22/08/2011

Jannacci ricoverato per una polmonite

Jannacci ricoverato per una polmonite

LAVAGNA (GENOVA). Una settimana in rianimazione, ma ora sta meglio

Continua...


03/07/2010

Morto il cantante Gepy & Gepy

Morto il cantante Gepy & Gepy

Aveva 67 anni. Famoso il suo brano 'Piu', interpretato insieme a Ornella Vanoni.

 

Gepy & Gepy
Gepy & Gepy

ROMA - È morto, per l'aggravarsi di una grave forma di polmonite, al Policlinico di Roma Umberto I dove era ricoverato da alcuni giorni nel reparto di terapia intensiva, Gepy & Gepy, nome d'arte di Giampiero Scalamogna. Lo rende noto il suo ufficio stampa Michele Mondella.

Cantante, compositore, produttore e arrangiatore,
Gepy & Gepy era nato a Roma 67 anni fa. La sua attività artistica era cominciata molto presto, a 16 anni. Famoso il suo brano 'Piu', interpretato insieme a Ornella Vanoni.

Nel 1965 Gepy & Gepy era approdato al Piper di Roma dove aveva formato il duo 'Dany & Gepy' con Daniela Casa. Subito dopo il cantate si era messo in proprio: canzoni e dischi di successo fino all'incontro con Ornella Vanoni di cui era diventato produttore e con la quale aveva duettato nel brano di grande successo 'Piu«. Alla fine degli anni 70 aveva scritto numerose canzoni soprattutto dance come 'Body to Body' (sigla di Disco Ring), 'Blu' e tante altre che, grazie alla sua voce soul', raggiunsero la vetta delle classifiche di tutta Europa. Il cantante - appassionato tifoso romanista - aveva anche composto con Venditti e Bardotti la canzone 'Roma non si discute, si amà che divenne, ed è tuttora, insieme a 'Grazie Roma', uno degli inni ufficiali della squadra giallorossa. (
Fonte Ansa)


04/09/2009

Influenza A: primo morto a Napoli

Influenza A: primo morto a Napoli

 

L'uomo aveva una sepsi da stafilococco aureo e la broncopolmonite. E' deceduto nella notte D. G. il paziente di 51 anni ricoverato all'ospedale Cotugno

 

Ospedale Cotugno a Napoli (Emmevi)
Ospedale Cotugno a Napoli (Emmevi)

NAPOLI - Anche l'Italia ha il suo primo morto a causa dell'influenza A. Non ce l'ha fatta infatti D.G. il paziente napoletano di 51 anni ricoverato da giorni all'ospedale Cotugno di Napoli. Il direttore sanitario dell'ospedale Cotugno, Cosimo Maiorino ha diffuso una breve nota che conferma la morte del paziente: «Alle ore 24,00 - è il testo del comunicato - il paziente D. G. è deceduto per sepsi da stafilococco aureo e broncopolmonite complicata da insufficienza renale acuta in paziente con grave cardiomiopatia dilatativa, diabete mellito in oligofrenico con infezione da virus A H1 N1».

IL DECESSO - D. G. la prima vittima in Italia dell'influenza che sta provocando la morte di centinaia di persone in ogni parte del mondo, anche se, in questo primo caso italiano, il virus è soltanto in parte responsabile del decesso che è stato determinato, soprattutto, dalle gravi patologie che già da diverso tempo affliggevano il paziente. L'uomo, un soggetto oligofrenico, soffriva infatti da tempo di miocardiopatia dilatativa e di una forma molto grave di diabete. Il quadro clinico, di recente, si era ulteriormente complicato a causa di una insufficienza renale e di una sepsi da stafilococco aureo. Le condizioni di D.G. hanno subito un ulteriore, brusco peggioramento verso le ore 23 di giovedì. Il personale medico e paramedico in servizio nel reparto di rianimazione del Cotugno è immediatamente intervenuto, praticando tutte le iniziative previste dai protocolli terapeutici. In breve tempo i medici hanno però constatato una crescente bradicardia, cioè un progressivo rallentamento del battito del cuore, finchè non è subentrata la fibrillazione e, infine, l'arresto. I medici del Cotugno hanno proseguito con le manovre di rianimazione per altri 45 minuti, fin quando non si è dovuta constatare la morte del paziente.

LA STORIA - Le condizioni dell'uomo - che abitava con l'anziana madre nel quartiere Secondigliano - si erano rivelate molto critiche sin dal momento del suo ricovero nell'ospedale per la cura delle malattie infettive di Napoli. I medici, in realtà, non avevano mai nutrito troppe speranze che riuscisse a sopravvivere. Sin dal momento del suo arrivo in ospedale, martedì scorso, D.G. era stato sottoposto a respirazione assistita ed al monitoraggio dal punto di vista emodinamico e respiratorio, con elettrocardiogramma, controllo della pressione arteriosa e dei livelli di gas nel sangue. D.G. è stato sin dal primo momento sottoposto anche ad emofiltrazione renale. L'uomo era stato ricoverato inizialmente nell'ospedale Cardarelli, dove gli erano state diagnosticate gravi insufficienze cardiorespiratoria e renale e per questo era stato intubato. Successivamente era stato trasferito nell'ospedale Cto e, dopo gli esami, gli era stato diagnosticato il virus N1H1 dell'influenza A. A quel punto era stato portato al Cotugno. D.G. non è mai stato all'estero e, a causa delle tante patologie da cui è affetto, era stato ricoverato in passato in vari ospedali e case di cura di Napoli. I medici del Cotugno hanno però escluso che possa aver contratto il virus N1H1 proprio durante uno di questi ricoveri.