15/05/2010

Appalti eolico, indagato presidente Sardegna Ugo Cappellacci

Appalti eolico, indagato presidente Sardegna Ugo Cappellacci

Dopo Denis Verdini spunta un altro nome eccellente nell'inchiesta della Procura di Roma sulle concessioni di lavori pubblici nell'isola. Si tratta del governatore della Regione, iscritto nel registro degli indagati per abuso d'ufficio e corruzione

 

 

 

Dopo Denis Verdini c'è un altro indagato eccellente nell'inchiesta della Procura di Roma sugli appalti pubblici per i progetti eolici in Sardegna. Si tratta del presidente della Regione Ugo Cappellacci, iscritto nel registro degli indagati per abuso d'ufficio e corruzione.

Il nome del governatore - figlio di quel Giuseppe Cappellacci, che negli anni' 80 del secolo scorso fu commercialista di Silvio Berlusconi - sarebbe contenuto in diverse intercettazioni telefoniche tra l'imprenditore  Flavio Carboni e il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, entrambi già indagati, per la nomina d'Ignazio Farris al vertice dell'Arpas, l'Agenzia per la protezione dell'ambiente. Per vedere il suo protetto investito dell'incarico, il faccendiere Flavio Carboni avrebbe fatto leva su Verdini, come dimostrerebbe anche un cospicuo movimento di denaro transitato sui conti del Credito cooperativo fiorentino, di cui il coordinatore del Pdl è presidente.


Il presidente della Regione Sardegna, in ogni caso, ha respinto ogni accusa, affermando che con la sua azione di governo è riuscito a fermare l'assalto alla speculazione sulle energie rinnovabili nell'isola.


11/01/2010

Bersani: «Le primarie sono un'opportunità, non un obbligo»

Bersani: «Le primarie sono un'opportunità, non un obbligo»

 

Il segretario del Pd indica la linea per le Regionali. Dove il centrodestra ha già i candidati «è meglio privilegiare l'immediatezza e l'efficacia della scelta»

 

Pier Luigi Bersani (Ansa)
Pier Luigi Bersani (Ansa)

ROMA - Sulle primarie per sciogliere i nodi delle candidature per le Regionali, Pier Luigi Bersani ha tracciato la linea, limitando in parte l'uso di questo strumento. A quanti anche all'interno del partito chiedono che sulle consultazioni primarie faccia testo quanto previsto dallo statuto del partito, il leader democrato ha spiega che il ricorso a tale strumento rappresenta «un'opportunità e non un obbligo. Il partito non può essere un notaio che si limita a stilare il regolamento delle primarie. Noi siamo un partito veramente federalista, non decidiamo nelle ville o in due o tre persone, ma nelle assemblee regionali: lì si decide se, come e dove farle. Adesso dobbiamo privilegiare la messa in campo di candidature forti. Abbiamo come si vede buone occasioni e dobbiamo coglierle».

DOVE LA DESTRA E' GIA' IN CAMPO NIENTE PRIMARIE - In particolare, Bersani pensa «che nelle Regioni come il Lazio dove la destra è già in campo sia meglio privilegiare l'immediatezza e l'efficacia della scelta». Dunque il ricorso alle primarie, almeno in Regioni come Lazio e Veneto, dovrebbe essere scartato. Bersani torna a ricordare che «i candidati devono essere scelti entro il 20 febbraio», dunque dove la scelta è ancora incerta c'è tempo per decidere. Ma - aggiunge - «siamo a buon punto in 8-9 regioni dove c'è anche un significativo avanzamento delle relazioni politiche, poi naturalmente ci sono dei problemi». È il caso per esempio del Lazio: «Domani c'è l'assemblea regionale del Pd regionale e io - scandisce Bersani - ripeto che la Bonino è una fuoriclasse, è fuori da ogni stereotipo, e da questo si capisce cosa penso io, ovviamente nel rispetto delle scelte degli organi del partito». Quanto allo scontro interno al centrosinistra in Puglia, «il tema non è l'esclusione di questo o quel candidato. Stiamo cercando - minimizza Bersani - di mettere insieme uno schieramento che sia il più competitivo possibile»