10/04/2012

Getta molotov contro in commissariato per farsi arrestare e non vivere con la madre

Getta molotov contro in commissariato per farsi arrestare e non vivere con la madre

TORRE ANNUNZIATA - NAPOLI. L'uomo, già ai domiciliari, chiede alla polizia di cambiare la sede del fermo. Poi lancia una bomba per farsi arrestare

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05/11/2011

Un pirata lo investe, ma gli «salva la vita» La storia a lieto fine di un bimbo di 4 anni

Un pirata lo investe, ma gli «salva la vita» La storia a lieto fine di un bimbo di 4 anni

Incidente provvidenziale. Il piccolo era stato travolto da un automobilista. Durante le cure in ospedale gli hanno scoperto una grave malattia

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11/01/2011

Va a rubare in casa di riposo e prende a martellate un'anziana

Va a rubare in casa di riposo e prende a martellate un'anziana

Giorgio Tessarolo di Romano d'Ezzelino, pregiudicato, è stato arrestato dai carabinieri per tentato omicidio e furto aggravato. Avrebbe usato una mazzetta in ferro e un crocifisso

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26/09/2010

Lite tra vicini di casa: trentenne prende a bastonate pregiudicato

Lite tra vicini di casa: trentenne prende a bastonate pregiudicato

L'uomo colpito, ubriaco, aveva iniziato la lite con una aggressione, ma è stato disarmato. Operato al cervello

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19/08/2010

Portofino, arrestato ladro nella villa di Berlusconi

Portofino, arrestato ladro nella villa di Berlusconi

Pregiudicato milanese sorpreso nel giardino della residenza del premier a Paraggi. Nel castello dormiva il figlio del presidente del Consiglio e la sua fidanzata. ll ladro ha scavalcato il muro di cinta e, dopo aver girovagato in giardino cercando qualcosa da rubare, ha aperto la porta di una dépendance. E' stato visto da una governante e fermato dai carabinieri

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16/08/2010

Lite nel casertano, pregiudicato spara e ferisce 5 persone di cui una in modo grave

Lite nel casertano, pregiudicato spara e ferisce 5 persone di cui una in modo grave

Il fatto di sangue è avvenuto a maddaloni. l'uomo è stato arrestato. Antonio Russo, 34 anni, ha sparato contro due persone, con le quali aveva litigato, ferendo anche tre passanti

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19/07/2009

Morde carabiniere che lo aveva arrestato

Morde carabiniere che lo aveva arrestato

 

L'uomo è finito di nuovo in manette. Pregiudicato incontra per strada il militare che più volte l'aveva fermato e lo assale

CATANIA- Doveva essere una passeggiata di piacere. Libero dal servizio, per rilassarsi un po'. Quando all'improvviso un uomo lo ha assalito e lo ha morso al petto. È successo a Catania domenica pomeriggio. Protagonisti un carabiniere e un sorvegliato speciale che il militare aveva più volte arrestato.

L'AGGRESSIONE- Giovanni Castiglia, 28 anni, stava camminando anche lui, quando ha riconosciuto il carabiniere che più volte l'aveva ammanettato. È stato in quel momento che, probabilmente, ha deciso di vendicarsi. Castiglia ha assalito il militare e l'ha morso sul petto. Il carabiniere è stato medicato all'ospedale e giudicato guaribile in 15 giorni. Mentre il pregiudicato è stato nuovamente arrestato dallo stesso carabiniere per lesioni, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale. È stato poi rinchiuso nel carcere di piazza Lanza.


05/06/2009

Agguato ad Acilia: ucciso pregiudicato Era ultimo boss banda della Magliana

Agguato ad Acilia: ucciso pregiudicato Era ultimo boss banda della Magliana

 

A sparare sarebbero stati due uomini a bordo di una moto, poi fuggiti. Emidio Salomone, 55 anni, ferito a morte da due colpi di arma da fuoco, davanti a una sala giochi

 

ROMA - Agguato ad Acilia, nella periferia della Capitale: un uomo di 55 anni, Emidio Salomone, un pregiudicato considerato l'ultimo boss della Banda della Magliana (il sodalizio criminale egemone a Roma tra gli anni Settanta e Ottanta è stato ucciso giovedì con due colpi di pistola davanti ad una sala giochi di via Cesare Maccari. Secondo una prima ricostruzione, a sparare sarebbero stati due uomini a bordo di una moto che si sono avvicinati alla vittima e lo hanno colpito in pieno volto. I due poi sono fuggiti. I carabinieri del Gruppo di Ostia hanno avviato i primi accertamenti.

UNA VERA E PROPRIA ESECUZIONE - Salomone, secondo gli investigatori, gestiva il racket delle estorsioni, il traffico di droga della piazza di spaccio a Ostia, sul litorale romano, e i flussi di denaro che alimentavano il fiume carsico e imponente dell'usura. Ma nel suo "pedigree" criminale, in un delitto che ha tutta l'aria di un agguato per uno sgarro o un regolamento di conti, c'era soprattutto l'appartenenza alla Banda della Magliana. Quella davanti alla sal giochi di Acilia è stata una vera e propria esecuzione. I killer hanno urlato il nome di Salomone: il boss si è girato verso di loro e uno dei due ha mirato al volto facendo fuoco due volte. Il boss è caduto in una pozza di sangue tra le urla della gente che affollava la strada. Gli investigatori seguono tutte le piste per chiarire le cause dell'omicidio. Ma viene privilegiata quella del regolamento di conti tra gruppi criminali rivali che si contendono il racket delle estorsioni, dell'usura e dello spaccio di droga. Secondo gli stessi investigatori, l'agguato mortale potrebbe riaccendere la faida tra gruppi criminali rivali che fino ad ora "convivevano" pacificamente sul litorale romano e si spartivano i proventi a molti zeri dei traffici illeciti.

ARRESTATO IN DANIMARCA - Salomone era stato arrestato in Danimarca nel villaggio di Frederikshavn nel gennaio del 2005 ma una decisione del Tribunale del Riesame di Roma aveva revocato l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip della capitale e Salomone, tra molte polemiche, venne rimesso in libertà nel Paese scandinavo. Considerato dagli investigatori boss della ex banda della Magliana, era a capo dell'organizzazione di stampo mafioso che venne sgominata all'inizio del novembre del 2004 in un blitz antimafia ad Ostia, ma Salomone sfuggì al blitz che portò la polizia a sgominare l'organizzazione mafiosa che gestiva usura, estorsioni e aveva compiuto numerosi attentati.


02/05/2009

Foggia, 12enne chiama il Telefono Azzurro «Mio padre mi molesta». Arrestato

Foggia, 12enne chiama il Telefono Azzurro «Mio padre mi molesta». Arrestato

 

Durante la perquisizionedomiciliare sequestrati un coltello e diversi dvd pornografici. Un pregiudicato 36enne di Cerignola denunciato dalla figlia, vittima, come la madre, di percosse e minacce

 

FOGGIA - È accusato di avere, più volte, picchiato e violentato la moglie e molestato sessualmente la figlia dodicenne: per questo, un uomo di 36 anni, di Cerignola, con numerosi precedenti penali e sorvegliato speciale, è stato sottoposto a fermo dagli agenti del commissariato di Polizia con l'accusa di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e lesioni personali.

LA DENUNCIA A TELEFONA AZZURRO - È stata una chiamata al Telefono Azzurro fatta dalla dodicenne vittima delle molestie del padre a fare scoprire alla polizia la triste condizione vissuta dalla ragazzina e dalla madre, una donna di poco più di 30 anni. La dodicenne ha denunciato di essere vittima, con la madre, di percosse e minacce e anche di molestie sessuali da parte del padre-padrone. Allertati da Telefono Azzurro, i poliziotti di Cerignola, con l'aiuto di un assistente sociale e di una psicologa, sono riusciti, dopo una difficile opera di persuasione, a convincere la moglie e la figlia del pluripregiudicato a denunciare le gravi violenze subite. L'uomo è stato sottoposto a fermo. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare, gli agenti hanno sequestrato un coltello e numerosi dvd pornografici.

MINACCIATE CON LA PISTOLA O CON UN COLTELLO - Secondo la ricostruzione fatta dai poliziotti, l'uomo, a volte sotto la minaccia di un grosso coltello da macellaio e altre volte con una pistola, picchiava moglie e figlia con pugni e calci. Nei confronti della donna sarebbero parecchi e ripetuti gli episodi di violenza sessuale, mentre la ragazzina avrebbe subito gravi molestie.


14/04/2009

«Hai una macchina troppo vecchia» Lo picchiano e gli fanno perdere un occhio

«Hai una macchina troppo vecchia» Lo picchiano e gli fanno perdere un occhio

 

L'AGGRESSIONE LUNEDI' NOTTE A TOR BELLA MONACA. La vittima è un 30enne senegalese colpito da due italiani

 

Prima lo ha preso in giro perché guidava una vecchia auto, secondo lui un modello fuori moda. Poi lo ha colpito con una bottiglia al capo fino a romperla, accompagnando l'aggressione con insulti razzisti. Vittima dell'ultimo episodio di xenofobia fra Tor Bella Monaca e Casilino è stato lunedì notte un cittadino senegalese di 30 anni ora ricoverato in prognosi riservata in ospedale. L'uomo, curato dai medici del Policlinico di Tor Vergata, perde la vista da un occhio per i colpi ricevuti dall'aggressore, B.M., 20 anni, pregiudicato, arrestato dai carabinieri nella sua abitazione sempre a Tor Bella Monaca. Il giovane è accusato di lesioni gravissime, aggravate dall'odio razziale. Per lo stesso reato è stato denunciato un suo amico sedicenne, che ha partecipato all'aggressione.

L'AGGRESSIONE - Il senegalese è stato affrontato dai due fuori da un bar di via Casilina. Erano le due di notte. Spalleggiato dal minorenne e anche da altri giovani, B.M. ha iniziato a prendere in giro il trentenne. Alla reazione della vittima ne è nato un violento litigio, al culmine del quale il ragazzo ha afferrato una bottiglia e si è avventato sull'altro colpendolo più volte. Proprio in quel momento è intervenuto un avventore del bar che ha cercato di proteggere il senegalese ma il suo tentativo è fallito. Dopo la fuga dell'aggressore e dei suoi complici, la vittima ha chiesto aiuto ai carabinieri. Più tardi gli investigatori della compagnia di Frascati e della stazione di Tor Bella Monaca hanno rintracciato B.M. a casa dove, nel corso di una perquisizione, è stata sequestrata anche la sua maglietta ancora sporca di sangue. Il ventenne è stato condotto nel carcere di Regina Coeli.

Rinaldo Frignani