo si è infine sciolto. Duro il commento del vice sindaco Riccardo De Corato: «È uno sciame delirante condito da uno squallido e vergognoso inneggiamento all'eccidio di Nassiriya».
GUERRIGLIA A BERGAMO - Scene di guerriglia urbana sabato pomeriggio in centro a Bergamo,con scontri tra le forze dell'ordine e una sessantina di esponenti della sinistra antagonista, al termine di una giornata di tensioni per l'apertura in città della sede provinciale di Forza Nuova, movimento di estrema destra. Alla fine, circa cinquanta persone sono state portate in Questura e una decina di uomini delle forze dell'ordine sono rimasti contusi e sono stati medicati al Pronto Soccorso. Il caos è scoppiato poco dopo le 18 in mezzo al traffico di via Paleocapa, quando ormai la manifestazione era terminata. Per tutto il pomeriggio cinquecento esponenti di estrema sinistra avevano manifestato con un presidio in via Quarenghi, mentre nella vicina via Bonomelli si inaugurava la sede locale di Forza Nuova, alla presenza del segretario nazionale Roberto Fiore. Non ci sono stati scontri neppure durante il corteo dei circa trecento sostenitori di estrema destra, che hanno sfilato dal piazzale della Malpensata fino a via Bonomelli, arrivando fino a un centinaio di metri di distanza dalla contestazione di sinistra. Le schermaglie si sono limitate a slogan, lanci di alcuni fumogeni ed esposizione di striscioni. I sostenitori di Forza Nuova hanno lasciato la città intorno alle 17.30 a bordo di autobus e automobili.
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| Un momento degli scontri a Bergamo |
GLI AUTONOMI - Mezz'ora dopo gli 'autonomi' hanno chiesto di poter sfilare in corteo da via Quarenghi al piazzale della Malpensata. Al rifiuto delle forze dell'ordine - e dopo alcuni attimi di tensione nei pressi dell'incrocio con via Paleocapa - il corteo si è sciolto verso via Spaventa e largo Medaglie d'Oro. Circa sessanta manifestanti appartenenti alla frangia più estrema, invece di recarsi in stazione, hanno cercato di tornare nelle vicinanze di via Bonomelli. A quel punto è partita la carica di polizia e carabinieri che, in mezzo al traffico, hanno bloccato una cinquantina di persone. Sono volati oggetti e bottiglie all'indirizzo delle forze dell'ordine e delle vetrine di alcuni negozi tra viale Papa Giovanni XXIII e Porta Nuova. La tensione è calata solo dopo una mezz'ora, in cui i manifestanti si erano sparpagliati in tutte le vie del centro di Bergamo. Per tutto il pomeriggio la circolazione in città è rimasta pressochè paralizzata, a causa delle tante strade chiuse al traffico. Al termine della giornata, la polizia ha sequestrato mazze di ferro, bastoni di legno, bandiere, un martello e alcuni caschi da motociclista. L'identificazione e gli interrogatori delle persone portate in Questura proseguirà fino a sera inoltrata. Le persone arrestate sarebbero almeno tre, ma il numero esatto si saprà probabilmente soltanto domenica . Nel frattempo, la sede di Forza Nuova resta presidiata da polizia e carabinieri.
23:50 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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