15/09/2011

Baby-bulle, pignorate le abitazioni dei genitori: «Dovevano educarle»

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Nel 2002 Le due quindicenni aggredirono e rapinarono una ragazzina. La sentenza civile: le famiglie devono versare 50 mila euro di risarcimento o le loro case andranno all'asta

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15/06/2009

All’asta i palazzi «storici» di Ricucci «Tesoretto milanese da 150 milioni»

All’asta i palazzi «storici» di Ricucci «Tesoretto milanese da 150 milioni»

 

Nelle case anche statue, affreschi e resti romani. Colpiti da pignoramento dopo l’indagine gli edifici di via Borromei, via Silvio Pellico, via Bassano Porrone

 

 

Via Borromei, il palazzo di Ricucci (Fotogramma)
Via Borromei, il palazzo di Ricucci (Fotogramma)

MILANO - Volendo, uno può scegliere. Comprarli tutt’insieme oppure uno appena. Come si dice in questi casi: via alle danze. Sa­rebbe meglio: fuori i soldi. In ogni modo, l’asta giudiziaria è stata fissata, e sarà il 16 luglio. La base di partenza è di 149 mi­lioni di euro: 86 milioni per il primo complesso immobiliare, 56 per il secondo, 7 per l’ulti­mo. L’agenda del notaio, per in­contri di approfondimento e per preparare la strategia, anco­ra dispone di buchi liberi. Fate­vi sotto. L’asta riguarda tre pa­lazzi (colpiti da pignoramento) di Stefano Ricucci, l’odontotec­nico di Zagarolo, paese appena fuori Roma. Ricucci è diventato immobi­­liarista, milionario (molto mi­lionario), scalatore (non di montagne, bensì di aziende), fi­danzato di donne note e belle (l’ultima è Debora Salvalaggio), persona in manette, protagoni­sta di inchieste giudiziarie, testi­monial e/o paradigma di una certa Italia, eccetera eccetera.

L'immobile dell'800 in via Pellico (Fotogramma)
L'immobile dell'800 in via Pellico (Fotogramma)

I tre complessi sono situati (per tutti c’è la medesima geo­grafia, ossia centro puro di Mi­lano) al 5 di via Borromei, al 4 di via Silvio Pellico e al 4 di via Bassano Porrone. Il primo è un civico famoso, in quanto già se­de di Meliorbanca. È costituito da tre edifici: due di quattro pia­ni, uno di sette. Nel piano inter­rato ci sono parti delle mura di un palazzo imperiale di epoca romana; altrove ci sono statue settecentesche in pietra, affre­schi, una stele di Pomodoro; non trascurabili — l’architetto che ha compiuto la perizia tec­nica, nella relazione vi dedica un apposito passaggio, e perce­piamo ammirazione, o forse in­vidia? — le «boiseries di alto pregio negli uffici dirigenziali». Come superficie di balconi e ter­razzi, i metri quadrati sono cin­quemila. Base di partenza del­­l’asta, ricordiamo, 86 milioni. La regola: si rilancia a colpi di 10mila euro. Via Pellico vale meno, e vale tanto. I milioni sono 56. L’im­mobile (di sette piani) risale al­l’Ottocento. Marmi e cerami­che. In via Bassano Porrone il palazzo ha tre piani. Solai in le­gno a cassettoni, sopraporte di­pinte, «pregevoli vetrate artisti­che ». Un problema c’è, però: va verificata la messa a norma del­l’impianto elettrico. Scusate un po’, cosa credevate mai, che fos­se tutto un sogno?

Andrea Galli