27/12/2011

Pirati, sequestrato mercantile italiano

Pirati, sequestrato mercantile italiano

Il cargo trasporta 15.750 di soda caustica. La nave catturata al largo delle coste dell'Oman. Il comandante: «Noi stiamo tutti bene»

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21/12/2011

Somalia, libera la nave «Savina Caylyn». Da febbraio nelle mani dei pirati

Somalia, libera la nave «Savina Caylyn». Da febbraio nelle mani dei pirati

Natale a casa per i 5 italiani a bordo della petroliera. Sarebbe stato pagato un riscatto di 11,5 milioni di dollari

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11/10/2011

Mercantile sequestrato in Somalia. Blitz a bordo: l'equipaggio è libero

Mercantile sequestrato in Somalia. Blitz a bordo: l'equipaggio è libero

Il caso della montecristo. Arrestati i pirati somali. L'operazione delle forze speciali britanniche. Il cargo sequestrato lunedì all'alba

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10/10/2011

I pirati somali sequestrano la Montecristo

I pirati somali sequestrano la Montecristo

Barca con cinque persone armate attacca nave con 23 marinai, italiani, ucraini e indiani. La nave italiana ha lanciato l'allarme alle 6.45. Si trovava a 600 miglia est dalle costa della Somalia

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08/02/2011

Somalia: catturata petroliera italiana

Somalia: catturata petroliera italiana

Da un barchino con a bordo almeno cinque pirati. Sulla nave ci sono 22 membri dell'equipaggio: cinque italiani e 17 indiani

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22/01/2010

La nuova sfida dei pirati svedesi: navigare senza essere tracciati

La nuova sfida dei pirati svedesi: navigare senza essere tracciati

 

IL LANCIO. Esce dalla fase di test Ipredator, il servizio lanciato dai creatori di The Pirate Bay per garantire l'anonimato

 

Dopo 5 mesi di prova apre al pubblico Ipredator , l'ultima trovata dei creatori di The Pirate Bay, il popolare sito svedese condannato in primo grado dalla giustizia del suo Paese con l'accusa di favorire la condivisione di file illegali. Ma a differenza della “baia dei pirati”, il nuovo servizio non offre link a video, canzoni o file di altro tipo; si limita invece a garantire qualcosa che potrebbe rendere lo scambio di questi materiali su Internet molto più facile: l'anonimato dell'utente. Ai navigatori basterà pagare 5 euro al mese per esplorare la rete al riparo da occhi indiscreti.

RISPOSTA ALLA DIRETTIVA – Lo scopo dichiarato di Ipredator è quello di contrastare le recenti leggi svedesi che rendono più difficile per gli utenti scaricare file online. Lanciato in una versione di prova nel luglio scorso, il servizio è infatti un'esplicita risposta all'entrata in vigore in Svezia della direttiva europea sulla proprietà intellettuale del 2004, IPRED (Intellectual Property Rights Enforcement Directive). Promulgata in primavera, la legge svedese che recepisce la direttiva permette ai detentori dei diritti d'autore di rivolgersi ai fornitori di accesso alla rete per ottenere dettagli sugli utenti sospettati di attività che violano la normativa sul copyright.

LO SCUDO E LA SPADA – L'impiego di questo servizio, complice la popolarità dei “pirati” scandinavi, potrebbe estendersi in tutti quegli stati che progettano di introdurre misure più dure per punire il download illegale di materiale digitale. Sono parecchi infatti i Paesi che, dietro pressione delle etichette musicali e cinematografiche, hanno varato o stanno studiando leggi che inaspriscono le pene e aumentano i controlli sull'attività online dei propri cittadini. Il caso più noto è quello della Francia che ha da poco varato la legge «Création et Internet», meglio conosciuta come Legge Hadopi. Il provvedimento prevede che gli utenti che per tre volte siano stati scoperti a scaricare materiali coperti da copyright debbano comparire davanti a un giudice che potrà decidere se applicare una multa o imporre la disconnessione dell'utente titolare dell'abbonamento a Internet.

SOLUZIONI RISERVATE – Di fronte a queste norme giudicate intrusive, gli utenti, almeno quelli più evoluti dal punto di vista tecnologico, non stanno a guardare e l'anonimato è una delle strade più battute. In Svezia, che con il 32,5 % vanta una penetrazione della banda larga tra le più alte d'Europa, il ricorso ai servizi di anonimizzazione, è in aumento. Secondo una recente ricerca sarebbero 130 mila i ragazzi tra i 15 e i 25 anni che ricorrono a simili soluzioni (il 10 % del totale dei giovani). Il rischio, sottolineato da attenti osservatori della rete come Stefano Quintarelli, è dunque che norme come quelle svedesi o francesi possano favorire comportamenti ancora più illeciti di quelli che vogliono combattere. «Con leggi come queste – spiega al Corriere della sera.it - c'è la possibilità che l'occultamento dell'identità in rete diventi una pratica molto diffusa con tutti i problemi che questo comporta. Perché dietro il riparo di sistemi di anonimizzazione si possono svolgere attività socialmente molto più pericolose che scaricare musica o film, come per altro già denunciato dalle forze di sicurezza inglesi».

RETI PRIVATE – Sotto l'aspetto tecnico, almeno per ora, Ipredator non aggiunge niente di nuovo a quello che già esiste. Di fatto è ciò che in gergo si definisce una Virtual private network che garantisce la riservatezza di chi naviga intervenendo sull'indirizzo IP dell'utente, il numero che il fornitore associa ad una connessione, e dunque permette di tracciare le attività effettuate da un determinato dispositivo. Ipredator sostituisce questo indirizzo IP, slegando così l'azione del navigatore dal service provider di riferimento. Inoltre i creatori del servizio garantiscono che il sistema non archivia alcun dato relativo al traffico dell'utente.

Raffaele Mastrolonardo


10/09/2009

Aereo di linea dirottato in Messico. Liberi i passeggeri, arrestati i pirati

Aereo di linea dirottato in Messico. Liberi i passeggeri, arrestati i pirati

 

I sequestratori chiedevano di parlare con il presidente Calderon. Il velivolo proveniente da Cancun è atterrato a Città del Messico dove è scattato un blitz delle teste di cuoio

 

L'arresto dei sequestratori
L'arresto dei sequestratori

CITTA' DEL MESSICO - E' finito senza spargimento di sangue il sequestro di un aereo in Messico: liberati gli ostaggi e arrestati i pirati dell'aria. Almeno otto persone, probabilmente tutte di nazionalità boliviana, avevano dirottato un volo di linea con 112 persone a bordo minacciando l'equipaggio sostenendo di avere una bomba e chiedendo di parlare con il presidente messicano, Felipe Calderon. L'aereo, fermo sulla pista dell'aeroporto di Mexico DF, era stato sequestrato dopo il decollo dall'aeroporto di Cancun. I dirottatori, che in un primo momento minacciavano di far esplodere il volo 576, hanno poi lasciato liberi i passeggeri che sono saliti a bordo di un bus dell'aeroporto di Città del Messico. Un blitz delle teste di cuoio ha poi costretto alla resa finale i sequestratori che sono stati arrestati. Nessuno aveva con sè alcun ordigno.

CALDERON ERA ATTESO IN AEROPORTO - I dirottatori non erano comunque riusciti a entrare nella cabina di pilotaggio chiusa a chiave e corazzata. Il presidente Felipe Calderon era atteso nell'hangar presidenziale e si doveva imbarcare su un volo per un viaggio di lavoro. L'aereo, un Boeing 737 di Aeromexico, è rimasto sempre parcheggiato sulla pista 23 dello scalo della capitale ed era stato subito circondato dagli uomini delle forze armate messicane.


17/08/2009

Pirate Bay viene clonata

Pirate Bay viene clonata

 

I fan del sito peer to peer hanno gia scaricato l'intero contenuto per condividerlo

 

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Il sito di file shering "PIRATE BAY" fra qualche giorno,come annunciato qalcune settimane fa passerà ai nuovi proprietari, la società svedese Global Gaming Factory diventanto legale a tutti gli effetti, e a pagamento cosa che i fan, di cui il sito conta 4 milioni in tutto il mondo, non accettano volentieri il fatto di dover pagare fil, musica e applicazioni, presenti nei server del sito. Molti di loro temono, infatti che, con il passaggio alla nuova proprietà molti dei file torrent vengano rimossi diventanto inaccessibili. Da qualche giorno sui blog e siti specializzati, come TorrentFreak, è scattato una sorta di tam tam per scaricare l'intero contenuto della baia in modo da poterlo condividere sotto forma di clone del sito madre e scttino così le restrizioni delle major che detengono il marchio.Anche sullo stesso Pirate Bay è stata caricata una copia del sito da 21 Gigabytes contenente 900mila file dei server collegati. L'utente anonimo, che ha pubblicato il sito clone, rivela che: essendo molto grande, l'archivio bisogna avere pazienza per poterlo scaricare. Il meccanismo della condivisione sarebbe possibile grazie al tracker di openbittorent.com.

In questo modo ogni utente avrà a disposizione una propria Baia dei Pirati. Non c'è stata nessuna reazione fino ad ora da parte della società acquisitrice del marchio. Staremo a vedere cosa succederà tra pochi giorni. Vi terremo informati.


10/08/2009

Liberi i 16 marinai della Buccaneer

Liberi i 16 marinai della Buccaneer

 

Lo ha annunciato il ministro degli esteri Franco Frattini. La nave sequestrata da pirati somali l'11 aprile nel golfo di Aden con a bordo 10 italiani, 5 romeni e un croato

 

Il rimorchiatore Buccaneer
Il rimorchiatore Buccaneer

SOMALIA - Sono stati liberati i sedici marinai che erano stati sequestrati in Somalia a bordo della nave Buccaneer. Lo ha annunciato il ministro degli esteri Franco Frattini. Il rimorchiatore d'altura Buccaneer era stato sequestrato da pirati somali lo scorso 11 aprile nel golfo di Aden con a bordo dieci italiani (tra i quali il capitano), cinque romeni e un croato. Tutti i 16 membri dell'equipaggio sono stati rilasciati. Il rimorchiatore sta ora procedendo verso Gibuti accompagnato dalla nave della Marina militare San Giorgio, che da tempo si trova in zona proprio per seguire da vicino il sequestro.

«COMPIACIMENTO PER SOLUZIONE» - Frattini, ha espresso il suo «più vivo compiacimento per la positiva soluzione della vicenda», si legge in una nota della Farnesina. «Alle loro famiglie una partecipe vicinanza in questo momento di gioia, dopo mesi di comune attesa e preoccupazione». Frattini ha voluto ringraziare le autorità del governo di transizione somalo e in particolare il primo ministro della Somalia, le autorità del Puntland, il Dispositivo interforze di forze speciali imbarcato sulla San Giorgio e coordinato in area di operazioni dal Cofs (Comando interforze per le operazioni delle forze speciali) e «le diverse articolazioni istituzionali e di intelligence italiane che hanno aiutato lo sviluppo positivo del caso». Il ministro ha espresso anche «un sentito ringraziamento ai mezzi di informazione italiani per avere rispettato la linea di riserbo richiesta dalla Farnesina che si è ancora una volta rivelata giusta».

«NON È STATO PAGATO ALCUN RISCATTO» - «Non c'è stato blitz e non è stato pagato alcun riscatto. Al momento convenuto i militari sono saliti a bordo del Buccaneer e hanno preso possesso della nave». Lo ha detto Silvio Bartolotti, general manager della Micoperi, l'azienda ravennate proprietaria del rimorchiatore. La nave - ha aggiunto - è già in navigazione verso Gibuti, dove dovrebbe arrivare entro un paio di giorni, scortata da navi militari. «I miei uomini stanno tutti bene - ha precisato Bartolotti - e una volta arrivati a Gibuti valuteranno la situazione, secondo l'umore psicologico, se proseguire in nave o se rientrare in Italia in aereo. Io comunque prenderò il primo volo utile per Gibuti, perché voglio riabbracciare quanto prima i miei uomini».

BOTTI - L'incubo è finito: hanno appreso la notizia dalla Farnesina e ora sparano i botti di Capodanno per la gioia, sull'uscio di casa, i familiari di Bernardo Borrelli, il marinaio di 30 anni, di Ercolano (Napoli) liberato in Somalia.


20/06/2009

Sequestro Buccaneer, nuova telefonata «Un piatto di riso al giorno, liberateci»

Sequestro Buccaneer, nuova telefonata «Un piatto di riso al giorno, liberateci»

 

Il rimorchiatore catturato dai pirati al largo delle coste somale l'11 aprile. Giovanni Vollaro ha contattato la famiglia: «L'acqua scarseggia, siamo costretti a bollirla. Siamo stremati»

 

Il rimorchiatore Buccaneer
Il rimorchiatore Buccaneer

MILANO - Giovanni Vollaro, uno dei tre marinai iscritti alla capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli) e imbarcati sul Buccaneer, la nave in mano ai pirati somali dall'11 aprile, ha nuovamente chiamato la famiglia. «La telefonata è durata circa 11 minuti - racconta il padre - anche se la linea era particolarmente disturbata. Ancora una volta le parole di mio figlio hanno gettato su tutti noi una terribile angoscia. Mi ha detto che sono stremati, che non ce la fanno più. Che a bordo scarseggia tutto, perfino l'acqua, che sono costretti a bollire prima di berla. Anche le scorte alimentari sono ridottissime: adesso possono contare su un solo piatto di riso al giorno».

«TRATTATE CON ME» - Niente lacrime, tiene a precisare Pasquale Vollaro, ma solo una richiesta: «Liberateci, fate presto». «Loro non sanno realmente come vanno le cose qui in Italia. La Farnesina ogni volta ci dice di pazientare, che siamo prossimi alla liberazione. Ma intanto sono passati più di due mesi senza ottenere alcun risultato». Pasquale Vollaro ha anche ascoltato la voce di uno dei pirati somali che tiene in ostaggio l'intero equipaggio del Buccaneer: «Parla italiano e si è intromesso nella conversazione tra me e mio figlio. A telefono si è messo a ridere: "Se volete gli ostaggi liberi dovete trattare con me" mi ha detto. Ma chi ha la forza di trattare con questi soggetti? Noi non di certo, queste cose le deve fare lo Stato».