25/04/2012
Napolitano: «Non dar fiato ai demagoghi». Monti: «Cambiare modo di pensare»
Napolitano: «Non dar fiato ai demagoghi». Monti: «Cambiare modo di pensare»Gli appelli nel giorno della festa di Liberazione. Il presidente della Repubblica: «Ora nuova legge elettorale». Il premier: «Il rigore porterà crescita e lavoro»
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29/09/2011
Katarina: «Sono la fidanzata di Silvio»
Katarina: «Sono la fidanzata di Silvio»«NON L'HO MAI RICATTATO». Parla la ventenne ex Miss Montenegro: «Vivo ad Arcore, ho conosciuto il premier quando avevo 18 anni»
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11/10/2010
Berlusconi operato al tendine della mano
Berlusconi operato al tendine della manoIl premier soffriva di un'infiammazione permanente ai tendini del pollice. L'intervento, eseguito all'Humanitas di Rozzano, è andato bene. «Ora a riposo sino a domenica»
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24/09/2010
Dal Pdl affondo su «Annozero»: «Processo con sentenza già compilata»
Dal Pdl affondo su «Annozero»: «Processo con sentenza già compilata»«Accuse a senso unico al presidente del Consiglio, non c'è stato contraddittorio». Cicchitto e Gasparri contro il programma di Santoro, che nella puntata di debutto ha attaccato anche il Cda Rai
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31/07/2010
Vertice Berlusconi-Bossi, aspettando Fini Il premier : nessun cambio nel governo
Vertice Berlusconi-Bossi, aspettando Fini Il premier : nessun cambio nel governoCicchitto: non è necessario che il presidente del Consiglio riferisca in aula. Nel pomeriggio la conferenza stampa del presidente della Camera. Il Senatùr alza il dito medio ai giornalisti.
ROMA - Ieri il giorno dell'attacco di Berlusconi a Fini («Non ha più la fiducia»). Oggi l'attesa è per la replica dello stesso presidente della Camera, che alle 15 rilascerà dichiarazioni sul nuovo quadro politico che si è venuto a determinare con l'espulsione di fatto della sua componente dal Pdl, che ha già deciso che i nuovi gruppi parlamentari autonomi si chiameranno «Azione nazionale».
IL VERTICE CON BOSSI - Intanto, il capo del governo al termine di un consiglio dei ministri in cui, secondo quanto hanno riferito i presenti, non ha mai fatto cenno alla separazione consumatasi solo poche ore prima, ha ricevuto a Palazzo Chigi i vertici della Lega Nord. Il premier è a colloquio con Umberto Bossi e Roberto Calderoli. Tema del faccia a faccia è quasi sicuramente la situazione politica che si viene a creare a seguito della rottura con Fini e la necessità di trovare nuovi equilibri. Ma mentre il colloquio è in corso, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, uno dei più influenti esponenti della Lega fa sapere che «il governo porterà a termine la legislatura», seppure con maggiori difficoltà: «Nonostante queste tensioni e queste fibrillazioni il governo mantiene una sua maggioranza e la capacità di portare a compimento il suo programma. Certo, sarà una navigazione più a vista».
«IL GOVERNO NON CAMBIA» - Silvio Berlusconi, dunque, ha preferito non dedicare lo spazio del cdm alla situazione politica. Tuttavia, a margine della riunione dell'escutivo, ha voluto rassicurare Andrea Ronchi, ribadendo il concetto già espresso ieri quando, annunciando alla stampa la rottura con Fini, aveva spiegato che sulla permanenza dei finiani al governo avrebbe deciso il governo, ma per quanto lo riguardava personalmente non avrebbe avuto difficoltà a continuare la collaborazione con i «validi ministri» finiani. «Gli amici di Fini al governo lavorano bene - ha detto oggi - , non ho dubbi sulla loro lealtà e non ho ragione di modificare la squadra di governo. Quindi si prosegue così».
«IL PREMIER NON VERRA' IN AULA» - Berlusconi ha assicurato che il governo è solido e che altrettanto solida è la sua maggioranza. Allo stesso modo il capogruppo dei deputati, Fabrizio Cicchitto, ha risposto questa mattina alla Camera alla richiesta del Pd di un intervento in aula del premier per riferire sulla situazione dicendo che «non vi è alcun motivo» che ciò avvenga, perché quello verificatosi è stato semplicemente un «chiarimento» politico interno al partito di maggioranza relativa che non ha ripercussioni sull'esecutivo. Tuttavia i timori di contraccolpi sono forti, perché i gruppi parlamentari fedeli a Fini potrebbero contare su una pattuglia di deputati e di senatori superiore a quanto previsto dall'entourage circle del Cavaliere. Si parla di 34 deputati e di una decina di senatori ma le cifre sono ancora incerte e potrebbero anche cambiare.
IL DITO MEDIO DI BOSSI - «Speriamo che tutti e due usino cervello e cuore» ha detto Umberto Bossi entrando a palazzo Chigi. Il ministro delle Riforme non ha però voluto rispondere ai giornalisti che gli chiedevano se le elezioni anticipate sono vicine. Come già fatto nelle settimane scorse si è limitato a rispondere alzando il dito medio.
Redazione online
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22/07/2010
Berlusconi: “Contro il Pdl furibonde campagne mediatiche”
Berlusconi: “Contro il Pdl furibonde campagne mediatiche”Il presidente del Consiglio si scaglia contro i media che a suo dire stanno facendo una campagna stampa contro la maggioranza. E propone “l’operazione memoria“. Un dossier sulle “cose buone” fatte fin qui dal suo governo
"In questi giorni sono riprese contro il governo e contro il Popolo della libertà furibonde campagne mediatiche". Inizia così l'appello che Silvio Berlusconi rivolge ai simpatizzanti del Pdl sul sito forzasilvio.it, anticipato dal sito del Tg1, in vista della riunione prevista per oggi con i coordinatori regionali e nazionali.
"Calunnie" e "furibonde campagne mediatiche", prosegue il premier, non riusciranno a oscurare il lavoro del governo "se il Popolo della libertà sarà unito attorno al proprio governo, coeso tra leader, dirigenti e popolo".
"I nostri avversari - si legge ancora nel testo – sono maestri nelle chiacchere, con le quali cercano di nascondere i loro demeriti e di oscurare il tanto di buono che abbiamo fatto in questi due anni difficili". Per questo, viene lanciata quella che il sito definisce “Operazione Memoria” "per dire le tante cose buone che abbiamo fatto finora e che sono la premessa per quelle che porteremo a compimento nella seconda parte della legislatura".
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02/07/2010
Party con 6 ballerine per Berlusconi. Palazzo Chigi: "Falso"
Party con 6 ballerine per Berlusconi. Palazzo Chigi: "Falso"Una nota ufficiale smentisce la notizia pubblicata su un giornale online brasiliano: "Breve spettacolo di folclore tipico con la partecipazione di alcuni artisti brasiliani"
Ancora un giallo anima le trasferte internazionali del premier Berlusconi. Se a Toronto aveva fatto discutere la presenza della misteriosa "Dama bianca" nella delegazione al fianco del premier, in Brasile invece - dopo la barzelletta hard sulla cameriera - si parla di ballerine. Sei per la precisione. Ma Palazzo Chigi smentisce la notizia pubblicata dal quotidiano brasiliano online "Estadao" per cui il presidente del Consiglio avrebbe partecipato a un party privato a San Paolo con sei ballerine. "Lunedì 28 giugno - si legge nella nota - il presidente Berlusconi, accompagnato da persone del suo staff e da numerosi agenti della sua sicurezza, ha partecipato, su invito di un imprenditore, ad uno dei molti ricevimenti tenutisi in occasione della sua visita in Brasile. In tale circostanza è stato organizzato un breve spettacolo di folclore tipico con la partecipazione di alcuni artisti brasiliani".
Continua la nota: "Il presidente Berlusconi non ha partecipato alla successiva cena e, dopo una breve permanenza di cortesia, si è allontanato per ulteriori impegni di lavoro". Pertanto, conclude Palazzo Chigi, "le notizie apparse su alcuni siti online sono destituite di fondamento e sono frutto evidente della volontà di qualcuno di procurarsi della pubblicità".
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29/06/2010
Aggressione a Berlusconi, assolto Massimo Tartaglia
Aggressione a Berlusconi, assolto Massimo TartagliaL'uomo che lo scorso 13 dicembre aggredì il Presidente del Consiglio in Piazza Duomo a Milano è stato assolto perchè non imputabile. Dovrà rimanere per un anno nella comunità in cui si trova attualmente e non potrà partecipare a manifestazioni
E' stato assolto in quanto non imputabile, perché totalmente incapace di intendere e di volere al momento del fatto. È questa la sentenza su Massimo Tartaglia, che nel dicembre scorso ferì Silvio Berlusconi a Milano lanciandogli sul volto una statuetta del Duomo. Il Gup Luisa Savoia ha disposto come misura di sicurezza che Tartaglia resti in libertà vigilata per un anno nella comunità di recupero dove si trova da mesi agli arresti domiciliari. Tartaglia dovrà conformarsi alle indicazioni del direttore della comunità, potrà ottenere dei permessi per andare a visitare alla famiglia ma non potrà partecipare a manifestazioni pubbliche come quella del dicembre scorso in cui aggredì Silvio Berlusconi.
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19/03/2010
Cavaliere indagato, il fascicolo a Roma
Cavaliere indagato, il fascicolo a Roma
L’inchiesta su Politica e tv. Restano invece alla Procura di Trani le indagini su Innocenzi e Minzolini e i testi delle intercettazioni
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| Berlusconi (Fotogramma) |
TRANI - Le carte sono pronte. Le ultime firme stamattina e poi il fascicolo Berlusconi sarà trasmesso altrove. A Roma, pare, perché è lì che sono stati commessi i reati contestati al presidente del Consiglio: concussione e «violenza o minaccia a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario». La procura di Trani quindi si è convinta: non è sua la competenza per la parte del caso Rai-Agcom che riguarda il premier Silvio Berlusconi. Restano invece ancorate a Trani (perché commessi qui i reati) le indagini sugli altri due inquisiti, il commissario dell'Authority per le Comunicazioni Giancarlo Innocenzi (accusato di favoreggiamento) e il direttore del Tg1 Augusto Minzolini (al quale è stata contestata la rivelazione di segreto istruttorio). Le carte passano a Roma, è vero. Ma di fatto le intercettazioni ormai note fra il premier e il commissario Agcom resteranno a Trani assieme al fascicolo di Innocenzi (a meno che anche per quel fascicolo si decida la competenza romana). Perché sarebbe impossibile un eventuale processo a Innocenzi che non tenesse conto dei colloqui telefonici con il presidente del Consiglio.
Perché ad accusare il commissario dell'Authority ci sono per lo più le chiamate fatte o ricevute da Silvio Berlusconi: le parole scambiate fra i due per "concertare" la chiusura di Annozero, la trasmissione di Santoro sgradita al Cavaliere. Spesso era il presidente che chiamava il commissario e per Innocenzi era quasi sempre un tormento perché gli toccava discutere ogni volta daccapo la stessa richiesta: impedire a Santoro di andare in onda. Le trasmissioni che Berlusconi non avrebbe voluto vedere alla fine non sono state bloccate, nonostante Innocenzi abbia tutte le volte convocato una sfilza di politici, amici magistrati, dirigenti Agcom, Rai, della Vigilanza. Lo scopo era studiare un modo, che apparisse il più legale possibile, per bloccare Annozero. Eppure quando Innocenzi fu sentito dai magistrati di Trani, il 17 dicembre dell'anno scorso, negò categoricamente di aver mai ricevuto pressioni per intervenire su qualche programma televisivo. «Mai» disse davanti alle domande del pubblico ministero Michele Ruggiero. Ne è sicuro? lo incalzò il sostituto «Assolutamente sì». Anzi, di più: disse «Non è nelle nostre competenze imporre la sospensione di un programma ». Ci aveva provato, invece, a più riprese. Il 30 novembre 2009, mentre era al telefono con il vicepresidente della Commissione parlamentare di vigilanza Giorgio Lainati, sembrava convinto di aver trovato una soluzione alle richieste pressanti del premier. Credeva che Santoro stavolta non avrebbe trasmesso la puntata sul caso Mills (che poi invece andò in onda) e immaginava già una reazione possibile: «È evidente che un secondo dopo verrà scatenato il putiferio a Zavoli».
Giusi Fasano
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18/03/2010
Il Cavaliere chiamò i carabinieri «Santoro vi offende, fate un esposto»
Il Cavaliere chiamò i carabinieri «Santoro vi offende, fate un esposto»
Politica e tv - Le carte. E in una telefonata a Innocenzi: «Clima di odio, volevano ammazzarmi»
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| Il premier con il generale Gallitelli |
TRANI — Un giorno fra fine ottobre e metà novembre del 2009. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è infuriato perché Annozero di Michele Santoro «non fa che trasmettere puntate contro di me», dice. Si lamenta con più di un interlocutore. Soprattutto con chi crede che possa risolvergli il «problema Santoro» facendo qualcosa che blocchi la sua trasmissione. A un certo punto chiama il generale di Corpo d’Armata Leonardo Gallitelli. Il presidente del Consiglio vorrebbe che il generale firmasse un esposto contro Santoro per le parole anticarabinieri pronunciate durante Annozero. Ma di quella telefonata non c’è traccia da nessuna parte. Non è agli atti semplicemente perché né Berlusconi (indagato per concussione e minaccia) né il generale sono intercettati. Per il generale non ce ne sarebbe motivo, per il capo del governo, sebbene sott’inchiesta, non è possibile procedere alle intercettazioni se non c’è un’autorizzazione formale della Camera (mai chiesta).
La telefonata a Innocenzi
Però è intercettato Giancarlo Innocenzi, il commissario dell’Agcom che nell’inchiesta di Trani è indagato per favoreggiamento. E il Cavaliere lo chiama. «Ho parlato con Gallitelli per la storia dell’esposto» gli spiega. «Allora va bene, ti chiamerà lui». Effettivamente il giorno dopo Gallitelli chiama Innocenzi, anche perché è difficile, se sei un generale dei carabinieri, non fare la cortesia di una chiamata chiesta dal premier. La chiamata c’è. Quello che non c’è è l’esposto di Gallitelli che, stando ai fatti, non esaudisce il desiderio del presidente.
«Volevano ammazzarmi»
Il premier è stressato perché è convinto che tutte le parole contro di lui pronunciate ad Annozero alimentino un clima di odio nei suoi confronti. In una delle tante sfuriate con Innocenzi cerca di fargli capire quanto quella trasmissione lo danneggi: «Dicono così tante cose contro di me... sono una fabbrica di fango. Pensa che l’altro giorno volevano perfino ammazzarmi. Sai, è venuto fuori che volevano farmi un attentato con una macchina accostata alla mia fra palazzo Chigi e casa. Qualcuno ha perfino minacciato la figlia di Ghedini».
Il pressing e Masi
Innocenzi, come dimostrerebbe più di una telefonata, si prende ogni volta l’impegno di aiutare il premier senza riuscire nell’intento. Il pressing di Berlusconi è tale da far dire al direttore generale della Rai Mauro Masi (poi aggiornato sulle telefonate, perfino sugli insulti del premier contro Innocenzi): «Pressioni così manco nello Zimbabwe». Eppure Masi, anche se riluttante, si dà molto da fare per non scontentare il presidente. Fin troppo, sono convinti in Procura, dove due giorni fa hanno acquisito agli atti le carte che lo stesso Michele Santoro ha messo nelle mani dei pubblici ministeri durante la sua deposizione. E’ lo scambio di lettere fra lui e il dg Rai e gli inquirenti sembrano avere da quelle carte una sorta di conferma del «ruolo attivo» di Masi nelle azioni anti-Santoro. «La situazione del dg Rai» confida a uno di loro «è compromessa ».
I contatti con Letta
Dall’inchiesta di Trani emergono ogni giorno nuovi dettagli, altri stralci di intercettazioni. Gli ultimi riguarderebbero il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta: una telefonata di inizio dicembre 2009. E’ Innocenzi che telefona al sottosegretario dopo aver ricevuto una sfilza di chiamate dal presidente del Consiglio e averne fatte altrettante nel tentativo di mettere a punto le sue richieste. Innocenzi spiega a Letta i passaggi fatti fino a quel momento. «La Vigilanza sa tutto... Masi, sa tutto l’Autorità». Dice che ha «fatto fare a due amici magistrati tutta l’analisi». Insomma: il «pacchetto anti-Santoro» è pronto. Innocenzi spiega a Letta che «ho dato tutto a Mauro» (secondo la Procura Mauro Masi) e gli dice che però Mauro vuole pararsi le spalle: quel che serve è che Calabrò, il presidente dell’Authority delle comunicazioni, dica a Santoro: «Niente trasmissione, non la puoi fare». Letta non commenta con approfondimenti. Sembra liquidare il suo interlocutore e taglia corto: «Va bene, lo cerco». In sostanza deve cercare Calabrò e convincerlo a fare il passo forte che vuole Mauro Masi.
Le lamentele
Ancora una volta Innocenzi telefona a Masi. E si lamenta di come Berlusconi lo tratta. « Mi manda a quel paese ogni tre ore», confida al dg Rai. «Mi insulta. Mi dice che l’Agcom si deve vergognare, che è una barzelletta». Masi raccoglie gli sfoghi e ogni volta prova ad aiutare l’amico vessato. Ma non intende scoprirsi senza motivo: o c’è la carta giusta, l’esposto, l’ordine dell’autorità giusta, oppure lui non fa niente.
La puntata su Mills
L’ordine giusto non arriva. Santoro manda in onda la trasmissione sul caso Mills e Berlusconi va su tutte le furie. Chiama Innocenzi e lo riempie di insulti. Il commissario Agcom cerca di difendersi come può: «Sono anche andato da Calabrò incazzato come una biscia» cerca di giustificarsi. Ma il Cavaliere non si contiene. E chiede di fermare quantomeno la trasmissione del giovedì successivo: «Giovedì sera c’è il processo Spatuzza, voi non riuscite veramente a fare questa roba...». E’ un altro tormento per Innocenzi. Che ancora una volta però mette in moto la macchina contro Annozero. Tutto inutile.
Giusi Fasano
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