14/01/2012

Il Papa riceve Monti. E lo promuove: «Un buon inizio in una situazione ardua»

Il Papa riceve Monti. E lo promuove: «Un buon inizio in una situazione ardua»

Il capo del governo non ha baciato l'anello del Santo Padre e non si è inginocchiato. Il premier 25 minuti a colloquio con il Pontefice. Scambio di battute sulla crisi economica e sul ruolo della Germania in Ue

Continua...


13/09/2010

Il monito del Papa: «No a leggi per alternative al modello della famiglia»

Il monito del Papa: «No a leggi per alternative al modello della famiglia»

Ricevendo a Castel Gandolfo il nuovo ambasciatore di Germania presso la Santa Sede. Il Pontefice: «Attenti a biotecnologie, non c'e vita indegna. I media? Tutto per far notizia»

Continua...


09/04/2010

Il Papa disponibile a nuovi incontri con le vittime dei preti pedofili

Il Papa disponibile a nuovi incontri con le vittime dei preti pedofili

Lo ha reso noto il portavoce vaticano padre Federico Lombardi. «Molti non cercano compensi, ma aiuto interiore e un giudizio nella loro dolorosa vicenda personale»

 

Padre Federico Lombardi (Ansa)
Padre Federico Lombardi (Ansa)

CITTÀ DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI è disponibile a «nuovi incontri» con vittime dei preti pedofili. Lo ha reso noto a Radio Vaticana il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. «Molte vittime non cercano compensi economici, ma aiuto interiore, un giudizio nella loro dolorosa vicenda personale». È in questo contesto, spiega padre Lombardi, che il pontefice ha scritto nella lettera agli irlandesi «di essere disponibile a nuovi incontri».

CAPIRE - La Chiesa deve «anzitutto continuare a cercare la verità e la pace per gli offesi», ha aggiunto il portavoce vaticano. «Una delle cose che colpisce di più è che vengono oggi alla luce tante ferite interiori che risalgono anche a molti anni addietro - a volte di diversi decenni - ma evidentemente ancora aperte. C'è qualcosa che va ancora capito veramente».

DOPPIO GIUDIZIO - Secondo padre Lombardi, i colpevoli di questi reati devono andare incontro a un doppio giudizio: penale e canonico. «Bisogna continuare ad attuare con decisione e veracità le procedure corrette del giudizio canonico dei colpevoli e della collaborazione con le autorità civili per quanto riguarda le loro competenze giudiziarie e penali, tenendo contro delle specificità delle normative e delle situazioni nei diversi Paesi. Solo così - aggiunge - si può pensare di ricostuituire effettivamente un clima di giustizia e la piena fiducia nell'istituzione ecclesiale», ha aggiunto il portavoce vaticano. «La trasparenza e il rigore si impongono come esigenze urgenti di una testimonianza di governo saggio e giusto nella Chiesa».

IMPARARE DAL PAPA - Tutti, sottolinea padre Lombardi, dovremmo imparare da Papa Ratzinger «la costanza necessaria per crescere nella verità, rispondendo con pazienza allo stillicidio di "rivelazioni" parziali o presunte che cercano di logorare la credibilità sua o di altre istituzioni e persone della Chiesa. Di questo paziente e fermo amore della verità abbiamo bisogno».

RIVOLUZIONE SESSUALE - L'analisi di padre Lombardi è che è necessaria una più efficace formazione dei futuri sacerdoti, anche per quanto riguarda la loro sessualità, dopo la rivoluzione sessuale degli scorsi decenni e un diffuso secolarismo. «In fondo si tratta di riscoprire e riaffermare senso e importanza del significato della sessualità, della castità e delle relazioni affettive nel mondo di oggi, in forme molto concrete e non solo verbali o astratte. La formazione e la selezione dei candidati al sacerdozio, e più generalmente del personale delle istituzioni educative e pastorali, sono la premessa per un`efficace prevenzione di abusi possibili».

Redazione online


25/03/2010

Pedofilia, il NYT accusa Ratzinger «Lui e Bertone insabbiarono un caso»

Pedofilia, il NYT accusa Ratzinger «Lui e Bertone insabbiarono un caso»

 

La vicenda fu segnalata all'attuale papa nel 1996. replica del vaticano: «ERA MALATO». Un sacerdote americano negli anni '50 abusò di almeno 200 bambini sordi: non fu mai sanzionato né punito

prete pedofilo.jpg

 

 

 

 

 

Benedetto XVI (Afp)
Benedetto XVI (Afp)

MILANO - Le gerarchie ecclesiastiche non presero le misure necessarie contro un religioso del Wisconsin che aveva molestato almeno 200 ragazzini di un prestigioso istituto per sordi; e questo nonostante i vescovi americani avessero ripetutamente avvertito la Santa Sede che la vicenda avrebbe potuto creare grave imbarazzo alla Chiesa. È quanto emerge da vari documenti ecclesiastici in possesso del New York Times. Dalla corrispondenza interna dei vescovi del Wisconsin al cardinale Joseph Ratzinger, futuro papa Benedetto XVI, risulta - scrive il quotidiano - che le autorità ecclesiastiche, mentre discutevano se il sacerdote dovesse essere sconsacrato, avevano come «principale preoccupazione quella di proteggere la Chiesa dalla scandalo» (tutti i documenti sul sito del Nyt).

LA VICENDA NEGLI ANNI '50 - Il caso è quello di un sacerdote americano, padre Lawrence C. Murphy, che lavorò in una rinomata scuola per sordi tra il 1950 e il 1974. Nel 1996 il cardinale Ratzinger, alla guida della Congregazione per la dottrina della fede, non rispose a due lettere sulla vicenda inviate dall'arcivescovo di Milwaukee Rembert G. Weakland. Dopo otto mesi il suo vice, cardinale Tarcisio Bertone, oggi segretario di Stato vaticano, incaricò i vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all'allontanamento di padre Murphy. Ma Bertone, secondo il quotidiano, fermò il processo dopo che padre Murphy scrisse personalmente al cardinale Ratzinger spiegando che non avrebbe dovuto essere messo sotto processo perché pentito e in cattive condizioni di salute: «Voglio semplicemente vivere quello che mi resta nella dignità del mio sacerdozio», scrisse padre Murphy, prossimo alla morte. Il quotidiano ha ottenuto i documenti, tra cui le lettere tra i vescovi e il Vaticano, dagli avvocati che rappresentano i cinque uomini che hanno avviato quattro diverse cause contro l'arcidiocesi di Milwaukee. Padre Murphy non ricevette mai punizioni o sanzioni, ma fu trasferito in segreto in varie parrocchie e scuole cattoliche ed è morto nel 1998.

REPLICA DEL VATICANO - Interpellato dal New York Times, il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha spiegato che la salute precaria di padre Murphy e la mancanza di nuove accuse nei suoi confronti sono stati elementi determinanti nella decisione di non punirlo. Il sacerdote, è detto nel comunicato di padre Lombardi, ha certamente abusato di bambini «particolarmente vulnerabili» e violato la legge. Si tratta di «un caso tragico» ha aggiunto. Lombardi ha però sottolineato che il Vaticano è stato messo a conoscenza del caso solo nel 1996, anni dopo la fine delle indagini. Sui motivi per i quali padre Murphy non sia mai stato punito riducendolo allo stato laicale, il portavoce ha risposto che «il diritto canonico non prevede punizioni automatiche».

Redazione online


21/06/2009

«Padre Pio combattè contro il Male»

«Padre Pio combattè contro il Male»

 

La visita è la prima di un pontefice da quando il frate di pietralcina è diventato santo. Omelia del Papa a San Giovanni Rotondo davanti a oltre 50mila fedeli

 

Papa Benedetto XVI (Ansa)
Papa Benedetto XVI (Ansa)

SAN GIOVANNI ROTONDO (FOGGIA) - E' stata la prima visita di un Pontefice dopo la proclamazione a Santo di padre Pio. Benedetto XVI ha pregato oggi sulle spoglie di Padre Pio. Il Pontefice è arrivato infatti a San Giovanni Rotondo per una breve visita pastorale di un giorno.

PREGHIERA - Il Papa ha raggiunto il santuario di Santa Maria delle Grazie e ha ricevuto il saluto di benvenuto da parte del Sindaco di San Giovanni Rotondo, Gennaro Giuliani e di monsignor Domenico Umberto D'Ambrosio, arcivescovo eletto di Lecce e amministratore apostolico di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. Nel santuario, il Papa è stato accolto da Fra Mauro Johri, Ministro Generale dell'Ordine francescano dei Frati minori cappuccini. Il Papa è salito al primo piano del Convento per una breve visita della cella di Padre Pio. Quindi è sceso nella cripta del Santuario per venerare le spoglie mortali di San Pio. Nella cripta il Papa ha pregato per qualche minuto anche dinanzi a un reliquiario che contiene i resti del cuore di Padre Pio. Il reliquiario contiene tutti i «frammenti» del muscolo cardiaco del frate delle stimmate trovati tra i resti del corpo quando la sera del 2 marzo 2008, alle 23.19 e dopo l'insediamento di un Tribunale istituito per l'occasione dall'arcivescovo di Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo, mons. Domenico Umberto D'Ambrosio, otto frati aprirono la triplice bara di metallo, legno e zinco contenente le spoglie del santo.

MESSA - Successivamente il Papa ha celebrato la messa davanti ad una grande folla di circa 50mila persone. In prima fila sul sagrato sedevano il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto e il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola.
«Come è stato per Gesù, la vera lotta, il combattimento radicale Padre Pio ha dovuto sostenerli non contro nemici terreni, bensì contro lo spirito del male. Le più grandi tempeste che lo minacciavano erano gli assalti del diavolo, dai quali egli si difese con l'armatura di Dio con lo scudo della fede e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio». Benedetto XVI lo ha ricordato nell'omelia della messa celebrata sul piazzale del nuovo Santuario progettato da Renzo Piano. «Rimanendo unito a Gesù - ha spiegato il Pontefice - egli ha avuto sempre di mira la profondità del dramma umano, e per questo si è offerto e ha offerto le sue tante sofferenze, ed ha saputo spendersi per la cura ed il sollievo dei malati, segno privilegiato della misericordia di Dio, del suo Regno che viene, anzi, che è già nel mondo, della vittoria dell’amore e della vita sul peccato e sulla morte». «Guidare le anime e alleviare la sofferenza: così si può riassumere la missione di san Pio da Pietrelcina», ha poi aggiunto il Papa citando Paolo VI, per il quale il cappuccino con le stimmate «era un uomo di preghiera e di sofferenza». «Padre Pio - ha scandito Ratzinger - conservò i propri doni naturali, e anche il proprio temperamento, ma offrì ogni cosa a Dio, che ha potuto servirsene liberamente per prolungare l'opera di Cristo: annunciare il Vangelo, rimettere i peccati e guarire i malati nel corpo e nello spirito».