27/11/2010

Ragazzino 15enne violentato in palestra

Ragazzino 15enne violentato in palestra

Intervengono i carabinieri, arrestato il violentatore. Aggredito in piscina e portato in una sauna e stuprato. Poi riesce a scappare e avverte la mamma

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12/09/2010

Ibiza: un italiano 26enne l'ultima vittima del 'balconing'

Ibiza: un italiano 26enne l'ultima vittima del 'balconing'

Il giovane è morto dopo esser caduto dal balcone del settimo piano di un albergo. Secondo 'El Mundo' si sarebbe gettato per tuffarsi in piscina

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18/07/2009

Bambino di tre anni annega in una piscina gonfiabile

Bambino di tre anni annega in una piscina gonfiabile

 

È IL SECONDO CASO NEL 2009. È accaduto a Genzano, un paese dei Castelli Romani. Per i carabinieri si tratta di un «incidente domestico»

 

ROMA - Un bambino di tre anni è annegato nella piscina gonfiabile nel giardino della sua abitazione, in via Gulla a Genzano, un paese dei Castelli Romani, poco dopo le 10, dopo essere sfuggito all' attenzione della madre che si trovava in casa. La donna non vedendo più il bambino è andata a cercarlo fuori dal giardino e poi, non trovandolo, ha guardato all'interno della piscina vedendo il corpicino immobile. Chiamato il 118 i sanitari nonostante la rapidità dell'intervento non sono riusciti a rianimare il piccolo.

NESSUNA RESPONSABILITÀ - Secondo quanto riferiscono i carabinieri della Compagnia di Velletri, intervenuti con i militari della stazione di Genzano, non vi sarebbero al momento responsabilità penali nei confronti della madre, di 31 anni. «Un incidente domestico», ha spiegato Marco Piras, il comandante dei carabinieri di Velletri. I militari hanno ricostruito la dinamica: il bambino era in casa con la madre, intenta nei lavori domestici, ma per un attimo è sfuggito al suo controllo. La madre è subito andata a cercarlo ma è stata tratta in inganno dal cancelletto aperto sulla strada: temendo che il bambino fosse uscito fuori lo ha cercato, perdendo così del tempo, ritornata indietro ha pensato al giardino e alla piscina gonfiabile. Si è precipitata ma era troppo tardi: il bimbo era immobile nell’acqua della piscina, una piscina grande, non da bambini, che avevano nel giardino. Lo ha tirato fuori dall’acqua e ha cercato di rianimarlo. Il 118 e i carabinieri sono arrivati subito e lo hanno portato in ospedale, ma per il bimbo era troppo tardi. Il magistrato ha sequestrato l’area, ma non ha ravvisato elementi di responsabilità e ha restituito la salma del bambino ai familiari per i funerali.


03/07/2009

Si tuffa dal trampolino della piscina Affoga e muore un bimbo di 8 anni

Si tuffa dal trampolino della piscina Affoga e muore un bimbo di 8 anni

 

Lucca. Un bambino di 8 anni di origine marocchina è morto stamani: si era tuffato dal trampolino della piscina e non è più riemerso

 

La piscina della Casina Rossa

La piscina della Casina Rossa

 

LUCCA - Un bambino di 8 anni di origine marocchina è morto stamani all’ospedale Campo di Marte di Lucca dove era stato trasportato in gravissime condizioni dopo essere stato soccorso nella piscina del complesso Casina Rossa di Ponte San Pietro a Lucca.

CON UN CAMPO ESTIVO - Secondo le prime ricostruzioni il bambino, che faceva parte di un gruppo di ragazzi di un campo estivo, si sarebbe gettato in acqua da un trampolino e non sarebbe più emerso. I primi a tuffarsi e a recuperare il bimbo sono stati i cinque accompagnatori del campo estivo. Subito soccorso è stato trasportato in ambulanza all’ospedale di Lucca dove nonostante i tentativi di rianimarlo è morto poco dopo. Sul posto per le indagini stanno operando gli uomini della questura di Lucca.


24/05/2009

Reggio Emilia, 15enne muore in piscina

Reggio Emilia, 15enne muore in piscina

 

Potrebbe essere stato vittima di una congestione. Il ragazzo originario del Marocco si è tuffato e ha avuto un malore: altri bagnanti sono rimasti immersi in acqua

 

REGGIO EMILIA - Un quindicenne originario del Marocco è morto, probabilmente per un malore, mentre nuotava in una piscina pubblica a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia. Y.H., residente ad Arceto, si è tuffato intorno alle 16 ma poco dopo si è sentito male. Un bagnino è immediatamente intervenuto e sono stati chiamati i soccorsi, ma inutilmente. Secondo le prime ipotesi il ragazzino, che frequentava la terza media, potrebbe essere stato vittima di una congestione. Nella piscina "L'Azzurra" c'erano anche altri bagnanti, oltre agli amici di Y.H. Alcuni non hanno lasciato la vasca, continuando a restare immersi durante le operazioni di soccorso a bordo piscina e nonostante gli inviti dei responsabili della struttura a uscire dall'acqua.


14/05/2009

Lavori abusivi, stop a Villa Cannavaro Indagato il capitano della Nazionale

Lavori abusivi, stop a Villa Cannavaro Indagato il capitano della Nazionale

 

Antiabusivismo a posillipo. Il gip: sequestro dei cantieri nella casa del difensore ora alla Juve. Non sarebbero a norma piscina e muri

(ph. Pressphoto)

NAPOLI - La villa di Fabio Cannavaro, in via Petrarca, sulla collina di Posillipo è finita sotto sequestro per abuso edilizio. E il capitano della Nazionale, nonché nuovo acquisto della Juventus, è finito sotto accusa per «abusi edilizi e in atti d'ufficio». Insieme a lui sono indagati anche due tecnici (un ingegnere e un geometra) del cantiere, una funzionaria della Soprintendenza e una del Comune di Napoli.

A disporre il sequestro della villa è stato il gip Alessandro Buccino Grimaldi su richiesta del pm della sezione Ecologia, Giuseppe Noviello. Sulla base di sopralluoghi dei carabinieri e dei vigili urbani, la villa del «pallone d'oro» è stata trovata fuori norma per molti elementi. A partire da una piscina di 25 metri, per un muro che circonda la villa nascondendola, per alcune recinzioni abusive e per l'uso di materiali non compatibili. Il rischio è ora la distruzione dei manufatti abusivi e il rinvio a giudizio per il campione azzurro.

La villa a Posillipo di Fabio Cannavaro messa sotto sequestro dal gip di Napoli per abusi edilizi (ph. Pressphoto)

I PRECEDENTI - Non è la prima volta che villa Cannavaro, a parco Carelli, finisce nella bufera. Già nel 2006 furono apposti i sigilli durante i lavori di ristrutturazione che non sarebbero stati effettuati in conformità con la normativa allora vigente. Per il difensore di Fabio — il professor Alfonso Maria Stile — le opere erano, invece. del tutto conformi alle licenze richieste e ottenute..In quell'occasione però il gip rigettò la richiesta (sempre del pm Noviello) , ma contro la decisione la Procura fece appello al Riesame. E il Riesame diede ragione a Noviello. Ci fu però il ricorso di Cannavaro in Cassazione: nel dicembre 2007 la Suprema Corte annullò «senza rinvio» l’ordinanza del Riesame, stabilendo che quei sigilli non potranno essere mai apposti. Ora invece la Procura torna all'attacco di Villa Cannavaro, stavolta con l'ok del gip e incrementando il «faldone» delle accuse..

Fabio Cannavaro
Fabio Cannavaro

IL COMUNE - Per il municipio è sempre stato tutto regolare. Secondo palazzo San Giacomo, i rilievi mossi in passato dalla Procura erano immotivati. In realtà a scatenare la «querelle» era stato, a fine giugno 2006, un architetto napoletano che aveva scritto al sindaco Iervolino, sollecitando controlli ed ispezioni relativi alla ristrutturazione nell’immobile al Parco Carelli. Tra l’altro, nella lettera segnalava un aumento delle cubature, provocato dal rifacimento dei tetti, e l’abbattimento di due alberi. La segreteria del sindaco girò la missiva all’allora assessore Felice Laudadio, titolare della delega all’Edilizia privata, il 30 giugno del 2006. Lo stesso giorno, secondo la ricostruzione dell’assessore, l’unità operativa antiabusivismo del comune effettuò un sopralluogo per verificare la conformità dei lavori in corso alle autorizzazioni richieste ed alle normative. Secondo i vigili urbani era tutto a norma. Per palazzo San Giacomo la vicenda terminò lì.
Non così per il denunciante che si chiedeva: «Come si può parlare di permesso a costruire in una zona vincolata?». E passò la palla alla Procura. Una palla che è ora finita nella rete del «capitano».


14/01/2009

Acido al posto del cloro in piscina In sette intossicati a Torino

Acido al posto del cloro in piscina In sette intossicati a Torino

Le persone che stavano in acqua sono state fatte uscire, soccorse e trasportate in ospedale per precauzione, tra questi due donne incinte e tre bambini disabili di 7, 8 e 14 anni

 

TORINO - Sette persone, tra cui due donne incinte e tre bambini disabili di 7, 8 e 14 anni, sono finiti in ospedale questa mattina a Torino per sospetto intossicamento dovuto all'acido solforico gettato per sbaglio al posto del cloro in una piscina comunale. Si sono così subito sviluppati degli odori forti e una nube, e le persone che stavano in acqua sono state fatte uscire, soccorse e trasportate in ospedale per precauzione.

LA DINAMICA - Stanno bene, mai i medici degli ospedali Giovanni Bosco e Maria Vittoria li stanno tenendo sotto controllo. L' intervento è stato rapidissimo e non dovrebbero esservi ripercussioni. Sul posto ci sono i vigili del fuoco e i tecnici dell'Asl. Secondo quanto appreso, il manutentore della piscina, anche lui rimasto intossicato, ha gettato nell'acqua una sostanza anziché l'altra mentre i sette erano sotto trattamento. La piscina interessata dall'incidente, è gestita dal Cesm, Centro Educativo Specializzato del Municipio ed è dedicata alla riabilitazione.

 


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28/11/2008

Nuoto, malore per la Pellegrini

Nuoto, malore per la Pellegrini

Accertamenti clinici per la campionessa. I medici: «Nulla di grave». L'atleta azzurra è uscita dalla vasca mentre stava disputando gli 800 metri ai Campionati italiani invernali

 

 

Federica Pellegrini a bordo vasca
Federica Pellegrini a bordo vasca
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
GENOVA - La campionessa olimpica Federica Pellegrini è stata colta da malore a Genova mentre stava disputando la gara degli 800 metri ai Campionati Italiani invernali di nuoto. Al passaggio ai 200 metri la Pellegrini stava nuotando al di sotto del record italiano, ma poco dopo ha cominciato a rallentare e poi è uscita dalla vasca e si è sdraiata a terra lamentando difficoltà respiratorie.

SOCCORSI - Immediatamente soccorsa dai medici, la nuotatrice è andata in iperventilazione, ma si è ripresa dopo pochi minuti. Adesso la nuotatrice verrà sottoposta ad accertamenti clinici, anche se i sanitari giudicano il malore di poco conto, ma in via precauzionale potrebbe rinunciare alle prossime gare in programma.

 


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