23/12/2009

Prove di teletrasporto alla Star Trek

Prove di teletrasporto alla Star Trek

 

SCIENZA E FANTASCIENZA. Al Politecnico della California si tenterà di «spostare» sferette di silicio

 

Nei fantascientifici esperimenti di teletrasporto che Star Trek ci ha già fatto conoscere nella dimensione fantastica ora gli scienziati tentano il colpo grosso. Finora avevano compiuto la prodezza di teletrasportare le caratteristiche di un atomo da un luogo all’altro. Adesso cercheranno di fare altrettanto con qualcosa di più consistente: delle sferette di silicio. L’impresa è ardua ma già è sulla carta preparata dai ricercatori del Caltech americano, il politecnico della California. Il tutto è stato ufficializzato sui Proceedings of the National Academy of Sciences statunitense.

LASER- Il temerario della meccanica quantistica su cui si basa l’esperimento è Darrik Chang il quale propone di utilizzare fasci di luce laser già predisposti nella loro caratteristiche per essere teletrasportati, proiettandoli su sferette di silicio del diametro di cento nanometri (milionesimi di millimetro) equivalenti a un centesimo del capello umano. In questo modo il fascio di luce compie due operazioni: isola le sferette facendole levitare, eliminando tutti i disturbi ambientali circostanti che potrebbero «impedire» il viaggio, in secondo luogo trasmette le sue proprietà di teletrasporto alle sferette stesse realizzando l’operazione. Se riesce siamo passati dal teletrasporto di singoli atomi al teletrasporto di sferette con 10 milioni di atomi, quindi un oggetto che si avvicina al mondo reale. In altre parole, l’esperimento mira a rendere evidenti a livello di un sistema meccanico di dimensioni vicine a quelle normali i comportamenti strani previsti dalla meccanica quantistica che Einstein bollava come spettrali azioni a distanza. Aspettiamo e vediamo se l’artificio funziona.

Giovanni Caprara


21/10/2009

Italia fanalino di coda in Europa per investimenti nell'Information Technlogy

Italia fanalino di coda in Europa per investimenti nell'Information Technlogy

 

Indagine condotta su circa 1.200 Pmi italiane dall’Osservatorio Ict Pmi School of Management del Politecnico di Milano. Ma le cose migliorano grazie a un numero crescente di imprese che utilizza in modo "evoluto" sia l’infrastruttura Ict, sia il parco applicativo

 

MILANO - L’Italia è fanalino di coda in Europa per investimenti nell’Information Communication Technology (Ict), ma le cose stanno migliorando grazie a un numero crescente di imprese che utilizza in modo "evoluto" sia l’infrastruttura Ict, sia il parco applicativo. E’ quanto emerso dall’indagine condotta su circa 1.200 Pmi italiane dall’Osservatorio Ict Pmi School of Management del Politecnico di Milano, illustrata in occasione della presentazione della 46esima edizione di Smau in programma a Fieramilano dal 21 al 23 ottobre.

«Da un lato abbiamo i numeri, che ci dicono che l’Italia è fanalino di coda per investimenti ICT in Europa, dall’altro però abbiamo un mercato Italia che sia per la composizione frammentata che lo contraddistingue, sia per la propensione dell’imprenditore italiano in contesti di crisi a razionalizzare gli investimenti e fare sistema per mettere a fattore comune le esperienze, fanno sì che le imprese italiane possano vedere nella crisi un’opportunità per riemergere con successo e non un contesto in cui paralizzarsi», ha dichiarato Pierantonio Macola, ad di Smau.

Il responsabile della ricerca su Ict e Pmi del Politecnico di Milano, Raffaele Balocco ha invece sottolineato che «negli ultimi due anni abbiamo assistito ad un aumento del livello di maturità Ict delle Pmi italiane». In particolare «le imprese "lungimiranti" che stanno utilizzando in modo "evoluto", sia l’infrastruttura Ict che il parco applicativo sono passate dal 12% al 17%, mentre si è ridotta dal 42% al 34% la percentuale di imprese "immature"». Segnale che «in media, la sensibilità delle Pmi italiane rispetto all’utilizzo delle Ict è cresciuto negli ultimi anni», ha dichiarato Balocco. Ma nel 2009 la crisi ha fatto sentire i suoi effetti con «solo il 38% delle Pmi analizzate che ha dichiarato l’intenzione di sviluppare progetti Ict nel 2010 rispetto a una percentuale che due anni fa superava il 50%» ha aggiunto Balocco. Quanto alla "maturità" Ict delle piccole medie imprese, l’indicatore in una scala da 0 a 100 misurava 40 nel 2007 è salito a 49 nel 2009. A livello geografico, la Lombardia con un valore di 63 è la regione fra quelle analizzate con il più alto livello di maturità Itc, seguita da Veneto (62) e Emilia Romagna (59), più arretrata la Puglia (37).

Durante la presentazione di Smau 2009 si è svolta anche la premiazione dei 13 progetti vincitori della prima edizione nazionale del "Premio Innovazione Ict", un riconoscimento per imprese e pubbliche amministrazioni che hanno investito nel settore per potenziare il business e ridurre i costi.


03/11/2008

Ballio: con i tagli il Politecnico chiuderebbe

Ballio: con i tagli il Politecnico chiuderebbe

Irruzione degli studenti in Aula Magna. Formigoni: invito il governo a un ripensamento. Picchetto all'Agnesi, 4 studenti denunciati
 
 
 
MILANO - Inaugurazione «con irruzione» al Politecnico di Milano, dove alcuni studenti di Azione Universitaria hanno fatto irruzione nell’Aula Magna della sede distaccata, in zona Bovisa, per manifestare il proprio dissenso nei confronti degli sprechi nell'Università. Il rettore, Giulio Ballio, aveva appena iniziato il suo discorso d'inaugurazione del 146esimo anno accademico quando un ragazzo è entrato reggendo uno striscione con su scritto: «Voi baroni preoccupati, noi studenti disoccupati». Dall’alto poi altri studenti hanno cominciato a lanciare una serie di volantini colorati sui quali si legge: «Combattiamo gli sprechi delle Università. Riconquistiamoci un futuro».
 La protesta, tuttavia, è stata bloccata sul nascere e i ragazzi sono stati accompagnati fuori dall’Aula, dove il rettore ha proseguito il suo discorso inaugurale. Intanto all’esterno dell’Ateneo si svolgevano le proteste di studenti aderenti ad Azione universitaria e Lista aperta, contrari alla distribuzione a pioggia dei fondi e sostenitori di un criterio più meritocratico. In piazzale Bovisa ha preso corpo un’altra protesta. Si tratta di una manifestazione di «controinaugurazione o assedio culturale», come l’hanno definito gli stessi studenti che da giorni a Milano scendono in piazza contro il decreto del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che avrebbe dovuto partecipare alla cerimonia, ma aveva dato forfait già venerdì.

Il ministro Gelmini (che ha fatto sapere di non aver potuto partecipare alla cerimonia per «motivi contingenti») ha inviato un messaggio di saluto nel quale ha sottolineato che nel mondo dell'università servono riforme vere, «non di facciata». Nel testo Gelmini ha detto di apprezzare la «saggezza e prudenza» del Politecnico che si è impegnato «in un dibattito serrato ma costruttivo». «È in questo modo - ha aggiunto - sforzandosi di comprendere e dialogare che riusciremo insieme a impostare le soluzioni migliori per rafforzare le nostre università». «Non condivido i giudizi sommari e le critiche generiche - ha scritto il ministro -. Nel nostro sistema universitario si registrano certamente problemi anche seri e storture da raddrizzare ma ci sono migliaia di docenti che svolgono con impegno e dedizione i loro compiti. È per loro e per il futuro delle giovani generazioni, le quali si aspettano dall'università un'occasione irripetibile di crescita umana e professionale, che dobbiamo sforzarci di lavorare in un clima di dialogo e rispetto».

Inaugurazione dell'anno accademico (Fotogramma)
Inaugurazione dell'anno accademico 
Il discorso ufficiale del rettore, Giulio Ballio, era stato un invito a tener conto della meritocrazia e un no a tagli indifferenziati che nel 2010 si prevede metteranno in ginocchio le università italiane. «Le conseguenze dei tagli alle università potrebbero portare addirittura alla chiusura del Politecnico», aveva poi detto il rettore, a margine della cerimonia, spiegando che «abbiamo già fatto tutte le economie possibili», per cui in questo momento cosa succederà «dipende dai finanziamenti e dalle decurtazioni». Nella peggiore delle ipotesi, ha spiegato il rettore, «potremmo anche arrivare alla chiusura del Politecnico: se mi danno - ha fatto notare - soltanto i soldi per gli stipendi di chi non posso licenziare cosa faccio?». E a proposito del blocco del turnover, Ballio ha parlato della «cosa peggiore per il Paese», perchè significa «rinunciare a un'intera generazione di ricercatori. Questo - ha concluso - è peggio del taglio ai finanziamenti».

Formigoni saluta gli studenti (Fotogramma)
Formigoni saluta gli studenti
Tra i presenti all'inaugurazione, anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che ha detto di essere a favore di una riforma condivisa per l'università e di essere contrario ai tagli indiscriminati per gli atenei. «Il mio è un invito al governo al ripensamento - ha detto Formigoni -. Capisco che in un momento di crisi bisogna stare molto attenti ma la razionalizzzazione deve puntare alla qualità. Non ci devono essere tagli indistinti ma bisogna distinguere le università inefficienti da quelle virtuose» (guarda l'intervista di C6.tv). Formigoni ha poi lasciato il Politecnico tra gli applausi degli studenti appartenenti a «Lista aperta». Al gruppetto di universitari che l'ha salutato al grido «noi studiamo, non protestiamo», si è rivolto dicendo: «sono d'accordo con voi, state facendo un buon lavoro».

Ma sono riprese anche le proteste nelle superiori. E' ripartita l'occupazione del liceo Bottoni, mentre al Volta la protesta continua con l'autogestione: saranno coinvolti anche i professori. Al Manzoni, i collettivi hanno fatto un picchetto per informare i ragazzi che il ministro Gelmini «non ha avuto il coraggio di venire a Milano». Al Parini, giornata di mobilitazione mista: autogestione di giorno, occupazione di pomeriggio. La succursale di via Don Calabria dell'Istituto Fabio Besta è stata occupata da decine di student, che hanno programmato attività di carattere culturale.


Quattro studenti, di cui due minorenni e due di 19 anni, sono stati identificati e denunciati per interruzione di pubblico servizio per aver cercato di occupare l'Istituto Statale Magistrale Agnesi in via Tabacchi a Milano. Lo hanno reso noto i carabinieri, precisando che dei quattro studenti denunciati, tre ragazze e un ragazzo, due hanno 17 anni e due 19. Il tentativo di occupazione è avvenuto stamattina, verso le 8.30: gruppi di studenti hanno organizzato un picchetto davanti all'ingresso principale della scuola e affisso due striscioni con su scritto «Occupato, occupiamo, ma studiamo». Questi studenti hanno poi cercato di impedire l'accesso a chi voleva entrare. Ma, con il quasi tempestivo intervento delle forze dell'ordine, gli studenti si sono dispersi e solo quattro sono stati identificati e denunciati.
 


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