16/08/2010

L'America vuole il prof italiano dell'anno "E pensare che la Gelmini mi ha tagliato"

L'America vuole il prof italiano dell'anno "E pensare che la Gelmini mi ha tagliato"

Luca Piergiovanni era stato premiato per una serie di progetti dedicati al podcast didattico
"Un illustre docente statunitense mi ha offerto di collaborare quando ha saputo della mia situazione"

Continua...


09/10/2009

A Barack Obama il Nobel per la pace Decisivo il suo impegno sul nucleare

A Barack Obama il Nobel per la pace Decisivo il suo impegno sul nucleare

 

L'Annuncio a Oslo. Tra gli ex leader Usa il premio è andato anche a Rooswelt e Carter. «Straordinario lavoro per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli»

 

L'annuncio del premio per la pace a Barack Obama sul sito del Nobel Prize
L'annuncio del premio per la pace a Barack Obama sul sito del Nobel Prize

E' Barack Obama il premio Nobel per la pace 2009. La commissione di Oslo ( ha deciso di assegnare il riconoscimento al presidente degli Stati Uniti, insediatosi alla Casa Bianca da meno di un anno. La motivazione è legata agli sforzi per il dialogo mostrati dal presidente nel corso dei primi mesi del suo mandato: «per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli». Hanno pesato a favore della scelta gli appelli di Obama per la riduzione degli arsenali nucleari e il suo impegno per la pace globale. Primo afro-americano a rivestire la carica più alta del paese, Obama ha chiesto il disarmo nucleare e sta lavorando dall'inizio del suo mandato per riavviare le trattative di pace in Medio Oriente. Il riconoscimento di 10 milioni di corone svedesi (1,4 milioni di dollari) sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre.

DECISIONE ALL'UNANIMITA' - La decisione è stata presa all'unanimità, ha detto il presidente della commissione norvegese per il Nobel, Thorbjoern Jagland. La commissione ha riconosciuto gli sforzi del presidente statunitense per ridurre gli arsenali nucleari e lavorare per la pace nel mondo. «Obama ha fatto molte cose» ha detto Jagland durante la conferenza stampa a Oslo, «ma è stato riconosciuto soprattutto il valore delle sue dichiarazioni e degli impegni che ha assunto nei confronti della riduzione degli armamenti, della ripresa del negoziati in Medio Oriente e la volontà degli Stati Uniti di lavorare con gli organismi internazionali». Non deve invece avere pesato il fatto che Obama ha rifiutato nei giorni scorsi di incontrare un altro past-laureate per la pace, il Dalai Lama (che lo vinse nel 1989), leader del governo tibetano in esilio, per evitare di compromettere i rapporti con la Cina in vista della prossima visita ufficiale che il capo della Casa Bianca effettuerà a Pechino.

I PRECEDENTI - Obama non è il primo inquilino (o ex inquilino) della Casa Bianca a ricevere il riconoscimento. Nel 1906 toccò infatti a Theodor Roosvelt (e l'anno successivo sarebbe stato assegnato al primo e unico italiano a conquistare questo tipo di riconoscimento, il giornalista e scrittore pacifista brianzolo Erensto Teodoro Moneta) e nel 2002 a Jimmy Carter. Nel 2007 venne invece assegnato ad Al Gore, vicepresidente ai tempi di Clinton.

I CASI ANOMALI - Attorno alle nomination per il Nobel per la pace, l'unico tra i premi in memoria dello scienziato svedese che viene assegnato a Oslo e non a Stoccolma, si scatenano spesso dubbi e polemiche. Basti pensare che in passato tra i candidati a riceverlo ci fu anche Stalin (ufficialmente per l'impegno nel far finire la seconda guerra mondiale), che però non lo vinse mai. E tra coloro che non lo ottennero mai ci fu il mahatma Gandhi.

L'APPLAUSO DEL GOVERNO ITALIANO - La notizia dell'assegnazione del premio a Obama ha raggiunto anche il governo italiano, riunito in Consiglio dei ministri. E lo stesso Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha rivelato che l'esecutivo ha tributato un applauso in onore del presidente usa. Un presidente destinatario di tale premio, ha detto il premier, « È un investimento sul futuro, perchè è un presidente Nobel per la Pace sarà tenuto a un comportamento assolutamente ecumenico nei confronti di tutti».

La motivazione del premio a Obama

Il Comitato per il Nobel ha deciso di assegnare il premio per la pace a Barack Obama per i suoi «sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli», si legge nella motivazione pubblicata sul sito web del Comitato.

L'IMPEGNO SUL NUCLEARE - Il Comitato «ha dato grande importanza all'impostazione di Obama ed ai suoi sforzi per un mondo senza armi nucleari. Obama da presidente ha creato un nuovo clima nelle relazioni internazionali. La diplomazia multilaterale ha riguadagnato centralità, evidenziando il ruolo che le Nazioni Unite ed altre istituzioni internazionali possono svolgere. Il dialogo ed i negoziati sono preferiti come strumenti per risolvere i conflitti, anche quelli più complessi. L'immagine di un mondo libero dalle armi nucleari ha fortemente stimolato il disarmo ed i negoziati sul controllo degli armamenti».

LA RESPONSABILITA' DEI GRANDI - «Grazie all'iniziativa di Obama - prosegue il testo della motivazione - gli Usa hanno un ruolo più costruttivo nella sfida ai cambiamenti climatici con cui il mondo si sta confrontando. Democrazia e diritti umani devo essere rafforzati. Solo raramente una persona come Obama ha catturato l'attenzione del mondo e dato al suo popolo la speranza di un futuro migliore. La sua diplomazia si fonda sul concetto che coloro che sono alla guida del mondo devono svolgere il proprio ruolo sulla base di valori e atteggiamenti che sono condivisi dalla maggioranza della popolazione mondiale. Per 108 anni - si conclude la motivazione - il Comitato ha cercato di stimolare proprio quella politica internazionale e di quegli atteggiamenti di cui Obama è il portavoce a livello mondiale. Il Comitato condivide l'appello di Obama: «È giunto il momento per tutti noi di assumerci la nostra parte di responsabilità per una risposta globale alle sfide globali».

Al. S.

Fonte:Corriere.it


21/03/2009

Il falso parmigiano americano premiato come miglior formaggio degli Stati Uniti

Il falso parmigiano americano premiato come miglior formaggio degli Stati Uniti

 

Il «Sarvecchio» è prodotto nel Wisconsin. La Coldiretti: boom delle imitazioni di mozzarella, grana, provolone

 

Il falso parmigiano (Ansa)
Il falso parmigiano (Ansa)

ROMA - «Sarvecchio è tecnicamente un formaggio stile parmigiano, ma non è un parmigiano ordinario, è un formaggio davvero speciale del Wisconsin». Ed è proprio per questa specialità, raccontata dalla stessa azienda americana che lo produce, la Sartori Food Corporation, che il latticino simil parmigiano ha vinto il premio come miglior formaggio degli Stati Uniti nel campionato Usa 2009, scelto da una giuria di 24 persone tra ben 1.360 assaggi.

LA COLDIRETTI - È la Coldiretti a rendere noto il fatto, sottolineando con stupore come anche il secondo classificato sia un formaggio italian sounding, il «Classico» prodotto in Oregon da latte di capra. E l'associazione spiega che il Parmesan è solo la punta dell'iceberg dei tanti prodotti alimentari italiani falsificati che ogni anno vengono realizzati e venduti in tutto il mondo: «Negli ultimi 20 anni, si è registrato un vero e proprio boom delle imitazioni made in Usa: le importazioni dall'Italia dei prodotti originali rappresentano solo il 2% del mercato». L'export italiano di formaggi negli Usa si attesta sulle 30mila tonnellate annue (di cui 10mila di parmigiano e grana), mentre la produzione locale taroccata raggiunge 1,7 milioni di tonnellate. Di queste, 1,3 vengono spacciate per mozzarella, 120mila per provolone, 111mila per ricotta, 60mila per parmesan e 15mila per romano cheese.

NEGLI USA - Il Wisconsin è lo stato Usa dove si realizza la maggioranza del formaggio italiano falso con numerosi impianti di produzione di provolone, romano cheese, mozzarella e parmesan. Ma in crescita, aggiunge la Coldiretti, sono anche le produzioni dello Stato di New York per provolone, mozzarella e ricotta e della California per il provolone e la mozzarella. I Paesi dove sono più diffuse le imitazioni sono - oltre agli Stati Uniti - Australia e Nuova Zelanda, ma a preoccupare sono anche le tendenze di Paesi emergenti come la Cina dove il falso made in Italy è arrivato prima di quello originale. Io mi domando e dico ma questi americani l'hanno mai mangiato il parmiggiano reggiano o la mozzarella di bufala campana, credo di no visto i pessimi gusti che hanno. Spero da parte dell'Italia una protesta contro questi produttori che spacciano per buono un prodotto di scarsissimo gusto.