27/05/2010

Coperta l’opera di Banksy, valeva centomila dollari

Coperta l’opera di Banksy, valeva centomila dollari

Napoli, il caso. Il murale nascosto dalla scritta di un writer Chiesta tutela per l'altra opera del centro storico

 

NAPOLI - Coperta l’opera di Banksy in via Benedetto Croce La famosa rilettura della Santa Teresa del Bernini affrescata di fronte al chiostro di Santa Chiara del più conosciuto esponente mondiale della guerrilla art, l’inglese Banksy, è stata coperta da un murales dalle più che dubbie qualità artistiche. Se si tratti di una inconsapevole ignoranza da parte di qualche para-artista nostrano, in questo caso da considerare doppiamente vandalo, oppure di una copertura consapevole tesa alla ricerca di notorietà indiretta probabilmente non lo si saprà mai, ma non c’è dubbio che il danno derivante dal murale dell’ignoto writer è enorme. Primo perché le opere di Banksy nella città partenopea sono rarissime, e secondo perché hanno anche un notevole valore economico (alcuni artwork del writer sono stati venduti a prezzi che si aggirano intorno ai 100 mila dollari).

 

Lo stencil di Banksy a Napoli: una Santa Chiara che ruicorda il cristo Velato che va in estasi...da indigestione di hamburger

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Il graffito realizzato da un writer sconsiderato che ha coperto (per sempre) l'opera di Banksy (ph. Al. Ingegno)


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L’opera di Banksy rappresentava, attraverso la rilettura del dipinto del Bernini, una pungente critica al consumismo: Santa Teresa era raffigurata in posizione stesa con in grembo una coca cola, un panino e delle patatine di McDonald.

Una vera e propria estasi consumistica più che mistica. L’artista inglese oltretutto era stato attento a non imbrattare gli elementi in piperno incassati nel muro, facenti parte del vecchio tracciato greco napoletano, limitandosi a disegnare sulle aree di intonaco circostanti.

Il vandalo nostrano invece, oltre alla copertura, è stato in grado di fare di peggio: la scritta a caratteri cubitali ricopre ance le parti archeologiche della parete di via Benedetto Croce. Napoli però non è l’unica città dove le opere di Banksy vengono bistrattate, volutamente o per errore: nel settembre 2009 un murales disegnato dall’artista di Bristol su un palazzo londinese, utilizzato anche per la cover della canzone Crazy Beat del gruppo inglese Blur, aveva avuto la stessa sorte della Santa Teresa. In quel caso però i colpevoli furono degli operai inconsapevoli del valore economico e simbolico dell’opera che si accingevano a distruggere. L’estasi di Banksy per fortuna non era l’unica opera del writer di Bristol presente sui muri di Napoli: ancora intatta, e magari da preservare, la madonna disegnata in piazza Gerolomini. E ora tutti chiedono di tutelarla.

Alessandro Ingegno


05/05/2010

Aste: record assoluto per un Picasso

Aste: record assoluto per un Picasso

Nella top ten mondiale delle opere d'arte l'artista spagnolo occupa ben 3 posizioni. «Nude, Green Leaves and Bust» ceduto a New York da Christie's per oltre 106 milioni di dollari

 

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NEW YORK (USA) - Picasso torna imperatore. Sono bastati tre mesi al grande pittore di Malaga per riconquistare a piene mani lo scettro d’artista più pagato al mondo. Questa notte, all’1 e 32 italiane, la sala d’aste Christie’s a New York ha materializzato la sua straordinaria rivincita grazie alla vendita di «Nude, Green Leaves and Bust». Un’opera piena di simbolismi, del 1932, aggiudicata a 95 milionidi dollari. Chi se l’è comprata ha dovuto sborsare - diritti d’asta compresi - qualcosa come 106.482.500 dollari, vale a dire circa 81 milioni di euro.

GRANDE EMOZIONE - In una sala stracolma l’emozione era tangibile. Il pubblico, al termine della gara per questo dipinto (presentato al numero 6 del catalogo) è scoppiato in un piccolo applauso liberatorio. Mentre in Europa la crisi finanziaria greca sta influendo pesantemente sui mercati finanziari, sul palcoscenico internazionale dell’arte i fantasmi della crisi si stanno, forse, davvero sciogliendo. Il 3 febbraio scorso, a Londra da Sotheby’s, una scultura di Alberto Giacometti «L'Homme qui marche» - un grande bronzo del 1960-61, secondo di sei esemplari - aveva soffiato il ruolo di principe assoluto al matador spagnolo. Partita da 12 milioni di sterline di stima, in pochi minuti era arrivata alla battuta finale di 65 milioni di sterline. Pari - quel giorno - a 104.327.006 di dollari. Un soffio oltre il precedente world-record picassiano (104.168.000 di dollari) stabilito nel maggio 2004 a New York da Sotheby’s con «Garcon à la Pipe», un capolavoro del 1905. Ora tutto torna come prima. Quello di stanotte è stato un top-price tutto sommato prevedibile. Un record annunciato contro uno inaspettato. Nella top-ten mondiale delle opere vendute all’asta Picasso occupa da oggi tre posizioni: la prima, la terza e la quarta. Mentre ha cinque capolavori venduti oltre 50 milioni di dollari nell’elenco di diciassette con undici autori (solo van Gogh è presente con due opere). Un dominio totale. Incontrastato.

L'ASTA - L’asta di Christie’s ha presentato 72 lotti, 28 dei quali provenienti dalla straordinaria collezione californiana dei coniugi Brody (cui apparteneva anche il super Picasso). Si è capito fin da subito l’aria che tirava nella serata. Il primo lotto del catalogo, un «Autoritratto» del 1890 di Edouard Vuillard - stimato 1,2-1,8 milionidi dollari - è stato battuto a 2,658,500di dollari. Il secondo, un Georges Braque del 1953-54 da 3 milioni di dollari è arrivato a 10,162,500di dollari. Il quarto, una scultura del 1955 («Le Chat») di Giacometti, partito da 12 milioni è arrivato a 20,802,500di dollari. Poi un «Piccolo cavaliere» del nostro Marino Marini, del 1952, venduto a 2,322,500di dollari. Subito dopo è arrivato il mega Picasso. Partito da 58 milioni di dollari è stato combattuto da quattro contendenti, quattro in sala e quattro ai telefoni, per almeno cinque minuti. Sino alla battuta finale di oltre 106 milioni di dollari. Il nuovo record mondiale assoluto.


27/12/2009

Svelato il mistero: ecco perché Van Gogh si mozzò l'orecchio

Svelato il mistero: ecco perché Van Gogh si mozzò l'orecchio

 

La teoria elaborata da uno studioso. Il pittore temeva che il fratello Theo, che stava per sposarsi, non l'avrebbe più sostenuto economicamente

 

L'autoritratto con l'orecchio bendato di Van Gogh, 1889. È conservato alla Courtauld Gallery di Londra
L'autoritratto con l'orecchio bendato di Van Gogh, 1889. È conservato alla Courtauld Gallery di Londra

Sarebbe stato finalmente risolto uno dei misteri più oscuri della storia dell’arte: ovvero, l’orecchio mutilato di Vincent Van Gogh. Stando, infatti, allo studioso Martin Bailey - che ha scritto un libro sul celebre artista e ha curato due mostre a lui dedicate - Van Gogh si sarebbe tagliato l’orecchio perché distrutto psicologicamente dalla notizia che il fratello Theo, da cui dipendeva finanziariamente, stava per sposarsi.

LO STUDIO - La teoria sarebbe stata elaborata dall’esperto dopo una meticolosa indagine su una lettera che il genio olandese avrebbe volutamente inserito nel dipinto «Still Life: Drawing Board with Onions» (che sarà al centro della mostra alla «Royal Academy» che aprirà il mese prossimo), completato all’inizio del 1889, poco dopo essersi ferito, e che sarebbe stata scritta proprio da Theo da Parigi il 21 dicembre del 1888 per dare al fratello la notizia del fidanzamento con Johanna Bonder. Pare che questo avrebbe scosso profondamente Vincent, che era già psicologicamente disturbato, tanto da spingerlo all’autolesionismo. «Vincent temeva che stesse per perdere l’appoggio finanziario e psicologico di Theo», ha spiegato Bailey nel numero di gennaio di The Art Newspaper, ripreso dal Sunday Times.

LE TEORIE - Per la verità, per anni il mistero dell’orecchio tagliato di Van Gogh ha dato origine alle teorie più disparate: alcuni lo hanno legato alla sua pazzia, altri ancora alla sua amicizia interrotta con Paul Gauguin, tanto che secondo gli accademici dell’Università di Amburgo sarebbe stato proprio Gauguin, che divise una casa con Van Gogh ad Arles, nel sud della Francia, a tagliargli l’orecchio durante un litigio per una prostituta di nome Rachel. Una spiegazione che, però, è stata respinta tanto dal museo Van Gogh di Amsterdam quando dallo stesso Bailey. Diciannove mesi dopo essersi volutamente ferito all’orecchio, Van Gogh si sparò un colpo al petto e morì due giorni dopo, a causa delle ferite riportate.

Simona Marchetti


20/09/2008

Sgarbi: «Alla mostra sul Correggio c'è un falso clamoroso»

Sgarbi: «Alla mostra sul Correggio c'è un falso clamoroso»

Il critico: «Ho le prove, si tratta di una tela di un artista padano, vivente, di cui rivelerò anche il nome»

 

Preparativi per la mostra del Correggio (De Luca)
Preparativi per la mostra del Correggio
PARMA - Oltre duecento capolavori di Antonio Allegri, detto il Correggio. E un falso. Mentre Parma celebra il pittore con una grande mostra, appena inaugurata, arriva la rivelazione choc di Vittorio Sgarbi: «Tra i vari dipinti - assicura il critico a "Parma Ok" - c'è un falso. Si tratta di una tela di un artista padano, vivente, di cui rivelerò anche il nome».
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LA MOSTRA - Aperta al pubblico da sabato alla Galleria Nazionale, quella di Parma è la prima monografica che raccoglie la maggior parte delle opere mobili, un centinaio circa, provenienti dai musei di tutto il mondo. Ad essa si affianca la visita ravvicinata (con ascensore e ponteggi) agli affreschi delle cupole della Cattedrale e della Chiesa di San Giovanni (illuminate dal premio Oscar Vittorio Storaro) considerati il capolavoro assoluto del pittore cinquecentesco. Per il sindaco, Pietro Vignali, «questa mostra è un evento storico per la cultura italiana ed europea». Alla vigilia dell'apertura sono già pervenute all'organizzazione 70 mila prenotazioni. Ma adesso, dopo le dichiarazioni di Sgarbi, c'è da scommetterci che si aprirà la caccia al falso.

 


12:24 Scritto in CULTURA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pittura, correggio, sgarbi, falsi, autori | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook