23/04/2012
Ballottaggio Hollande-Sarkozy per l'Eliseo
Ballottaggio Hollande-Sarkozy per l'EliseoFrancesi alle urne: affluenza all'80%, boom dell'estrema destra di le pen al 17,9%. Il candidato socialista al 28,6%, il presidente uscente crolla al 27,1% e dice: «Voto di crisi, ma la battaglia continua»
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24/01/2012
Usa, la dichiarazione dei redditi di Romney
Usa, la dichiarazione dei redditi di RomneyLa corsa alla casa bianca. L'ex governatore ha guadagnato 21,7 milioni di dollari. Obama ha pagato il doppio delle tasse
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04/12/2011
Usa 2012, il candidato repubblicano Cain sospende la campagna per la Casa Bianca
Usa 2012, il candidato repubblicano Cain sospende la campagna per la Casa BiancaTravolto dagli scandali sessuali ha annunciato il ritiro
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31/08/2009
«I talebani mi hanno mutilato»
«I talebani mi hanno mutilato»
Il racconto di Lal Mohamed a cui hanno tagliato naso e orecchie mentre si recava ai seggi elettorali, «in ospedale non mi hanno curato. le autorità non si sono occupati del mio caso»
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| Lal Mohamed è stato mutilato dai talebani (foto Indipendent) |
KABUL - Ci vuole coraggio. Per uscire di casa e andare a votare. Per raccontare e denunciare quello che è successo. Semplicemente per riuscire a sopravvivere in Afghanistan. Tra bombe e minacce. Tra soldati e talebani. Lal Mohamed è un uomo coraggioso. Uno dei tanti eroi che vivono nel paese. Il 20 agosto ha sfidato i talebani. Ha lasciato il suo villaggio, nella provincia di Uruzgan, per andare in uno dei seggi elettorali. Non c'era minaccia a convincerlo di non uscire di casa. I Mujaheddin l'hanno fermato e, dopo averlo picchiato a sangue, gli hanno tagliato naso e orecchie. Lo hanno lasciato così, sul ciglio della strada, come esempio per tutti gli afgani che volevano esercitare il loro diritto di voto. E che sperano nella democrazia e nel futuro.
LA DENUNCIA- C'è chi dice che nel paese ci sono sicuramente altri casi simili. Ma per adesso Mohamed è tra i pochi che ha deciso di raccontare e ha scelto il quotidiano inglese Independent. È a casa di un amico. Mutilato e umiliato, l'uomo di 40 anni, ha spiegato, tra le lacrime, che la mattina delle elezioni doveva camminare almeno un'ora e mezza per arrivare al suo seggio. Dopo solo mezz'ora è stato fermato da tre uomini armati che hanno trovato il certificato elettorale. «Hanno cominciato a picchiarmi così forte che sono caduto a terra. Poi un uomo si è seduto a cavalcioni su di me e ha tirato fuori un coltello». Mohamed, poi non si ricorda nulla, tranne che è rimasto sulla strada per molto tempo. Fino a quando «un uomo mi ha portato a Kabul su un asino. Pensavo di morire». All'ospedale, «nessuno mi ha assistito, mi hanno rimandato a casa dicendo che erano pieni e di tornare dopo un paio di giorni». Solo che «ero una maschera di sangue». Ha dovuto farsi «prestare dei soldi per comprare le medicine. Adesso mi hanno promesso un intervento, però c'è il problema del debito». Intanto neanche la polizia «è intervenuta»
LE ELEZIONI- «Ecco cosa succede quando ci si mette contro i talebani. Gli stranieri dicono: "Esci a votare". Poi però non ti aiutano», a parlare questa volta è l'amico di Mohamed. Si è preso cura di lui, lo protegge e lo sta curando. I talebani erano stati chiari: «Non andate a votare e ve ne pentirete». Nel sud l'affluenza è stata bassissima, «troppa paura delle conseguenze». Ma c'è chi come Mohamed non pensava di «fare qualcosa di sbagliato». Per questo si è fatto coraggio. Ed è partito per votare.
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25/08/2009
Afghanistan, "Karzai vince con il 68%" Torture dei talebani agli elettori: video
Afghanistan, "Karzai vince con il 68%" Torture dei talebani agli elettori: video
Un video dimostra come le minacce alla popolazione chiamata alle urne stiano diventando realtà. Al Jazeera ha mostrato i posti di blocco e i Mujaheddin che esaminano le mani ai passanti.
Kabul - Doppio attentato alle truppe italiane nell'arco di poche ore. Un ordigno è esploso, la scorsa notte, al passaggio di un mezzo militare italiano vicino a Farah, nell’Afghanistan occidentale. Nessun ferito, solo danni al mezzo, un Lince blindato. L’attentato, secondo quanto si è appreso al Comando militare italiano di Herat, è avvenuto mentre era in corso un’attività di controllo del territorio congiunta tra soldati afgani e italiani: parà del 187/o reggimento Folgore e bersaglieri del primo reggimento. Il secondo attacco è avvenuto nel pomeriggio sempre nella provincia di Farah: una pattuglia di paracadutisti è caduta in un’imboscata. Nessun ferito. I militari stavano svolgendo un’operazione a Shiwan, nel distretto di Bala Baluk. Prima un mezzo dell’esercito afgano è saltato su una mina (nessun danno alle persone), poi gli insorti hanno sparato con armi leggere e Rpg. Gli italiani hanno risposto al fuoco, "neutralizzando la minaccia", ha detto il comandante Castellano.
Il ministro: "Rieletto il presidente" Continua la battaglia degli annunci sul risultato delle presidenziali del 20 agosto. Il ministro delle Finanze ha annunciato che Hamid Karzai sarebbe stato confermato con il 68% dei voti. L’unica autorità però autorizzata a rendere noto il risultato ufficiale è la Commissione elettorale che ha già fatto sapere che solo domani saranno resi noti i primissimi numeri e solo il 17 settembre i dati ufficiali. Parlando ai giornalisti, Zakhilwal ha detto che Karzai ha ricevuto un forte sostegno elettorale in tutto il Paese e anche nel Nord, fatto, ha detto, che mette il risultato al riparo dalle accuse di frodi nelle instabili regioni del Sud.
Plebiscito per Karzai Il presidente afgano Hamid Karzai sarebbe stato rieletto con una valanga di voti, il 72%, mentre il suo principale rivale nella corsa alla presidenza, Abdullah Abdullah, avrebbe ottenuto il 23% dei consensi. Lo afferma il quotidiano britannico Telegraph citando i dati raccolti da un team di osservatori nei seggi elettorali. Ma stando a quanto annunciato dalla commissione elettorale, i primi risultati provvisori sono attesi per giovedì prossimo. Ieri, Abdullah ha denunciato "brogli massicce" a favore del suo avversario, fra cui dati sull’affluenza che sarebbero stati gonfiati nel sud. "Ci sono irregolarità, frodi e tentativi di brogli massicci", ha detto l’ex ministro degli Esteri di Karzai, basandosi in particolare sui rapporti dei suoi osservatori all’interno dei seggi elettorali. "Sono molto, molto preoccupato per le frodi importanti che sono in corso e spero che questo non si rifletterà sul risultato finale". Secondo Abdullah, "le frodi massicce sono state organizzate dal (presidente) uscente grazie al suo apparato statale e i suoi rappresentanti governativi". Stando alle numerose informazioni ricevute "dal suo gruppo di campagna elettorale, la partecipazione annunciata in alcune zone è stata "quattro volte superiore a quanto riscontrato in realtà", ossia dal "40 al 45 per cento" invece del "10 per cento" e con voti che "si sono riversati sul presidente uscente" Karzai, ha indicato. Stando a quanto riferisce un’analista, la valanga di voti conquistata da Karzai e annunciata dal giornale britannico, troverebbe una sua spiegazione se venisse confermato il successo elettorale del presidente uscente anche nel nord dall’Afghanistan, grazie all’accordo raggiunto con il signore della guerra, il generale Abdul Rashid Dostum. Da giovedì scorso, giorno delle elezioni presidenziali e provinciali in Afghanistan, la Commissione per i reclami elettorali ha ricevuto 225 denunce: di queste, 35 sono state definite ad "alta priorità".
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