05/10/2009

Stupro della Caffarella, 11 anni a 4 mesi a Gavrila, 6 anni a Ionut

Stupro della Caffarella, 11 anni a 4 mesi a Gavrila, 6 anni a Ionut

 

LA VIOLENZA DI SAN VALENTINO. Rito abbreviato per i romeni accusati dello stupro

 

 

I due imputati: Oltean Gavrila e Ionut Jean Alexandru (foto Proto)
I due imputati: Oltean Gavrila e Ionut Jean Alexandru (foto Proto)

ROMA - Condannati. 11 anni a 4 mesi a Ionut Oltean Gavrila , e 6 anni a e Ionut Jean Alexandru, i due cittadini romeni accusati dello stupro nel Parco della Cafferella. Avevano usato violenza, il 14 febbraio scorso, a una ragazza di 14 anni e picchiato il suo fidanzato. Per gli imputati Oltean Gavrila e Ionut Jean Alexandru l'accusa ha chiesto 10 anni ciascuno. Ma su Gavrila pende anche l'accusa di aver stuprato un'altra donna - la prova del Dna lo incastra - a Villa Gordiani il 18 luglio 2008: per questo reato, l'accusa ha chiesto altri 6 anni e 8 mesi. Sempre per lo stupro della Caffarella, la parte civile - rappresentata dall'avvocato Teresa Manenti dell'associazione Differenza Donna - ha schiesto un risarcimento di 300 mila euro per la ragazza violentata e 200 mila per il fidanzato.

POMERIGGIO DI ANGOSCIA - Sono passati poco meno di nove mesi da quel pomeriggio di violenza ed angoscia che ha segnato la vita di due giovani fidanzati che, proprio nel giorno della festa di San Valentino, furono lui aggredito e lei violentata nel parco romano della Caffarella. I due romeni dovranno rispondere, davanti al gup Luigi Fiasconaro, di violenza sessuale, sequestro di persona, rapina e lesioni personali. Contestualmente il gip Guglielmo Muntoni ha archiviato, su richiesta del pm Vincenzo Barba, le posizioni di Karol Racz e Alexandru Isztoika Loyos, i primi due romeni ad essere coinvolti, salvo poi essere scagionati dal test del dna, nell'inchiesta sullo stupro della Caffarella. Gavrila e Alexandru hanno ammesso i fatti per i quali sono tuttora detenuti ed il Dna ha confermato che appartengono a loro i profili genetici estrapolati dai reperti.

 

Racz con Alemanno durante una puntata di 'Porta a porta' (Ansa)
Racz con Alemanno durante una puntata di "Porta a porta" (Ansa)

ACCUSE ARCHIVIATE - Loyos e Racz furono i primi ad essere arrestati per lo stupro di San Valentino. Poi uscirono di scena malgrado una iniziale confessione dello stesso Loyos, il quale chiamò in causa Racz e successivamente ritrattò sostenendo di essere stato indotto ad ammettere lo stupro dietro le minacce della polizia romena che aveva collaborato alle indagini con i colleghi italiani. La falsa confessione è valsa a Loyos la duplice accusa di calunnia nei confronti di Racz e di autocalunnia. Gli inquirenti continuarono inizialmente a considerle Loyos e Racz colpevoli anche dopo l'esame del Dna.Ora, il gip Guglielmo Muntoni, ha completamente archiviato le accuse a carico del "biondino" Alexandru Izstoika Loyos e del pasticcere "faccia da pugile’" Karol Racz. Lo stesso giudice ricorda che i due «sono stati scarcerati in quanto gli accertamenti svolti sulle tracce genetiche lasciate dagli autori dei reati hanno consentito di escludere la partecipazione» di Racz e Izstoika. Nei confronti di quest’ultimo, che ha 20 anni, ed è da tempo ritornato in patria, resta attiva l’indagine che lo vede indagato per calunnia, rispetto alla sua confessione con la quale fu chiamato in causa Racz, che in questo procedimento è riconosciuto come parte lesa.

INCIDENTE PROBATORIO - I due fidanzatini, lo scorso 19 maggio, hanno confermato in sede di incidente probatorio in maniera puntuale le violenze subite il giorno di San Valentino, nel Parco della Caffarella. Lo hanno fatto fissando le loro dichiarazioni che poi saranno utilizzate nel dibattimento, e che, quindi, non dovranno ripetere in aula pubblicamente. Il giorno dell'incidente probatorio i due giovani fidanzati sono comparsi davanti al gip Guglielmo Muntoni, in momenti separati, l'uno di seguito all'altra. Non hanno mai incrociato gli sguardi di Oltean Gavrila e Ionut Jean Alexandru. Lei, prima di entrare nell'aula di piazzale Clodio accompagnata dal suo legale, Teresa Manente, e da una psicologa, ha avuto un attimo di esitazione e si è fermata sulla soglia temendo di incrociare i suoi aguzzini. «Tranquilla, non c'è nessuno... puoi entrare», le ha detto l'avvocato. Oltean Gavrila e Ionut Jean Alexandru hanno assistito al racconto dei loro accusatori impassibili, osservandoli attraverso un monitor sistemato nei pressi della gabbia, i due fidanzatini, invece, protetti nella stanza attigua, non li hanno mai potuti vedere.


21/06/2009

Scippano passante, presi con Street View

Scippano passante, presi con Street View

 

A Groningen in olanda, uno dei ladri ha confessato. Mesi fa i due gemelli hanno rapinato un 14enne, che dopo mesi ha rivisto per caso la scena sulle mappe di Google

 

GRONINGEN - L'occhio indiscreto di Street View colpisce ancora: due giovani olandesi di 24 anni sono finiti nell'obiettivo mentre rapinavano un 14enne per le vie di Groningen, nel nord dell'Olanda. Il destino ha voluto che l'auto utilizzata da Google per scattare le immagini abbia immortalato i due gemelli proprio nell'attimo in cui costringevano il giovane a consegnare cellulare e 165 euro in contanti. L'episodio risale a settembre 2008 ed è emerso dopo che il ragazzo, navigando sulle mappe di Google, è andato a cliccare per caso sulla strada in cui era avvenuto il furto: ha visto distintamente se stesso e i due gemelli che lo stavano rapinando. Quindi la denuncia e l'inchiesta della polizia, fino alla confessione di uno dei due rapinatori.

 

A settembre del 2008 due gemelli olandesi di 24 anni hanno rapinato un ragazzo di 14 portandogli via un cellulare e 165 euro in contanti. A marzo del 2009, il derubato ha riconosciuto se stesso in bicicletta in compagnia dei rapinatori in una delle foto tridimensionali di Google Street View, scattate un attimo prima che avvenisse il furto. Il quattordicenne ha avvertito la polizia che si è fatta dare da Google le immagini senza i volti offuscati dei malviventi e grazie a a queste ha potuto rintracciarli e arrestarli (foto Google Street View)

(foto Google Street View)

(foto Google Street View)

A settembre del 2008 due gemelli olandesi di 24 anni hanno rapinato un ragazzo di 14 portandogli via un cellulare e 165 euro in contanti. A marzo del 2009, il derubato ha riconosciuto se stesso in bicicletta in compagnia dei rapinatori in una delle foto tridimensionali di Google Street View, scattate un attimo prima che avvenisse il furto. Il quattordicenne ha avvertito la polizia che si è fatta dare da Google le immagini senza i volti offuscati dei malviventi e grazie a a queste ha potuto rintracciarli e arrestarli (foto Google Street View)

 


25/03/2009

Racz in lacrime: «Voglio stare in Italia»

Racz in lacrime: «Voglio stare in Italia»

 

Ospite a «porta a porta». Il romeno scagionato dall'accusa di stupro va in tv: «Il reato della mia vita? Biglietto del treno non pagato»

 

Racz in lacrime durante la trasmissione (Infophoto)
Racz in lacrime durante la trasmissione (Infophoto)

ROMA - Karol Racz, il romeno scarcerato lunedì dal Tribunale del Riesame, dopo aver trascorso più di un mese a Regina Coeli perché accusato degli stupri della Caffarella e di Primavalle, va in televisione e si racconta a «Porta a Porta» (video). «Vorrei stabilirmi a vivere in Italia, in Romania non saprei cosa fare» ha detto tra le lacrime. L'uomo ha ribadito «di non essere mai stato in alcun parco pubblico di Roma. Gli unici campi che conosco sono quelli che attraversavamo per accedere ai nostri insediamenti». Su Loyos, tuttora in carcere per calunnia: «Non so perché mi ha accusato, noi siamo sempre stati amici e l'ho anche aiutato economicamente».

BADANTE A LIVORNO - «Sono venuto per la prima volta in Italia nel 2007 - racconta -. Mi sono fermato per sei mesi a Livorno, dove abitavo in un campo nomadi i cui abitanti erano slavi. Lì lavoravo come badante per i figli delle persone che vivevano nel campo. Poi sono tornato in Romania e sono rientrato in Italia nel giugno-luglio 2008. C'era anche mio fratello e abbiamo vissuto in un campo rom a Roma, andavamo a raccogliere ferro e rame per poi rivenderlo».

NESSUN REATO - Nessun precedente pende su Karol Racz che respinge le accuse che parlano di quattro condanne per furto pendenti in Romania a partire dal '97: «Sono stato soltanto multato una volta perché mi hanno trovato sul treno, in Romania, senza biglietto». Non è un racconto divertente: sotto il regime Ceausescu era un reato penale, come ha spiegato il suo legale Lorenzo La Marca. Racz racconta la sua storia da bambino quando a cinque mesi fu lasciato dai genitori in un orfanotrofio: «Non ho mai conosciuto i miei genitori, ho sette fratelli ma solo io sono stato affidato all'istituto per uscirne solo al compimento dei 18 anni. Poi ho cominciato a lavorare come panettiere e pasticciere presso un convento. A volte venivo pagato, ma in genere lavoravo per vitto e alloggio. Il mio sogno da bambino era quello di diventare monaco ortodosso».


20/03/2009

Caffarella, arrestati altri due romeni

Caffarella, arrestati altri due romeni

 

Hanno 18 e 27 anni, positivo il test del Dna: corrisponde a quello sui vestiti della vittima. «Pista buonissima», in carcere anche loyos e racz. RIESAME: «SCENARIO NON PROVA LORO COLPEVOLEZZA»

 

Forze dell'ordine setacciano il parco della Caffarella (Ansa)
Forze dell'ordine setacciano il parco della Caffarella (Ansa)

ROMA - C'è una svolta inattesa nelle indagini sullo stupro del 14 febbraio nel parco della Caffarella a Roma. Due romeni di 18 e 27 anni sono stati arrestati con le accuse di stupro contro la ragazzina di 14 anni e aggressione nei confronti del giovanissimo fidanzato. Le prove sarebbero schiaccianti: il loro Dna corrisponde a quello trovato sui vestiti della ragazzina. Entrambi hanno diversi precedenti penali. Una pista definita «buonissima»dagli inquirenti.

I DUE IN CARCERE - Per lo stupro di San Valentino sono già in carcere i romeni Alexandru Isztoika Loyos e Karol Racz, arrestati il 18 febbraio. Il 10 marzo il Tribunale del Riesame ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare, ma i due sono rimasti in prigione con altre accuse: Loyos per calunnia e autocalunnia (si sarebbe autoaccusato per coprire i veri responsabili dello stupro) e Racz per un'altra violenza, quella contro una donna di 40 anni nel quartiere romani di Primavalle. Nei giorni scorsi, dopo una pesante battuta d'arresto nelle indagini, la Questura aveva avviato accertamenti sui ricettatori che avrebbero venduto i telefonini della ragazzina violentata e del fidanzato.

MOTIVAZIONI DEL RIESAME - Secondo il Riesame l'impianto accusatorio proposto dalla Procura non è sufficiente per attribuire a Loyos e Racz la responsabilità dello stupro della Caffarella. «Lo scenario fin qui svelato dalle indagini - scrivono i giudici presieduti da Francesco Taurisano nelle 65 pagine della motivazione depositata venerdì - è inadeguato a coprire l'intera area della prova preliminare di colpevolezza e dunque a sostenere il giudizio prognostico di condanna di Loyos e Racz». Il Riesame boccia anche l'ipotesi concorsuale «morale» attribuita a Loyos dalla Procura. Vengono poi citate le analisi del Dna - che hanno dato esito negativo - compiute sui campioni prelevati dal tampone sulla vittima e sui mozziconi di sigaretta, parlando di «inconfutabili fatti» e di «verità scientifica non corrompibile e non falsificabile», ovvero Loyos e Racz non sono gli autori delle violenze. Il Riesame sottolinea anche «l'inattendibilità della vittima della violenza» nel momento in cui nelle dichiarazioni del 15 febbraio «storicizza l'identità tra l'aggressore caratterizzato dai capelli "color biondo" e "il sembiante" di Loyos». Infine la confessione di Loyos viene definita «radicalmente mendace». Per Racz le porte del carcere si potrebbero aprire lunedì quando è fissata l'udienza del Riesame per lo stupro di Primavalle. Martedì toccherà a Loyos: il suo legale Giancarlo Di Rosa discuterà il ricorso davanti al tribunale della Libertà.

IL LEGALE DI RACZ - «Ce lo aspettavamo». Così Lorenzo La Marca, il legale di Racz, ha commentato la svolta investigativa augurandosi che corrisponda a una svolta anche per la posizione del suo assistito: «Speriamo che ora si chiuda anche l'altra storia, quella di via Andersen, che dipendeva dalle indagini della Caffarella. Spero che adesso non ci siano più atti persecutori».


02/03/2009

Donna violentata a Primavalle riconosce uno degli stupratori della Caffarella

Donna violentata a Primavalle riconosce uno degli stupratori della Caffarella

 

Karl Racz, 41 anni, in carcere per la violenza su una 14enne ora è accusato anche di un altro stupro, il riconoscimento è avvenuto nell'ambito dell'incidente probatorio

 

 

Karol Racz (Emmevi)
Karol Racz (Emmevi)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ROMA - Ora sembra certo che almeno uno dei due non fosse alla sua prima violenza. La donna di 41 anni violentata la sera del 21 gennaio scorso in via Andersen, nel quartiere romano di Primavalle, ha riconosciuto come uno dei suoi aggressori Karol Racz, il romeno detenuto, insieme ad un complice, per la violenza sessuale compiuta il giorno di San Valentino ai danni di una ragazzina di 14 anni nel parco della Caffarella.

INCIDENTE PROBATORIO - La ricognizione è avvenuta in gran segreto nei giorni scorsi è si è tenuta sotto forma di incidente probatorio, l'istituto del codice che consente ad un atto istruttorio di assumere il valore di prova in un eventuale processo. A disporre l'incidente probatorio, tenutosi in presenza del pm Nicola Maiorano, titolare degli accertamenti sull'episodio di via Andersen, era stato il gip. Per Racz la procura potrebbe ora chiedere l'emissione di un'ordinanza di custodia in carcere anche per lo stupro di Primavalle.


18/02/2009

Stupro Caffarella, fermati due romeni «Perché l'ho fatto? Per dispetto»

Stupro Caffarella, fermati due romeni «Perché l'ho fatto? Per dispetto»

 

 

Il più giovane è stato bloccato nella capitale, l'altro a Livorno. Il primo, riconosciuto da vittime, ha confessato, hanno 20 e 36 anni

 

 

Fermati i due romeni responsabili della violenza sessuale nel parco della Caffarella a Roma. Nella foto Alexandru Isztoika Loyos, 20 anni, preso in un campo nomadi a Primavalle, nella capitale: ha confessato ed è stato riconosciuto dai due fidanzati aggrediti (Ansa)

 

 

Alexandru Isztoika Loyos, 20 anni (Gmt)

 

 

 

Karol Racz, 36 anni (Gmt)

 

 

Fermati i due romeni responsabili della violenza sessuale nel parco della Caffarella a Roma. Nella foto Alexandru Isztoika Loyos, 20 anni e Karol Racz, 36 anni (foto sopra), preso in un campo nomadi a Primavalle, nella capitale: ha confessato ed è stato riconosciuto dai due fidanzati aggrediti

 

 

 

ROMA - Sono stati catturati i due romeni presunti autori dello stupro avvenuto la sera di San Valentino nel parco della Caffarella a Roma. Hanno 20 e 36 anni: il più giovane, Alexandru Isztoika Loyos, ha confessato nella notte ed è stato riconosciuto dalla 14enne vittima della violenza e dal fidanzato. Era stato fermato martedì sera dalla polizia in un campo nomadi abusivo a Primavalle, a Roma, grazie all'identikit basato sulla testimonianza dei due fidanzati. Nella sua tenda è stato trovato un paio di pantaloni con macchie di sangue, ora al vaglio della Scientifica. Il complice più anziano, Karol Racz, è stato preso nella notte a Livorno grazie alle indicazioni di Loyos. Voleva scappare in Spagna. Decisiva nell'intera operazione la collaborazione della polizia romena.

«L'HO FATTO PER DISPETTO» - Martedì sera Alexandru Isztoika Loyos, che in Romania faceva il pastore, è stato portato in questura insieme a sette connazionali per accertamenti. Durante l'interrogatorio i sospetti nei suoi confronti si sono trasformati in pesanti indizi, fino alla confessione al pm, Vincenzo Barba, con conseguente provvedimento di fermo. «Non so perché, non so come è successo, volevamo solo rapinarli, poi improvvisamente tutto è cambiato», ha detto il 20enne in un passaggio della confessione. Ha ammesso che la 14enne è stata stuprata prima da lui e poi dal complice, che avevano appena rapinato i due fidanzati. «Perché l’ho fatto? Per dispetto» ha detto ancora Loyos. Il capo della Mobile, Vittorio Rizzi, ha spiegato che «non si rendeva conto dell’accaduto». Durante l'interrogatorio non ha pianto, apparendo impassibile e privo di rimorso. Poco prima dell'alba, intorno alle 5.30, la polizia è arrivata al complice in fuga, anche lui sottoposto a fermo. Era in un campo nomadi del Cisternino, nella campagna livornese, al confine con il comune di Collesalvetti. Karol Racz, 36 anni, è arrivato intorno alle 9.20 in Questura a Roma.

CAMPO NOMADI - L'uomo aveva trovato rifugio nell'insediamento nella notte tra domenica e lunedì, dopo aver raggiunto Livorno in pullman, ma non ha raccontato agli abitanti del campo il motivo per cui era scappato dalla capitale. Ha scelto quell'accampamento perché in passato aveva abitato lì e lavorato come raccoglitore di materiali in ferro prima di trasferirsi a Roma, circa cinque mesi fa. Proprio i nomadi del campo hanno contribuito al fermo, confermando agli agenti che il romeno era arrivato da Roma la notte di domenica. Il blitz è stato eseguito dalle Squadre mobili della capitale e di Livorno.

FOTOSEGNALAZIONI IN QUESTURA - «I due fermati erano soliti andare in giro per i parchi, in questo caso a scopo di rapina - ha detto Rizzi -. Il 20enne ha raccontato che avevano avvicinato la coppia per rapinarla ma che poi avevano trovato la ragazza molto carina. Da qui sarebbe nato il proposito di abusarne». Entrambi erano già noti alle forze dell'ordine di Roma e negli archivi della Questura c'erano le loro fotosegnalazioni: erano stati identificati il 24 gennaio dopo i controlli in una baraccopoli a Primavalle, seguiti allo stupro di via Andersen (e gli inquirenti non escludono che i due possano essere coinvolti anche in questa violenza). Racz ha menomazioni a una mano indicate sia dalla 41enne stuprata in via Andersen che dalla 14enne violentata alla Caffarella. Inoltre nella notte i funzionari della Squadra mobile hanno mostrato alla 41enne una foto del romeno e lei lo ha riconosciuto. «È lui, è lui, non lo posso dimenticare» ha detto tra le lacrime. Loyos era stato anche arrestato per furto e ricettazione. A suo carico nel 2008 l'ex prefetto di Roma Carlo Mosca aveva firmato un decreto di espulsione, poi annullato da un giudice di Bologna. Racz non aveva precedenti in Italia, ma in Romania aveva scontato tre anni di carcere per furto e ricettazione, dal 1999 al 2002.

 

RICONOSCIUTO DAI FIDANZATI - Martedì Loyos era stato riconosciuto dalla 14enne violentata nel parco della Caffarella e dal suo fidanzato. I due hanno confermato che il 20enne, già indicato dopo una ricognizione fotografica, è uno degli aggressori. «Non voglio più vedere questa foto» ha detto la ragazza, che alla vista del volto del romeno ha avuto una forte reazione emotiva. In giornata il pm, che ipotizza i reati di violenza di gruppo e rapina, chiederà la convalida dei fermi e gli interrogatori di garanzia dei due romeni si terranno probabilmente tra giovedì e venerdì.

TRACCE BIOLOGICHE - Il prossimo passaggio istruttorio è l'affidamento - probabilmente in giornata - delle consulenze tecniche sulle tracce biologiche rinvenute nel parco della Caffarella e su quanto repertato dagli investigatori (tra cui mozziconi di sigarette e macchie sugli abiti della minorenne). I risultati degli accertamenti dovranno suffragare le ammissioni del giovane pastore romeno e le parole dei fidanzati. Sinora i due resoconti sono pressoché sovrapponibili.

«RAGAZZI STRAORDINARI» - «Quanto accadano fatti così gravi non ci sentiamo di festeggiare un successo: sono contento che siamo arrivati alla soluzione in tempi brevi, grazie soprattutto alla testimonianza di questi due ragazzi straordinari. Hanno dimostrato una forza, una determinazione e una grinta eccezionale, in special modo la ragazza» ha commentato Rizzi. E il questore Giuseppe Caruso: «Un lavoro fatto in strada, di pura investigazione, di intuito e senza l'aiuto di supporti tecnici. Un lavoro da veri poliziotti». I due fermati non hanno mai acceso i cellulari rubati alle vittime. Il lavoro della Squadra mobile è partito dalla descrizione fatta dai due fidanzati ed è arrivato ai due romeni dopo aver passato al setaccio i campi nomadi della città. Durante la conferenza stampa in Questura uno di funzionari di polizia romena che hanno collaborato alle indagini ha detto che il suo Paese è disponibile ad altre indagini: «Se bisogna aumentare il numero (degli agenti, ndr), la Romania è disponibile. La ccoperazione non finisce qui».

SCHIFANI E FINI RINGRAZIANO - «Quanto accaduto rinforza in tutti noi la fiducia nelle forze dell'ordine alle quali rinnovo il mio apprezzamento, il mio ringraziamento e sono certo di interpretare il pensiero di tutta l'Aula - così il presidente del Senato Renato Schifani ha commentato il fermo dei presunti stupratori -. I cittadini si attendono dallo Stato, nei confronti degli autori di delitti così gravi, indagini pronte e risolutive, una giustizia severa ed efficace, una pena che corrisponda alla gravità dei reati e che sia scontata nella sua pienezza». Anche il presidente della Camera Gianfranco Fini ha inviato al questore Caruso «vivo apprezzamento per l'attività investigativa che ha portato in poco tempo all'arresto dei due presunti responsabili dello stupro della Caffarella». Fini ha espresso alle forze dell'ordine «la soddisfazione sua e della Camera per il brillante risultato conseguito». Il ministro dell’Interno Roberto Maroni si è congratulato con il prefetto Antonio Manganelli e il questore Caruso e ha sottolineato che «la celerità con cui si è arrivati al fermo dei due presunti responsabili ha impedito che uno dei due fuggisse all’estero per sottrarsi alla cattura».

 


16:15 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: stupro, roma, violenza, caffarella, presi, arrestati, violentata | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook