12/10/2011

La Met police non assegna la scorta a Saviano. E lo scrittore non ritira il premio

La Met police non assegna la scorta a Saviano. E lo scrittore non ritira il premio

LONDRA. Per la polizia inglese la protezione non è giustificata. Gli organizzatori: «Un messaggio negativo»

Continua...


09/11/2010

Roberto Baggio ha vinto il Peace Summit Award 2010

Roberto Baggio ha vinto il Peace Summit Award 2010

È il premio che viene assegnato da tutti i Nobel per la pace. L'ex Pallone d'oro scelto per i suoi contributi alle organizzazioni di beneficenza in tutto il mondo.

Continua...


20/09/2010

Nasce il giro del mondo in dirigibile

Nasce il giro del mondo in dirigibile

Al vincitore un premio di almeno 500mila dollari. Partirà da Londra il 23 settembre 2011 e dovrebbe concludersi nel marzo 2012

Continua...


23/07/2010

Berlusconi: «Fiat libera di produrre dove vuole, spero non a scapito dell'Italia»

Berlusconi: «Fiat libera di produrre dove vuole, spero non a scapito dell'Italia»

Chiamparino: «Da Marchionne disponibilità senza facili ottimismi». «In una libera economia e in un libero Stato, un'industria è libera di collocare dove più conviene la produzione»

 

MILANO - La Fiat è libera di produrre dove meglio crede, ma si spera che questo non vada a scapito dei lavoratori italiani. Lo ha detto Silvio Berlusconi rispondendo a una domanda nel corso della conferenza stampa con il presidente russo Dmitri Medvedev - parlando della decisione Fiat di spostare alcune produzioni in Serbia. «In una libera economia e in un libero Stato, un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria produzione», ha affermato il presidente del Consiglio. «Mi auguro soltanto che questo non accada a scapito dell'Italia e degli addetti italiani a cui la Fiat offre il lavoro».

CHIAMPARINO - Secondo il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, non intenderebbe «pregiudicare quella 'T' che nell'acronimo Fiat rimanda a Torino». Il sindaco lo ha detto in Consiglio comunale dopo aver parlato per telefono con Marchionne e con il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. «A Marchionne ho chiesto che si possa affrontare il nodo Mirafiori e mi è sembrato di trovare da parte sua ampia disponibilità», ha reso noto il sindaco del capoluogo piemontese. «Dico questo senza indulgere a facili ottimismi». Quanto a Sacconi «ho apprezzato molto il suo gesto», ha detto Chiamparino riferendosi al tavolo che il ministro intende aprire. «Gli ho detto che però su quel tavolo deve mettere qualcosa in più della sua disponiblità. Non possiamo, né dobbiamo fare come la Serbia, e non aggiungo altro. Ma senza politica industriale non si va da nessuna parte». (fonte: Ansa)


Fiat, operai in piazza: “Ai ricatti non ci pieghiamo”

Fiat, operai in piazza: “Ai ricatti non ci pieghiamo”

Due ore di sciopero negli stabilimenti del Lingotto contro i licenziamenti e contro il mancato pagamento del premio di risultato. Contestata anche la produzione della nuova monovolume in Serbia. E a Melfi la prossima settimana niente cassa integrazione

 

fiat mirafiori_corteo.jpg

Sciopero di due ore a Mirafiori e nei diversi stabilimenti Fiat, indetto dalla Fiom contro i licenziamenti e contro il mancato pagamento del premio di risultato. A Mirafiori, secondo quanto riferisce la Fiom, i lavoratori delle Carrozzerie e delle Meccaniche sono usciti in corteo dalla porta 9 di corso Settembrini. Corteo anche per oltre 1000 lavoratori dell'Iveco, che sono usciti dai cancelli della fabbrica.

Secondo il sindacato dei lavoratori delle Carrozzerie e delle Meccaniche di Mirafiori l'adesione allo sciopero è stata del 65-70%. Per l'Azienda alle carrozzerie l'adesione è stata del 14%. Sempre secondo quanto riferisce il sindacato circa 7/800 persone sono uscite in corteo dallo stabilimento di Mirafiori. Più alta, per la Fiom, l'adesione all'Iveco, pari all'80% dei lavoratori. Anche qui c'è stato un corteo di circa 1000 persone, che sono rientrate poco fa in fabbrica.


"Da Torino a Pomigliano ai ricatti non ci pieghiamo", è lo slogan più ripetuto. Motivo di malumori tra i lavoratori del Lingotto anche l’annuncio d
el trasferimento della produzione della nuova monovolume da Mirafiori in Serbia. "Il clima tra i lavoratori - sottolinea Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom torinese - risente molto della novità della Serbia. Ogni giorno si aggiunge una notizia non incoraggiante, che aumenta le preoccupazioni: dai licenziamenti, al mancato pagamento del Premio, da Pomigliano a Mirafiori. I lavoratori, anche quelli non direttamente coinvolti dalle ultime notizie, vogliono sapere quali sono le prospettive del gruppo e cosa intenda fare l'Azienda".

E intanto, a Melfi è stata annullata la cassa integrazione prevista per la prossima settimana. Lo ha comunicato la Direzione dello stabilimento in provincia di Potenza alle segreterie territoriali e alla Rsu di stabilimento. "Non vi sarà la prevista sospensione con cassa integrazione dell'attività produttiva della prossima settimana per sopraggiunte esigenze produttive" ha detto il segretario regionale della Fismic, Marco Roselli, evidenziando che "è una notizia che ci aspettavamo viste le perdite produttive dovute ai numerosi scioperi di queste settimane, del resto i clienti che hanno scelto di acquistare le vetture prodotte a Melfi non possono aspettare, è grazie a loro che - ha concluso il rappresentante sindacale - i lavoratori hanno un reddito e per questa ragione per il meritato riposo si puo' attendere una settimana".


23/03/2010

Il genio russo della matematica e il premio da un milione di dollari. «Ci penserò su»

Il genio russo della matematica e il premio da un milione di dollari. «Ci penserò su»

 

Nel 2006 rifiutò la Medaglia Fields, una specie di Nobel istituito nel 1936. A Grigori Perelman il riconoscimento dell'istituto Clay ma forse rifiuterà: ha risolto la congettura di Poincaré

 

Grigori Perelman
Grigori Perelman

MOSCA - Questa volta Grigori "Grisha" Perelman, il monacale genio russo della matematica che ha dimostrato la congettura di Poincaré (frutto di un'intuizione avanzata nel 1904 dal matematico francese Henri Poincaré) rifiutando finora soldi e onorificenze, non ha risposto "niet" ma si è riservato di riflettere se ritirare il prestigioso premio da un milione di dollari messo in palio dall'Istituto di matematica Clay di Cambridge, negli Usa. La fondazione privata ha già organizzato una conferenza l'8 giugno a Parigi per celebrare la soluzione della congettura e assegnare il riconoscimento, il primo dei sette problemi matematici irrisolti del Millennio individuati dal Clay.

MEDAGLIA FIELDS - Il presidente dell'istituto, James Carlson, è riuscito a mettersi in contatto con Perelman per informarlo del premio: «Mi ha detto di esserne onorato e mi ha assicurato che rifletterà se accettare». Non è poco, considerando i precedenti rifiuti e l'eremitico stile di vita del matematico russo, ma i suoi colleghi sono convinti che rinuncerà per l'ennesima volta. Perelman, 46 anni, ha avuto fin dall'adolescenza una fobia per i premi e per la ribalta: nel 1982, quando in Ungheria vinse con il punteggio massimo una medaglia d'oro alle Olimpiadi di matematica, gli fu proposta una borsa di studio per New York ma declinò. Il gesto più clamoroso risale all'agosto del 2006, quando a Madrid rifiutò la Medaglia Fields, una specie di Nobel della matematica istituito nel 1936. Volevano assegnarglielo proprio per la soluzione della congettura di Poincaré, e cioè sul perché in uno spazio tridimensionale una forma a ciambella si spezza durante la trasformazione in sfera.

VITA EREMITICA - Una svolta che apre nuove prospettive anche per lo studio dell'universo e della sua forma. Perelman pubblicò la sua ricerca su internet nel 2002 diventando una leggenda nel mondo della matematica. Ma nel 2005 si dimise dal prestigioso istituto di matematica di Steklov di San Pietroburgo, dove era ricercatore, e l'anno successivo rifiutò la Medaglia Fields: «Per me è del tutto irrilevante. Se la soluzione è quella giusta, non c'è bisogno di alcun altro riconoscimento» spiegò, ritirandosi a vivere con l'anziana madre in uno squallido monolocale alla periferia sud dell'antica capitale degli zar, dove si racconta che si nutra solo di rape e cavolo nero. Da allora è senza lavoro fisso e senza amici, non risponde alle mail né ai giornalisti, e veste da barbone, con giacche sbrindellate, jeans sporchi, scarpe da basket sformate e barba alla Rasputin.

Cosè la congettura di Poncarè

Redazione online


07/01/2010

Mariah Carey ritira il premio ubriaca

Mariah Carey ritira il premio ubriaca

 

La cantante si è presentata sul palco del Palm Springs International Film Festival dopo aver bevuto un bicchiere di troppo. Riconoscimenti anche per Clint Eastwood, Morgan Freeman e Helen Mirren

 

 

Clint Eastwood, Morgan Freeman e Mariah Carey. Sono solo alcune delle star che hanno attraversato il tappeto rosso della 21esima edizione del Palm Springs International Film Festival, uno degli eventi che accompagnano protagonisti e fan dello showbiz verso la grande notte degli Oscar. applauditissima la Carey, premiata per la sua interpretazione in "Precoius" che si è però presentata sul palco dopo aver bevuto un bicchierino decisamente di troppo. Premio alla carriera per Morgan Freeman e Helen Mirren mentre Quentin Tarantino si è portato a casa il Visionary Award.


09/10/2009

A Barack Obama il Nobel per la pace Decisivo il suo impegno sul nucleare

A Barack Obama il Nobel per la pace Decisivo il suo impegno sul nucleare

 

L'Annuncio a Oslo. Tra gli ex leader Usa il premio è andato anche a Rooswelt e Carter. «Straordinario lavoro per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli»

 

L'annuncio del premio per la pace a Barack Obama sul sito del Nobel Prize
L'annuncio del premio per la pace a Barack Obama sul sito del Nobel Prize

E' Barack Obama il premio Nobel per la pace 2009. La commissione di Oslo ( ha deciso di assegnare il riconoscimento al presidente degli Stati Uniti, insediatosi alla Casa Bianca da meno di un anno. La motivazione è legata agli sforzi per il dialogo mostrati dal presidente nel corso dei primi mesi del suo mandato: «per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli». Hanno pesato a favore della scelta gli appelli di Obama per la riduzione degli arsenali nucleari e il suo impegno per la pace globale. Primo afro-americano a rivestire la carica più alta del paese, Obama ha chiesto il disarmo nucleare e sta lavorando dall'inizio del suo mandato per riavviare le trattative di pace in Medio Oriente. Il riconoscimento di 10 milioni di corone svedesi (1,4 milioni di dollari) sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre.

DECISIONE ALL'UNANIMITA' - La decisione è stata presa all'unanimità, ha detto il presidente della commissione norvegese per il Nobel, Thorbjoern Jagland. La commissione ha riconosciuto gli sforzi del presidente statunitense per ridurre gli arsenali nucleari e lavorare per la pace nel mondo. «Obama ha fatto molte cose» ha detto Jagland durante la conferenza stampa a Oslo, «ma è stato riconosciuto soprattutto il valore delle sue dichiarazioni e degli impegni che ha assunto nei confronti della riduzione degli armamenti, della ripresa del negoziati in Medio Oriente e la volontà degli Stati Uniti di lavorare con gli organismi internazionali». Non deve invece avere pesato il fatto che Obama ha rifiutato nei giorni scorsi di incontrare un altro past-laureate per la pace, il Dalai Lama (che lo vinse nel 1989), leader del governo tibetano in esilio, per evitare di compromettere i rapporti con la Cina in vista della prossima visita ufficiale che il capo della Casa Bianca effettuerà a Pechino.

I PRECEDENTI - Obama non è il primo inquilino (o ex inquilino) della Casa Bianca a ricevere il riconoscimento. Nel 1906 toccò infatti a Theodor Roosvelt (e l'anno successivo sarebbe stato assegnato al primo e unico italiano a conquistare questo tipo di riconoscimento, il giornalista e scrittore pacifista brianzolo Erensto Teodoro Moneta) e nel 2002 a Jimmy Carter. Nel 2007 venne invece assegnato ad Al Gore, vicepresidente ai tempi di Clinton.

I CASI ANOMALI - Attorno alle nomination per il Nobel per la pace, l'unico tra i premi in memoria dello scienziato svedese che viene assegnato a Oslo e non a Stoccolma, si scatenano spesso dubbi e polemiche. Basti pensare che in passato tra i candidati a riceverlo ci fu anche Stalin (ufficialmente per l'impegno nel far finire la seconda guerra mondiale), che però non lo vinse mai. E tra coloro che non lo ottennero mai ci fu il mahatma Gandhi.

L'APPLAUSO DEL GOVERNO ITALIANO - La notizia dell'assegnazione del premio a Obama ha raggiunto anche il governo italiano, riunito in Consiglio dei ministri. E lo stesso Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha rivelato che l'esecutivo ha tributato un applauso in onore del presidente usa. Un presidente destinatario di tale premio, ha detto il premier, « È un investimento sul futuro, perchè è un presidente Nobel per la Pace sarà tenuto a un comportamento assolutamente ecumenico nei confronti di tutti».

La motivazione del premio a Obama

Il Comitato per il Nobel ha deciso di assegnare il premio per la pace a Barack Obama per i suoi «sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli», si legge nella motivazione pubblicata sul sito web del Comitato.

L'IMPEGNO SUL NUCLEARE - Il Comitato «ha dato grande importanza all'impostazione di Obama ed ai suoi sforzi per un mondo senza armi nucleari. Obama da presidente ha creato un nuovo clima nelle relazioni internazionali. La diplomazia multilaterale ha riguadagnato centralità, evidenziando il ruolo che le Nazioni Unite ed altre istituzioni internazionali possono svolgere. Il dialogo ed i negoziati sono preferiti come strumenti per risolvere i conflitti, anche quelli più complessi. L'immagine di un mondo libero dalle armi nucleari ha fortemente stimolato il disarmo ed i negoziati sul controllo degli armamenti».

LA RESPONSABILITA' DEI GRANDI - «Grazie all'iniziativa di Obama - prosegue il testo della motivazione - gli Usa hanno un ruolo più costruttivo nella sfida ai cambiamenti climatici con cui il mondo si sta confrontando. Democrazia e diritti umani devo essere rafforzati. Solo raramente una persona come Obama ha catturato l'attenzione del mondo e dato al suo popolo la speranza di un futuro migliore. La sua diplomazia si fonda sul concetto che coloro che sono alla guida del mondo devono svolgere il proprio ruolo sulla base di valori e atteggiamenti che sono condivisi dalla maggioranza della popolazione mondiale. Per 108 anni - si conclude la motivazione - il Comitato ha cercato di stimolare proprio quella politica internazionale e di quegli atteggiamenti di cui Obama è il portavoce a livello mondiale. Il Comitato condivide l'appello di Obama: «È giunto il momento per tutti noi di assumerci la nostra parte di responsabilità per una risposta globale alle sfide globali».

Al. S.

Fonte:Corriere.it


17/09/2009

Obama contro il rapper Kanye West: «Agli Mtv Awards è stato uno stupido»

Obama contro il rapper Kanye West: «Agli Mtv Awards è stato uno stupido»

 

La frase, pronunciata in una pausa di un'intervista, finisce su twitter. L'Abc si scusa. Il presidente Usa critica la contestazione dell'artista, al premio assegnato alla cantante bianca Taylor Swift

 

WASHINGTON - Barack Obama ha definito «uno stupido» il rapper nero Kanye West, che è stato protagonista di un insolito incidente domenica sera agli MTV Video Music Awards: è salito sul palco, tra i fischi del pubblico, per contestare il premio vinto dalla giovane cantante bianca Taylor Swift.

INDISCREZIONE - Durante una pausa di una intervista alla CNBC, Obama, rispondendo ad una domanda, ha detto che il comportamento di West «era stato veramente non appropriato» e che si era comportato «come un jackass» (letteralmente asino). Il commento di Obama su West, che si è nel frattempo scusato con la Swift, è stato riferito da un giornalista della ABC sul Twitter. Poco dopo il reporter ha ritirato la frase rendendosi conto che Obama aveva parlato off-the-record. Ma ormai il commento era rimbalzato su Internet. La ABC si è poi scusata per avere reso pubblica la frase del presidente.

IL VIDEO


12/09/2009

Il «circo del Lido» chiude con Stallone

Il «circo del Lido» chiude con Stallone

 

L'ATTORE-REGISTA RICEVERA' UN PREMIO. A Venezia la sfilata "parallela" dei personaggi improbabili

stallone.jpg

VENEZIA - Riuscirà Rambo a salvare la Mostra? Potenza della programmazione dei festival, a chiudere la sfilata degli ospiti eccentrici di questa Venezia 66, aperta da Patrizia D’Addario e chiusa da Noemi Letizia, con il fuori programma dell’«Hasta siempre presidente» Hugo Chavez, arriva Sylvester Stallone, che accompagna il suo Rambo (Director’s Cut) e - onore già toccato a cineasti più abituati a frequentare i festival di lui, come Takeshi Kitano, Agnes Varda e Abbas Kiarostami -, riceverà sabato sera il Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker Award, ovvero il premio che la Mostra del Cinema di Venezia dedica a «una personalità che ha lasciato un segno nel cinema contemporaneo». Con tanto di motivazione cinefila: «Un premio inteso a celebrare la dimensione di cineasta di Sylvester Stallone - spiega una nota -, autore di un cinema già visibilmente originalissimo e carico di tenerezza anche quando grondante di sangue. Attraverso le ormai mitiche franchise di Rocky e Rambo (suoi tutti i copioni), film sempre straordinariamente in sync con il loro presente, Stallone ha esplorato le zone più solari e quelle più cupe dell'American Dream. E il suo lavoro sul suo personaggio, rintracciabile anche in film apparentemente secondari o non diretti da lui, rimane uno dei più coerenti e lucidi del contemporaneo cinema Usa».

COME UN CIRCO - Come nella sceneggiatura di un’ipotetico Il festival più pazzo del mondo, al Lido sfilano veramente i personaggi più improbabili: la prostituta, pardon, l'escort d’alto bordo, il presidente che firma autografi e abbraccia il bambini, la stellina che chiama Papi l’altro presidente, ma fa fatica a coniugare i verbi e si fa assolvere da un accompagnatore del calibro di Milingo. Tutti arrivati senza l’invito della Biennale, mentre alla serata inaugurale i flash dei fotografi erano ipnotizzati dalla coppia Gregoraci-Briatore in babbucce, dalla mise di Simona Ventura, dagli Sgarbi e le martemarzotto ignorando Sandrine Bonnaire, Werner Herzog e persino Ang Lee. Ospite gradito della Biennale è stato Tinto Brass, che ne ha approfittato per presentare la sua nuova scoperta, Caterina Varzi, e lanciato l'ipotesi di un film con Noemi. Titolo? Grazie papi. Imbucata Paris Hilton, con invito Elisabetta Canalis. L'album di figurine di vip e dintorni è stato piuttosto gonfio. Inspiegabile l’assenza del mago Otelma e di Wanna Marchi (magari in permesso premio), mentre certamente qualcuno si sta attrezzando per una retrospettiva dedicata a Riccardo Schicchi. Sebbene il trentennale di Cicciolina amore mio cadesse quest'anno.

LA MOSTRA GENERA MOSTRI - E così in questa pazza pazza Mostra – piena, forse anche troppo di film di grande qualità, ma afflitta da un indotto che cresce a spese del prodotto, un contorno ingombrante e anche un po' impresentabile che utilizza la Mostra, vittima incolpevole di cotanto trash carpet – Hana Makhmalbaf cammina con la sciarpa verde al collo intorno all'Excelsior. Senza che nessuno dei curiosi abbia voglia di aggiungere alla propria collezione di autografi, tra George, Hugo e Noemi, quello della regista ventenne che sta portando in giro per i festival del mondo il suo Green Days, accompagnandolo le immagini e le voci dei ragazzi dell'onda verde con parole semplici: «Non so dire cosa l’Occidente possa fare per aiutare il popolo iraniano che, ci tengo a dirlo, non vuole che voi pensiate che Ahmadinejad sia il suo rappresentante. Io ho fatto la mia parte: faccio film. Io sono una goccia nel mare, credo che ognuno nel proprio lavoro possa fare un piccolo passo».


12:00 Scritto in CINEMA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: venezia, cinema, festival, stallone, rambo, rocky, premio, carriera | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook