24/02/2012
Fiat di Melfi, reintegrati i lavoratori licenziati nel 2010
Fiat di Melfi, reintegrati i lavoratori licenziati nel 2010La Corte di appello di Potenza ha accolto il ricorso della Fiom. I tre operai, accusati di aver bloccato un carrello durante uno sciopero interno, tornano in fabbrica. Il Lingotto ricorre in Cassazione
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17/02/2012
Maxi truffa in Svizzera, sequestrati bond falsi per 6mila mld di dollari
Maxi truffa in Svizzera, sequestrati bond falsi per 6mila mld di dollariI titoli falsi valevano più del doppio del debito pubblico dell'Italia. Probabilmente erano destinati ad un Paese emergente
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25/12/2011
Potenza, lite tra vicini di casa: uccisi una donna e i suoi due figli
Potenza, lite tra vicini di casa: uccisi una donna e i suoi due figliA GENZANO DI LUCANIA. FERITO IL MARITO DELLA VITTIMA E PADRE DEI DUE GIOVANI MORTI. Un uomo di 70 anni spara con un fucile
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02/07/2011
Lacrime e petali bianchi per Elisa
Lacrime e petali bianchi per ElisaLa cerimonia funebre della studentessa uccisa 18 anni fa. A Potenza migliaia di persone per il corteo funebre
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11/08/2010
Melfi, la Fiat ricorrerà contro il reintegro dei tre operai
Melfi, la Fiat ricorrerà contro il reintegro dei tre operaiL'azienda automobilistica ha reso noto di aver ricevuto copia del provvedimento del giudice del lavoro di Potenza, che aveva definito i tre licenziamenti illegittimi, disponendone il reinserimento
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10/08/2010
Fiat, reintegrati operai licenziati a Melfi
Fiat, reintegrati operai licenziati a MelfiIl giudice del lavoro di Potenza condanna il Lingotto per "comportamento anti-sindacale". I tre avevano bloccato un carrello robotizzato che riforniva altri dipendenti regolarmente al lavoro
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25/03/2010
Claps, sacerdoti informati dei resti
Claps, sacerdoti informati dei resti
Il capo della polizia Manganelli: «Presto ci saranno novità». Il parroco: «Non so nulla». Il corpo sarebbe stato trovato da due donne delle pulizie a gennaio, che negano: «Salite sul terrazzo il 10 marzo»
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| Striscione a Potenza sul muro della chiesa della SS. Trinità (Olycom) |
POTENZA - «Il viceparroco della Santissima Trinità don Vagno ha mentito. Né io né mia madre abbiamo mai trovato quel cadavere e l'abbiamo detto ai magistrati di Salerno». Parole di Annalisa Lo Vito, che il mercoledì e il venerdì insieme alla madre Margherita Santarsiero fa le pulizie nella chiesa dove il 17 marzo è stato ritrovato un cadavere che si ritiene appartenga a Elisa Claps. «Il sacerdote - ha aggiunto - ha detto agli investigatori che il cadavere di Elisa Claps è stato trovato a gennaio e che quella scoperta l'avremmo fatta mia madre e io. Su questo siamo state interrogate per ore sabato dai magistrati di Salerno: a loro abbiamo detto di non aver mai ritrovato il cadavere di Elisa Claps. La prima volta che siamo salite su quel terrazzo è stata il 10 marzo», sette giorni prima della scoperta.
LE DUE DONNE - La notizia secondo cui i resti sarebbero stati trovati alcuni mesi prima del ritrovamento ufficiale, anticipata dai quotidiani del gruppo Agl-Espresso, ha trovato conferme in ambienti giudiziari ma il questore di Potenza, Romolo Panico, non ha confermato né smentito. Secondo gli organi di stampa le due donne avrebbero visto il cadavere a gennaio e avrebbero avvisato immediatamente sia il parroco, don Ambroise Apakta, conosciuto a Potenza come don Ambrogio, che il suo vice, don Vagno, giovane prete di origini brasiliane da poco in Italia. Sui motivi del silenzio dei sacerdoti, che sono stati sentiti a lungo in questi giorni, sta indagando la procura di Salerno.
VESCOVO - «Ho saputo del ritrovamento del cadavere di Elisa Claps solo intorno alle 10 di mercoledì 17 marzo e ho subito avvertito la polizia», ha detto all'Ansa l'arcivescovo di Potenza, monsignor Agostino Superbo. «Sabato mattina 20 marzo ha parlato con il questore di Potenza, al quale ho indicato di parlare con don Vagno, perché ho avuto l'impressione che qualche aspetto della vicenda dovesse essere approfondito». «Non ne so nulla. Bisogna chiedere a chi ha dato questa notizia», ha commentato il parroco don Ambrogio.
MANGANELLI: «CI SARANNO NOVITÀ» - «Credo che avremo prossimamente novità su questo caso», ha annunciato il capo della polizia, Antonio Manganelli, a margine di una conferenza stampa al Viminale. «Un'indagine così complessa merita rispetto e silenzio sulle dinamiche di ciò che è accaduto e di ciò che avverrà. C'è una procura che sta ricostruendo i fatti e credo presto avremo novità che possano rispondere a tante domande. Sarebbe improprio anticipare le novità». Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha aggiunto: «Ci sono indagini in corso. Il capo della polizia è stato molto chiaro: non diamo giudizi affrettati».
ANALISI - Sabato mattina la polizia scientifica tornerà nel sottotetto della chiesa per cercare ulteriori elementi che possano aiutare le indagini per l’omicidio di Elisa Claps. Gli esperti continueranno i rilievi già avviati per acquisire «qualsiasi elemento utile alle indagini, senza trascurare alcun particolare». I dati raccolti dalla polizia saranno poi valutati alla luce dei risultati che emergeranno dall’autopsia, effettuata martedì al Policlinico di Bari. Gli accertamenti dovranno dire anche se il delitto sia stato la conseguenza di un tentativo di abuso o di violenza sessuale. Intanto a Potenza la chiesa della SS.Trinità è chiusa e presidiata costantemente dalla polizia. Davanti al portone principale ci sono decine di mazzi di fiori, messaggi per Elisa e critiche alle indagini.
Redazione online
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18/03/2010
Potenza, trovati resti umani e oggetti La madre: «Sono di mia figlia Elisa»
Potenza, trovati resti umani e oggetti La madre: «Sono di mia figlia Elisa»
Il giallo di ELISA CLAPS, scomparsa nel 1993. Trovati in un sottotetto della chiesa della SS. Trinità. Il Questore:«Potrebbe essere il corpo della studentessa»
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| Elisa Claps (Ansa) |
MILANO - Potrebbero essere di Elisa Claps, la ragazza scomparsa il 12 settembre 1993, i resti trovati in un sottotetto della chiesa della SS. Trinità nel centro di Potenza. Lo afferma il questore Romolo Panico, precisando però che la certezza arriverà solo con l'esito degli esami del Dna. Panico ha spiegato che nulla sarà toccato nel sottotetto dove sono stati trovati i resti umani e gli oggetti e che giovedì mattina la polizia scientifica continuerà a fare accertamenti. Si tratta, spiega, di «un corpo in avanzato stato di decomposizione», in condizioni molto precarie. È stato confermato anche il ritrovamento di alcuni oggetti: un orologio, degli occhiali, una catenina e pezzi di indumenti. «Potremmo arrivare all'identificazione dagli oggetti ritrovati, fra i quali vi sono anche resti degli occhiali di Elisa» ha detto il questore.
LA MADRE RICONOSCE I RESTI - La madre e i fratelli della Claps hanno riconosciuto almeno tre resti: quelli di una maglia, una medaglietta e i sandali di colore blu. Sono proprio quelli che Elisa indossava il giorno in cui sparì, hanno affermato i parenti di Elisa. La polizia ha mostrato loro le foto dei brandelli di maglia, della medaglietta e dei sandali trovati, insieme a resti umani nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità.
LA SCOPERTA - Panico però invita alla cautela: «Non è stato iniziato nessun esame della polizia scientifica e non sono stati riconosciuti gli oggetti di Elisa Claps. Smentisco categoricamente che al momento si possa affermare che il corpo trovato sia quello della ragazza. Non è vero neppure che la madre e il fratello abbiano visto gli oggetti ritrovati e li abbiano riconosciuti. Non è stato ancora consentito l'accesso a nessuno». A trovare i resti sono stati alcuni operai che stavano lavorando nel sottotetto della chiesa. E sono stati loro a dare l'allarme, chiedendo l'intervento della polizia. Il corpo è in un angolo in fondo al sottotetto, addossato a un muro. Si tratta di un ampio locale in cui è molto difficile accedere: per raggiungerlo bisogna prima salire sul terrazzo della chiesa, passando dalla sacrestia, poi infilarsi in una sorta di cunicolo che porta al sottotetto. Il locale è abbandonato da almeno una decina di anni ed è invaso dalla sporcizia.
FITTO MISTERO - Dunque non c'è ancora la parola fine, ma potremmo essere arrivati alla svolta di un caso che va avanti da quasi 17 anni. Su cui trasmissioni tv come «Chi l'ha visto» hanno avuto il merito di tenere sempre viva l'attenzione. Dal giorno della scomparsa, di Elisa Claps non si è saputo più nulla: varie volte gli investigatori hanno fatto ricerche e sopralluoghi a Potenza (in un cantiere delle scale mobili, alcune zone di campagna e di periferia). La chiesa della Trinità è l'ultimo posto dove la studentessa fu vista, quella mattina del 12 settembre 1993, quando scomparve, da un testimone - Danilo Restivo - che poi fu coinvolto nell'inchiesta come indiziato. Restivo, successivamente si è trasferito in Inghilterra, dove è rimasto coinvolto in un'altra inchiesta per la morte di una donna, la sarta Heather Barnett, che abitava nei pressi della sua casa. Elisa era uscita intorno alle 11.30 con la sua amica Eliana De Cillis: quest'ultima dichiarerà poi di averla lasciata poco dopo perché la studentessa doveva incontrare, proprio nella chiesa della Santissima Trinità, Danilo Restivo. Il giovane raccontò agli investigatori (e ha sempre ripetuto) di aver parlato con Elisa Claps per pochi minuti e di averla salutata intorno a mezzogiorno. La ragazza fu vista per l'ultima volta poco meno di un'ora dopo, da un suo coetaneo che abitava nel suo stesso edificio. Poi Elisa svanì: tre quarti d'ora dopo le 13 - quindi circa un'ora dopo l'ultimo avvistamento di Elisa - Danilo Restivo si fece medicare nell'ospedale San Carlo di Potenza per una ferita a una mano, che disse di essersi procurato cadendo. Restivo è indagato per omicidio. L'inchiesta sulla morte di Elisa Claps è stata trasferita alla procura di Salerno dopo che un magistrato è risultato coinvolto nelle indagini, chiamato in causa da un collaboratore di giustizia.
Redazione online
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24/09/2009
Potenza, Vittorio Emanuele rinviato a giudizio per associazione a delinquere
Potenza, Vittorio Emanuele rinviato a giudizio per associazione a delinquere
Era stato arrestato il 16 giugno 2006 su richiesta dell'ex pm Henry John Woodcock. Lui replica: «Non c'era da aspettarsi altro. Resto fiducioso nell'accertamento dei fatti»
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| Vittorio Emanuele (Ansa) |
POTENZA - Il gup di Potenza Luigi Barrella ha rinviato a giudizio, per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici funzionari, Vittorio Emanuele di Savoia, che era stato arrestato il 16 giugno 2006 su richiesta dell'ex pm di Potenza, Henry John Woodcock. Il dispositivo è stato letto in un'aula del Tribunale di Potenza, dove erano presenti i pm Laura Triassi e Salvatore Colella poiché Woodcock si è trasferito a Napoli.
REAZIONE- «Non c'era da aspettarsi altro per una vicenda inspiegabile. Resto fiducioso nell'accertamento dei fatti però provo dolore nel subire queste accuse». Così Vittorio Emanuele di Savoia ha commentato, al telefono con l'avvocato Francesco Murgia, il rinvio a giudizio. Parlando con i giornalisti nel Palazzo di giustizia di Potenza, Murgia ha espresso «una profonda delusione sul piano tecnico» per la sentenza. L'avvocato ha aggiunto che «gli elementi eclatanti che deponevano per l'insussistenza di qualsiasi ipotesi di reato, sono stati riversati in maniera ampiamente esaustiva. Sono deluso come avvocato e impaurito come cittadino perché - ha concluso Murgia - si è usata come prova l'aria».
WOODCOCK - Il rinvio a giudizio di Vittorio Emanuele era stato chiesto da Woodcock nell'ambito dell'inchiesta cosidetta «Savoiagate»: il 16 giugno 2006 il gip Alberto Iannuzzi ordinò altri 12 arresti. Le accuse, a vario titolo, erano associazione a delinquere finalizzata alla prostituzione, alla corruzione, alla concussione, falsità ideologica, minacce e favoreggiamento. La notizia dell'arresto di Vittorio Emanuele, che rimase nel carcere di Potenza per una settimana, fece il giro del mondo: tutto partì da una «banale» indagine che riguardava i prefabbricati di Bucaletto, il quartiere costruito a Potenza per accogliere i senzatetto del terremoto del 1980. Dall'inchiesta che portò in carcere Vittorio Emanuele scaturì quella conosciuta come «Vallettopoli» e che nel marzo del 2007 fece finire in galera, ancora a Potenza, ma per 33 giorni, il fotografo dei vip Fabrizio Corona. La prima udienza del processo è stata fissata per il 21 dicembre.
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07/06/2009
Le nozze della figlia al Palazzo Ducale Indagato l'ex prefetto di Pesaro
Le nozze della figlia al Palazzo Ducale Indagato l'ex prefetto di Pesaro
Avrebbe organizzato il banchetto nella sede della prefettura in un giorno di chiusura. Luigi Riccio, attuale prefetto di Potenza, è accusato di peculato. L'episodio al vaglio anche della Corte dei Conti
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| Il Palazzo Ducale a Pesaro |
PESARO- Il prefetto di Potenza Luigi Riccio è indagato per aver organizzato in prefettura a Pesaro il banchetto di nozze della figlia all'epoca in cui ricopriva nella città marchigiana lo stesso incarico affidatogli ora nel capoluogo lucano. Lo riporta QN-Il Resto del Carlino: secondo il quotidiano, la procura pesarese avrebbe iscritto Riccio nel registro degli indagati con l'accusa di peculato. Riccio avrebbe utilizzato il Palazzo Ducale, sede della prefettura di Pesaro, in un giorno di chiusura. Nell'invito, a 200 ospiti, veniva chiaramente indicata la sede del ricevimento. Dell'episodio, che risale al 21 giugno del 2008, si sta interessando anche la Corte dei Conti. Il pm aveva chiesto l'archiviazione del fascicolo, ma il gip di Pesaro vorrebbe vederci più chiaro prima di accogliere la richiesta.
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