07/06/2010

In Italia siamo più di 60 milioni. Merito degli stranieri

In Italia siamo più di 60 milioni. Merito degli stranieri

Secondo l'indagine demografica dell'Istat, nell'ultimo anno si è registrato un incremento di 295.260 persone (+0,5%) rispetto al 2008. Il saldo positivo deriva dalla presenza di immigrati, ancora in crescita rispetto agli anni passati

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In Italia siamo oltre 60 milioni (60.340.328), con un incremento di 295.260 persone (+0,5%) rispetto alla fine del 2008, dovuto esclusivamente alla presenza degli stranieri. Si rilevano meno nascite, migrazioni dall'estero e trasferimenti di residenza interni.
Questi in sintesi, i dati più importanti del bilancio Istat sull'incremento demografico aggiornato al 31 dicembre 2009. In particolare, sottolinea l'Istituto di Statistica, il movimento migratorio, sia interno sia dall'estero, è indirizzato prevalentemente verso le regioni del Nord e del Centro; il saldo naturale risulta positivo soltanto nelle regioni del Sud.

Il 99,5% della popolazione residente in Italia al 31 dicembre 2009 vive in famiglie (che sono 24 milioni e 905 mila); il numero medio di componenti per famiglia è pari a 2,4 ed è stabile rispetto al 2008.

Nel 2009 sono nati 568.857 bambini (7.802 in meno rispetto all'anno precedente) e sono morte 591.663 persone (6.537 in più rispetto all'anno precedente).
Al Nord i bambini nati da genitori stranieri sono circa il 20%; nelle regioni del Centro sono il 15%, mentre nel Mezzogiorno soltanto il 3,6%.
La quota di stranieri sulla popolazione totale (individui residenti) è pari al 7%, in crescita rispetto al 2008 (6,5 stranieri ogni 100 residenti).


06/03/2010

Maradona show: «Non mi siedo di fianco a un debuttante»

Maradona show: «Non mi siedo di fianco a un debuttante»

 

Polemica del Ct alla conferenza stampa dopo Germania-Argentina. Contesta la presenza di Thomas Müller: «Non rispondo alle domande se un giocatore siede vicino a me»

 

 

MILANO - Maradona tiene banco anche alla fine delle partita: dopo l'1 a 0 nell'amichevole dell'Argentina contro la Germania, el Pibe de oro, Diego Armando Maradona, si indispettisce in conferenza stampa. Davanti alle telecamere il ct della nazionale argentina inscena uno dei suoi teatrini: non ci pensa nemmeno a star seduto accanto al debuttante, l'astro nascente del calcio tedesco Thomas Müller. Si alza e se ne va.

IL DEBUTTANTE - Lui è Thomas Müller, il nuovo fenomeno del Bayern Monaco, che ha esordito qualche giorno fa da titolare per la nazionale allenata da Joachim Löw. L'altro è Maradona, leggenda del calcio e tecnico dell'Argentina, noto anche per il suo carattere spesso sopra le righe. Dopo l'amichevole all'Allianz Arena di Monaco, Müller è stato invitato a sedersi accanto a Maradona per rispondere alle domande dei giornalisti in conferenza stampa. Tuttavia, el Pibe do oro - assai piccato - non ha gradito l'accostamento con il «comune mortale». Dopo aver protestato verbalmente, si è alzato è ha lasciato la sala. «Non faccio nessuna conferenza stampa se un giocatore siede vicino a me», ha mormorato. E se Maradona si dirige verso la porta d'uscita, il 20enne Müller - meravigliato e alquanto imbarazzato - resta da solo in piedi vicino al tavolo nella speranza che la querelle si risolva. Trascorso qualche minuto - dopo essere stato persuaso dai suoi collaboratori a continuare e dopo che Müller è sceso dal palco - Maradona fa marcia indietro. «Sono abituato a stare da solo sul palco», ha ribadito il 50enne re del calcio.

Elmar Burchia


21/12/2009

Su Titano c'è un enorme lago di metano

Su Titano c'è un enorme lago di metano

 

È il maggiore satellite di Saturno. Con i suoi 400 mila chilometri quadrati di superficie il Kraken Mare è più grande del Caspio

 

La luce riflessa al polo Nord di Titano, che fa ritenere possibile agli scienziati la presenza di un lago di metano liquido (Reuters)
La luce riflessa al polo Nord di Titano, che fa ritenere possibile agli scienziati la presenza di un lago di metano liquido (Reuters)

La Nasa ha annunciato la presenza di un grande lago su Titano, il maggiore satellite di Saturno. La scoperta è stata fatta grazie alle osservazioni della sonda Cassini l'estate scorsa. Il Kraken Mare, questo è il nome con il quale è stato battezzato, con il suoi 400 mila km² è più grande del mar Caspio, il più grande lago sulla Terra, tuttavia non è costituito da acqua, ma da un materiale che alle condizioni esistenti sulla superficie terrestre, è allo stato gassoso: metano. Su Titano, invece, le condizioni sono tali per cui il metano e gli altri idrocarburi si trovano allo stato liquido.

TITANO - Katrin Stephan e Ralf Jaumann dell'Agenzia spaziale tedesca a Colonia hanno presentato i risultati a San Francisco all'annuale conferenza dell'Unione geofisici americani. Lo scorso anno la Nasa aveva reso noto che la sonda aveva già osservato un lago di metano sull'emisfero sud di Titano, sostanza che sulla terra si trova allo stato gassoso. Con i suoi 5.150 chilometri di diametro, Titano è la seconda luna più grande del nostro sistema solare e la sola avvolta da una fitta atmosfera. Proprio a causa di questa atmosfera di azoto, che presenta alcune similitudini con la giovane atmosfera terrestre, Titano è uno degli oggetti più interessanti per gli scienziati. I ricercatori non hanno però potuto osservare direttamente il lago: grazie ai dati elaborati dallo spettometro a infrarossi hanno invece notato uno scintillante «luccichio» ai raggi infrarossi sull'emisfero nord di Titano, analogo al riflesso della luce del Sole su un lago: «Siamo sicuri che in natura questi riflessi possano appartenere solo a una superficie liquida», ha sottolineato Stephan. Al momeno dello scatto la sonda si trovava a circa 200 mila chilometri di distanza da Titano.

E. B.


15/11/2009

Sarkò picconatore a Berlino? La Rete lo castiga con le foto burla

Sarkò picconatore a Berlino? La Rete lo castiga con le foto burla

 

Il caso. L'immagine del presidente francese a Berlino scatena la fantasia degli internauti

 

Le foto brula in Rete: sopra Sarkozy nell’affresco di Michelangelo

 

PARIGI - Tutto è cominciato con la pubblicazione di una foto su Facebook. L'immagine, che sarebbe stata scattata il 9 novembre del 1989 e postata dallo stesso Nicolas Sarkozy, ritrae l'attuale presidente francese mentre piccona una sezione del Muro di Berlino. Alcuni internauti, già a poche ore dalla pubblicazione della foto, hanno subito messo in discussione l'autenticità dell'immagine e molti hanno sottolineato di non credere che in quella giornata storica di 20 anni fa il Presidente fosse a Berlino. Alcuni buontemponi invece hanno immediatamente ideato le contromosse. Hanno creato diversi gruppi su Facebook e su Twitter in cui prendono in giro il Presidente francese dimostrando, prove (fasulle) alla mano, che Nicolas Sarkozy, nei momenti più importanti della storia dell'umanità, è sempre stato al posto giusto nel momento giusto.

IL PRESIDENTE ONNIPRESENTE - Grazie alla fantasia del popolo del web, Sarkò diventa non solo il principale protagonista degli eventi che hanno segnato la storia francese (dalla presa della Bastiglia fino ai mondiali di calcio del 1998 vinti dalla nazionale transalpina), ma anche delle più famose vicende internazionali. Sul blog "Coups droits" di Alain Auffray, giornalista del quotidiano di sinistra Liberation, l'utente Hunter scrive che da oggi in poi «la storia dell'umanità deve essere riscritta». Infatti dalle immagini postate sulla rete si evince che il Presidente Francese è il vero artefice della storia. Egli sostituisce addirittura Dio e nell’affresco La Creazione di Adamo di Michelangelo lo vediamo, con vistosi occhiali da sole e circondato dagli angeli, dare vita al primo essere umano. La volontà di Sarkò può tutto: come mostrano le immagini postate sul web è lui che crea da solo le tre Piramidi di Cheope, Chefren e Micerino a Giza, in Egitto. È lui che scopre l'America al posto di Colombo nel 1492 ed è alla guida del popolo parigino durante la Rivoluzione Francese. È la sua sagoma quella vicino a Winston Churchill a Yalta durante il celebre summit della Seconda Guerra Mondiale nel 1945. È sempre l'attuale Presidente francese il primo essere umano a mettere piede sulla Luna. E poi è lui che ferma i carri armati in Piazza Tienanmen. Infine Sarkò è anche il protagonista di scoperte scientifiche e di eventi più «popolari». Ad esempio la vera mente che inventa la penicillina è quella del Presidente francese. E nonostante tutti gli impegni che ha, riesce anche a diventare il quinto membro dei Beatles e il vincitore di una medaglia olimpica.

COMMENTI IRONICI - I commenti ironici sul web la fanno da padrone: «Peccato che quel giorno Sarkò fosse in Inghilterra per registrare canzoni insieme ai Beatles - scrive un utente che usa il nickname "Franpi Barriaux" su Twitter - Sicuramente avrebbe impedito l'uccisione di Kennedy». E tornando alla notte dei tempi un altro utente spiega: «Giocando con due pietre, Sarkozy scoprì il fuoco». E ancora: «Fu proprio lui ad accordare la chitarra di Jimmy Hendrix prima del concerto di Woodstock>. Per adesso Sarkozy non ha ancora rilasciato nessun commento e nessuno sa se sia infastidito dalla burla multimediale. Sulla sua pagina di Facebook sono arrivati molti commenti violenti. Molti accusano il presidente di essere un bugiardo per aver scritto che la notte del 9 novembre del 1989 era a Berlino: «Ecco un'altra bugia del nostro presidente» taglia corto un utente di Facebook, mentre altri usano l'ironia: «Sicuramente signor presidente. La credo. Anch’ io, assieme a mio fratello, quel giorno, ho distrutto il muro. Ma nel mio giardino». Anche il giornalista francese Alain Auffray ha definito «una menzogna» il post del presidente pubblicato sul social network: «È impossibile che Sarkozy fosse a Berlino quel giorno - scrive il redattore di Liberation sul suo blog -. La mattina del 9 novembre nessuno né a Parigi, né a Berlino, poteva immaginare che il muro sarebbe crollato. Solo alle 20 si è cominciato a parlare di libera circolazione dei berlinesi. E non prima delle 23 i cittadini di Berlino Est hanno cominciato ad ammassarsi davanti alla frontiera».

 

LA FOTOGALLERY

Francesco Tortora

corriere.it


Francia: polemica su una foto di Sarkozy a Berlino alla caduta del Muro

Francia: polemica su una foto di Sarkozy a Berlino alla caduta del Muro

 

Siti e giornali francesi smentiscono il presidente sulla data: non era là il 9 novembre 1989. Ma il primo ministro Fillon assicura di averlo incontrato tra la porta di Brandeburgo e il check-point Charlie

 

Sarkozy piccona il Muro (da Libération.fr)
Sarkozy piccona il Muro (da Libération.fr)

PARIGI - Scoppia la polemica in Francia sulla presenza di Nicolas Sarkozy a Berlino il 9 novembre 1989 quando cadde il Muro. Il presidente francese domenica ha messo su Facebook il ricordo di quel giorno e una foto che lo ritrae mentre sta picconando la divisione in cemento armato, ma molti giornali e siti internet mettono in dubbio l'autenticità non tanto della foto in sé, ma la data esatta.

LE MONDE - Secondo "Le Monde", Sarkozy si sarebbe "sbagliato" di una settimana, visto che il suo viaggio a Berlino risalirebbe al 16 novembre 1989. In particolare, un'agenzia AFP, datata 17 novembre, riferiva di un viaggio di Nicolas Sarkozy, Alain Juppé e Jean-Jacques de Peretti a Berlino il 16 novembre. Proprio M. de Peretti, che in un primo tempo aveva confermato la versione di Sarkozy, ha confermato di non essere stato a Berlino «due volte». E lo stesso Alain Juppé, in una sua biografia, parla del 16 novembre.

FILLON: «ERA A BERLINO, L'HO VISTO» - A difendere il presidente è il primo ministo François Fillon, che assicura di aver incrociato Sarkozy a Berlino proprio la sera del 9 novembre 1989. «Ero a Berlino dal 7 novembre per partecipare a un dibattito sulle relazioni Est-Ovest», ha spiegato Fillon, che a quei tempi faceva parte della commissione Difesa dell'Assemblea nazionale. «Abbiamo passato tutto il pomeriggio e la serata ad assistere alle prime grandi manifestazioni nei pressi del Muro. Verso le 23 abbiamo incrociato tra la porta di Brandeburgo e il check-point Charlie Alain Juppé (allora primo ministro), che era accompagnato da Nicolas Sarkozy e da Philippe Martel, responsabile delle relazioni internazionali del Rpr (l'ex partito gollista)», ha detto il premier.


25/09/2009

Ghiaccio sulla Luna, arriva la seconda prova da una sonda indiana

Ghiaccio sulla Luna, arriva la seconda prova da una sonda indiana

 

Il prossimo 9 ottobre un esperimento chiarirà ulteriormente l'ipotesi. Gli scienziati: «Se c’è davvero, la quantità possibile ricavabile è comunque minima»

 

Le zone in blu del polo Sud lunare indicano un'alta concentrazione di idrogeno (da Nasa)
Le zone in blu del polo Sud lunare indicano un'alta concentrazione di idrogeno (da Nasa)

La sonda indiana Chandrayaan-1 in orbita lunare ha regalato un altro indizio circa la possibile presenza di ghiaccio d’acqua nei primi millimetri superiori delle sabbie seleniche. In passato le sonde Clemetine del Pentagono e Lunar Prospector della Nasa avevano fornito un altro tipo di prova. Ora Carle Pieters della Brown University di Providence (Usa) analizzando i dati trasmessi dalla sonda di New Delhi assieme a quelli raccolti da altre due sonde americane (Cassini nel 1999 mentre era in viaggio verso Saturno e Deep Impact nel giugno 2009 in volo verso la cometa Hartley), ha scoperto la possibile esistenza di molecole d’acqua e di idrossile nei primissimo strato superiore della superficie. Lo studio uscirà sulla rivista Science.

IPOTESI - Gli atomi di idrogeno portati dal vento solare si combinano con atomi di ossigeno presenti nel suolo e formano molecole d’acqua, oppure si accoppiamo con altri materiali ricchi di ossigeno formando idrossili. La loro esistenza sarebbe suggerita da una lunghezza d’onda assorbita della radiazione solare. Misurando quale e quanta luce viene riflessa si nota l’assorbimento che sarebbe, appunto determinato, dalla presenza dei due tipi di molecole. «È interessante, affascinante e utile in prospettiva, questo risultato. Si apre un nuovo campo di studi che pone molte domande a cui bisogna trovare delle risposte», dice con cautela Paul Spudis, uno dei più importanti specialisti americani della geologia lunare. «Se c’è davvero, la quantità possibile ricavabile è comunque minima», nota Carle Pieters, «e quella ricavabile con metodi estrattivi ancora da inventare da un’estensione pari a un campo di calcio potrebbe riempire a malapena un bicchierino».

 

 

PROVE - Un altro aspetto è legato alla località dove si troverebbe. Questa molecole sono state notate nelle zone dove si registra il sorgere e il tramontare del Sole. La sua quantità è variabile sia nel tempo che nel luogo. Ci può essere in un momento e scomparire in un altro. Quindi se in teoria si pensa a una risorsa utilizzabile da future colonie di astronauti il dato è interessante ma anche molto contenuto nel significato. Finora con i radar da terra e con le ricognizioni di Clemetine e Lunar Prospector si era rilevato un flusso di neutroni che si ipotizzano essere emessi dall’idrogeno presente nel ghiaccio d’acqua conservatosi nei crateri dei poli lunari dove non arriva mai la luce del Sole. Proprio con questa premessa si è organizzata una spedizione che avrà il momento più importante il 9 ottobre prossimo quando in un cratere del polo Sud (finora è stato identificato un gruppo di possibili crateri a poca distanza fra loro, ma non ancora il cratere preciso come qualche fonte di informazione ha affermato nei giorni scorsi) verranno fatti schiantare l’ultimo stadio di un razzo Atlas V e una sonda (LCROSS) i quali solleveranno una gigantesca nube di polvere che sarà analizzata prima dalla stessa LCROSS e poi anche da un’altra sonda (LRO) in orbita lunare. Ad esse si aggiungeranno osservazioni con i telescopi terrestri. Questa sarà la prova più importante per l’eventuale ghiaccio esistente nei crateri che sarebbe stato portato da antiche comete. Se così fosse la quantità di acqua disponibile sarebbe ben maggiore per la futura colonia rispetto a quello volatile ed effimero forse esistente nei primi millimetri di regolite lunare. Fra poco sapremo la risposta. Intanto la sonda indiana Chandrayaan-1 ha smesso di funzionare nell’agosto scorso dopo dieci mesi di osservazioni e non potrà fornire ulteriori supporti all’ipotesi ad essa legata.

Giovanni Caprara


11/09/2009

Berlusconi sull'inchiesta di Bari : «Non esiste alcun giro di prostituzione»

Berlusconi sull'inchiesta di Bari : «Non esiste alcun giro di prostituzione»

 

Il procuratore capo del capoluogo pugliese: «premier fuori da responsabilità penale». Il Cavaliere: «Mai pagato per rapporti sessuali. Io il miglior premier in 150 anni»

 

LA MADDALENA (Olbia) - «Un imprenditore di Bari, ormai noto, Tarantino o Tarantini, è venuto ad alcune cene facendosi accompagnare da belle donne, presentandole come amiche o sue conoscenti. Alzi la mano fra i colleghi qui presenti chi non pensa che sia più gradevole sedersi al tavolo circondato da presenze femminili gradevoli e simpatiche». Silvio Berlusconi torna sull'inchiesta di Bari e lo fa rispondendo alle domande di un giornalista di El Pais nel corso della conferenza stampa con il premier spagnolo Josè Luis Zapatero. «Non esiste alcun giro di prostituzione, è una calunnia», ha aggiunto il presidente del Consiglio. «Mai versato un euro per una prestazione sessuale. Mai. La gioia e la soddisfazione più bella sono la conquista. Se tu paghi una donna, che soddisfazione può esserci?» si è sfogato ancora il premier. «Un'unica persona risponderà ai giudici italiani. Sommando i quattro reati imputabili si arriva a 18 anni di reclusione...» ha detto ancora il premier, spiegando di non aver deciso se farà causa a questa persona. Berlusconi non ha fatto il nome della persona in questione che si ritiene possa essere Patrizia D'Addario, la escort che ha testimoniato ai giudici di aver avuto una relazione intima con il premier. E alla fine Berlusconi ha ripetuto all'inviato del Pais Miguel Mora il consueto monito fatto tante volte ai giornali italiani: «Bisognerebbe aprire gli occhi e guardare la realtà senza essere faziosi, altrimenti c'è un calo di credibilità e questo significa calo di lettori e di copie. Di questo passo si va a finire con il fallimento». Berlusconi si è poi definito «recordman» per quanto riguarda i giorni trascorsi a palazzo Chigi come premier, avendo superato con 2500 giorni da presidente del Consiglio, anche Alcide De Gasperi, fermo a 2497 giorni. «Credo di essere di gran lunga il miglior presidente del Consiglio dei 150 anni della storia italiana» ha concluso Berlusconi. «D'ora in poi risponderò a tutto, sempre...» ha poi detto il premier al termine della conferenza stampa dopo il vertice italo-spagnolo.

«BUON SENSO DELL'UMORISMO» - Pochi i commenti, fatti sempre col sorriso sulla bocca, del premier spagnolo sulle domande fatte dalla stampa iberica a Berlusconi al termine del vertice alla Maddalena. «Grazie, Silvio: non aggiungerò nulla», ha detto Zapatero prendendo la parola dal Cavaliere. «Ma posso dire che il primo ministro ha sempre un buon senso dell’umorismo e un atteggiamento di riguardo verso il governo spagnolo, come abbiamo già commentato in passato e come sanno anche le ministre del nostro governo». Subito prima di lui, Berlusconi aveva risposto alla domanda di una giornalista spagnola su una polemica scoppiata nell’aprile del 2008, quando il premier italiano aveva parlato di esecutivo «troppo rosa» a proposito del governo "Zapatero 2". «Siete il regalo più bello che Dio ha dato a noi uomini» ha risposto Berlusconi, precisando meglio la battuta che fece all’epoca: «Ho detto "adesso Zapatero non dovrà fare soltanto i conti con la propria moglie, a casa, dovrà fare i conti con sei mogli nel Consiglio dei ministri": era naturalmente una battuta soltanto ironica, che voleva essere ed era di apprezzamento e di complimento».

L'ATTACCO DEL TIMES - La stampa straniera nel frattempo continua a occuparsi delle vicende italiane che coinvolgono Berlusconi. In particolare il Times sceglie un titolo provocatorio («Roma brucia») e in un editoriale sottolinea che «uno degli aspetti più deprimenti dello scandalo che coinvolge il premier italiano è che sembra godere ancora di un solido consenso elettorale». Un duro attacco al premier è arrivato anche dal premio Nobel della letteratura Nadine Gordimer, presente al Festival di Mantova. Anche in Italia, secondo Gordimer, ci sono «innumerevoli esempi» di corruzione: «come il presidente Silvio Berlusconi a proposito del quale i dubbi sulla sua carriera passata sono stati cancellati dopo la sua elezione. E certo oggi ci sono altre ombre gettate sulla sua vita privata».

IL PROCURATORE CAPO DI BARI - A scagionare dal punto di vista giudiziario il premier dagli esiti dell'inchiesta di Bari è intervenuto il nuovo procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari, Antonio Laudati. «Da quello che viene pubblicato sui giornali è di tutta evidenza» che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, «è assolutamente fuori da qualsiasi responsabilità penale» ha sottolineato Laudati, riferendosi alla pubblicazione da parte del Corriere della Sera dei verbali di interrogatorio dell'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, relativi al giro di donne inviate nelle residenze private del premier. Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento a proposito delle critiche mosse nelle scorse settimane dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e dal sindaco di Bari, Michele Emiliano, sulla competenza della Dda ad indagare sui reati contro la pubblica amministrazione Laudati ha anche spiegato che l'indagine del pm della Dda di Bari, Desirè Digeronimo, su presunti rapporti tra politica e affari nella gestione della sanità pugliese «è nata sicuramente nell'ambito di indagini della procura distrettuale antimafia» e che «normalmente in tutte le procure questo tipo di indagine, che non è tipicamente della Dda, rimane in carico al sostituto che l'ha svolta per semplificazione della gestione dell'indagine e per non farla ripartire dall'inizio. Sarà compito del procuratore svolgere l'attività di coordinamento generale».


10/09/2009

Berlusconi sull'inchiesta di Bari : «Non esiste alcun giro di prostituzione»

Berlusconi sull'inchiesta di Bari : «Non esiste alcun giro di prostituzione»

 

Il procuratore capo di Bari: «il premier è fuori da qualsiasi responsabilità penale». Il premier: «Tarantini era venuto ad alcune cene accompagnato da belle donne presentate come amiche»

 

Silvio Berlusconi (Inside)
Silvio Berlusconi (Inside)

LA MADDALENA OLBIA - «Tarantini era venuto ad alcune cene accompagnato da belle donne. Erano ragazze che questo signore portavano come amiche sue, come sue conoscenti». Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi parlando dell'inchiesta di Bari, rispondendo ad una domanda di un giornalista del quotidiano spagnolo El Pais nel corso della conferenza stampa con il premier spagnolo Josè Luis Zapatero. «Non esiste alcun giro di prostituzione, è una calunnia», ha aggiunto il premier. «Mai versato un euro per una prestazione sessuale. Mai. La gioia e la soddisfazione più bella sono la conquista. Se tu paghi una donna, che soddisfazione può esserci?» si è sfogato ancora il premier. «Un'unica persona risponderà ai giudici italiani» ha detto ancora il premier spiegando di non aver deciso se farà causa a questa persona. Il presidente del Consiglio, comunque, non ha fatto il nome della persona in questione che si ritiene possa essere Patrizia D'Addario, la escort che ha testimoniato ai giudici di aver avuto una relazione intima con il premier.
E alla fine Berlusconi ha ripetuto all'inviato de El Pais il consueto monito fatto tante volte ai giornali italiani: «Bisognerebbe aprire gli occhi e guardare la realtà senza essere faziosi, altrimenti c'è un calo di credibilità e questo significa calo di lettori e di copie. Di questo passo si va a finire con il fallimento».
«Credo di essere di gran lunga il miglior presidente del Consiglio dei 150 anni della storia italiana» ha concluso Berlusconi sotto gli occhi di uno sbalordito Zapatero.

IL PROCURATORE CAPO DI BARI - A scagionare inoltre dal punto di vista giudiziario il premier dagli esiti dell'inchiesta di Bari è intervenuto il nuovo procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari, Antonio Laudati. «Da quello che viene pubblicato sui giornali è di tutta evidenza» che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, «è assolutamente fuori da qualsiasi responsabilità penale» ha sottolineato Laudati, riferendosi alla pubblicazione da parte del Corriere della Sera dei verbali di interrogatorio dell'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, relativi al giro di donne inviate nelle residenze private del premier.


27/06/2009

Tarantini e le cene a Palazzo Grazioli: «Le ragazze? Per fare bella figura»

Tarantini e le cene a Palazzo Grazioli: «Le ragazze? Per fare bella figura»

 

«Se avessi saputo che Patrizia D'Addario faceva la escort non l'avrei mai frequentata». L'imprenditore al centro dell'inchiesta barese: «Che cavolata che ho fatto, il premier mi scusi»

 

 È il 31 dicembre 2008, all’uscita di un ristorante di Cortina d’Ampezzo ci sono, da sinistra, Tommaso Buti, Gianpaolo Tarantini, la bionda Francesca Lana, una ragazza bruna e infine Manuela Arcuri (Olycom-Photopress)
È il 31 dicembre 2008, all’uscita di un ristorante di Cortina d’Ampezzo ci sono, da sinistra, Tommaso Buti, Gianpaolo Tarantini, la bionda Francesca Lana, una ragazza bruna e infine Manuela Arcuri (Olycom-Photopress)

ROMA - Le ragazze invitate da Gianpaolo Tarantini alle feste del premier Silvio Berlusconi erano pagate «solo per rimborsare le spese che dovevano sostenere per gli spostamenti». Lo afferma l’imprenditore al centro dell’inchiesta di Bari in un’intervista al Giornale che sarà in edicola sabato, sottolineando che il presidente Berlusconi «non poteva neppure lontanamente immaginare che io - ammette -, per fare bella figura con lui, rimborsassi a delle ragazze le spese che dovevano sostenere per venire a Roma e soggiornare in albergo. La stampa di sinistra poi ha avanzato la tesi che addirittura le pagassi per una loro prestazione "intima". Figuriamoci».

«D'ADDARIO? NON SAPEVO FOSSE UNA ESCORT» - Nelle dichiarazioni rilasciate al Giornale, l'imprenditore parla anche di Patrizia D'Addario: «Se avessi saputo che faceva la escort non l’avrei mai frequentata e tantomeno l’avrei portata ad una cena col presidente», assicura Tarantini. «Lei - aggiunge - si era presentata come figlia di un imprenditore del settore edile. Ho letto che avrebbe chiesto a me e al presidente di intervenire su una pratica edilizia. Ma vi rendete conto? Ma come si può pensare che il presidente potesse fare qualcosa in un Comune, in una Provincia, in una Regione, tutte amministrate dalla sinistra? Una vera assurdità. Ne viene fuori che questo è stato soltanto un alibi per coprire la vera "missione", ovvero che qualcuno avesse progettato con lei di tendere un’imboscata al presidente a fini politici e che tutto fosse stato progettato con cura. Il registratore, le testimonianze delle amiche e infine quella dichiarazione davvero incredibile: "Io sono una escort e costo mille euro a prestazione". Quanto deve farsi dare una persona per una patente di questo tipo che le segnerà la vita? La risposta di tutti è: molti, molti soldi».

«STANCO DI QUESTO GIOCO AL MASSACRO» - «Sono stanco di questo gioco al massacro, stanco di leggere tante falsità, stanco di essere definito un procacciatore di escort», aggiunge Tarantini. «Che cavolata che ho fatto, che stupido sono stato...». «Quando ho avuto la possibilità di conoscere Berlusconi - racconta l'imprenditore -, ho toccato il cielo con un dito. Non mi sembrava vero. Poi l'ho conosciuto sul piano personale, con la sua simpatia, il suo calore umano, il suo rispetto per gli altri, la sua genialità. Davvero irresistibile. E ho creduto che sarebbe stato più facile frequentarlo facendomi accompagnare da bellissime ragazze. Da qui è venuta fuori la storia che ha occupato i giornali e che è nella realtà molto diversa da come è stata raccontata». L'imprenditore chiede scusa a Berlusconi «per aver dato il pretesto a Repubblica, all'Espresso e agli altri organi della sinistra di coinvolgerlo in questo tipo di storie. Spero che mi perdoni perché so che è un uomo che non sa portare rancore».

«LE DONNE PAGHEREBBERO PER UNA STORIA COL PRESIDENTE» - Nell'intervista Tarantini torna sulla cena a Palazzo Grazioli del 4 novembre. Racconta che si è trattato di «una cena del tutto normale, durante la quale, e data anche la ricorrenza delle elezioni Usa, si è prevalentemente parlato di politica. Quanto ho letto sui giornali in merito a quella sera è fuori dalla realtà. Non risponde a verità». Molte donne «pagherebbero per una storia con il presidente» Silvio Berlusconi, dice ancora l'imprenditore al Giornale. «c'è la fila per incontrare e frequentare» il premier, spiega Tarantini. «Quanto alle ragazze, alle donne in generale - aggiunge -, sono loro che corrono dietro a lui, e non viceversa. Molte signore mi hanno detto che dopo aver conosciuto lui tutti gli altri sembrano incolori e inesistenti. Pagherebbero loro per una storia col presidente!».


21/06/2009

Patrizia, le telefonate e le intercettazioni «Lui ti vuole vedere, devi tornare a Roma»

Patrizia, le telefonate e le intercettazioni «Lui ti vuole vedere, devi tornare a Roma»

 

I contenuti del materiale consegnato alla magistratura. I colloqui tra Patrizia D'Addario, Silvio Berlusconi, l'amica Barbara e Gianpaolo Tarantini


Ecco una serie di fotografie, scattate una quindicina di anni fa, che ritraggono Patrizia D'Addario insieme ad alcuni volti noti: qui è con il critico d'arte Vittorio Sgarbi

 

La D'Addario con Michele Mirabella

La D'Addario in mezzo ai Pooh: Roby Facchinetti a sinistra e Stefano D'Orazio a destra

Alcuni scatti in cui Patrizia D'Addario insieme a volti noti

 

BARI - Il 27 gennaio scorso Patrizia D’Addario ricevette un nuovo invito per andare a palazzo Grazioli. Fu Gianpaolo Tarantino a proporle di tornare a Roma «perché lui ti vuole ». Le sue parole sono rimaste incise in un nastro che la donna ha registrato. Ci sono sei audio-cassette che aggiungono dettagli sui rapporti tra la candidata alle elezioni comunali con la lista «La Puglia prima di tutto» e l’imprenditore barese accusato di aver portato ragazze-squillo alle feste di Silvio Berlusconi. Nelle telefonate con Barbara Montereale - l’altra donna che ha ammesso di essere stata pagata per andare nella residenza presidenziale romana e a villa Certosa - spunta anche il nome di Noemi Letizia. Non è l’unica novità. Oltre a Patrizia, anche Barbara sarebbe riuscita a scattare alcune foto all’interno della residenza romana. Quando ha deciso di uscire allo scoperto e raccontare le due serate trascorse con il premier, la D’Addario ha spiegato che registra tutti gli incontri importanti «perché in passato ho avuto seri problemi con un uomo e so che questo mi serve a dimostrare che dico la verità». Una «mania» che si sta rivelando utile per ricostruire quanto è accaduto negli ultimi mesi.

La prima volta: «Siedi qui vicino a me»
Si torna così a quanto accade dopo il 15 ottobre 2008. Quel giorno Patrizia D’Addario avrebbe varcato per la prima volta il portone di palazzo Grazioli. Le tappe del viaggio le ha ricostruite lei stessa davanti al magistrato: volo da Bari fino a Roma, trasferimento in taxi verso un albergo di via Margutta, spostamento all’hotel De Russie dove Gianpaolo attende la stessa Patrizia insieme alla sua amica Barbara Montereale. Lì c’è una terza ragazza. Le disposizioni sono ferree: vestito nero e trucco leggero. Salgono in una berlina con i vetri oscurati e partono alla volta di via del Plebiscito. «Alla guida dell’auto - ha aggiunto - c’era Dino, l’autista di Gianpaolo». Un dettaglio apparentemente insignificante, che però serve a riscontrare la sua ricostruzione. Alla festa ci sono una ventina di donne. «Ma Berlusconi - assicura Patrizia - fu colpito da me. Mi si avvicinò e cominciammo a parlare». Il registratore comincia a girare. Dopo poco Berlusconi la prende per mano: «Tu siedi qui vicino a me». L’indomani Patrizia è a Bari. Ha rifiutato di rimanere per la notte e per questo il suo cachet è stato dimezzato. Ma Tarantini le offre un’altra chanche. La chiama per sapere se ha ricevuto telefonate. Lei dice che hanno chiamato con un numero anonimo ma non ha risposto. «Invece devi farlo - le spiega l’imprenditore - perché lui ti chiama da Roma e il numero non compare. Mi ha detto che voleva rivederti la prossima settimana, quindi tesoro rispondi». La donna appare compiaciuta: «Quindi se dobbiamo andare a Roma andiamo insieme?». Tarantini la rassicura: «Certo Alessia». È il nome di copertura che lei stessa aveva scelto quando si sarebbe presentata a Berlusconi.

 

Barbara Montereale (Emmevì)

 

Barbara Montereale con Emilio Fede (Photomasi)

 

Barbara Montereale con Fabrizio Corona (Photomasi)

Barbara Montereale con Flavio Briatore (Photomasi)

Barbara Montereale, 23 anni, la ragazza che ha confermato il racconto di Patrizia D’Addario sulle serate a casa del premier, sopra in alcuni scatti con vip dello spettacolo (Photomasi)

 

La notte di Obama e le frasi alla stampa
La seconda volta, quando accetta di rimanere a palazzo Grazioli, Patrizia non solo registra, ma riesce a scattare numerose foto. Materiale che la scorsa settimana ha consegnato alla magistratura. Le sue dichiarazioni sono state ora confermate da Barbara. Con loro c’è una ragazza pugliese, Lucia Rossini. Racconta Patrizia: «Indossavo un bellissimo abito di Versace che mi era stato regalato in un atelier di Bari dove lavora una mia amica. Loro erano sul divano. Lui le accarezzava, ma guardava me. Poi decise che dovevo rimanere sola con lui e le altre andarono via con Gianpaolo». Ci sono nastri che raccontano dettagli intimi. Ma nel verbale è rimasto anche il ricordo della mattina successiva: «A un certo punto mi disse che doveva allontanarsi per fare una dichiarazione ai giornalisti sull’elezione del presidente americano. Mi disse di aspettarlo perché voleva fare colazione con me. Io andai in bagno, feci le fotografie, poi attesi il suo ritorno». Prima che arrivi il vassoio, il registratore ricomincia a girare. Si sente una voce maschile chiedere: «Vuoi the o caffè?». Poi altre frasi. Fino a quando Patrizia sta per uscire: «Berlusconi mi disse che mi avrebbe accompagnato un suo segretario. Mi fecero salire su un’auto per uscire dal palazzo. L’uomo mi disse che lavorava con Miti Simonetto». Il nastro con incise queste parole è già a disposizione della Procura di Bari.

L’incontro registrato: «È stato carino?»
Quando torna all’hotel Valadier Patrizia trova Barbara. L’amica le chiede se le sia stata consegnata una busta e dice che lei ha ottenuto soltanto mille euro. «Quando andai a villa Certosa - aggiunge adesso la Montereale - Berlusconi mi regalò 10.000 euro». Insieme vanno all’hotel De Russie dove le attende Tarantini. Il registratore di Patrizia ricomincia a girare.
«È andato tutto bene? Mi sembri un po’ stanca», afferma lui.
«No, tutto benissimo», assicura lei.
Le due donne ripartono per Bari in aereo. Quando Patrizia riaccende il suo cellulare il servizio «Losaidi- Tim» l’avvisa di una chiamata dal numero che la donna dice essere «il telefonino privato di Berlusconi». Dopo qualche ora, una nuova chiamata. Il numero è lo stesso. Patrizia risponde e registra la conversazione. «Bambina mia!» è il saluto di lui. Poi le domanda come mai abbia la voce rauca. Lei spiega che «sono state le docce». Parlano ancora, lui le chiede di tornare a Roma. In serata chiama Tarantini. Anche lui si stupisce per la voce rauca di Patrizia. Lei fornisce la stessa motivazione e aggiunge: «Mi ha detto che andava a Mosca e poi mi richiamava».
«È stato carino?», chiede l’imprenditore.
«Sì, sì. Ma tu dove sei?».
«Sono a Lecce. Ciao tesoro».

Il nuovo invito: «Ti vuole vedere»
Patrizia sostiene di aver atteso invano che Berlusconi mantenesse la promessa di inviare due persone per risolvere la sua pratica edilizia. E di avere per questo rifiutato tutti gli inviti di Tarantini. Mentre a metà gennaio Barbara partiva con destinazione villa Certosa, lei si negava. Ma Tarantini continuò a insistere. Il 27 gennaio scorso la chiama al telefono: «Ti vuole vedere la prossima settimana a Roma». Lei fa la preziosa: «Non lo so, io avevo chiesto di rispettare la promessa».
«Ha chiesto di te».
Appena due settimane prima Patrizia aveva incontrato Dino, l’autista dell’imprenditore, che l’accompagnò a verificare se la sua pratica al Comune fosse stata sbloccata. Scoprirono che invece era tutto fermo.

«Noemi ha la foto che ha dato a tutte»
Il tempo passa e non accade nulla, la rabbia di Patrizia monta. La donna fa sapere a Tarantini di avere «le prove delle serate a Roma». Ad aprile viene candidata nella lista «La Puglia prima di tutto». Ma quando Berlusconi arriva a Bari per presentare le liste, gli uomini della sicurezza e del partito le impediscono di entrare nella sala. Quanto basta perché Patrizia decida che «la mia avventura era terminata». Chiama Barbara, vuole capire se Tarantini le ha riferito qualcosa. Le racconta di aver «visto lui» soltanto in strada, davanti all’hotel Palace: «Mi ha abbracciata e baciata». Non è vero, ma lo dice per far ingelosire l’amica. Poi le chiede: «Tu hai ancora le foto di quando siamo andate a Roma?». Barbara risponde convinta: «Certo! C’ho le foto del bagno e pure quelle del soggiorno».
Patrizia passa ad altro argomento: «È arrivato lo sceicco, quello di Dubai».
Barbara si mostra interessata: «Ma ce li dà i soldi?».
Poi ritornano sulla vicenda che riguarda Berlusconi. Barbara s’informa: «Ma tu vuoi fare come Noemi? Quella deve fare il Festivalbar. Mi hanno detto che adesso le fanno fare la televisione». E ancora: «Hai visto Noemi che lui gli ha dato la foto come ce l’abbiamo noi? La foto sua, quella firmata. Allora la dava a tutte». Parlano ancora del risentimento di Patrizia, che chiede a Barbara della seconda volta che sono andate a palazzo Grazioli. «Ti ricordi come mi corteggiava?», domanda. L’amica risponde: «Tutto davanti alle guardie del corpo. Uno schifo. Tu sei un’altra come Noemi che gli può fare male».