01/08/2010

Finisce in manette il molestatore seriale di New York: è un giornalista francese

Finisce in manette il molestatore seriale di New York: è un giornalista francese

Hugues-Denver Akassy è celebre per i suoi ritratti politici. È stato catturato dopo che aveva violentato una turista

 

Hugues-Denver Akassy
Hugues-Denver Akassy

NEW YORK - Da due anni era l'incubo delle donne single di New York. Le avvicinava in strada, nei club sportivi e persino sulle scale antincendio. Martedì scorso è stato arrestato dalla polizia della Grande Mela che è rimasta stupita nello scoprire che dietro al molestatore seriale si nascondeva Hugues-Denver Akassy, giornalista francese pluripremiato e molto apprezzato, nonché direttore di un programma televisivo che va in onda sul canale satellitare Orbite TV.

L'ARRESTO
- Il quarantaduenne, che come racconta il sito della sua televisione è diventato famoso per i ritratti giornalistici di alcuni importanti personaggi politici come Nelson Mandela e Bill Clinton, è stato acciuffato pochi minuti dopo aver violentato una turista russa nel parco di Riverside. Aveva conosciuto la ragazza pochi attimi prima in un centro commerciale del Time Warner Center. Dopo un breve colloquio l'avrebbe invitata a fare un picnic con lui nel parco. Il suo avvocato Howard Simmons riconosce che i due hanno avuto un rapporto sessuale, ma lo definisce completamente consensuale. Adesso il giornalista francese è stato portato in carcere e per uscire dalla prigione dovrà sborsare una cauzione di 100.000 dollari.

I PRECEDENTI
- In passato Akassy era stato già denunciato svariate volte per molestie e per essersi introdotto abusivamente in appartamenti o in luoghi privati. La prima denuncia risale al 2009 quando il giornalista inseguì una donna trentatreenne in una strada dello Upper West Side dopo che quest'ultima aveva rifiutato le sue avance. Oltre ad aver cercato di molestare altre ragazze, nel corso degli ultimi due anni il quarantaduenne avrebbe spedito anche diverse e-mail di minaccia a svariate donne. Infine la settimana scorso ha ricevuto l'ultima denuncia per essersi introdotto illegalmente in una casa di una trentatreenne newyorkese salendo per le scale antincendio.

LA DENUNCIA SUL NEW YORK POST
- La testimonianza che potrebbe metterlo con le spalle al muro è quella della scrittrice e giornalista Mandy Stadtmiller che domenica sulle colonne del New York Post ha raccontato in un articolo intitolato "A date with the rapist" (un appuntamento con lo stupratore) la sua breve, ma terribile esperienza con Akassy, risalente al maggio del 2007. Anche in quell'occasione il francese, dopo aver avvicinato con una scusa la scrittrice, l'avrebbe invitata a fare un passeggiata, questa volta a Central Park. Prima si sarebbe mostrato dolce e riflessivo, ma poi avrebbe tentato di violentarla. Tuttavia la sua strategia fallì e fortunatamente la Stadtmiller riuscì a sfuggire alle attenzioni morbose del quarantaduenne: «Fui molto fortunata - ammette nell'articolo la Stadtmiller - L'intera storia fu un terribile incubo».

Francesco Tortora


27/05/2010

Gran Bretagna, arrestato presunto serial killer di prostitute: è un criminologo

Gran Bretagna, arrestato presunto serial killer di prostitute: è un criminologo

Le donne sono tutte scomparse. lunedì trovati i resti di una di esse. La polizia ha fermato Stephen Griffiths, che sta facendo un dottorato di ricerca sugli assassini seriali

 

Stephen Griffiths (da My Space)
Stephen Griffiths (da My Space)

MILANO - Un caso che riguarda da vicino uno degli aspetti della trama del celebre libro (e film) «Il silenzio degli innocenti» in cui lo psichiatra è anche un serial killer. La polizia di Bradford , comune inglese dello Yorkshire ha arrestato Stephen Griffiths, un quarantenne che sta facendo un dottorato di ricerca in criminologia, con il sospetto che egli sia il serial killer che ha ucciso tre prostitute nella zona. Si tratta di Shelley Armitage, Susan Rushworth e Suzanne Blamires. I resti di quest'ultima sono stati trovati mercoledì nel fiume Airea Shipley, mentre le altre due sono scomparse.

L'ARRESTO - Griffiths è stato arrestato in relazione all'uccisione di Blamires, sembra dopo che filmati di telecamere a circuito chiuso hanno portato a lui. Della Armitage non si hanno più notizie dal 26 aprile, mentre la Rushworth è sparita nel giugno 2009. La polizia sta anche cercando di capire se ci siano collegamenti anche con l'assassinio nel 2001 di Rebecca Hall, una prostituta di 19 anni. Inquietanti anche alcuni aspetti della vita di Griffiths nei rapporti con i colleghi inappuntabile studioso, mentre su My space aveva un sito in cui identificava se stesso con il nome di «Ven Pariah» una figura mitica della demonologia. Da notare poi che la zona in cui sono avvenuti i delitti era la stessa in cui negli anni '70 aveva imperversato Peter Suttcliffe, detto «Lo squartatore», arrestato nel 1981 dopo aver ucciso negli anni 13 donne, la maggior parte delle quali prostitute.

Redazione online


27/01/2010

Preso in Spagna «Paoluccio l'infermiere» Era uno dei superlatitanti di camorra

Preso in Spagna «Paoluccio l'infermiere» Era uno dei superlatitanti di camorra

 

Paolo Di Mauro, reggente del clan Contini, catturato a Barcellona con un altro gregario della stessa «famiglia»

 

La foto segnaletica di Di Mauro

 

NAPOLI - Due superlatitanti del clan Contini sono stati arrestati dalla polizia a Barcellona. Si tratta di Paolo Di Mauro, 58 anni, inserito tra i 30 latitanti più pericolosi, e di Luigi Mocerino, 58, inserito tra i 100 latitanti più pericolosi.

RICERCATO - Era ricercato dal 1993 e da due anni era finito nel programma di ricerca a livello internazionale: era inserito dal ministero dell'Interno nell'elenco dei fuggitivi più pericolosi. Contro di lui emesse già numerose ordinanze di carcerazione per associazione a delinquere di stampo camorristico e per omicidio. Di Mauro, poi, era già stato condannato a 17 anni e 10 mesi di reclusione.

PAOLUCCIO L'INFERMIERE - Era considerato il reggente del clan dei Contini ed era chiamato «Paoluccio l´infermiere». Era ritenuto uno dei più importanti narcotrafficanti internazionali con ramificazioni in Columbia e Spagna, paese considerato da tempo il nascondiglio privilegiato dei camorristi latitanti. Proprio qui «Paoluccio», insieme ad altri importanti esponenti dei clan degli «scissionisti», aveva costruito un nascondiglio inaccessibile. Almeno fino a oggi.

IL «RUOLO» NAPOLETANO - Nel 2000 l'Alleanza di Secondigliano aveva bisogno di una «sponda» nella zona orientale di Napoli per eliminare Vincenzo Mazzarella, uno dei prinncipali boss partenopei. La «sponda» viene individuata in De Luca Bossa e, a rappresentare Gaetano Bocchetti all'incontro, viene inviato l'ex poliziotto Gennaro Sacco. Giovanni Cesarano rappresenta i Licciardi, e a rappresentare i Contini c’era proprio lui, Paolo Di Mauro.


06/01/2010

Yemen, fonti Sana'a: preso capo locale di Al Qaeda

Yemen, fonti Sana'a: preso capo locale di Al Qaeda

 

L'uomo, sospettato di essere uno degli organizzatori delle minacce agli Usa che hanno costretto alcune ambasciate occidentali a chiudere, è stato arrestato in un ospedale insieme ad altri due militanti. I tre erano stati feriti lo scorso lunedì in un raid

 

 

WASHINGTON - Il fallito attentato di Natale «si poteva prevenire», ma la sicurezza «ha fallito in maniera disastrosa». Barack Obama punta il dito contro gli errori dell'intelligence dopo la riunione alla Casa Bianca con il segretario di Stato, Hillary Clinton, il ministro della Difesa, Robert Gates, quello per la Sicurezza interna, Janet Napolitano, e con i direttori della Cia, Leon Panetta, e dell'Fbi, Robert Mueller. Un summit convocato dopo il fallito attacco di Natale su un volo diretto a Detroit. «Se un sospetto terrorista è riuscito a salire su un aereo - ha detto il leader Usa - vuol dire che il sistema ha una falla». Secondo Obama, non è stato però «un fallimento nella raccolta di intelligence». Le informazioni necessarie per anticipare le intenzioni di Al Qaeda erano state raccolte, ha dichiarato, ma «vi è stato un fallimento» nell'analizzare le connessioni tra questi dati

YEMEN
- «L'intelligence sapeva che il fallito attentatore era stato nello Yemen - ha aggiunto - e che si era unito agli estremisti. Sappiamo anche che nello Yemen ci sono altri terroristi pronti a colpire. Non eravamo a conoscenza della pericolosità dell'attentatore di Natale, ma avevamo abbastanza informazioni per fermarlo. Non possiamo sottovalutare questi dati: è inaccettabile. La sicurezza ha fallito in maniera disastrosa».

GUANTANAMO - Obama ha poi confermato la chiusura di Guantanamo, ma ha aggiunto che «nessun detenuto sarà trasferito nello Yemen». Il leader americano ha inoltre ribadito che gli Stati Uniti sono «determinati a sventare i piani di Al Qaeda e a smantellare le reti terroristiche una volta per tutte, ovunque esse siano radicate».


15/07/2009

Svizzera, catturato il «mostro lacustre»

Svizzera, catturato il «mostro lacustre»

 

Una sandra ha terrorizzato i bagnanti del lago Maggiore, in una solo giornata il pesce ha morso sei turisti e ne ha spediti due all'ospedale


Il pesce catturato dalla squadra di sommozzatori
Il pesce catturato dalla squadra di sommozzatori

 

 

 

 

Lo avevano soprannominato il «mostro del Lago Maggiore» ed era diventato velocemente lo spauracchio dei tanti bagnanti che ogni weekend affollano lo specchio d'acqua che si trova tra l'Italia e la Svizzera. Alla fine una squadra di poliziotti svizzeri, armata di fiocina e di tanta buona volontà, si è immersa nel lago ed è riuscita a catturare e a uccidere questa sandra di otto chili che nella sola giornata di sabato aveva morso ben 6 turisti, spedendone due all'ospedale con ferite che sfioravano i 10 cm. Domenica mattina, invece, prima che fosse acciuffato, il pesce, lungo 80 cm, aveva attaccato anche un sub della polizia, perforandogli la muta.

SQUILIBRI ORMONALI - Inizialmente i sub hanno cercato di prenderlo con le reti, ma è stato tutto inutile. Quindi hanno optato per la fiocina e una volta catturata, la sandra è stata offerta in pasto ai turisti che, nonostante il pericolo del "mostro marino", affollavano in massa uno dei campeggi di Tenero, sulle sponde del lago. Tutti quelli che lo desideravano hanno potuto assaggiare un boccone di questa specie ittica che è molto ricercata dai pescatori per la squisitezza delle sue carni. La sandra, conosciuta anche col nome di «lucioperca», è un pesce d'acqua dolce, appartiene alla famiglia del persico di cui ricorda vagamente la forma e la colorazione. È un predatore e ha denti molto aguzzi. Secondo Fabio Croci, a capo del team di sub che si è messo alla caccia del "mostro del Lago Maggiore" probabilmente, il comportamento del pesce è stato causato da «squilibri ormonali» che lo avrebbero reso incredibilmente aggressivo: «È davvero raro che le sandre mordano esseri umani» ha spiegato Croci ai media locali.

Francesco Tortora


12/07/2009

«Non sono io lo stupratore Avete manipolato il mio Dna»

«Non sono io lo stupratore Avete manipolato il mio Dna»

 

Roma La fidanzata: sono sotto choc. Gli investigatori: ecco il filmato che lo incastra. Bianchini in lacrime dal pm. Sospettato di casi attribuiti a Joe Codino

Il difensore: «Non gli hanno trovato il passamontagna, solo un taglierino. E l’aggressore non zoppicava?»

ROMA — «Avete manipolato il Dna». Luca Bianchini giura di essere innocente, vittima di un clamoroso scambio di persona. «Fai di tutto per tirarmi fuori di qui. E, mi raccomando, fai il possibile anche per tutelare il mio onore», ha gridato ieri a Regina Coeli al difensore Giorgio Olmi durante il primo incontro dopo l’arresto. «Se è lui il violentatore - ha sostenuto l’avvocato - lo ha fatto senza rendersene conto, e deve essere curato. Altrimenti siamo di fronte a un errore giudiziario come quello della Caffarella».

Bianchini, 33 anni, ragioniere e coordinatore del circolo Pd del Torrino, è accusato di tre stupri, di sequestro di persona e porto abusivo d’arma. Venerdì sera, in questura, davanti al pm Antonella Nespola che cercava di convincerlo a collaborare, il laureando in Giurisprudenza è scoppiato più volte a piangere. Ma non ha confessato, anzi. Seduto su una poltroncina, stringendo un braccio davanti al petto, ha detto solo poche parole. «Avete manipolato il Dna, mi volete incastrare: ho sbagliato solo una volta nella vita, quando ero giovane, ecco perché mi trovo qui. Ma è tutto un errore». E in quello stesso momento, in un’altra stanza sul corridoio, anche la sua ex fidanzata, una ragazza di Cassino, sotto choc non riusciva a trattenere le lacrime: «Conoscevo un altro Luca... Stavamo insieme da tempo, ma non mi sono mai accorta di nulla».

A Regina Coeli, Bianchini è tenuto sotto stretta sorveglianza. E’ in isolamento e la polizia penitenziaria ha ricevuto l’ordine dalla Nespola di non perderlo di vista nemmeno per un attimo per prevenire il rischio di un gesto estremo. Ha trascorso tranquillamente la giornata, ha mangiato solo frutta e ha rifiutato l’ora d’aria. «Prima di essere un cliente è un amico al quale voglio bene - ha spiegato Olmi -. Vederlo lì, è stato uno strazio: non è un mostro, è una persona gentile, affabile, che gode di una stima sociale assoluta. A casa non gli hanno trovato il passamontagna dello stupratore, ma solo un taglierino di 3 centimetri e mezzo. E poi, i testimoni non avevano notato uno che zoppicava?». Per gli investigatori, che ieri hanno divulgato un filmato della notte del 25 maggio nel quale si vede il violentatore in un garage che aggredisce una donna e fugge dopo la reazione, gli indizi contro Bianchini sono invece schiaccianti. Al ragioniere sono state sequestrate mappe degli stupri, ritagli di giornali (uno relativo alla rapina ai danni di Lamberto Sposini, commessa all’ingresso del garage di casa sua, l’anno scorso, da un gruppo di romeni) e un lungo elenco manoscritto di presunte violenze: dal ’97 al maggio scorso, da Tor Carbone a Vigne Nuove, fino all’Aurelio. Una lista ancora tutta da decifrare: «Grotta Perfetta 1-1. Via Millevoi X-1. Val Cannuta X-2». Il diario di altri stupri? Secondo gli inquirenti si potrebbe trattare di sopralluoghi (X) e di successive aggressioni (1-2) su cui adesso sono in corso accertamenti. Sospetti tutti da verificare: di due episodi analoghi, il 3 luglio di 12 anni fa, venne accusato un altro stupratore seriale (soprannominato Joe Codino per i capelli legati dietro alla nuca), che però fu poi scagionato.

Rinaldo Frignani - Flavio Haver


11/07/2009

Preso lo «stupratore del garage» Una delle aggressioni in un video

Preso lo «stupratore del garage» Una delle aggressioni in un video

 

La squadra mobile: «Un uomo dalla doppia vita, che si trasforma di notte». Convalidato l'arresto di Luca Bianchini. Fu ripreso da una telecamera mentre tentava una violenza


Soprannominato «lo stupratore del garage», a Roma era diventato un incubo per migliaia di donne. Luca Bianchini, 33 anni, è stato incastrato dal Dna: tre le conferme, ma tra i casi aperti si contano in tutto almeno quindici aggressioni. Ora, dopo la convalida dell'arresto con custodia cautelare in carcere, l'uomo è stato trasferito a Regina Coeli. Un video diffuso dalla Questura di Roma documenta una delle aggressioni, un tentato stupro avvenuto appunto in un garage. Nelle immagini, riprese da una telecamera di sorveglianza, si vede l'interno del parcheggio sotterraneo e l'arrivo dell'auto guidata da una donna; quindi l'aggressore che arriva di corsa, s'infila il passamontagna, raggiunge la vittima predestinata ma poi scappa, forse per la reazione di lei o perché spaventato da altre persone in arrivo.

FIN DAL 2005 - Un uomo dalla «doppia vita», che si trasforma di notte calzando il suo mephisto nero: così Vittorio Rizzi, capo della squadra mobile romana che ha seguito le indagini, ha descritto Luca Bianchini. Fidanzato e con una vita assolutamente normale, Bianchini, secondo quanto affermato dagli inquirenti nel corso di una conferenza stampa, sarebbe autore di almeno 15 stupri o tentati stupri. Gli investigatori, dopo una lunga e intensa attività di indagine, hanno individuato che alcune violenze sessuali messe in atto dal fermato risalgono al 2005. C'è poi un precedente addirittura del '96: appena ventenne, aveva tentato di stuprare la vicina, una donna di 49 anni, e aveva desistito solo per l'intervento del figlio di lei, un bambino di dieci anni. Durante l'udienza preliminare, sulla base di una perizia medico legale, il gip Antonio Trivellini lo ritenne incapace di intendere e di volere al momento del fatto. Quasi una premonizione quella dell'avvocato della donna, Francesco Caroleo Grimaldi, che disse: «In sostanza, si è stabilito che un ragazzo assolutamente normale può aggredire una donna oggetto delle sue fantasie erotiche e rimanere impunito in quanto la scienza ufficiale giustifica tutto con la teoria del raptus».

LA FINE DI UN INCUBO - «È finito un incubo», ha affermato il questore di Roma Giuseppe Caruso nel corso della conferenza stampa in cui sono stati resi noti i dettagli del fermo. Il massimo dirigente degli uffici di via San Vitale ha ringraziato gli uomini della squadra mobile diretti da Vittorio Rizzi, affermando che in questi giorni «è stata messa in atto un'inchiesta di tipo tradizionale, di quelle porta a porta». Caruso ha spiegato che la mobile ha lavorato 24 ore su 24 a questo caso passando al setaccio tutte le zone in cui il seriale ha colpito. Sono stati ascoltati amministratori di condominio, portieri, e, come affermano dalla questura «la gente che vive di notte, compresi i semplici proprietari di cane che portano il loro amico a 4 zampe la notte a fare la pipì». Testimonianze, piccoli indizi che hanno reso possibile l'individuazione di «un insospettabile, dalla vita assolutamente normale».


17/05/2009

Camorra, preso a Marbella il leader degli «scissionisti»

Camorra, preso a Marbella il leader degli «scissionisti»

 

In Spagna fermato il «re della coca». Il boss Raffaele Amato è stato arrestato, era latitante dal 2006: otto omicidi negli anni '90

 

NAPOLI - Uno dei boss del gruppo degli «scissionisti» di Scampia, Raffaele Amato, è stato arrestato dalla polizia di Napoli in Spagna. L'uomo era latitante dal 2006.

LATITANTE - Raffaele Amato, 44 anni, era ricercato dopo l'emissione nei suoi confronti, da parte del gip del Tribunale di Napoli, di una ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l'accusa di omicidio. Da alcuni anni il boss della camorra si era stabilito in Spagna. Arrestato una prima volta nel 2005, era stato scarcerato dal Tribunale del riesame per decorrenza dei termini di carcerazione ed aveva fatto nuovamente perdere le sue tracce.

OTTO OMICIDI - Raffaele Amato deve rispondere di otto omicidi commessi fra il 1991 e il 1993, nella cosiddetta faida di Mugnano (località della periferia nord della provincia di Napoli). Il latitante è stato arrestato dopo un pedinamento di 50 chilometri, iniziato a Malaga, in Spagna, e finito nella hall di un albergo di Marbella. L'uomo, ritenuto il principale importatore di cocaina nel mercato napoletano, ha replicato qualcosa in spagnolo e poi, quando ha capito di avere di fronte la polizia italiana, non ha opposto alcuna resistenza. Il boss viveva in una località della Costa del Sol, come latitante; faceva viaggi all'estero per incontrare i suoi familiari, e usava più documenti, parlando perfettamente lo spagnolo. Con Raffaele Amato è stato arrestato anche Carmine Minucci; colpiti da provvedimenti di custodia cautelare anche Paolo Di Lauro, Enrico D'Avanzo, Rosario Pariante, Antonio Abbinante, Raffaele Abbinante, Gennaro Marino e Massimiliano Cafasso, già detenuti in carcere.

MARONI - Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha telefonato al capo della polizia, prefetto Antonio Manganelli, e al procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore, per congratularsi per l'operazione che ha portato all’arresto di Amato.


23/04/2009

Bagdad, arrestato capo di Al Qaeda

Bagdad, arrestato capo di Al Qaeda

 

L'annuncio della tv. Abu Omar al Baghdadi preso nella capitale irachena

 

BAGDAD - «L'emiro dello Stato islamico in Iraq», un'alleanza di gruppi terroristi guidata da al Qaida, Abu Omar al Baghdadi, è stato arrestato nella capitale irachena. Lo ha annunciato il generale Qassim Atta, portavoce del comando delle operazioni per la sicurezza a Bagdad, citato, in una striscia in sovrimpressione dall'emittente tv al Iraqiya.