24/02/2012

'Ndrangheta: ecco come i clan si spartiscono il pizzo.

'Ndrangheta: ecco come i clan si spartiscono il pizzo.

In una telefonata intercettata dai carabinieri, un affiliato alla cosca Ficara-Latella di Reggio Calabria spiega all'imprenditore vincitore di un appalto chi deve pagare per lavorare in sicurezza. E rivela una divisione capillare del territorio. 5 fermati

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02/02/2012

Imprenditore minacciato: la camorra dà serenità, lo Stato no

Imprenditore minacciato: la camorra dà serenità, lo Stato no

Dopo aver denunciato il racket napoletano, gli hanno incendiato il negozio. Ora, a SkyTG24, Davide Imberbe consiglia ai suoi colleghi di pagare il pizzo: "Mi hanno messo in ginocchio. Mi arrendo, hanno vinto loro"

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04/12/2011

Arrestato per racket il boss laureato con tesi sulle estorsioni della mafia

Arrestato per racket il boss laureato con tesi sulle estorsioni della mafia

Per il lavoro sul «modus operandi» di cosa nostra prese 104 su 110. Torna in carcere Cesare Lupo che discusse coi prof universitari il suo elaborato sul fenomeno del pizzo

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18/05/2011

«Berlusconi pagava 600 milioni di pizzo»

«Berlusconi pagava 600 milioni di pizzo»

MAFIA E POLITICA. Rivelazione del pentito Giovanni Brusca al processo Mori

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24/12/2010

Travestito da Babbo Natale arresta l'esattore di un clan

Travestito da Babbo Natale arresta l'esattore di un clan

Il carabiniere stava distribuendo caramelle fuori da un negozio in un paese del catanese. Quando il presunto estorsore ha ritirato una tangente l'investigatore ha fatto scattare le manette.

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22/11/2010

Trovato il libro mastro dei Casalesi: 6 arresti per pizzo

Trovato il libro mastro dei Casalesi: 6 arresti per pizzo

Caseifici, pescherie e allevamenti ittici: a Villa Literno, nel casertano, pagavano tutti. La polizia ha arrestato alcuni esponenti del gruppo Bidognetti, con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione continuata

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25/05/2010

Venus Williams stupisce in negligé

Venus Williams stupisce in negligé

Al Roland Garros.Gonnellina nera con un corsetto in fine pizzo. La scollatura e gli spacchi hanno infine fatto il resto

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PARIGI - Venus Williams sempre più provocante: la tennista è tornata sul campo e al Roland Garros lascia nuovamente tutti a bocca aperta. La ventinovenne avanza nel secondo dei tornei del Grande Slam sconfiggendo la svizzera Patty Schnyder (per 6-3, 6-3). Ma tra un diritto e un rovescio a fa parlare sono stati ancora una volta i suoi «abiti». Domenica, negli ottanta minuti di gioco del match di debutto al French Open la statunitense numero 2 del seeding ha sfoggiato una mise molto simile ad un sexy negligé: gonnellina nera con un corsetto in fine pizzo. La scollatura e gli spacchi hanno infine fatto il resto, per la gioia di molti spettatori e dei teleobiettivi dei fotografi appostati per la partita. Le foto ci hanno messo poco a fare il giro del web.

 

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MOULIN ROUGE - Del resto non è la prima volta che la giocatrice è al centro delle discussioni per le sue «tute da lavoro» fin troppo maliziose. Che lei giura esser solo «comode e trendy». Al torneo di Roma avevano destato curiosità quei mutandoni color carne. Tutti avevano avuto l'impressione che sotto non ci fosse la biancheria intima, ma si trattava solo di un'illusione ottica. «Non dovesse avere fortuna al Roland Garros può sempre trovare lavoro al Moulin Rouge», si scherza nei blog e nei forum. La sette volte vincitrice di tornei del Grande Slam (1,85m per 72 kg) ha dichiarato che solitamente arriva ai tornei con almeno una decina di vestiti diversi in valigia.

 

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Elmar Burchia


19/04/2010

84 estorsioni in tre mesi, 21 arresti a Napoli

84 estorsioni in tre mesi, 21 arresti a Napoli

I carabinieri del capoluogo campano hanno sgominato una banda camorrista dedita al racket dell’estorsione. Alcuni commercianti di Ercolano avrebbero subito più di ottanta richieste di “pizzo” dall’inizio dell’anno fino a fine marzo

 

 

I carabinieri in un blitz hanno notificato 21 ordini di custodia cautelare, alcuni ad affiliati già detenuti nei confronti di esponenti del clan Ascione-Papale, attivo ad Ercolano, nel napoletano, per estorsione aggravata e associazione a delinquere di stampo mafioso.

Le indagini, sviluppo di un'altra inchiesta, da gennaio a marzo di quest'anno hanno consentito di rivelare un quadro di richieste di “pizzo” capillari nella cittadina alle porte di Napoli a 30 imprenditori e commercianti, individuando almeno 84 estorsioni tentate o consumate. Alcune delle vittime, sentite come persone informate dei fatti, hanno ammesso gli episodi di racket.


22/03/2010

Palermo, arrestato «l'architetto» È ritenuto successore del boss Lo Piccolo

Palermo, arrestato «l'architetto» È ritenuto successore del boss Lo Piccolo

 

MAFIA. In manette Giuseppe Liga, l'erede dei due padrini di San Lorenzo alla guida del clan più importante del capoluogo

 

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PALERMO - I collaboratori di giustizia più recenti lo indicano come il successore dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo alla guida del mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo, a Palermo. Le intercettazioni hanno confermato le rivelazioni dei pentiti. Con l'accusa di associazione mafiosa, estorsione e fittizia intestazione di beni, la scorsa notte, la guardia di finanza ha arrestato Giuseppe Liga, 60 anni, soprannominato l'architetto, ritenuto, appunto, l'erede dei due padrini di San Lorenzo alla guida del clan più importante del capoluogo. Il professionista per anni ha ricevuto commesse pubbliche per lavori ed è stato direttore di numerosi cantieri per la realizzazione di complessi residenziali in città. Liga, al quale gli inquirenti hanno sequestrato documenti e pc, era stato segretario del movimento Cristiano lavoratori.

IL PIZZINO - Secondo quanto è emerso dalle indagini, coordinate dai pm della Dda Marcello Viola, Anna Maria Picozzi, Gaetano Pace e Francesco Del Bene, Liga, in particolare, sarebbe stato il collettore delle estorsioni gestendo e incassando il denaro ricavato dal pizzo che continua a essere una delle principali entrate delle cosche. Liga era indicato nei pizzini trovati nel covo del boss Lo Piccolo col numero 013. Insieme a lui sono finiti in cella il suo braccio destro Giovanni Angelo Mannino, accusato di associazione mafiosa e Agostino Carollo e Amedeo Sorvillo. Questi ultimi rispondono di fittizia intestazione di beni. Secondo gli inquirenti sarebbero i titolari della società Euteco, di fatto riconducibile a Liga.

TIRATO IN BALLO - Liga è stato chiamato in causa dal collaboratore di giustizia Maurizio Spataro. Il suo era tuttavia già comparso in un'intercettazione dell'indagine «Perseo» dei carabinieri. Nella conversazione, il boss di Bagheria, Pino Scaduto, chiedeva ai suoi interlocutori Giovanni Adelfio, Antonino Spera e Sandro Capizzi «a Tommaso Natale chi c'è»?, intendendo chi ha preso il comando. I nomi in risposta erano stati due, quello appunto di Liga e quello di Giuseppe Lo Verde. Tra le carte sequestrate ai boss Lo Piccolo al momento della cattura, inoltre, c'era anche un appunto manoscritto che diceva: «Architetto Liga 10.000». Gli inquirenti sono convinti che quell'architetto sia il professionista adesso arrestato con l'accusa di essere un boss. Liga era stato intervistato pochi giorni fa dal settimanale «S». Aveva parlato dei suoi rapporti con vari esponenti politici, e della sua attività professionale non solo nell'edilizia privata ma anche nel settore degli appalti: «Ho lavorato - aveva detto - in alcuni appalti pubblici per conto della Sip nel '93-'94. Ho progettato due centrali ad Agrigento. Poi ho fatto lavori di ristrutturazione degli impianti tecnologici, elettrici e di condizionamento in 40 centrali in tutta la Sicilia».

INGROIA - Antonio Ingroia, procuratore aggiunto di Palermo, commentando l'arresto di Giuseppe Liga, ha affermato che ormai «la mafia è entrata nei salotti buoni di Palermo». «Siamo in presenza di un processo di finanziarizzazione della mafia. Ne è prova il fatto che al comando, sempre più spesso, si trovano personaggi che un tempo erano "consulenti" finanziari dei boss e ora li hanno sostituiti alla guida delle famiglie e nelle attività di controllo del territorio». «Nel '98 - ha aggiunto Ingroia - i pentiti lo indicavano come consigliere finanziario dei Lo Piccolo. Ora ha preso il controllo del clan e gestisce anche le attività di cassa della cosca come le estorsioni: ciò conferma il ruolo ormai direttivo della mafia finanziaria». Secondo il pm è proprio quello della criminalità finanziaria il fronte di indagini su cui puntare.

LA DIFESA - Intanto spunta una intervista di Giuseppe Liga, in una intervista esclusiva rilasciata al magazine «S», pochi giorni fa nella quale racconta la propria versione dei fatti, sostenendo di essere una vittima del racket e di essere stato citato solo per questo motivo nei pizzini trovati nel covo dei Lo Piccolo a Giardinello: «Io sono l'Architetto. Ma sono vittima di un equivoco». Poi Liga si descrive come una persona a stretto contatto con il mondo della politica siciliana che conta. «Per esempio - spiega - sono cresciuto insieme con il presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Mi chiama, ci parlo. Sono stato in contatto con Mattarella, il fratello di Piersanti. Leoluca Orlando è diventato sindaco per me e per altri due amici». Un rapporto con esponenti politici agevolato dall'incarico ricoperto fino allo scorso 11 marzo di reggente regionale siciliano del Movimento cristiano lavoratori.

Redazione online


17/01/2010

Firenze, donna a capo di una gang di cinesi

Firenze, donna a capo di una gang di cinesi

 

Era il capo di una gang che chiedeva regolarmente il "pizzo" ai commercianti della zona. In sei sono finiti in manette

 

 

 

Era il capo di una banda di soli uomini, la quarantaseienne cinese che ieri pomeriggio si e' presentata per la quarta volta consecutiva, dal 10 dicembre scorso, in un laboratorio di pelletteria, gestito da connazionali, tentando di estorcere denaro. A fermarla gli agenti delle Volanti di Firenze diretti dal vice questore Roberto Sbenaglia che per lei e per cinque uomini della sua "gang", di eta' compresa tra i trentototto e ventisei anni, hanno fatto scattare le manette per tentata estorsione.