17/03/2011
«I soldi o rapiamo i gemelli» Choc per la conduttrice Rai
«I soldi o rapiamo i gemelli» Choc per la conduttrice RaiRoma - Minacciata con pistole e piede di porco. Bottino di 30 mila euro. Rapinata Cristina Guerra del Tg1. «Più di un'ora con i banditi»
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31/08/2009
Arsenale narcos sotto la statua di San Pio Droga: 250mila euro in due giorni
Arsenale narcos sotto la statua di San Pio Droga: 250mila euro in due giorni
A scampia. Pistole e fucili per «difendere» la piazzetta di spaccio. In un appartamento si coltivava cocaina in casa

NAPOLI - Un piccolo arsenale nascosto sotto il piedistallo della statua di Padre Pio. Nascondiglio che gli spacciatori di Scampia reputavano perfetto per occultare le armi. I carabinieri hanno scovato fucili e pistole nella piazzetta del lotto «G» del degradato quartiere napoletano. Utili in caso di «necessità». La vasta operazione antidroga ha portato alla luce circa 400 kg di sostanze stupefacenti (tra cocaina, eroina, hashish e marijuana) per un valore stimato di 15 milioni di euro oltre a 250mila euro in contanti, ovvero l'incasso di due giorni di «lavoro». Tutto è stato sequestrato nel blitz avvenuto la scorsa notte tra il quartiere di Scampia e Mugnano, comune dell'hinterland.
COCAINA «FATTA» IN CASA - I militari hanno anche scoperto un appartamento, sempre a Mugnano, dove con molte probabilità si coltivava coca. Infatti sono stati trovati oltre tremila semi, ora all’esame di esperti botanici, e potenti fertilizzanti. Sono complessivamente sette le persone finite in manette. Nei due appartamenti di Scampia i carabinieri hanno anche scoperto una sorta di «cassa continua» della camorra dove i pusher versavano il denaro che veniva poi prelevato dai vertici dell’organizzazione.
PANETTI «TAROCCATI» - I pusher di Scampia, secondo i carabinieri, avevano trovato anche il sistema di confezionare il panetto di droga «tarocco». Praticamente «tagliavano» la cocaina e riuscivano a rivenderla come pura ingannando così anche le persone più esperte. Sui panetti, compressi con l’utilizzo di una potente pressa idraulica, venivano anche apposte le forme, simili a quelle trovate sulle confezioni di droga provenienti dal sud America. Così da 500 grammi di cocaina i trafficanti ne avrebbero ricavato oltre un chilo. La coca pura - di solito un centinaio di grammi su un panetto da un chilo - veniva messa all’estremità in modo da trarre in inganno chiunque interessato all’acquisto volesse assaggiarla. A scoprirlo sono stati i carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, coordinati dal tenente colonnello Fabio Cagnazzo.
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29/08/2009
Napoli, rapina choc a Posillipo Spari e ostaggi al ristorante
Napoli, rapina choc a Posillipo Spari e ostaggi al ristorante
Gang in azione nella notte in via Manzoni. Pistole puntate alla testa dei clienti
È una delle cruente scene di una rapina messa a segno l’altra sera a Posillipo, nel ristorante «Manzoni», sull’omonima strada - alla confluenza con via Stazio - da una gang di feroci malviventi che hanno razziato danaro, soldi e gioielli, terrorizzando gli avventori con spari in aria, percosse e minacce. Sono le 23,30 in punto quando, nel locale posillipino, fanno irruzione due banditi. Impugnano pistole e hanno il volto coperto da caschi integrali.
Sulla strada attendono due complici, in sella ad altrettante rombanti moto, pronte a schizzare via a tutta velocità. Anche costoro sono resi irriconoscibili dal casco. Nel locale i tavoli occupati sono quattro. Una dozzina complessivamente, gli avventori. L’atmosfera è tranquilla.
Quasi tutti sono al dessert. L’incursione dei criminali scatena il panico. Alla cassa c’è una giovane donna, nelle cucine tre dipendenti. I banditi - che sotto il casco hanno parte del viso coperto da bandane colorate - sono decisi. Urlano, imprecano. Non sono giovanissimi, venticinque, trent’anni al massimo, diranno poi ai carabinieri i clienti del ristorante. Sotto la minaccia delle armi gli avventori iniziano a consegnare le proprie cose.
Un avvocato si sfila dal polso un Tudor d’oro. Una signora di mezza età sgancia un bracciale in oro e diamanti. Un altro cliente consegna un portafogli. E denaro in contante. Diverse migliaia di euro in banconote di medio taglio. Poi uno dei banditi si accorge che un anziano ha fatto scivolare sotto il tavolo un orologio. Si tratta di un Vacheron Constantin.
Ed è a questo punto che si teme il peggio. I rapinatori perdono la testa. Uno esorta l’altro a uccidere l’uomo, un docente universitario, titolare di cattedra alla Federico II. Sotto il tavolo c’è il suo cagnolino che, nel vedere i due rapinatori accanirsi contro il padrone, inizia ad abbaiare. A questo punto la donna che è alla cassa, temendo che il bandito uccida il cliente urla con quanto fiato ha in gola. Un avventore seduto ad un altro tavolo reagisce e affronta i criminali. Uno dei malviventi lo percuote, sferrandogli il calcio della pistola sul volto.
Nel frattempo, richiamati dal trambusto, escono dalla cucina cuochi e camerieri. I banditi si rendono conto che le cose possono mettersi male, arraffano danaro, oggetti e gioielli (tralasciano l’incasso del ristorante) e scappano. Sparando in aria e terrorizzando ulteriormente i presenti. Raggiungono i complici e in una manciata di secondi fanno perdere le proprie tracce.
Dal locale la cassiera telefona al 113. Arrivano i carabinieri che raccolgono la denuncia dei depredati.
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28/06/2009
Ken, il reverendo che ama le pistole
Ken, il reverendo che ama le pistole
Il pastore di louisville che divide l'america. L'uomo ha organizzato un mega evento in vista del 4 luglio: «I fedeli vengano a armati». Ed è polemica
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| Il volantino della manifestazione organizzata da Ken Pagano |
LOUISVILLE (Stati Uniti) - Negli Usa ormai è per tutti «il pastore che ama le pistole». La fama di Ken Pagano, guida spirituale della New Bethel Church di Louisville, ha varcato i confini del Kentucky e sabato pomeriggio i suoi fedeli parteciperanno in massa al «Open carry celebration», una manifestazione alquanto singolare: tutti i credenti andranno in Chiesa portando in tasca una pistola. La cerimonia, che il pastore sta organizzando da circa un anno, intende festeggiare anticipatamente il 4 luglio, giorno dell'indipendenza degli Usa e soprattutto celebrare il diritto al possesso delle armi dei cittadini statunitensi.
MANIFESTAZIONE - Durante l'insolita manifestazione il pastore pronuncerà un sermone in cui probabilmente ribadirà che gli insegnamenti della Bibbia e il diritto a possedere armi non sono inconciliabili. Poi sarà la volta del picnic e della lotteria. I premi offerti ai vincitori rispecchieranno i temi del sermone: i più fortunati porteranno a casa pistole e fucili, mentre gli altri si dovranno accontentare di videocassette in cui abili istruttori insegnano a usare le armi da fuoco. Infine i fedeli proclameranno la loro fedeltà al Secondo emendamento della Costituzione americana, la controversa norma che sancisce il diritto dei cittadini statunitensi a possedere armi da fuoco. Tuttavia affinché tutto fili liscio, all'entrata della Chiesa ci saranno diversi ufficiali che avranno il compito di controllare che tutte le armi siano scariche.
LEGGI LIBERALI - Il Kentucky è uno degli Stati americani dove esistono leggi molto liberali in materia di armi. I cittadini non possono portare le pistole nelle scuole, nei bar e nelle prigioni, ma in tutti gli altri posti, compresi i luoghi di culto, non esistono divieti simili. Il pastore Pagano, che è un assiduo frequentatore del poligono di tiro locale, prima di diventare una guida spirituale ha servito nel corpo del Marines. Due settimane fa ha pronunciato un sermone intitolato «Dio, Pistole, Gospel e Geometria». A chi gli fa notare che la violenza delle armi è molto lontana dalle parole di Cristo, risponde seccato: «Io invece non ci vedo nessuna contraddizione. Da cristiano non vedo alcuna incompatibilità. Il diritto a possedere armi non è né vietato dalla Bibbia né è incostituzionale. Dio e le pistole sono parte della storia di questo paese. Non tutti i cristiani devono essere per forza pacifisti».
CRITICHE - Come molti suoi fedeli, Pagano non è un supporter di Barack Obama. I ripetuti discorsi del Presidente contro le armi non sono piaciuti al pastore che assicura che senza questo diritto si cancella una parte importante della storia americana: "I padri pellegrini credevano fermamente nelle armi. Io voglio rimanere legato alla tradizione e ne sono orgoglioso". Tuttavia non tutti in Kentucky hanno le stesse idee di Pagano ed è ancora presente nella memoria collettiva americana la recente morte di George Tiller, il medico degli "aborti tardivi"(era uno dei pochi ginecologi negli Usa che ancora praticavano l'aborto dopo la ventesima settimana di gravidanza), ucciso il mese scorso in una chiesa del Kansas mentre partecipava ad una funzione religiosa. La Brady Campaign, associazione che combatte contro il dilagare delle armi in America, sostiene che chi crede in Dio non può usare armi da fuoco. Stesso concetto ribadito da John Phillips, pastore americano ferito con un'arma da fuoco in una chiesa dell'Arkansas nel 1986: «Non capisco come un ministro di Dio che conosce gli insegnamenti della Bibbia possa promuovere queste iniziative» dichiara Phillips al New York Times). Poi parafrasando la celebre frase pronunciata dall'ispettore Callaghan alias Clint Eastwood, taglia corto: «Gesù non ha mai detto: "Coraggio, andate e fatevi ammazzare"».
Francesco Tortora
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05/06/2009
Agguato con pistole e proiettili di gomma Ecco il gioco dei «ragazzi del muretto»
Agguato con pistole e proiettili di gomma Ecco il gioco dei «ragazzi del muretto»
Nella centralissima zona di via Foria, adolescenti oltre ai cellulari esibiscono armi finte e si sfidano in sparatorie

Il nuovo "gioco" nella centralissima zona di via Foria (ph. Pinde)




NAPOLI - Benvenuti al far west Foria. Nella strada centralissima di Napoli ha attecchito un nuovo gioco tra i «ragazzi del muretto»: esibire pistole molto (troppo) simili a quelle vere, con proiettili di gomma e spararsi a vicenda. Tutto vero, tutto documentato. E non si tratta di delinquenti, ma di ragazzi «normali», adolescenti tout court.
Guardare le immagini di quei ragazzoni grandi e grossi - all’incirca tra i 15 e i 17 anni - giocare come bambini in mezzo alla strada è inquietante. Se poi si fa caso al tipo gioco che hanno scelto, conflitti a fuoco con pistole di plastica che sparano dei proiettili di gomma, ci si fa un’idea che dall’anomalia si è passati alla patologia. E’ evidente che non si tratta di camorristi in erba - che usano armi vere e di certo non le mostrano ai passanti - ma piuttosto di studenti che ciondolano in strada anche di mattina dopo la chiusura delle scuole. Il che, ovviamente, accresce lo sconforto (per l’inadeguatezza dell’insegnamento scolastico) e produce qualche retorica domanda.
Si può aver voglia di giocare con delle armi, benché di plastica, nella capitale mondiale della camorra? Questa, come è noto, l’unica città europea insanguinata dalle guerre tra clan (mediamente sono oltre cento i morti all’anno solo nell’area napoletana). Si tratta allora di una forma di esorcismo? Un modo per allontanare delle paure inconsce? O è una bieca ed immatura imitazione dei modelli vincenti? In attesa che qualche psicologo di buona volontà (e, si spera, scarsa ideologizzazione) provi a spiegarne i meccanismi mentali, forse qualche antropologo potrebbe provare a ragionare sul tipo di cultura che è all’origine di questi come di altri comportamenti (tutti di imbarazzante inciviltà). E magari dire qualcosa sull’atteggiamento di genitori, parenti e amici, che nella migliore delle ipotesi mostrano una sconfinata comprensione di taglio tipicamente partenopeo (una sorta di parassitaria indulgenza metafisica).
Infine, qualche quesito va rispettosamente riservato ai responsabili dell’ordine pubblico che consentono lo spettacolo di ragazzini apparentemente armati nel centro della città (siamo a pochi metri da piazza Carlo III, sede del festival internazionale di teatro). Che succede se una sera una pattuglia, nel bel mezzo di un inseguimento, si trova di fronte quelle armi che certo non sembrano finte se non viste molto da vicino? Una sparatoria? E che succede se mentre i ragazzini “giocano” una persona anziana si trova davanti alla faccia quella che ai suoi occhi appare come una vera arma da fuoco? Un infarto? Oppure se uno dei proiettili di gomma si conficca nell’occhio di un passante?
Vittorio Tamerlano







