26/04/2012

Bankitalia: le famiglie soffrono la crisi Ma i debiti restano contenuti

Bankitalia: le famiglie soffrono la crisi Ma i debiti restano contenuti

IL RAPPORTO SULLA STABILITA' FINANZIARIA. Nei primi nove mesi del 2011 la ricchezza netta delle famiglie è scesa. Prestiti banche in ripresa solo a fine 2012

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06/04/2012

Farmacista avvelenato con il cianuro che lui stesso aveva procurato

Farmacista avvelenato con il cianuro che lui stesso aveva procurato

Il 64enne è in coma irreversibile. Fermato il responsabile, che ha confessato: il delitto per un debito da 270mila euro

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26/12/2011

Consumi, il peggior Natale dal 2000 Scende la spesa degli italiani per il cibo

Consumi, il peggior Natale dal 2000 Scende la spesa degli italiani per il cibo

COLDIRETTI. Sborsati 2,3 miliardi di euro per cibi e bevande. Aumentano gli sprechi

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18/05/2011

Calciomercato: Sanchez, Aguero e Tevez I colpi proibiti alla fiera degli attaccanti

Calciomercato: Sanchez, Aguero e Tevez I colpi proibiti alla fiera degli attaccanti

Le grandi squadre cercano attaccanti di lusso, ma la maggior parte di loro preferisce l’estero. Vanno di moda i goleador rapidi: Tevez piace all’Inter ma vuol rimanere al City. L’agente del "Kun" tratta con i bianconeri che confermano Matri, ma mollano Toni e Iaquinta

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14/08/2010

Italiani sempre più indebitati: nel 2009 la media è salita a 15.930 euro a famiglia

Italiani sempre più indebitati: nel 2009 la media è salita a 15.930 euro a famiglia

Le maggiori sofferenze a roma, lodi e milano. Indagine della Cgia di Mestre: dal 2002 (anno di introduzione dell'euro) al 2009 debiti cresciuti del 91,7%

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11/07/2010

La crisi si fa sentire anche in Vaticano

La crisi si fa sentire anche in Vaticano

I conti della Santa Sede migliorano ma restano in rosso per il secondo anno consecutivo. Aumentano le offerte dei fedeli al Papa, l'obolo di San Pietro. Dallo Ior 50 milioni

 

Il bilancio consuntivo 2009 della Santa Sede, dei dicasteri e del Governatorato della Citta' del Vaticano sono ancora in rosso. Ma i conti sono in netto miglioramento rispetto al 2008. Lo afferma una nota dopo la riunione del Consiglio dei cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici. Il bilancio consuntivo consolidato 2009 registra un disavanzo di esercizio di 4 mln 102mila e il Governatorato della Citta' del Vaticano di quasi 8 mln.

 


12/11/2009

Economia:«Mutui, 230 mila famiglie a rischio. Ora attenzione al tasso variabile»

Economia:«Mutui, 230 mila famiglie a rischio. Ora attenzione al tasso variabile»

 

Bankitalia: la rata può raggiungere anche il 32% del reddito. Bankitalia: la rata può raggiungere anche il 32% del reddito

 

Dietro il semaforo, palazzo Koch sede della Banca d'Italia (La Presse)
Dietro il semaforo, palazzo Koch sede della Banca d'Italia (La Presse)

ROMA - La crisi finanziaria «ha accentuato i timori per la capacità delle famiglie, in parti­colare quelle a basso reddito, di ripagare prestiti, mutui e cre­dito al consumo». E ad essere più in difficoltà sono certamen­te le 230 mila famiglie meno abbienti, già alle prese con una rata del mutuo che ha raggiun­to il 32% del reddito disponibi­le contro una media del 17%. A dirlo sono i dati della Banca d’Italia illustrati ieri alla Came­ra da Roberto Rinaldi, capo del servizio di supervisione degli intermediari specializzati. La valutazione sulle famiglie in difficoltà per le rate di mu­tuo, risulta dall’indagine con­dotta da Bankitalia tra il 2004 e il 2006, prima quindi della cri­si.

Oggi la situazione (i risultati della nuova indagine non sono ancora pronti) potrebbe però essere ancora più grave. Nel settore dei prestiti per l’acqui­sto di una casa si stanno ripe­tendo, in qualche modo, pro­prio le condizioni del 2004 quando la stragrande maggio­ranza dei contratti veniva sti­pulata a tasso variabile per co­gliere le opportunità offerte dai bassi tassi di interesse. Con la conseguenza di trovarsi a pa­gare rate troppo onerose, e lo dicono appunto i dati di fine 2006, al momento del successi­vo rialzo. Allora rappresentava­no il 90% del totale, oggi, nel primo trimestre del 2009, il 70%. È tornata la corsa al variabi­le, più conveniente grazie ai bassi tassi, rispetto alla scelta della rata fissa, che di solito presenta una rata mensile o se­mestrale più elevata anche se costante nel tempo e quindi immune dall’andamento del costo del denaro (attualmente il tasso di riferimento della Bce è pari all’1%). Ed è tornato il ri­schio di un aggravio della rata legato all’inasprimento delle condizioni di mercato.

Tanto che Bankitalia avverte le ban­che: «È essenziale che gli inter­mediari forniscano alla cliente­la una corretta e sostanziale in­formazione sui rischi connessi alla stipula di mutui il cui one­re finanziario può lievitare si­gnificativamente in presenza di aumenti dei tassi di interes­se » ha detto Rinaldi. Proprio poche settimane fa l’Abi ha sot­toscritto un avviso comune per una moratoria sui mutui a favore delle famiglie in difficol­tà. Lasciando da parte i mutui, il credito al consumo nel suo complesso, dice Bankitalia, è più costoso che altrove: circa il 10% più elevato rispetto al da­to medio dell'area dell'euro. I tassi più alti si riscontrano nel­le carte di credito revolving (ol­tre il 17%), seguono i prestiti personali (11%) e la cessione del quinto, con un tasso del 9% senza le spese accessorie.

Stefania Tamburello


20/05/2009

Per un prestito personale anche il 15% I consumatori: serve più concorrenza

Per un prestito personale anche il 15% I consumatori: serve più concorrenza

 

Il dossier. Dal Taeg (tasso effettivo globale) ai contratti, ecco come confrontare le offerte

 

MILANO — Con le mini-rate la differenza è spesso di pochi euro. Verrebbe da dire spic­cioli. Ma lo sapevate — e magari lo state fa­cendo — che per finanziare l’acquisto di un televisore nuovo si paga anche il 15,6% di in­teresse con Neos Banca? Verrebbe da dire ec­cessivo. Facciamo un passo indietro: banche e società di prestito al consumo devono gua­dagnare. È il loro lavoro. Non ci piove. Ma il dubbio rimane lecito e in alcuni casi senza ri­sposta: come si passa dal tasso di finanzia­mento base della Banca centrale europea pari all’1%, un indicatore di quanto costi il denaro alle banche, a interessi a due cifre incassati per delle tv dagli istituti ma anche, più sem­plicemente, ai mutui sulla prima casa che su­perano il 6%? Quella dei tassi d’interesse atti­vi, cioè pagati dalle famiglie italiane per i ser­vizi, è da sempre la giungla per eccellenza. Fi­no a pochi anni fa si dovevano consumare suola delle scarpe e giornate preziose per ca­pire quale fosse l’offerta migliore. Ora alme­no c’è Internet. E, certo, l’introduzione del Ta­eg, il tasso effettivo annuo che 'svela' anche i costi nascosti, ha aiutato a non cadere nei tra­nelli del Tan, il tasso nominale. Basta far scor­rere il dito sulle rilevazioni trimestrali dell’As­sofin, l’associazione delle finanziarie per il prestito al consumo, per rendersene conto. Qualche esempio? Il Tan della Deutsche Bank Prestitempo per un prestito di 5 mila euro fi­nalizzato all’acquisto della moto nel primo tri­mestre dell’anno è del 7,83%. Il Taeg sale al 10,27%. Il 2,5% circa di differenza. Non poco. Ma anche passando alle banche italiane la sto­ria non cambia: il Tan dell’Unicredit Family Financing Bank per un prestito di 700 euro per acquistare elettronica di consumo è il 9,44%. Il Taeg addirittura di 5 punti percen­tuali in più (il 14,56%) anche a causa delle spese del Rid.

Inutile quindi sottolineare che la prima co­sa da fare è sempre pretendere con chiarezza il Taeg. La legge obbliga le banche a comuni­carlo. Ma non sempre è in primo piano. Per l’acquisto dell’auto nuova i tassi tendono a scendere per effetto del maggior importo del finanziamento e della scadenza del rimborso più lunga. Per una spesa di 12 mila euro da rimborsare in 48 mesi vale la pena «consuma­re » un po’ di suola scarpinando sul web: le offerte possono variare anche di molto. Si va dal 7,92 di Taeg di B@nca 24-7 al 10,07 di Bmw Financial Services Italia. La differenza di rata è di quasi 12 euro. Non da farsi venire il mal di testa. Ma bisogna considerare che per definizione il prestito al consumo si som­ma ad altri prestiti come il mutuo.

Insomma, anche considerando le spese del­le strutture, i costi da sostenere, i rischi per le finanziarie di inciampare nell’insolvenza del­le famiglie (un’auto si può pignorare, ma con un frigorifero o una protesi dentaria è un’al­tra cosa...) resta il dubbio che la forbice tra i tassi potrebbe essere tagliata. Per i mutui il ragionamento è simile. Proprio ieri l’Euribor a tre mesi su cui vengono indicizzati i mutui per l’acquisto delle case ha toccato il nuovo minimo storico: l’1,237%. Il Taeg rilevato da Bankitalia è del 5,56% considerando fissi e va­riabili (che in questo momento sono molto bassi). Anche qui Internet. Basta mettere i pa­rametri su www.mutuionline.it per ottenere un confronto di offerte immediate. Per un prestito quindicinale di 125 mila euro, prima casa, immobile del valore di 200 mila (un pu­ro esempio), si passa dal Taeg fisso di Che­Banca! (5,3%) al 6,12% di Unicredit Family.

D’altra parte, anche se su un piano diverso, l’ex ministro pd Pierluigi Bersani con le sue famose «lenzuolate» sulle liberalizzazioni ave­va tentato di riequilibrare tassi attivi e passivi delle banche per superare quella che in econo­mia si chiama vischiosità dei prezzi e che al­tro non è che la ritrosia di banche e aziende ad adeguare il costo dei servizi per le famiglie quando scendono i loro costi, come succede per i benzinai con il petrolio. A quel tempo lo scontro si era consumato con l’Abi, l’associa­zione delle banche. E alla fine del percorso le­gislativo era rimasta ben poca cosa dello spiri­to di quel riequilibrio. «I tassi d’interesse so­no troppo alti — è tranchant come sempre Elio Lannutti, dell’Adusbef, che da ex banca­rio ora guida la battaglia dei consumatori con­tro le banche —. I banchieri sono tartarughe, non adeguano i tassi. E non è vero che quelli italiani sono i meno cari d’Europa. I margini per una riduzione ci sono. Consigli? Per i mu­tui sulla la prima casa continuiamo a dire che bisogna scegliere un tasso fisso per evitare che succeda quello che è già accaduto negli ultimi anni quando le famiglie hanno firmato mutui a tasso variabile e la rata è poi esplosa mettendole in difficoltà. Certo: a fronte del­l’ 1% della Bce ci sono tassi vicini al 6% come quelli di Banca Sella. Noi non vogliamo lan­ciare accuse infondate però le banche, se vo­gliono ricostruire un rapporto di fiducia con i clienti che si è andato deteriorando, devono fare di più. La fiducia va sudata».

Massimo Sideri


07/05/2009

La Bce taglia ancora i tassi Nuovo minimo storico all'1%

La Bce taglia ancora i tassi Nuovo minimo storico all'1%

 

TRICHET: «IL LIVELLO DEI TASSI NON è AL MINIMO POSSIBILE». Dal 13 maggio il principale riferimento sul costo del denaro scenderà all’1%, contro l’attuale 1,25%

 

Il presidente della Bce Jean-Claude Trichet (Ap)
Il presidente della Bce Jean-Claude Trichet (Ap)

ROMA - Nuova riduzione e nuovo minimo storico per i tassi di interesse nell’area euro: a partire dal 13 maggio il principale riferimento sul costo del denaro scenderà all’1%, contro l’attuale 1,25 per cento. Lo ha deciso il Consiglio direttivo della Banca centrale europea, nel corso della riunione a Francoforte, effettuando una manovra in linea con le attese dei mercati.

«NON È IL MINIMO POSSIBILE» - Il taglio deciso giovedì porta il costo del denaro al minimo storico da quando la Bce ha iniziato a gestire la politica monetaria nel 1999. Anche se il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet ha sottolineato che l'istituto «non ha deciso oggi che l'attuale livello dei tassi sia il minimo possibile», anche se al momento, ha aggiunto il numero uno della Bce, i tassi «sono appropriati».

GLI ALTRI TASSI - Il differenziale tra il costo del denaro negli Stati Uniti e quello nell'Eurozona si attesta sull'1%, tenuto conto che la Fed ha praticamente azzerato il tasso sul Fed Funds, fissando un range compreso tra 0 e 0,25%. Diverse, rispetto al tasso di interesse nell’area euro, le dinamiche sugli altri due principali riferimenti dei tassi. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali scende a sua volta di 0,50 punti, all’1,75 per cento, mentre non è stato ritoccato il tasso che la stessa Bce pratica sui depositi che detiene per conto delle banche commerciali: è già allo 0,25 per cento e ridurlo lo avrebbe azzerato.

LE BORSE - L'annunciato taglio dei tassi da parte della Bce fa allungare il passo alle principali borse europee: Milano e Londra guadagnano il 2,42%, Parigi l'1,6% e Francoforte l'1,58%, Amsterdam sale del 2,36%. Bene il comparto bancario con Commerzbank (+14,93%) e Dexia (+8,91%), ad eccezione di Lloyds (-8,22%), che ha indicato una crescita dei crediti a rischio. Salgono le materie prime con Kazakhmys (+7,91%) e Rio Tinto (+5,07%), mentre si muove contrastata l'automobile, presa tra lo scivolone di Porsche (-12,33%) dopo la fusione con Volkswagen (+0,79%) e il balzo di Renault (+4,56%).




03/10/2008

Mutui, l'Euribor vola al nuovo record A tre mesi vola al 5,34 per cento

Mutui, l'Euribor vola al nuovo record A tre mesi vola al 5,34 per cento

La crisi finanziaria ha avuto pesanti ripercussioni sulle rate dei mutui: è il tasso con cui vengono indicizzati i prestiti a tasso variabile

 

ROMA - Vola al nuovo record del 5,34% il tasso Euribor a tre mesi, quello con cui vengono indicizzati i mutui a tasso variabile. In un anno l'Euribor è salito dal 4,775% al 5,339%.

NUOVI RECORD - Il tasso Euribor a tre mesi è quello al quale le banche prendono prestiti in euro e funge da guida per le variazioni delle rate dei mutui. Giovedì il tasso era già schizzato al 5,33%. Anche il tasso a un mese è al record, al 5,13% (un punto base in più rispetto a giovedì), secondo le stime della European Banking Federation.

IL MECCANISMO - Le banche continuano a trattenere liquidità, non fidandosi di prestarsela reciprocamente sui mercati interbancari, e i fondi comuni sono dirottati sui titoli di Stato: il risultato è un rialzo dei tassi di mercato. Il differenziale fra i tassi di mercato e i rendimenti dei titoli di Stato Usa è balzato a 354 punti, contro i 39 punti della prima metà del 2007 (dati Bloomberg). Ed è record anche per lo spread Libor-OIS, che misura la scarsità di liquidità per le banche.


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