07/03/2012

Berlusconi non va a «Porta a Porta»

Berlusconi non va a «Porta a Porta»

Annullata la trasmissione della registrazione. Le indiscrezioni: «Il partito si rivolta contro»

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07/12/2011

Pensioni, Ici e Patrimoniale. Ecco quanto ci costerà la manovra. Come cambiano le pensioni. La rivoluzione età per età

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IL DECRETO ANTI-CRISI. Famiglie, contribuenti, imprese: dentro le novità del decreto Grilli: l'acconto di dicembre per gli immobili potrebbe slittare.

LA RIFORMA DELLA PREVIDENZA.Ritiro a 66 anni dal 2018, nel 2050 ci vorranno 46 anni di contributi. Niente aumento per il 76%.

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26/05/2011

Berlusconi: blocco mediatico contro di me

Berlusconi: blocco mediatico contro di me

«De Magistris? Un bell'uomo, ma un incapace totale. Chi lo vota è senza cervello». Il premier: «Non siamo soddisfatti del voto, ma la sconfitta della Moratti è dovuta alla disinformazione»

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06/05/2011

Vespa all'attacco: «Zittito da Santoro»

Vespa all'attacco: «Zittito da Santoro»

«Risponderemo in tv lunedì prossimo». «Su "Porta a Porta" dati Auditel errati, ma non mi ha fatto intervenire a Annozero»

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22/10/2009

La Rai non rinnova il contratto a Bruno Vespa

La Rai non rinnova il contratto a Bruno Vespa

 

Il Cda della Rai rinvia il rinnovo: «Troppo oneroso, bisogna contenere le spese». Il conduttore: «Giusto approfondire, ma si pubblichino le cifre di tutti», «Troppo costoso il contratto di Vespa»

 

Bruno Vespa (Eidon)
Bruno Vespa (Eidon)

ROMA - Non è passato in Cda Rai il rinnovo del contratto di Bruno Vespa. L'ipotesi portata dal direttore generale, Mauro Masi, all'attenzione degli amministratori dell'azienda di viale Mazzini non ha avuto il via libera. Il contratto in questione deve in qualche maniera «essere coerente» - come è stato sottolineato in alcuni interventi, a quanto riferisce l'Agi - con la situazione generale dell'azienda e non invece in contraddizione con la necessità di contenere i costi. A sollevare il problema sul rinnovo del contratto al conduttore di 'Porta a Porta' è stato peraltro un consigliere della maggioranza, cui è seguito poi l'intervento - per la minoranza - di Nino Rizzo Nervo. Dal canto suo il presidente Paolo Garimberti ha preso atto delle posizioni che venivano espresse, come pure il direttore generale Masi. E alla fine, insieme ad altri temi all'ordine del giorno rimandati ad una nuova riunione (come l'audizione del direttore di Raidue, Massimo Liofredi), è stato deciso un riesame complessivo del contratto di Vespa, da sottoporre più in avanti nuovamente all'attenzione del consiglio di amministrazione di viale Mazzini. L'ipotesi di nuovo contratto - durata triennale - che era stata portata in Cda prevedeva - a quanto riferiscono alcune indiscrezioni - un compenso 'minimo' di 1,6 milioni di euro l'anno, ma poi la misura reale del compenso per il conduttore è data dal meccanismo delle sue presenze in programmi Rai, dal numero degli 'speciali' realizzati, e dal numero delle prime e seconde serate di 'Porta a Porta', il che finisce con il far lievitare il 'minimo garantito'.

VESPA - «Mi pare giusto che il Cda della Rai abbia chiesto un approfondimento su tutti i contratti da rinnovare e non soltanto sul mio», ha replicato Vespa. «Si potrà così constatare che alcuni elementi del mio contratto risalgono al 2001 e altri al 2004. Se si pensa che quando entrerà in vigore il prossimo contratto l'inflazione del decennio sarà intorno al 22%, sarà più facile ragionare». Poi il conduttore si dice dispiaciuto che «le fughe di notizie riguardino sempre e solo il mio contratto. Mi dispiace che si dimentichi che nel 2001 il direttore generale Cappon stabilì lui la cifra, calcolando il 15% in meno di quanto offerto a Gad Lerner e Fabio Fazio per due trasmissioni meno importanti che mai si fecero. Mi dispiace che non si pubblichino i contratti del compianto Enzo Biagi, il contratto precedente e quello attuale di Fabio Fazio, quello di Daria Bignardi e altri ancora. Io sono pronto a confrontarmi pubblicamente con tutti. Peccato che mi manchino gli interlocutori».

RAISAT - Il Cda della Rai ha poi deciso di riportare RaiSat, finora società consociata, tutta dentro l'azienda di viale Mazzini. La decisione è maturata dopo il fallimento della trattativa con Sky e la logica è quella - come sottolinea il consigliere Rodolfo de Laurentiis - di operare un «passaggio ineludibile di riportare dentro l'azienda una struttura che serviva a Sky e che ora, con il digitale terrestre, garantisce i suoi canali in maniera free. Non aveva quindi senso tenere RaiSat in quella situazione».


16/09/2009

"Entro settembre tutti fuori da tendopoli"

"Entro settembre tutti fuori da tendopoli"

 

«USEREMO METODO L’AQUILA PER COSTRUIRE NUOVE CARCERI». protesta idv fuori dagli studi. Il premier Berlusconi a Porta a Porta: «Quella a Onna è stata una visita toccante. In Abruzzo l'Italia migliore»

 

Silvio Berlusconi ospite a Porta a Porta (LaPresse)
Silvio Berlusconi ospite a Porta a Porta (LaPresse)

ROMA - «Onna è stato il paese più toccato dalla tragedia ed era proprio a Onna che volevamo che si ricominciasse». Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, tornato in giornata sui luoghi del terremoto che il 6 aprile scorso ha colpito l'Abruzzo per consegnare le prime nuove case ai terremotati, ha aperto il suo intervento a Porta a Porta sui Raiuno parlando di una «visita toccante, emozionante». «Credo che in Abruzzo - ha spiegato il premier - ci sia l'Italia migliore: della Protezione civile, dei volontari e di chi guarda la vita in modo positivo per sè e per quello che fanno per gli altri». Riferendosi alla consegna di case e scuole a soli cinque mesi dal sisma, Berlusconi ha poi ancora una volta ribadito che a L'Aquila è «avvenuto uno straordinario ed epocale miracolo». «Siamo certi che entro la fine di settembre non ci saranno più tendopoli e entro la fine dell'anno circa trentamila persone entreranno nelle nuove case» ha spiegato il presidente del Consiglio ospite di Bruno Vespa, annunciando anche che «i 30 miliardi che furono dati per l'Irpinia sono i miliardi che verranno dati all'Aquila».

«STESSO METODO PER LE NUOVE CARCERI» - «Ho avuto la soddisfazione di sentire Nancy Pelosi» speaker del Congresso e capo dei democratici americani dire «che mai in America saremmo riusciti a fare una cosa del genere» ha spiegato il premier in una intervista mandata in onda nel corso di Porta a Porta a proposito della ricostruzione. Poi, in diretta dagli studia di via Teulada, Berlusconi ha aggiunto che il nuovo metodo utilizzato per la ricostruzione a Onna e alla Maddalena potrebbe essere usato con l'abbattimento dei tempi per la costruzione di nuove carceri e per le nuove case del progetto delle cento città.

PROTESTA DELL'IDV - Poco prima che andasse in onda la diretta di Porta a Porta, decine di esponenti dell'Idv hanno protestato di fronte all'ingresso degli studi della Rai di via Teulada, contro la scelta dell'azienda di viale Mazzini di mandare in onda la trasmissione di Bruno Vespa e la conseguente scelta di rinviare la prima puntata di Ballarò.

«Problemi con Fini? Situazione evocata dal presidente della Camera, non da me». Libertà di stampa, «Troppi farabutti in politica stampa e tv ». «Delinquenziale dire che la libertà di stampa è in pericolo». «Su di me è stata lanciata spazzatura »

La vera «distorsione» dell'informazione sta nel fatto che «la Rai, pagata con i soldi dei cittadini, è l'unica azienda televisiva al mondo che attacca una sola parte politica, la maggioranza di governo». Non ha affrontato solo il tema della ricostruzione post-sisma in Abruzzo Silvio Berlusconi, ospite di Porta a Porta. Il premier ha puntato il dito contro la Rai rispondendo a una domanda di Bruno Vespa, che gli chiedeva se non provochi una distorsione nel sistema dell'informazione il fatto che il presidente del Consiglio, oltre ad esercitare la sua influenza, come altri nel passato su viale Mazzini, sia proprietario anche delle tre maggiori reti private. Berlusconi ha citato in particolare «tutte le trasmissioni» di informazione, da Annozero a Ballarò a Report, «tutte trasmissioni contro la mia parte politica e contro di me», ha voluto sottolineare il premier. «Io ormai - ha aggiunto - non guardo nemmeno più la televisione, perché per la Rai sembra che Berlusconi sia diventato il simbolo di ogni male. Ma gli italiani lo sanno e, per questo, mi assegnano il 68,4% del consenso». Per questo, secondo il premier, «la manifestazione per la libertà di stampa che la sinistra promuove è veramente il contrario della realtà: siamo circondati nella stampa, nella tv, nella politica da troppi farabutti» è stato l'affondo di Berlusconi. E poi ancora: elezioni anticipate? «Mai. Porterò avanti il mio mandato fino alla fine». Solo un accenno alla sua vicenda con le escort, definita «spazzatura che non corrisponde al vero, non ho mai partecipato a festini e non ho mai consentito che qualcosa di irregolare si svolgesse alla mia presenza, sono tutte infamie». E infine una spinta alla fiducia: «Gli italiani devono davvero essere sereni. Siamo un Paese solido, e le banche sono un sistema solido, e stiamo cominciando a risalire».

CONFLITTO DI INTERESSI - «Se si riuscisse a individuare una serie di trasmissioni o azioni di attacco politico sulle reti Mediaset, allora si potrebbe dire che c’è un conflitto d’interesse per il premier», ha continuato Berlusconi. «Mediaset tratta tutti allo stesso modo, quindi si tratta di accuse comiche. Dire che in Italia c’è un pericolo per la libertà di stampa» dimostra secondo il Cavaliere «uno spirito antiitaliano», significa «diffamare la stampa e la democrazia»: «tutti i cittadini italiani di buonsenso credo che condannino questo atteggiamento delinquenziale nei confronti degli interessi di tutti noi e si sappiano regolare nell’orientare le loro letture» ha concluso il presidente del Consiglio.

DE GASPERI E FINI - Il premier è quindi tornato ad elencare i successi del suo governo: «Non ho sbagliato - ha detto - quando ho affermato che il mio governo è stato il migliore della storia d'Italia»: quanto fatto dai governi di Alcide De Gasperi, «un padre della patria che ha svolto un compito difficile, in politica interna non è paragonabile a quanto svolto dal mio governo, che in questi 15 mesi è stato il migliore di qualunque altro». In tv il premier è tornato anche sui suoi rapporti con il presidente della Camera Gianfranco Fini. «Non ci sono problemi da parte mia. È una situazione che è stata evocata dal presidente della Camera. Io non ho problemi riguardo al funzionamento del Pdl. Ci sono due concezioni diverse in campo» ha sottolineato.

NESSUN DIALOGO CON L'UDC - «Non c'è stato da parte mia nessun dialogo con Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa» ha detto Berlusconi, spiegando che il tema di un'eventuale alleanza con i centristi per le regionali sarà un tema in discussione da parte degli organi del partito».

QUERELA A REPUBBLICA: «È IL MINIMO» - «Ho fatto un ricorso alla magistratura civile, chiedo i danni per affermazioni false nei miei confronti, e li verserò all’Istituto San Raffaele. E’ il minimo che potessi fare dopo cinque mesi di attacchi da un superpartito, con un editore svizzero e un direttore dichiaratamente evasore fiscale». Silvio Berlusconi ha spiegato così la querela nei confronti di "Repubblica", e a Bruno Vespa che osservava come Ezio Mauro abbia già detto di non aver evaso il fisco, replica: «Da Repubblica mi aspetto tutto e il contrario di tutto».

«AVREI PREFERITO GUARDARE IL MILAN» - Sulla questione di Porta a Porta in prima serata, senza trasmissioni concorrenti il premier si è detto «nettamente contrario allo spostamentoe volevo che si registrasse alle cinque e mezza di pomeriggio, come da accordi, perché sono il proprietario del Milan e il premier avrebbe grandemente voluto assistere alla partita di stasera di Champions League e trepidare per il Milan. Figuratevi quanto interesse avessi ad avere la prima serata».

SINISTRA VETEROCOMUNISTA - Non è mancato, durante la puntata di Porta a Porta, un attacco alla sinistra: «I signori della sinistra sono dei vetero comunisti. Erano, sono e saranno dei vecchi comunisti. D'Alema è uno stalinista che è lì da 40 anni». Secondo Silvio Berlusconi «loro purtroppo non sono mai diventati socialdemocratici. Ci vuole un ricambio generazionale e io sono più giovane di tutti questi signori grazie al cervello».


26/03/2009

Offerte di lavoro per Karol Racz

Offerte di lavoro per Karol Racz

 

Dopo la testimonianza a «Porta a porta» il romeno scarcerato riceve tre offerte di lavoro

 

Karol Racz a Porta a Porta (Eidon
Karol Racz a Porta a Porta (Eidon

 

 

ROMA - Dopo la testimonianza in televisione Karol Racz riceve offerte di lavoro. Una arriva dallo chef Filippo La Mantia per il suo ristorante nella Capitale, una seconda dal presidente di «Coop 29 giugno», Salvatore Buzzi per un lavoro nell’ambito della manutenzione del verde che la cooperativa svolge per conto del comune di Roma e una terza da Giuseppe Muzi, titolare di una azienda agricola a Tocco Casauria, in provincia di Pescara, come bracciante agricolo.

Il romeno tornato in libertà dopo oltre un mese di carcere per gli stupri avvenuti nel parco della Caffarella a Roma e nel quartiere Primavalle, era stato alla trasmissione «Porta a porta» a raccontare di sè. «Ho intenzione di mettermi a disposizione di questa persona: ma prima devo parlare con tutta una serie di persone a partire da lui. Gli voglio parlare, guardarlo negli occhi, sentire quali sono i suoi desideri» ha detto Filippo La Mantia, chef tra i piu famosi nel mondo, che sta per aprire in questi giorni il ristorante «La Mantia» all' interno del Majestic di Roma. Lo chef che in passato è stato lui stesso vittima di un errore giudiziario ed era finito in carcere perchè aveva affittato un appartamento che venne usato dai killer del vicequestore Cassarà, ha detto di voler aiutare Karol Racz per l'ingiustizia ricevuta. «Voglio parlare con lui, lo voglio incontrare, sentire i suoi desideri. Certo, avere in comune un arresto ingiusto ha pesato in questa decisione mi farebbe davvero molto piacere dargli questa possibilità».