09/04/2011

Buffon non gioca ancora, l'anno prossimo è Roma?

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Il portiere della Nazionale si sente messo in discussione: Storari preme e Gigi pensa di andarsene

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24/11/2010

Patagonia: portiere calcia controvento, la palla gli ritorna

Patagonia: portiere calcia controvento, la palla gli ritorna

Il tiro boomerang in una partita di serie B a Comodoro Rivadavia in Argentina, 1.760 chilometri al sud di Buenos Aires. Il portiere della squadra ospite, l'Instituto di Cordoba, rimette in gioco ma la sfera finisce dietro la sua linea.

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13/09/2010

Sereni: «Dedico la vittoria ai miei figli che non vedo da troppo tempo»

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IL MESSAGGIO IN TV. Il portiere del Brescia, i miracoli contro il Palermo e i problemi della famiglia separata

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09/03/2010

Via Poma, si uccide l'ex portiere Vanacore «Vent'anni di martirio e sofferenza»

Via Poma, si uccide l'ex portiere Vanacore «Vent'anni di martirio e sofferenza»

 

IL GIALLO. Si è tolto la vita vicino Taranto. Il 12 marzo avrebbe dovuto testimoniare al processo contro l'ex fidanzato

 

Pietrino Vanacore (Ansa)
Pietrino Vanacore (Ansa)

ROMA - Si è tolto la vita Pietrino Vanacore. Fu il portiere dello stabile di via Poma a Roma, dove il 7 agosto 1990 fu uccisa Simonetta Cesaroni. L'uomo si è suicidato a Marina di Torricella , in località Torre Ovo, in provincia di Taranto, nella notte tra lunedì e martedì. Si è tolto la vita legandosi una lunga fune al collo e lasciandosi andare in un corso d'acqua in località Torre Ovo di Torricella, nel tarantino.

BIGLIETTI IN AUTO- Vanacore ha lasciato almeno due o tre biglietti di addio nella sua auto parcheggiata a poca distanza dal luogo del suo suicidio: uno sul tergicristallo dell'auto e uno all'interno della vettura. In tutti, secondo quanto si è appreso da fonti investigative, l'ex portiere di via Poma avrebbe scritto più o meno lo stesso messaggio: «20 anni di martirio senza colpa e di sofferenza portano al suicidio». Sul posto, si trovano i carabinieri che stanno aspettando il magistrato di turno Maurizio Carbone della Procura di Taranto. L'automobile dell'ex portiere è una Citroen Ax di colore grigio. Il corpo dell'uomo è ancora in acqua, affiorante. È visibile una fune che per ora non si sa a che cosa sia legata. S'intravede che è intrecciata ad una caviglia e anche attorno al collo. Il corpo - a quanto viene reso noto - è stato trovato da amici: non si sa se il ritrovamento sia stato casuale o fatto da persone che erano già alla sua ricerca.

Simonetta Cesaroni, uccisa a Roma il 7 agosto 1990 (Proto)
Simonetta Cesaroni, uccisa a Roma il 7 agosto 1990 (Proto)

IL PROCESSO - Avrebbe dovuto testimoniare venerdì prossimo , il 12 marzo, nell'ambito del processo a Raniero Busco, accusato di aver ucciso l'ex fidanzata Simonetta Cesaroni. La ragazza, 21enne romana, fu trovata morta con 29 coltellate il 7 agosto del 1990 in un ufficio in Via Poma, nel quartiere Prati a Roma. Nell'udienza di venerdì è prevista la testimonianza, davanti ai giudici della III Corte d'Assise presieduta da Evelina Canale, anche dell'ex datore di lavoro della ragazza Salvatore Volponi, del figlio Luca, di Giuseppa De Luca, moglie di Vanacore, e del figlio dei due portieri, Mario, nonché di due esperti della polizia scientifica che esaminarono la scena del crimine nell'imminenza del fatto. Nell'udienza di venerdì avrebbe potuto scegliere di avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande del pm Ilaria Calò in quanto indagato in procedimento connesso. Ciò in quanto fu in passato coinvolto in questa stessa inchiesta.

Raniero Busco durante il processo in cui è accusato dell'omicidio di Simonetta Cesaroni (Proto)
Raniero Busco durante il processo in cui è accusato dell'omicidio di Simonetta Cesaroni (Proto)

IL LEGALE DI BUSCO - «La morte di Vanacore è troppo vicina alla scadenza processuale per non essere collegata. Lui ha vissuto con rimorso sulla coscienza questa storia, e non perchè fosse l'autore dell'omicidio, ma perchè sapeva». Così l'avvocato Paolo Loria, difensore di Raniero Busco, sotto processo per l'omicidio di Simonetta Cesaroni, commenta la notizia del suicidio dell'ex portiere di via Poma. «Non so come interpretare questo fatto - ha aggiunto - l'ho saputo 20 minuti dopo che era successo».

«SAPEVA MA NON POTEVA PARLARE» - «Lui ha vissuto con rimorso sulla coscienza questa storia - continua il legale di Raniero Busco -, e non perché lui fosse l'autore dell'omicidio, ma perché sapeva. Evidentemente, però, non poteva parlare neanche a distanza di anni. Non se l'è sentita, in sostanza, di affrontare i giudici e gli avvocati in aula».

L'AVVOCATO DEI CESARONI - L'avvocato Lucio Molinaro, legale della famiglia Cesaroni, chiede tempo prima di commentare la notizia della morte dell'ex portiere dello stabile di via Poma: «Aspetto di parlare con il magistrato per avere una idea più chiara di quanto successo. Al momento sto seguendo le notizie di stampa. Personalmente cerco di essere prudente per capire come deve essere interpretata la notizia del suicidio di Vanacore. Mi dispiace ovviamente per il fatto umano in sé ma occorre capire che ricaduta avrà sul processo in corso questa vicenda».

Pietrino Vanacore (Ansa)
Pietrino Vanacore (Ansa)

TESTIMONE - Fu lui a trovare il corpo senza vita della Cesaroni. Il 10 agosto del 1990 infatti Vanacore fu fermato dalla polizia per poi tornare in libertà il 30 agosto successivo. Il 26 aprile del 1991 il gip Giuseppe Pizzuti accolse la richiesta di del pm Pietro Catalani e archiviò gli atti riguardanti Vanacore e altre cinque persone. Il 30 gennaio del 1995 il portiere uscì definitivamente di scena: la Cassazione confermò infatti la decisione della Corte d'appello di non rinviarlo a giudizio con l'accusa di favoreggiamento. Allora decise di lasciare Roma e tornare nella sua terra d'origine, a Monacizzo, poco distante da dove è stato trovato il corpo. Era pugliese, nato a Sava, nell'entroterra tarantino.

L'ALTRA INDAGINE - Una seconda indagine su Vanacore era stata archiviata poco meno di un anno fa, nel maggio 2009. I pm inquirenti (Ilaria Calò e Giovanni Ferrara), nell'ambito delle indagini su Renato Busco, ex fidanzato della giovane donna uccisa, il 20 ottobre 2008 avevano infatti disposto una perquisizione domiciliare nella casa pugliese di Pietrino Vanacore, perquisizione che non aveva portato a nessun risultato utile.

Antonio Castaldo


30/07/2009

Napoli, suicida la console di Germania Sulla scrivania una lettera di scuse

Napoli, suicida la console di Germania Sulla scrivania una lettera di scuse

 

Tragedia. Si è lanciata dal secondo piano della sua casa in via Petrarca: aveva 61 anni. Il corpo trovato dal portiere

 

 

 

 

NAPOLI - La console di Germania a Napoli, Angelika Völkel, secondo quanto si apprende dalla polizia, si è suicidata lanciandosi dal secondo piano dell’abitazione di via Petrarca, 203. La donna, 61 anni, è finita sulle rampe del garage sottostante. Il portiere dello stabile ha scoperto il cadavere alle 5,30. La Völkel non era sposata, la sua famiglia vive in Germania mentre un fratello lavora negli Usa.

IL BIGLIETTO - Sulla sua scrivania la console ha lasciato un biglietto di scuse ai familiari e ai suoi collaboratori del consolato. Un messaggio breve in cui ha parlato genericamente di un «malessere» che l'affliggeva ma non è ancora chiaro a cosa si riferisse: se ad una grave malattia oppure ad problema depressivo. Poi ha lasciato un numero di telefono, quello del fratello, invitando chi l'avesse ritrovato a contattarlo per dargli la notizia della sua morte.

GENEROSA - Sotto choc i dodici collaboratori del consolato. «Angelika era una persona buona e generosa, che amava Napoli e l'Italia», dicono tra le lacrime. «Era molto contenta del rinnovo del suo contratto, per un altro anno fino alla pensione, perché voleva stare qui a Napoli». Una persona attenta sempre ai rapporti con le comunità locali, tanto da visitare, in modo incessante, scuole, istituti e tenere seminari e incontri. «Una donna, inoltre, molto elegante - aggiunge una persona che la conosceva bene -. Mi chiedeva sempre: questo è adatto all'eleganza italiana?».

DA TRE ANNI - La Völkel era console a Napoli dal 2006. Dal 1978 al 2005 ha partecipato a missioni presso le rappresentanze diplomatiche tedesche a Belgrado, Vienna, Kuala Lampur, Niamey (Niger) e Dakar. La sede consolare a Napoli con i suoi 12 collaboratori è competente sul territorio dell’Italia meridionale, dal Molise a tutta la Sicilia.