27/08/2011
Al Barcellona la Supercoppa europea
Al Barcellona la Supercoppa europeaLa sfida di Montecarlo. Ennesimo trionfo della squadra guidata da Guardiola. Battuto il Porto 2-0 con reti di Messi e Fabregas
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05/01/2011
Genova: ancora fermo dopo 6 mesi container con cobalto radioattivo
Genova: ancora fermo dopo 6 mesi container con cobalto radioattivoSi sospetta un traffico di rifiuti illegali. Isolato nel più lontano terminal del porto di Prà Voltri. Entro febbraio sarà esaminato da robot telecomandato
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26/09/2010
Genova, auto precipita in mare. Un uomo è morto, due i dispersi
Genova, auto precipita in mare. Un uomo è morto, due i dispersiUn testimone: «la nave si è mossa e la rampa si è scollata dalla banchina». Sommozzatori al lavoro per cercare la vettura e i passeggeri rimasti intrappolati. L'incidente durante le manovre di discesa da un traghetto della Moby Lines
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22/09/2010
Container con esplosivo: maxi-sequestro
Container con esplosivo: maxi-sequestroÈ del tipo «T4» ed era nascosto tra confezioni di latte in polvere. Intercettato nel porto di Gioia Tauro. Gli investigatori privilegiano la pista di uun traffico internazionale
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25/07/2010
Cede la passerella di imbarco: muore una turista, un altro è ferito
Cede la passerella di imbarco: muore una turista, un altro è feritoL'incidente è avvenuto nel porto di genova. Già aperta un'inchiesta. La vittima è una donna spagnola di 62 anni: è precipitata per dieci metri ed è deceduta sul colpo
GENOVA - Stava salendo con il marito e un gruppo di amici sulla nave da crociera per una vacanza da sogno lungo i principali porti del Mediterraneo ma, al momento di posare il piede sul ponte, la passerella di imbarco ha ceduto e lei è precipitata in mare morendo sul colpo. Vittima della disgrazia, accaduta sabaro pomeriggio nel porto di Genova durante l'imbarco dei passeggeri sulla nave Splendida della compagnia Msc Crociere, è una turista spagnola di 62 anni di Barcellona, Maria Mercedes Bonastre. Con lei è precipitato un uomo di 60 anni, Fausto del Charro, anche lui spagnolo di Barcellona, rimasto ferito ma non in pericolo di vita.
UN VOLO DI DIECI METRI - I due sono caduti da una decina di metri colpendo la banchina e finendo in mare. La donna ha battuto la testa e la ferita si è rivelata fatale. L'uomo ha riportato diverse contusioni ma è stato recuperato prontamente dal personale che gestiva l'imbarco ed è stato ricoverato in ospedale. Le indagini avviate dalla procura di Genova e condotte dalla pm Paola Calleri, devono chiarire che cosa abbia provocato il distacco. Tra le ipotesi al vaglio, lo spostamento della nave, forse mossa da una violenta raffica di vento, un errore nel fissaggio del gradino finale da parte di un addetto di terra, un cedimento strutturale della passerella. «Stavamo per mettere i piedi sulla nave quando mio marito è letteralmente sparito davanti a me, precipitando nel vuoto», ha riferito la moglie del turista spagnolo, sotto choc, alla polizia di frontiera che sta conducendo le indagini per capire che cosa abbia provocato la caduta. A fare precipitare i due turisti è stato il cedimento dell'ultimo tratto della passerella, un gradino di circa 50 centimetri di profondità che viene fissato al bordo della nave per collegare la passatoia situata in banchina. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, questo gradino si è staccato dalla poppa della nave, per cause da chiarire, e si è aperto nel vuoto come una botola proprio nel momento in cui i due turisti lo calpestavano facendoli precipitare.
I DUBBI SULLA DINAMICA - La direzione della Stazione Marittima di Genova attende la chiusura delle indagini per commentare l'incidente: «La dinamica di quanto accaduto deve essere ancora chiarita» afferma il direttore Edoardo Monzani. «Siamo addolorati per quanto accaduto ai due turisti - ha aggiunto - e stiamo facendo ogni passo per aiutare loro e i loro familiari in questo momento drammatico». Anche la compagnia Msc è prudente sulle cause del cedimento, pure se tende a escludere che la nave si possa essere mossa distaccandosi dalla banchina a causa di una violenta raffica di vento, come ipotizzato in un primo momento dai soccorritori intervenuti a ponte Andrea Doria. «L'incidente - si legge in una nota di Msc - è stato apparentemente determinato da un cedimento di una delle passerelle, gestite dalla Stazione Marittima di Genova ed utilizzate per le operazioni di imbarco». «Partecipiamo con viva commozione al dolore che ha raggiunto i familiari dei nostri ospiti colpiti da questa assurda tragedia - ha dichiarato Pierfrancesco Vago, Ceo della Compagnia -. La nostra priorità, in questo momento, è fornire loro tutta l'assistenza necessaria e provvedere, per quanto possibile, alle loro esigenze». (Fonte: Ansa)
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17/01/2010
Ragazzo afghano di 15 anni dentro una valigia nel porto di Bari
Ragazzo afghano di 15 anni dentro una valigia nel porto di Bari
Immigrazione clandestina. Nascosto in auto con lui anche il fratello di 17 anni. Arrestato un cittadino greco
| Il giovane clandestino trovato in una valigia (Ansa) |
BARI - Ha nascosto due ragazzi di 15 e 17 anni, di origine afghana, nella sua auto, il più piccolo addirittura in una valigia, per farli entrare clandestinamente in Italia ma è stato arrestato nel porto di Bari dalla polizia di frontiera. Si tratta di Alexandros Lepesiotis, un cittadino greco di 42 anni, accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
LA STORIA -L'uomo, alla guida di una Peugeot 207, era appena sbarcato dalla motonave «Sea Trade». Quando gli agenti hanno perquisito al sua auto, hanno trovato il più piccolo dei clandestini in una valigia sistemata nel bagagliaio e l'altro sotto le fodere di rivestimento del sedile posteriore sulle quali erano state successivamente sistemate delle coperte. I due ragazzi, di origini afghane, sono stati soccorsi e sono in buono stato di salute nonostante abbiano trascorso in auto tutto il tempo della traversata in mare. Per raggiungere l'Italia, uno dei due minorenni ha raccontato agli investigatori di aver pagato la somma di 2.600 euro a un connazionale in Grecia, mentre l'altro ha detto di aver lavorato come domestico per tre mesi al servizio di uno sconosciuto di origini afghane il quale, come compenso, gli ha organizzato il viaggio in Italia. I ragazzi, senza documenti, sono stati affidati al personale che collabora con l'assessorato al Welfare del Comune di Bari. Entrambi sono stati trasferiti in una comunità di Noicattaro.
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20/10/2009
Scoperti in un solo colpo 32 nuovi pianeti extrasolari
Scoperti in un solo colpo 32 nuovi pianeti extrasolari
Sono tutti delle superterre e nessuno è abitabile. La scoperta è frutto del progetto HARPS, l'annuncio a porto, durante la conferenza «Verso altre terre»
Un vero colpo da record, con tante interessantissime implicazioni. A Porto, in Portogallo, durante la conferenza «Verso altre terre» i protagonisti del progetto HARPS (High Accuracy Radial Velocità Planet Search) hanno annunciato di aver scoperto addirittura 32 nuovi pianeti extrasolari, cioè orbitanti attorno ad altre stelle della nostra galassia Via Lattea: sono tutti delle superterre e nessuno è abitabile. Il progetto era partito cinque anni fa sotto la guida di Michel Mayor dell’Osservatorio di Ginevra ed ha coinvolto una ventina di astronomi europei.
IL SEGRETO DEL SUCCESSO - La chiave del loro successo è stato uno strumento particolare installato sul telescopio di 3,6 metri dell’ESO (European Southern Observatory) operante a La Silla, in Cile. Si tratta di uno spettroscopio ad alta risoluzione estremamente preciso con il quale gli scienziati hanno misurato i piccoli movimenti (avanti e indietro) indotti sulla stella dalla rotazione dei pianeti che gli girano intorno, arrivando persino a cogliere variazioni di velocità di 3,5 chilometri orari. Con HARPS gli studiosi hanno rilevato la presenza di 75 pianeti nell’arco di cinque anni in 30 sistemi planetari diversi, sui circa 400 pianeti extrasolari finora scoperti in totale da tutti i cacciatori impegnati su questa appassionante frontiera. Gli identikit planetari si sono mostrati estremamente diversi: da corpi poco più grandi della Terra a giganti più consistenti con masse diverse volte quella di Giove. «Queste osservazioni hanno certificato agli astronomi la diversità della popolazione planetaria esistente intorno agli astri lontani, aiutandoci a spiegare meglio la formazione dei sistemi solari che prima si basava soltanto sul nostro» nota Nuno Santos, del gruppo di ricerca. Il team ha anche preannunciato nuove sorprese per le prossime settimane. Non resta che aspettare.
Giovanni Caprara
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31/05/2009
La Guardia di Finanza sequestra 25 tonnellate di rifiuti nel porto
La Guardia di Finanza sequestra 25 tonnellate di rifiuti nel porto
E' accaduto a Taranto. I rifiuti erano stivati all'interno di un container con destinazione finale Indonesia
TARANTO - Circa 25.5 tonnellate di rifiuti speciali, in gran parte materiale cartaceo non riciclabile, sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza nel porto di Taranto. I rifiuti erano stivati all'interno di un container con destinazione finale Indonesia.
IL SEQUESTRO - I militari del Comando provinciale di Taranto, in collaborazione con i funzionari della dogana, hanno accertato la falsa indicazione della natura della merce oggetto di esportazione e l'assenza dei prescritti trattamenti preliminari, denunciando per questo una persona. Dall'inizio dell'anno - rendono noto le Fiamme gialle - i finanzieri hanno sequestrato nel porto di Taranto 13 container, contenenti complessivamente circa 330 tonnellate di rifiuti speciali destinati all'estero.
11:28 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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11/03/2009
MAXISEQUESTRO DI PESCE IN TUTTA ITALIA
MAXISEQUESTRO DI PESCE IN TUTTA ITALIA
ROMA - Oltre 63 tonnellate di prodotto ittico proveniente dall'estero è stato sequestrato dalla Guardia Costiera nel corso di una maxi-operazione che si è svolta in tutta Italia e che si è conclusa oggi: numerose le irregolarità riscontrate nel corso dei 7.789 controlli effettuati, dalla frode in commercio al cattivo stato di conservazione dei prodotti. L'operazione 'Fly Fish' ha visto impegnati 2.222 uomini e donne dei 291 Comandi territoriali costieri delle Capitanerie di Porto che hanno passato al setaccio tutti i punti di importazione nazionale del pescato e i grossi centri di distribuzione: controllati aeroporti, magazzini di stoccaggio e scali portuali. Tra i prodotti sequestrati, circa 7.000 chili di novellame proveniente dall'area indo-pacifica destinato ad essere spacciato per il più pregiato novellame di sardina (bianchetto), e 1.200 chili di 'pesce topo', una rara specie dell'Atlantico settentrionale ancora priva della denominazione commerciale che ne consente la distribuzione sul mercato e che veniva invece venduto come 'cuoricini di merluzzo'.
"Grazie all'impegno della Capitanerie di Porto-Guardia Costiera oggi è stato impedito che sulle tavole degli italiani finissero oltre 63 tonnellate di prodotto ittico non certificato proveniente dall'estero". Così il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, in una nota, commenta l'operazione "Fly Fish", conclusa oggi con il sequestro, in alcuni scali di importazione nazionale, di oltre 63 mila chilogrammi di prodotto ittico. 'Con questa operazione - continua il ministro Zaia - prosegue il nostro impegno per la tolleranza zero che abbiamo inaugurato in questi mesi a difesa del cittadino-consumatore.'' Nei 7789 controlli effettuati sono stati sequestrati 7000 chilogrammi di novellame (prodotto ittico sottomisura di cui è, pertanto, vietata la commercializzazione), proveniente dall'area indopacifica, destinato al mercato italiano, come fosse novellame di sardina, 1200 chilogrammi di pesce topo, rara specie dell'atlantico settentrionale, proveniente dai mari del nord, venduto come "cuoricini di merluzzo", specie ancora priva di "denominazione commerciale". Sono stati controllati aeroporti, magazzini di stoccaggio e scali portuali. 2.222 uomini e donne dei 291 Comandi territoriali costieri coinvolti. "I Contraffattori sappiano - ha concluso il ministro - che la tolleranza zero nei loro confronti non è un fatto episodico".
09:45 Scritto in ALIMENTAZIONE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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07/12/2008
«Prigionieri» sulla nave in disarmo
«Prigionieri» sulla nave in disarmoGenova L'Ital RoRo III° vittima della crisi che colpisce anche i porti. L'armatore chiude. I marinai a bordo: freddo e poco cibo, ma restiamo qui
GENOVA — Tobia sul camiciotto bianco da cuoco ha messo un giaccone e si avventura nel buio della banchina: ha appuntamento con un amico che gli ha promesso le sigarette. «Me ne regala tre stecche — dice — così ce l'ho per tutti. Soprattutto per Cesare, che non può stare senza». Cesare è l'ufficiale di macchina, romeno, gran fumatore. L'amico di Tobia è un marittimo «più fortunato», perché ha l'imbarco sicuro e così dà una mano a quelli dell'Ital RoRo III°.
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| La nave cargo Ital RoRo |
Stasera cucinerà minestra con lenticchie: «Però per domani dovrei fare un colpo grosso, gli amici che vengono dalla Sardegna mi hanno promesso il maialino e i genovesi il basilico per il pesto». Amici, «napoletani, come me, ma anche molfettesi, camionisti sardi e camalli genovesi», Tobia fa l'elenco della sua «rete» che, ne è certo, farà passare a lui e ai suoi compagni un Natale almeno decente. Tobia agisce dal basso, il comandante Alfonso Auria dall'alto: «Soldi per la cambusa non ne ho praticamente più — dice — quindi ho chiesto un reintegro di cassa, aspettiamo e vediamo cosa arriva. Io sono responsabile del benessere dell'equipaggio, la legge mi dà il potere di vendermi anche pezzi di nave se è necessario per il sostentamento e per la sicurezza». Ma da vendere a bordo della Ital RoRo c'è ben poco. La stiva è vuota. Quasi una nave fantasma. «L'altro giorno — dice il secondo ufficiale Francesco Curreli — è venuto l'ufficiale giudiziario a fare un pignoramento e si è perso. Son dovuto andare a recuperarlo seguendo la voce che mi chiamava». Il secondo ufficiale porta il berretto di lana da marinaio e si scusa: «Sa, è per il freddo...». Il riscaldamento è già stato sacrificato: «Consumo una tonnellata di gasolio al giorno per l'elettricità — fa il conto il comandante — non ne posso usare un'altra per il riscaldamento. Se restiamo senza bunkeraggio andiamo in black out. Nelle cabine abbiamo messo delle stufette elettriche».
Al momento le stufette stanno asciugando il bucato, camicie e biancheria stese su una corda. Per fortuna Genova non ha un clima rigido. Sembra che quelli di Tolone se la passino peggio, fa molto freddo e con il gasolio sono agli sgoccioli. Cosa fare? «Aspettare». Quanto? Non si sa. La storia della Ital RoRo è meno peggio di altre. Qua gli armatori ci sono e stanno trattando con possibili acquirenti genovesi e olandesi: «Cercano una soluzione — dice il comandante —. Purtroppo sono incappati in questa crisi dei noli». In altri casi quando la nave è abbandonata e l'Itf, il sindacato internazionale, cerca l'armatore non trova più nulla: «Siamo stati in uffici in Grecia — dice l'ispettore dell'Itf, il capitano Piero Luigi Re — dove non c'era più neanche il filo del telefono. Scomparsi, unica traccia una casella postale alla isole Cayman». Adesso l'Itf teme una recrudescenza del fenomeno delle navi abbandonate. Remo Di Fiori, segretario Cisl marittimi e membro dell'Itf conferma: «Nei prossimi sei mesi potremmo trovarci decine di equipaggi sulle braccia». Gli equipaggi, i prigionieri volontari delle navi abbandonate. «Lo diceva anche Aristotele — chiude il comandante Auria —. Ci sono tre categorie di uomini: i morti, i vivi e i naviganti». Gli invisibili.
18:20 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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