19/05/2011
Si schianta aereo in Patagonia: a bordo in 22, sono tutti morti
Si schianta aereo in Patagonia: a bordo in 22, sono tutti mortiARGENTINA. I piloti dell'aereo, un Saab 340 biturbo della compagnia Sol, hanno lanciato un messaggio d'emergenza
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25/04/2011
Bimbo di 4 anni precipita e muore Era solo in casa, nel letto sotto la finestra
Bimbo di 4 anni precipita e muore Era solo in casa, nel letto sotto la finestraDRAMMA A ROMA, NEL QUARTIERE DI TORPIGNATTARA. Il piccolo, figlio di cinesi, è caduto dal terzo piano. Denunciati per abbandono di minore i genitori
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28/07/2010
Islamabad, volo si schianta sulle colline «A bordo in 152, nessun superstite»
Islamabad, volo si schianta sulle colline «A bordo in 152, nessun superstite»Tragedia in pakistan. Un velivolo della compagnia Airblue, partito da Karachi, è precipitato vicino la capitale
Un aereo della compagnia Airblue è precipitato nei pressi della capitale pachistana Islamabad. A bordo del velivolo viaggiavano oltre 146 passeggeri e sei membri dell'equipaggio. Il velivolo era partito da Karachi ed era diretto a Islamabad. Stando alle prime informazioni raccolte, si è schiantato sulle colline che circondano la capitale. Testimoni hanno riferito di aver visto il velivolo volare molto basso prima di schiantarsi al suolo nella zona di Margalla Hills.
La pioggia battente ha reso molto complicato raggiungere il luogo dell’incidente. In un primo momento le autorità pachistane hanno reso noto che a precipitare era stato un piccolo aereo, per poi correggersi poco dopo. Fonti dell’Autorità dell’aviazione civile hanno reso noto che a bordo si trovavano 146 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. Dalle prime notizie, i morti confermati sarebbero 20. Delle persone a bordo, alcune decine potrebbero essersi salvate. Per ora sono stati recuperati dieci corpi, cinque sopravvissuti trasportati in ospedale. Airblue è una compagnia aerea privata con sede a Karachi, la seconda più grande del Pakistan.
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04/10/2009
Disastro Air France, l'accusa di due piloti: «Disastro evitabile, colpa dei sensori»
Disastro Air France, l'accusa di due piloti: «Disastro evitabile, colpa dei sensori»
Nello schianto morirono 228 passeggeri. Un rapporto indipendente indica nel malfunzionamento dei rilevatori di velocità la causa della tragedia
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| Uno dei resti dell'Airbus (Afp) |
PARIGI - «Bisogna smentire la tesi secondo la quale non sappiamo cosa sia successo». Due piloti francesi si apprestano a consegnare un rapporto indipendente al giudice incaricato di far luce sulla tragedia aerea dell'Airbus AF 447 precipitato tra Rio e Parigi con 228 persone a bordo. Lo rivela "Journal du dimanche". Il comandante Gérard Arnoux, presidente del Sindacato dei piloti di Air France, presenterà la relazione assieme al collega Henri Marnet-Cornus. I due sostengono che l'incidente non fu provocato da una causa unica. «Ma è una verità incontestabile che senza il guasto delle sonde Pitot (i sensori che indicano la velocità dell'aereo, ndr) non ci sarebbe stato alcuno schianto» afferma Arnoux.
SICUREZZA - Questi strumenti, prima dell'incidente, erano già stati al centro di alcune segnalazioni, a causa del loro malfunzionamento. Tanto che ne era stata richiesta la sostituzione. Secondo Arnoux, finora il ruolo delle sonde Pinot è stato minimizzato dal Bureau d'enquêtes et d'analyses (BEA), perché proprio quest'ultimo avrebbe dovuto avviare una seria inchiesta sulla sicurezza di questi strumenti. Arnoux punta anche il dito contro Air France: «Obnubilata dalla riduzione dei costi, i dirigenti non hanno compreso che la sicurezza è un investimento produttivo».
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10/07/2009
La foto e la morte 3 ore dopo «Genitori, fermate l'alcol»
La foto e la morte 3 ore dopo «Genitori, fermate l'alcol»
La storia. Festa e bevute, il ragazzo precipitato dalla scogliera. Il padre: «Tutti guardino questa immagine»
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| Il dolore dei ragazzi nel luogo dell'incidente |
Sembra una foto qualunque, di quelle che circolano a milioni su Facebook. Un gruppo di adolescenti allegri, goliardici, affamati di birra e divertimento come si può essere a 16 anni in una notte d'estate. Ancora non lo sanno, ma è l'ultima che trascorreranno tutti insieme. Il ragazzo al centro, capelli biondi, torso nudo e un bicchiere di sambuca in mano, morirà poche ore dopo. Un volo terribile da una scogliera a precipizio sulla spiaggia. Probabilmente Paddy non si è accorto di nulla: troppo ubriaco per rendersi conto di barcollare a così pochi centimetri dal vuoto.
Sono i suoi genitori ad avere reso pubblica questa immagine. È il loro straziante atto d'accusa contro il permissivismo che circonda la vendita di alcolici ai minorenni. Il ragazzo non avrebbe potuto comprarsi da bere ma nessun barista di Newquay, la località della Cornovaglia ad alto tasso di movida dove era in vacanza con gli amici, si è mai minimamente preoccupato di chiedere i documenti alla comitiva. «Ogni genitore dovrebbe guardare questa foto e pensare che sarebbe potuto accadere a loro— dicono adesso John e Shireen Higgins, il padre e la matrigna di Paddy, una famiglia middle class di Wokingham, nel Berkshire —: un attimo prima nostro figlio era lì, gli stavano vendendo birra e liquori, e dopo si è ritrovato a morire in quel modo terribile».
Erano le 10 di domenica sera. Patrick studiava alla Forest School, lo stesso istituto in cui da 25 anni insegna suo papà. Brillante in classe e dotato sul campo da rugby, era a Newquay per festeggiare la fine degli esami che gli inglesi devono sostenere a 16 anni. Una cittadina amatissima dai teenager, dove di giorno ci si sbizzarrisce sulle tavole da surf e di notte si passa ai tavoli dei tantissimi bar. I ragazzi cenano, e bevono, in un ristorante.
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| La foto della festa (la vittima è il ragazzo a torso nudo) |
Usciti da lì — racconta la famiglia — i minorenni già alticci hanno potuto continuare tranquillamente a sbronzarsi in diversi pub. Fino a perdere la bussola, fino alla disgraziata passeggiata sullo strapiombo che sta proprio di fronte ai locali. Quando tre ore dopo, all'una di notte, hanno ritrovato Paddy steso sulla Tolcarne Beach, era ormai troppo tardi.
Straziante, nei giorni successivi, il pellegrinaggio degli amici sulla spiaggia. Fiori, abbracci e pianti di fronte a una morte assurda. Più di 1.600 persone hanno lasciato messaggi per lui su Facebook. Altri 1.700 hanno aderito al gruppo lanciato dagli Higgins, «Boicotta Newquay per le vacanze degli adolescenti ». Sul fatto che Newquay, dove al momento stanno facendo baldoria qualcosa come 100 mila studenti, non sia il posto più sicuro del mondo è la cronaca a dirlo. Solo pochi giorni prima di Patrick un 18enne era morto proprio allo stesso modo, mentre un terzo si era salvato solo per miracolo dopo essere scivolato dalla scogliera.
Il padre non giustifica il figlio ma si appella alla responsabilità degli adulti: «Certo, è stata una sua scelta quella di mettersi a bere, però dovremmo essere capaci di proteggere i nostri giovani. Come ci riusciremo se siamo noi a vendergli tutte le sbornie che vogliono?». In tanti hanno risposto al suo appello sul sito del Daily Mail. Richardson racconta di aver vietato alla figlia 16enne di andare a festeggiare la fine degli esami con gli amici: «I genitori devono imparare a dire no». Felicia se la prende con i modelli sbagliati: «È un errore presentare il bere come una forma di divertimento ». Cindy riassume forse il pensiero di tutti quelli che hanno guardato l'ultima foto di Paddy: «Servire alcol ai minori è un reato: le pene dovrebbero essere molto, molto più severe».
Fabio Cutri
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08/07/2009
Ivrea, muore un bimbo di 5 anni È precipitato dal quinto piano
Ivrea, muore un bimbo di 5 anni È precipitato dal quinto piano
Era figlio di una donna brasiliana e di un uomo italiano. Si sarebbe sporto dal balcone della sua casa forse per vedere la mamma
TORINO - È caduto dal quinto piano ed è morto sul colpo. Vittima un bambino di cinque anni. È accaduto a Ivrea nel torinese. Ancora non si conosce la dinamica della tragedia. Sul posto sta intervenendo la polizia.
LA DINAMICA - Da una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri della compagnia di Ivrea che sono intervenuti sul posto, il bambino, che è figlio di una donna brasiliana e di un uomo italiano, è precipitato dal balcone del suo appartamento dal quale si era sporto forse per vedere la mamma. Poco prima infatti la donna era uscita di casa per andare a comprare il pane lasciando il figlio solo. Il papà era fuori casa per lavoro. Il bambino al risveglio si è affacciato ed è caduto. Ad avvertire la mamma della tragedia è stata una vicina di casa che poi ha chiamato i carabinieri.
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03/07/2009
L’Airbus intatto in caduta libera
L’Airbus intatto in caduta libera
Il rapporto I risultati dell’indagine sul mezzo dell’Air France: i sensori solo una concausa. Discesa verticale da 12 mila metri. Allarme lanciato in ritardo
L’unica certezza è l’assenza di certezze. Come dire, dieci indizi non fanno una prova. Quasi perse ormai le speranze di ritrovare le scatole nere in fondo all’Atlantico, il primo rapporto completo sul disastro del volo Af447 dell’Air France non è giunto a nessuna conclusione. Il Bea, l’ufficio inchieste da un mese al lavoro, ha soltanto stabilito che l’Airbus A330 in rotta da Rio de Janeiro a Parigi con a bordo 228 passeggeri non si è distrutto in volo, ma è precipitato in mare, in piena velocità, con una forte accelerazione verticale. Non ci sono tracce di fuoco o di esplosivo. L’Airbus ha affrontato una tempesta non eccezionale. È precipitato all’improvviso, da un’altezza di dodicimila metri, toccando il mare con la pancia. La ricostruzione porta quindi ad escludere un’esplosione o un attentato, ma si limita ad indicare una serie di concause dell’incidente, avvenuto probabilmente in modo improvviso, dato che «nessun gilet di salvataggio è stato ritrovato gonfiato» e che «i passeggeri non erano preparati a un ammaraggio ». Il Bea ha inoltre precisato che nessun messaggio di allarme era stato inviato e che nessun problema era stato esplicitamente segnalato dall’equipaggio.
Le sole informazioni a disposizione degli inquirenti sono i messaggi automatici che vengono cioè trasmessi senza intervento del personale di bordo. Alain Bouillard, responsabile dell’ufficio inchieste, ha anche ricostruito un imprevisto «buco» nelle comunicazioni radio fra i controllori di volo in Brasile e i controllori di volo basati a Dakar, in Senegal. I piloti dell’Airbus avrebbero cercato di mettersi in contatto per tre volte con il sistema di Dakar senza successo, apparentemente perché i controllori di Dakar non avrebbero mai ricevuto il piano di volo. «Questo non è normale», dicono gli investigatori che si interrogano sul perché l’allarme sia stato lanciato alcune ore dopo la sparizione del velivolo. L’aereo sarebbe precipitato dopo aver segnalato un problema tecnico verso le 2.14. La mancanza di contatti, secondo gli inquirenti, è tuttavia una situazione abbastanza comune che si sta cercando di migliorare. Bouillard ha precisato che le ricerche delle scatole nere proseguiranno fino al 10 luglio prossimo. Secondo il Bea, le scatole nere potrebbero emettere segnali ancora per qualche giorno. Finora le unità della marina francese, brasiliana e americana hanno recuperato 51 corpi e 600 pezzi dell’Airbus.
Fra i corpi recuperati, anche quello del pilota, Marc Dubois. Un particolare — il fatto che indossasse i pantaloni — lascia pensare che si trovasse ai comandi e non in cuccetta per il turno di riposo nella traversata. Nel rapporto, si parla inoltre di «incoerenze» nella velocità del velivolo, ma si precisa che nulla permette ancora di collegare con certezza queste anomalie al funzionamento delle sonde di misurazione, le famose Pitot di cui Airbus aveva raccomandato la sostituzione alle compagnie acquirenti. Secondo un rapporto interno ad Air France, reso noto da Le Figaro, almeno sette incidenti senza gravi conseguenze sono avvenuti a partire dal maggio 2008 a causa delle sonde Pitot, tanto che la compagnia di bandiera francese aveva fatto di tutto per accelerare i programmi di sostituzione. L’andamento dell’inchiesta comincia a provocare le reazioni delle associazioni dei parenti delle vittime che vedono allontanarsi la verità sulla tragedia di un aereo moderno, affidabile, controllato da una delle più sicure compagnie del mondo.
Massimo Nava
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21/06/2009
Air France caduto: su tv Bolivia foto del disastro, ma erano le immagini di Lost
Air France caduto: su tv Bolivia foto del disastro, ma erano le immagini di Lost
Clamoroso falso su Pat tv, rete boliviana. Vittima di alcune email e video che da settimane circolano su internet. Non verificate le fonti
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| Un'immagine trasmessa da Pat Tv ma tratta dalla serie Lost |
MILANO - Immagini esclusive dall'interno dell'Airbus della Air France precipitato tre settimane fa nell'oceano Atlantico sono state trasmesse in prima serata dal telegiornale del canale boliviano P.A.T. Nel servizio vengono mostrati alcuni impressionanti scatti fotografici dei passeggeri in preda al panico pochi secondi prima di precipitare. Le sequenze sarebbero state documentate dagli stessi passeggeri a bordo con le loro fotocamere personali. Non solo uno scoop della tv boliviana, ma un documento importante che potrebbe consentire agli inquirenti di far luce sulle cause del disastro. Se fosse vero.
FALSO - Peccato che si sia trattato di un clamoroso falso, oltre che di una figuraccia per la rete. Le famose istantanee erano sequenze tratte da Lost, il popolare serial americano. E le foto in questione, ossia quelle dell´interno dell´apparecchio e dei passeggeri a bordo, erano soltanto fotogrammi ripresi da una delle più celebri scene del volo Oceanic 815 di Lost. Addirittura l'annunciatrice afferma nel servizio di «PAT Notícias» che le immagini sono state girate da una fotocamera digitale «Casio Z750», rinvenuta in mare dalla Marina militare brasiliana durante le operazioni di recupero dei frammenti del velivolo precipitato. Oltretutto, la giornalista spiega che il proprietario della macchina fotografica è stato identificato come tale «Paulo G. Muller», un brasiliano, attore di teatro. Come spesso succede, in questo caso anche il notiziario boliviano e i suoi giornalisti, sono stati vittime di alcune false email circolate nelle settimane scorse sul web e su diversi blog. Insomma, come riferisce il quotidiano El Comercio, il tg di P.A.T. ha dato la notizia senza verificare le fonti e senza appurare la veridicità della notizia.
E. B.
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| Tag: francia, parigi, volo, aereo, scomparso, radar, precipitato, incidente, rio de janeiro, airbus.italiani, farnesina, turbolenze | OKNOtizie |
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14/06/2009
L'attore Garbin muore in un burrone
L'attore Garbin muore in un burrone
A Sangiano, in provincia di Varese. Aveva 32 anni e aveva recitato ne «La Febbre» di D'Alatri. Stava scalando il monte Picuz
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| Alessandro Garbin |
VARESE - L’attore 32enne Alessandro Garbin è morto sabato mattina dopo esser precipitato in un burrone del monte Picuz nel comune di Sangiano, in provincia di Varese. A lanciare l'allarme i famigliari, preoccupati perché non riuscivano a rintracciarlo. Immediatamente sono scattate le ricerche da parte del Soccorso alpino di Varese e dell'elisoccorso di Como. Come spiega il Soccorso alpino di Varese, in cima al Picuz sono stati ritrovati alcuni effetti personali di Garbin e le ricerche delle squadre si sono subito concentrate nella zona boschiva sottostante la parete di roccia. E' anche decollato un elicottero attrezzato per il pronto intervento. Giunti sul posto, i soccorritori non hanno potuto però che constatare il decesso dell’uomo, la cui salma è stata trasportata all’ospedale di Luino dai mezzi dei volontari del Soccorso alpino di Varese.
IL FILM CON FABIO VOLO - Garbin, residente a Cittiglio, in provincia di Varese, era noto al grande pubblico per avere partecipato al film di Alessandro D’Alatri «La febbre», del 2005, con Fabio Volo, Arnoldo Foà, Julie Depardieu e Cochi Ponzoni e per lo spot di una celebre marca di birra.
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| Tag: attore, muore, burrone, scalata, monte picuz, caduto, precipitato, soccorsi, deceduto | OKNOtizie |
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09/06/2009
Disastro aereo, l'Air France sostituisce due sensori della velocità su tutti i voli
Disastro aereo, l'Air France sostituisce due sensori della velocità su tutti i voli
L'Interpol tra i coordinatori per l'identificazione delle vittime. E l'agenzia Afp svela: «Già nel novembre del 2008 in una nota interna si temevano incidenti»
Il primo pezzo recuperato del volo Air France AF447 da Rio de Janeiro a Parigi caduto in mare in pieno oceano Atlantico. A bordo vi erano 228 persone (Ansa)
Le ricerche da parte della marina e dell'aviazione brasiliana dei corpi dei passeggeri e dei pezzi dell'Airbus dell'Air france AF447 precipitato in mare in pieno Oceano Atlantico per cause ancora da accertare (Ansa)
PARIGI - Tutti gli A330 e gli A340 dell'Air France partiranno da oggi con almeno due sensori di velocità nuovi su tre. Lo rende noto una fonte sindacale a otto giorni dal disastro aereo del volo Rio-Parigi. Le sostituzioni dei sensori Pitot «saranno effettuate tutte martedì anche se questo può comportare ritardi», ha aggiunto la fonte sindacale dopo un incontro con la direzione di Air France. Tutti gli A330 e gli A340 dell'Air France saranno quindi «attrezzati con almeno due sensori di velocità nuovi». La riunione tra Air France ed i sindacati si è tenuta martedì mattina dopo che, lunedì sera, il sindacato minoritario Alter aveva chiesto al personale di volo di non imbarcare su velivoli che non portavano almeno due sensori Pitot nuovi. Un portavoce del sindacato maggioritario dei piloti Snpl, aveva precisato che per adesso non esiste un «legame stabilito» tra la catastrofe del volo AF 447 ed i sensori, ma solo un «legame possibile».
LA POLEMICA - La sostituzione dei sensori arriva proprio mentre l'agenzia Afp svela che già nel novembre del 2008 una nota interna di Air France avrebbe indicato «un numero significativo di incidenti» legato agli strumenti di misurazione delle velocità sugli A330 e A340 della compagnia. Lo rende noto l'Afp sottolineando di aver consultato questa nota.
IL RECUPERO - Intanto l'Interpol ha annunciato che collaborerà a coordinare gli sforzi internazionali per l'identificazione delle 228 vittime del disastro aereo del primo giugno scorso. Un ufficiale del Centro di comando e coordinamento dell'Interpol, con sede a Lione, è già stato inviato all'unià di crisi istituita a Parigi, subito dopo l'incidente che ha coinvolto l'Airbus A330 di Air France in volo da Rio de Janeiro alla capitale francese. Gli sforzi, si legge in una nota dell'agenzia, «saranno basati sui protocolli internazionalmente accettati da Interpol sull'Identificazione delle vittime dei disastri (Dvi)» e comprenderanno la raccolta di dati sui resti delle vittime, come tatuaggi, impronte digitali, radiografie dei denti. «Dal momento che le vittime di questa tragedia provengono da ogni parte del mondo, la collaborazione internazionale sará essenziale nell'assicurare un'identificazione rapida, accurata e dignitosa», ha commentato il segretario generale dell'Interpol, Ronald Noble.
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