06/10/2011

Il Nobel per la Letteratura «resta in casa» Premiato lo svedese Tomas Transtroemer

Il Nobel per la Letteratura «resta in casa» Premiato lo svedese Tomas Transtroemer

Stoccolma. Poeta scrittore e traduttore. Ha 81 anni

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03/10/2011

Nobel per la medicina a tre immunologi. Ma uno era già deceduto.

Nobel per la medicina a tre immunologi. Ma uno era già deceduto.

«Hanno scoperto i principi chiave per la sua attivazione». Il candese Ralph Steinman è scomparso tre giorni fa. Gli altri sono l'americano Beutler e il francese Hoffmann

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11/12/2010

Consegnato a una sedia vuota il Nobel per la Pace 2010

Consegnato a una sedia vuota il Nobel per la Pace 2010

Nella cerimonia a Oslo, il presidente della giuria, Thorbjoern Jagland, ha deposto il diploma e la medaglia d'oro al posto dove sarebbe dovuto trovarsi Liu Xiaobo, dissidente cinese detenuto in patria. Obama: "Merita il premio più di me"

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02/12/2010

Accuse al "banchiere dei poveri": «Ha sottratto 47 milioni di euro»

Accuse al "banchiere dei poveri": «Ha sottratto 47 milioni di euro»

MICROCREDITO/ UN MINISTRO DI OSLO: «INACCETTABILE». Negli anni '90 il Nobel Yunus spostò dalla Grameen Bank fondi donati dalla Norvegia senza autorizzazione

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08/10/2010

Il Nobel per la pace al dissidente cinese Liu Xiaobo

Il Nobel per la pace al dissidente cinese Liu Xiaobo

L'attivista democratico, in carcere dal 2009, è stato condannato a 11 anni per aver scritto nel 2008 un manifesto che chiedeva libertà di espressione ed elezioni aperte a più partiti. Pechino aveva ammonito il Comitato del premio a non fare questa scelta

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09/10/2009

A Barack Obama il Nobel per la pace Decisivo il suo impegno sul nucleare

A Barack Obama il Nobel per la pace Decisivo il suo impegno sul nucleare

 

L'Annuncio a Oslo. Tra gli ex leader Usa il premio è andato anche a Rooswelt e Carter. «Straordinario lavoro per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli»

 

L'annuncio del premio per la pace a Barack Obama sul sito del Nobel Prize
L'annuncio del premio per la pace a Barack Obama sul sito del Nobel Prize

E' Barack Obama il premio Nobel per la pace 2009. La commissione di Oslo ( ha deciso di assegnare il riconoscimento al presidente degli Stati Uniti, insediatosi alla Casa Bianca da meno di un anno. La motivazione è legata agli sforzi per il dialogo mostrati dal presidente nel corso dei primi mesi del suo mandato: «per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli». Hanno pesato a favore della scelta gli appelli di Obama per la riduzione degli arsenali nucleari e il suo impegno per la pace globale. Primo afro-americano a rivestire la carica più alta del paese, Obama ha chiesto il disarmo nucleare e sta lavorando dall'inizio del suo mandato per riavviare le trattative di pace in Medio Oriente. Il riconoscimento di 10 milioni di corone svedesi (1,4 milioni di dollari) sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre.

DECISIONE ALL'UNANIMITA' - La decisione è stata presa all'unanimità, ha detto il presidente della commissione norvegese per il Nobel, Thorbjoern Jagland. La commissione ha riconosciuto gli sforzi del presidente statunitense per ridurre gli arsenali nucleari e lavorare per la pace nel mondo. «Obama ha fatto molte cose» ha detto Jagland durante la conferenza stampa a Oslo, «ma è stato riconosciuto soprattutto il valore delle sue dichiarazioni e degli impegni che ha assunto nei confronti della riduzione degli armamenti, della ripresa del negoziati in Medio Oriente e la volontà degli Stati Uniti di lavorare con gli organismi internazionali». Non deve invece avere pesato il fatto che Obama ha rifiutato nei giorni scorsi di incontrare un altro past-laureate per la pace, il Dalai Lama (che lo vinse nel 1989), leader del governo tibetano in esilio, per evitare di compromettere i rapporti con la Cina in vista della prossima visita ufficiale che il capo della Casa Bianca effettuerà a Pechino.

I PRECEDENTI - Obama non è il primo inquilino (o ex inquilino) della Casa Bianca a ricevere il riconoscimento. Nel 1906 toccò infatti a Theodor Roosvelt (e l'anno successivo sarebbe stato assegnato al primo e unico italiano a conquistare questo tipo di riconoscimento, il giornalista e scrittore pacifista brianzolo Erensto Teodoro Moneta) e nel 2002 a Jimmy Carter. Nel 2007 venne invece assegnato ad Al Gore, vicepresidente ai tempi di Clinton.

I CASI ANOMALI - Attorno alle nomination per il Nobel per la pace, l'unico tra i premi in memoria dello scienziato svedese che viene assegnato a Oslo e non a Stoccolma, si scatenano spesso dubbi e polemiche. Basti pensare che in passato tra i candidati a riceverlo ci fu anche Stalin (ufficialmente per l'impegno nel far finire la seconda guerra mondiale), che però non lo vinse mai. E tra coloro che non lo ottennero mai ci fu il mahatma Gandhi.

L'APPLAUSO DEL GOVERNO ITALIANO - La notizia dell'assegnazione del premio a Obama ha raggiunto anche il governo italiano, riunito in Consiglio dei ministri. E lo stesso Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha rivelato che l'esecutivo ha tributato un applauso in onore del presidente usa. Un presidente destinatario di tale premio, ha detto il premier, « È un investimento sul futuro, perchè è un presidente Nobel per la Pace sarà tenuto a un comportamento assolutamente ecumenico nei confronti di tutti».

La motivazione del premio a Obama

Il Comitato per il Nobel ha deciso di assegnare il premio per la pace a Barack Obama per i suoi «sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli», si legge nella motivazione pubblicata sul sito web del Comitato.

L'IMPEGNO SUL NUCLEARE - Il Comitato «ha dato grande importanza all'impostazione di Obama ed ai suoi sforzi per un mondo senza armi nucleari. Obama da presidente ha creato un nuovo clima nelle relazioni internazionali. La diplomazia multilaterale ha riguadagnato centralità, evidenziando il ruolo che le Nazioni Unite ed altre istituzioni internazionali possono svolgere. Il dialogo ed i negoziati sono preferiti come strumenti per risolvere i conflitti, anche quelli più complessi. L'immagine di un mondo libero dalle armi nucleari ha fortemente stimolato il disarmo ed i negoziati sul controllo degli armamenti».

LA RESPONSABILITA' DEI GRANDI - «Grazie all'iniziativa di Obama - prosegue il testo della motivazione - gli Usa hanno un ruolo più costruttivo nella sfida ai cambiamenti climatici con cui il mondo si sta confrontando. Democrazia e diritti umani devo essere rafforzati. Solo raramente una persona come Obama ha catturato l'attenzione del mondo e dato al suo popolo la speranza di un futuro migliore. La sua diplomazia si fonda sul concetto che coloro che sono alla guida del mondo devono svolgere il proprio ruolo sulla base di valori e atteggiamenti che sono condivisi dalla maggioranza della popolazione mondiale. Per 108 anni - si conclude la motivazione - il Comitato ha cercato di stimolare proprio quella politica internazionale e di quegli atteggiamenti di cui Obama è il portavoce a livello mondiale. Il Comitato condivide l'appello di Obama: «È giunto il momento per tutti noi di assumerci la nostra parte di responsabilità per una risposta globale alle sfide globali».

Al. S.

Fonte:Corriere.it


01/02/2009

«L'età non sarà più una malattia»

«L'età non sarà più una malattia»

 

Il Premio Nobel Montagnier: mezz'ora di jogging, papaya e succo di melograno. Su tumori e patologie degenerative dovute alla vecchiaia si interverrà prima che si manifestino»

 

 

Il premio Nobel per la medicina Luc Montagnier
MILANO — Facciamo un viaggio nel tempo. Anno 2050. Una visita medica. «Buongiorno dottore. Ho ottant'anni, sono appena andato in pensione dal mio secondo lavoro, faccio sempre tutti i check-up al centro di medicina preventiva del mio quartiere, ma l'ultimo l'ho fatto, su suo consiglio, in un centro benessere sul Lago di Garda. Mi hanno fatto una serie di esami. Avevo paura che mi prelevassero chissà quanto sangue. Invece no, solo qualche goccia e un po' di saliva. E mi hanno consegnato una serie completa di immagini del mio corpo in tre dimensioni». Comincia così la visita. A sceneggiarla, nel suo ultimo libro («La scienza ci guarirà: vincere le battaglie della vita con la prevenzione »), è Luc Montagnier, immunologo e virologo, premio Nobel per la medicina 2008, scopritore del retrovirus causa dell'Aids (Sida per lui che è francese).

PREVENZIONE - Domani a Roma presenterà il libro e la sua filosofia scientifica. Montagnier anticipa le sue idee al Corriere della Sera. Crede fermamente nella prevenzione. È la sua formula di lunga vita in bellezza e buona salute: quei 120 anni di vita media scritti nei geni da raggiungere senza disabilità né handicap. Come prosegue la visita del 2050? «Intanto quel medico è sorridente, non guarda l'orologio — risponde, con una vena critica verso la medicina odierna —. Esamina al computer gli esiti di laboratorio grazie all'intranet che collega tra loro i centri di medicina preventiva. Usa avanzati software e completa i dati con un nuovo apparecchio che permette di misurare le infezioni latenti». E dopo? «Il medico traccia il bilancio: buono. Niente pressione alta, niente tracce di tumori, niente dolori articolari, ma lo stress ossidativo non è totalmente compensato e vi è qualche indizio di minimo passaggio batterico nel sangue. Perché? Il dialogo è approfondito. Anche una moderata depressione psicologica può ripercuotersi sul sistema immunitario e favorire i nanobatteri in circolo nel sangue. Gli stessi nanobatteri identificati come origine del morbo di Alzheimer. Sono di origine intestinale, quindi occorre intervenire sull'alimentazione allo scopo di modificare la flora batterica».
In realtà l'ottantenne non avrebbe nulla per la medicina odierna. Nulla. Ecco la prevenzione. Quale allora la «cura» per combattere lo stress ossidativo e mantenere alta la soglia di «buona salute» psicofisica? La prescrizione anti-aging di Montagnier: «Limitare il jogging a mezz'ora ogni mattina, diminuire l'attività svolta in palestra, aumentare l'assunzione di farmaci o complementi alimentari antiossidanti. Al succo di melograno del Caucaso, che regola la pressione sanguigna, aggiungerei polvere di estratto di papaya fermentata. Tenere impegnato il cervello. Tornare a studiare anche a ottant'anni. Non diventare mai pensionati alla lettera». Nel 2050 non si parlerà più di infarto, emorragie cerebrali, maculopatie. Rischio di Alzheimer ridotto del 50%. Il «tagliando » superato porterà l'ottantenne a quota cento senza problemi.

SERVIZIO SANITARIO - E il servizio sanitario? L'utopia di Montagnier: «Tutto gratis se sul libretto sanitario risultano effettuati i controlli periodici e riduzione d'imposta del 20%... Perché una popolazione anziana in buona salute e senza handicap è un guadagno per la sanità. Così dovrebbe funzionare nel 2050». La medicina si trasforma. Via via le cure tradizionali saranno sempre più dedicate a emergenze, interventi dovuti a traumi, incidenti, intossicazioni. Tumori, malattie cardiovascolari, tutte le patologie degenerative legate all'età si eviteranno o si correggeranno prima del loro manifestarsi. Un vaccino per l'immortalità? «L'eternità non ci interessa, ma restare in buona salute per almeno 120-150 anni sì». Un consiglio alle donne per restare sempre giovani? «Niente fumo né alcol e mantenere sempre nella norma gli ormoni, anche dopo la menopausa ». E a tutti? «Le infiammazioni vanno "spente": favoriscono tumori e invecchiamento cellulare». Lo stile di vita giusto? «Quello anti-aging: dieta, attività fisica, allenamento cerebrale. Meditazione e spiritualità sono potenti elisir di giovinezza. Niente stress: invecchia e ammala». Montagnier parla di medicina «à la carte», come i menù. «Disegnata sui geni di ognuno di noi». E i geni risentono dell'ambiente. «Certo. Le mutazioni arrivano anche dall'inquinamento. I pesticidi, lo smog, l'inquinamento elettromagnetico. Città come Milano, Parigi, New York sono ricche di elettromagnetismo: cavi elettrici, antenne... Tutto questo prima non c'era. Stiamo studiando la sua azione sul Dna, non solo umano. Anche virus e batteri sembrano risentirne in peggio per noi». Infine l'Aids. Novità? «Un vaccino terapeutico potrebbe essere pronto tra 4 anni. E stiamo studiando chi non si infetta proprio. In Italia, vicino a Catania, esistono persone con queste caratteristiche. Hanno i geni dei Normanni, dei Vichinghi».

 


11:22 Scritto in SALUTE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: salute, età, lunga vita, malattia, premio nobel, patologie, tumori | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook