22/09/2010

Google, ecco la mappa delle pressioni governative

Google, ecco la mappa delle pressioni governative

In una pagina creata da Mountain View tutti i dati sulle richieste arrivate dai Paesi al motore di ricerca. Da gennaio a giugno l'Italia ha chiesto per 651 volte di rimuovere dei contenuti, dai video ai post sui blog

Continua...


16/03/2010

Alfano: «Talpe da individuare e punire» Santoro ascoltato dai pm di Trani

Alfano: «Talpe da individuare e punire» Santoro ascoltato dai pm di Trani

 

L'inchiesta rai-agcom. Il giornalista sentito per due ore dai magistrati: «Annozero? Pressioni di dominio pubblico»

 

Michele Santoro
Michele Santoro

TRANI - Michele Santoro al mattino, gli ispettori nel pomeriggio. Giornata impegnativa al palazzo di giustizia di Trani, al centro delle cronache per l'inchiesta sulle presunte pressioni del premier, Silvio Berlusconi, per bloccare Annozero. «Gli ispettori da oggi hanno cominciato a lavorare senza interferire nell'inchiesta per contribuire all'accertamento di quanto accaduto principalmente in riferimento alla presenza di talpe, che ci auguriamo vengano immediatamente individuate e punite» ha spiegato il ministro della Giustizia Angelino Alfano. In attesa di incontrare gli ispettori inviati da via Arenula, i magistrati di Trani hanno ascoltato per due ore Santoro, sentito come persona informata dei fatti. «Non posso fornire alcun elemento - ha affermato il conduttore di Ann0zero al termine dell'audizione - non si possono dare informazioni sul contenuto del colloquio avuto con i magistrati». «Per quanto riguarda le pressioni che ci sono state su Annozero - ha proseguito Santoro - credo che siano pressioni di dominio pubblico».

«PARTE CIVILE» - «Pressioni pubbliche ci sono sempre state - ha aggiunto il conduttore di Annozero, - editti bulgari sono stati pronunciati e mai rimossi e contemporaneamente si è andati anche a chiudere, con una decisione storica, negativa, tutti i programmi di approfondimento informativi in campagna elettorale, sottraendo un servizio pubblico importante all'opinione pubblica che ha diritto ad essere informata». Quanto all'ipotesi di costituirsi parte civile, Santoro ha poi spiegato: «Come è stato detto da alcuni miei collaboratori, ho semplicemente detto di considerare la possibilità da parte mia di valutare la mia posizione di persona offesa».


ALFANO E GLI ISPETTORI - Nel pomeriggio. gli ispettori inviati dal ministero della Giustizia incontreranno il capo della Procura di Trani, Carlo Maria Capristo, che sarà affiancato dai quattro sostituti procuratori titolari della indagine sulla vicenda Rai-Agcom. Gli inviati ministeriali - ha spiegato Alfano - devono «contribuire all'accertamento di quanto avvenuto relativamente ad alcune patologie che sono sotto gli occhi di tutti», ma «non interferiscono, non possono e non vogliono con le indagini». Tre in particolare i nodi che sono chiamati a verificare: eventuali irregolarità nell'utilizzo delle intercettazioni («a strascico», le ha definite il ministro), la competenza territoriale della Procura di Trani, anziché di quella di Roma, e la fuga di notizie («gravemente immorale oltre che illegale»). Quanto al Csm, che dovrebbe discutere in giornata del caso degli ispettori inviati a Trani dal Guardasigilli, Alfano ha assicurato che non esiste alcun conflitto tra il ministero della Giustizia e il Csm, sottolineando però che l’organo di autogoverno della magistratura, «deve risolvere i problemi della giustizia e non fare politica».

L'INCHIESTA - Nel registro delle notizie di reato - a quanto si è appreso - sarebbero iscritti il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per concussione e minacce (reati commessi, secondo l'accusa, ai danni dell'Autorità garante delle comunicazioni), il commissario Agcom, Giancarlo Innocenzi, per favoreggiamento (in un interrogatorio del 17 dicembre scorso avrebbe negato di aver ricevuto pressioni dal premier perché fossero presi «provvedimenti» contro la trasmissione di Santoro), e il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, per violazione del segreto investigativo (avrebbe reso noto il contenuto dell'interrogatorio al quale era stato sottoposto dalla Procura di Trani).

Redazione online


03/10/2009

La Gabanelli: «Abbiamo la tutela legale»

La Gabanelli: «Abbiamo la tutela legale»

 

Sarà presente alla manifestazione per la libertà di stampa: In itaila giornalisti asserviti. L'annuncio della conduttrice: la Rai farà fronte alle eventuali cause contro Report ancora per questa serie

 

ROMA - «La tutela legale della Rai per Report? L'abbiamo rispuntata la scorsa settimana. Almeno per questa serie. Si naviga un po' a vista, capisce?». Lo ha detto Milena Gabanelli intervenendo a Radio 24 per discutere della manifestazione sulla libertà di stampa prevista domani. Manifestazione alla quale Gabanelli ha aderito.

LE PRESSIONI DEI POLITICI - «Tutti i politici di tutti i Paesi - ha detto la Gabanelli - esercitano le loro pressioni sui giornalisti per indirizzare, condizionare, limitare. A vari livelli. Ma dipende dagli interlocutori che trovi. In Italia si trovano interlocutori particolarmente asserviti e questo fatto produce certi risultati. Il problema, più che nella politica, sta in realtà nella qualità dei giornalisti, dei direttori spesso scelti dalla politica. Poi c`è un problema normativo: nel momento in cui chicchessia si sente autorizzato a trascinarti in tribunale anche in assenza del fatto diffamatorio ma solo per intimidire e ti fa cause per centinaia di migliaia di euro, alla fine diventa tutto troppo oneroso. Puoi essere governato da un principe svedese ma se ti trovi cento cause, devi accantonare un sacco di soldi nel fondo rischi per numerosi anni, e rischi di chiudere. L'anomalia più pesante sta lì».

LE MELE MARCE - Gabanelli poi ha risposto alla questione degli editori puri e del servizio pubblico: «Non dovrebbe esserci nulla di più puro del servizio pubblico, eppure in Italia cosa c'è di più contaminato del servizio pubblico? Siamo in un Paese complesso nella struttura e sempre più degenerato. Andare a cercare a monte l'editore puro è sempre più complicato, mentre la professione di giornalista è una professione che scegli. Quando faccio stage nelle scuole di giornalismo vedo giovani animati da passione civile. Perché poi si degenera? Perché metti una mela marcia nel cestino, la lasci lì e nel tempo».