04/09/2011

Auto pirata nel quartiere di Scampia Muore bimba di 4 anni, un arresto

Auto pirata nel quartiere di Scampia Muore bimba di 4 anni, un arresto

L'accusa di per omissione di soccorso ed omicidio colposo. L'investitore, 25enne, è stato individuato dopo esser fuggito dal luogo dell'incidente

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08/09/2010

Automobilista si ferma per soccorrere feriti: travolta e uccisa da auto pirata

Automobilista si ferma per soccorrere feriti: travolta e uccisa da auto pirata

DRAMMA SULLA ROMA-L'AQUILA. Tragico indicente sull'A24 alle porte della Capitale, vittima una donna 50enne di Tivoli scesa dall'auto

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06/09/2010

Motociclista morto a terra e gli automobilisti non si fermano

Motociclista morto a terra e gli automobilisti non si fermano

La polizia municipale sta ora cercando di identificarli con le immagini di una telecamera. La vittima era stata centrata da un'auto che ha invaso la sua corsia all'uscita di un tunnel a Bolzano

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25/03/2010

Catturato l'hacker del profilo di Obama

Catturato l'hacker del profilo di Obama

 

Il giovane era riuscito ad intrufolarsi anche nelle pagine di altri vip, come Britney Spears. Arrestato dalla gendarmerie e dall'Fbi il 25enne che si era introdotto anche nel Twitter del presidente Usa

 

La pagina Twitter del presidente americano Barack Obama
La pagina Twitter del presidente americano Barack Obama

PARIGI - Un pirata informatico ricercato dalla polizia francese e dall'Fbi statunitense per avere violato l'account su Twitter del presidente Usa Barack Obama è stato arrestato nella regione del Puy-de-Dome, nel centro della Francia, al termine di un'indagine che Parigi e Washington portavano avanti da diversi mesi.

GUSTO PER LA SFIDA - L'hacker, un giovane francese di 25 anni conosciuto sul web con lo pseudonimo di «Hacker-croll», ha fatto «tremare» la rete dopo essere riuscito ad accedere come amministratore al servizio di micro-blogging, potendo così creare o eliminare profili utenti a suo piacimento. Secondo la polizia, il cyber-criminale agiva per «il semplice gusto della sfida». Non solo il giovane aveva violato l'account si Twitter del presidente Obama: secondo diversi siti internet francesi, tra le sue «vittime» ci sarebbero anche numerose personalità dello spettacolo tra cui la cantante pop americana Britney Spears.

L'FBI IN CAMPO - Nel 2009 l'Fbi aveva notato strani movimenti attorno all'account su Twitter del capo della Casa Bianca ed aveva accertato che il paese di provenienza degli assalti informatici era la Francia. Era stata così allertato l'ufficio competente per la lotta contro la criminalità sul web. Seppure in misura minore, l'hacker transalpino, di cui non sono state rese note le generalità, imperversava anche su Facebook, il social network, e su account di posta elettronica come G-Mail. Secondo vari media online, il giovane era già conosciuto dalla polizia per «piccole frodi gli avevano fruttato 15.000 euro», stando a una fonte vicina alle indagini. Dalle sue incursioni su Twitter, tuttavia, non ha tratto profitto.

TRADITO DALLA VANITA' - «Si introduceva nel sistema in modo fraudolento ma non ha modificato nessun dato e non ha truffato nessuno», ha detto il procuratore di Clermond-Ferrand, Jean-Yves Coquillat. A tradirlo sono state l'imprudenza e forse un pizzico di vanità. «Hacker Croll» aveva infatti creato un proprio blog in cui raccontava delle sue prodezze e aveva addirittura concesso un'intervista al sito internet Zataz.com nella quale spiegava lungamente il metodo usato per le sue scorribande su Twitter. Diplomato in elettronica e senza conoscenze particolari di informatica, con il computer era abile ma anche fortunato. A volte riusciva a scoprire le password degli account per puro caso. Altre volte ricorreva al metodo della «domanda segreta» cui un utente che ha dimenticato una parola d'ordine deve rispondere per avere un altro codice d'accesso. Si tratta spesso di quesiti elementari tipo 'Come si chiama tua madre da ragazza?' o 'Per quale squadra tifi?'. «Indovinare la risposta giusta in questi casi è tutt'altro che impossibile», ha spiegato una fonte della polizia. L'indagine è stata condotta dall'Ufficio centrale per la lotta alla cyber-criminalità (Occltic). Gli inquirenti francesi e quattro agenti federali Usa sono riusciti a rintracciare Hacker Croll, che dopo essere stato fermato è stato rimesso in libertà in attesa di comparire in tribunale il 24 giugno prossimo. (Fonte: Ansa).


26/02/2010

Robin Hood hacker

Robin Hood hacker

 

CRISI ECONOMICA. In Lettonia un anonimo usa internet e tv per rivelare al pubblico dati riservati su alcune banche e imprese locali, accusate di fare soldi sulla recessione

 

 

Un'immagine di Riga, in Lettonia
Un'immagine di Riga, in Lettonia

È già un eroe tra la popolazione lettone il pirata informatico che smaschera pubblicamente le banche e le aziende di Stato che speculano sulla recessione in Lettonia, afflitta da una pesante crisi economica.

IL FURTO – Nome in codice «Neo»- come il protagonista del celebre film Matrix -, il misterioso hacker è infatti riuscito a violare i network degli istituti di credito del Paese e delle imprese locali, rubando i dati che svelano i dettagli della loro attività finanziaria. Ora, usando un account Twitter, sta riversando in rete le informazioni acquisite e via via le sta divulgando anche tramite la televisione, con il dichiarato intento di smascherare chi guadagna sulle difficoltà economiche dei cittadini.

EROE DEL POPOLO – Ovviamente i cittadini lettoni seguono con grande interesse gli aggiornamenti di Neo, che - come racconta BBC - dice di appartenere a un gruppo chiamato «Fourth Awakening People's Army» («Esercito popolare del quarto risveglio»), responsabile del furto elettronico di oltre sette milioni di documenti riservati di oltre mille aziende. Tra i dati rivelati vi sarebbero quelli che dimostrano che manager di alcune banche non hanno mantenuto la promessa di tagliarsi gli stipendi in risposta alla crisi, o che alcune imprese hanno chiesto aiuto finanziario al Governo per poi assegnare premi ai dirigenti. I cittadini riconoscono che quello commesso da Neo è un crimine e una violazione in piena regola, ma nonostante ciò lo considerano una sorta di eroe, un moderno Robin Hood virtuale, che smaschera i giochi dei potenti mettendoli nella condizione di dover rispondere pubblicamente delle proprie azioni. La polizia lettone e le autorità stanno indagando sul caso.

Alessandra Carboni


19/10/2009

Windows 7 già "uscito" in Cina A 3 dollari in versione pirata

Windows 7 già "uscito" in Cina A 3 dollari in versione pirata

 

Mercoledì la presentazione a smau, giovedì l'uscita. Cresce l’attesa per il nuovo sistema operativo Microsoft, ma le bancarelle cinesi già piene di copie "tarocche"

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Mentre si avvicina la data fatidica del lancio mondiale di Windows 7, – giovedì 22 ottobre, con la conferenza di presentazione il giorno prima a Smau – cresce la curiosità tra gli utenti in attesa. Sono in molti, infatti, a volersi sbarazzare di Vista – il precedente software di sistema di casa Redmond non era stato esattamente un successo –, o a voler rimpiazzare finalmente il vecchio Xp.

GIA I BOOTLEGS – A quanto pare però i cinesi non ce l’hanno fatta ad aspettare. Come segnalato da News.com.au, sulle bancarelle di Shanghai già spiccano in bella vista le copie piratate di Windows 7. A una settimana dal lancio ufficiale i cinesi possono già comprarne un Cd (non autorizzato, un bootleg) per la modica cifra di 3,14 dollari. Uno “sconto” notevole se si calcola che in Europa Seven sarà venduto a 120 euro nella sua versione per il grande pubblico. Anche per la Repubblica popolare – dove pure, si sa, la violazione del copyright imperversa – si tratta insomma di un bel record. Secondo la società di ricerche Idc, era piratato l’80 per cento del software venduto in Cina l’anno scorso. Microsoft ne è consapevole, e per ovviare al problema ha spesso tagliato i prezzi dei suoi prodotti su quel mercato; dello stesso Windows 7 esiste una versione ridotta, low-cost intorno ai 64 dollari. Ma certo contro 3 dollari non c’è competizione.

PIRATERIA IN DIMINUZIONE – Tuttavia gli esperti sono ottimisti: in Cina la pirateria diminuisce anno dopo anno, grazie soprattutto alla riduzione dei prezzi da parte dei produttori, al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e alle campagne educative. Gli analisti di Gartner stimano che nel Paese i tassi di pirateria scenderanno al 50 per cento entro il 2012. Intanto i cinesi possono godersi quanto meno un’anteprima di Windows 7 con una visita al mercatino sotto casa. Per tutti gli altri ci vuole ancora qualche giorno.

Carola Frediani


18/06/2009

Pirata della strada uccise fidanzati Pena ridotta a cinque anni in appello

Pirata della strada uccise fidanzati Pena ridotta a cinque anni in appello

 

VIA NOMENTANA A ROMA. Guidava senza patente, in primo grado era stato condannato a dieci anni, la più alta punizione

 

La Corte d'assise d'appello di Roma ha deciso di ridurre la pena al pirata della strada che nel 2008 uccise due fidanzati in via Nomentana. In primo grado erano stati inflitti dieci anni a Stefano Lucidi che la sera del 22 maggio 2008 guidava senza patente a bordo in una Mercedes, quando tra via Nomentana e viale Regina Margherita a Roma investì e uccise Flaminia Giordani e Alessio Giuliani di 23 e 22 anni. La condanna è ora per omicidio colposo e non più volontario.

LA DIFESA - La sentenza è stata pronunciata dalla prima Corte d'Assise d'Appello presieduta da Antonio Cappiello il quale ha pienamente accolto le argomentazioni portate dal professor Franco Coppi, difensore di Lucidi, nel sostenere che nei fatti accaduti quella sera non era configurabile l'accusa contestata di omicidio volontario. «Mi pare una sentenza corretta, una sentenza che noi auspicavamo - ha commentato il professor Coppi - Il reato di omicidio colposo è quello che a nostro giudizio si configurava nella vicenda».

L'ACCUSA - Diverso il commento dell'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi il quale ha sottolineato che è stato fatto «un passo indietro rispetto al primo grado». «Credo - ha detto il penalista - che abbia prevalso una visione ideologica del diritto perchè si è partiti dal principio che non può esservi volontarietà nelle morti causate in incidenti stradali. Noi rimaniamo dell'idea che il fatto debba essere qualificato come omicidio volontario e perciò ricorreremo in Cassazione». Ricorso in Cassazione è anche stato annunciato dal procuratore generale Salvatore Cantaro il quale aveva concluso il suo intervento ribadendo la richiesta di conferma della sentenza pronunciata in primo grado che condannava a 10 anni Stefano Lucidi.


10/03/2009

Roma: fermato il pirata della strada

Roma: fermato il pirata della strada

 

In manette un 36enne accusato di aver investito una studentessa 21enne nella notte tra venerdì e sabato, l'uomo ha confessato. La ragazza è ancora in coma

 

 

Roma: il tratto di Lungotevere, nei pressi della Sinagoga dove è accaduto l'incidente (Ciofani)
Roma: il tratto di Lungotevere, nei pressi della Sinagoga dove è accaduto l'incidente (Ciofani)

 

 

 

 

 

ROMA - È stato fermato dagli agenti della polizia di Stato del commissariato San Paolo un 36enne romano, presunto pirata della strada, ritenuto responsabile dell'investimento della studentessa 21enne avvenuto nella notte tra venerdì e sabato sul lungotevere all'altezza della Sinagoga.
Massimiliano M., interrogato dalla polizia, ha confessato di aver investito la ragazza e di essere fuggito. Era stato proprio lui a denunciare il furto dell'auto sulla quale si trovava quella sera, una Citroen nera che era stata poi ritrovata bruciata nelle campagne romane. Gli inquirenti non escludono che il furto sia stato simulato e che sia stato il proprietario a dar fuoco all'auto per cancellare le tracce dell'investimento.

ANCORA IN COMA - La ragazza, che si chiama Irene Morabito, è ancora in coma farmacologico. È quanto si apprende da fonti sanitarie. La sua prognosi è strettamente riservata e le condizioni gravi per un trauma cranico e fratture al femore e al bacino. I familiari della ragazza nei giorni scorsi avevano rivolto un appello ad eventuali testimoni dell'incidente di collaborare con le forze dell'ordine nella ricerca del pirata, anch'egli invitato a costituirsi.