20/07/2010
Arrestato presunto killer delle prostitute
Arrestato presunto killer delle prostituteCaccia all'uomo di oltre 24 ore in Friuli e Veneto. Prime ammissioni per l'omicidio della escort romena Diana Alexiu, scomparsa dallo scorso 20 maggio
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| Diana Alexiu (da Chi l'ha visto?) |
UDINE - Un uomo sospettato dell'omicidio di almeno due prostitute è stato fermato dalla Polizia al termine di una caccia all'uomo in corso da oltre 24 ore in Friuli e Veneto. Si tratta di Ramon Berloso, goriziano di 35 anni, condannato in passato per la morte di un uomo durante una rissa in Friuli. Berloso è stato fermato nella notte dalla Polizia Ferroviaria nella stazione di Padova ed è stato condotto in questura a Udine.
INTERROGATO - Da quanto si è saputo, Berloso avrebbe cominciato a fare le prime ammissioni indicando anche la zona, sulle rive del fiume Torre, dove avrebbe abbandonato i cadaveri delle due donne e dove sono ora in corso le ricerche dei corpi. Le operazioni per la sua cattura erano scattate da oltre 24 ore con un centinaio di uomini di Polizia e Carabinieri, con l'impiego di elicotteri e unità cinofile, e hanno riguardato una vasta zona del basso Friuli, ai confini con il Veneto. Il 29 giugno a Cervignano del Friuli venne ritrovata l'auto di Diana Alexiu, una escort romena di 24 anni di cui non si hanno notizie dallo scorso 20 maggio, del cui caso si era occupata anche la trasmissione di Rai 3 Chi l'ha visto?. Nel corso di queste settimane, la Polizia di Udine ha concentrato verifiche e accertamenti nella zona della bassa friulana per risalire alle persone che avrebbero potuto incontrarsi con la donna che, secondo quanto emerso nelle settimane scorse, avrebbe raggiunto il Friuli da Desenzano del Garda (Brescia) per un incontro. Alcuni testimoni avevano riferito agli investigatori di aver visto la donna il 22 maggio in un bar a Palmanova.
ESCORT DI LUSSO - Diana Alexiu, giovane e attraente con alle spalle un'infanzia difficile, era arrivata un Italia da Bucarest nel 2005 per iniziare una nuova vita ed era entrata nel giro delle escort di lusso. Partita da Desenzano il 20 maggio alla guida di una Bmw X5 con targa romena, era giunta verso le 22 al casello autostradale di Palmanova, da dove aveva telefonato al fratello promettendogli di richiamarlo a breve per comunicargli il numero di targa dell'auto del suo nuovo sconosciuto contatto. Ma la telefonata non è mai arrivata.
CACCIA - La caccia a Berloso è scattata dopo la scoperta che stava per incontrare un'altra ragazza. Gli investigatori gli hanno teso una trappola nelle campagne di Aiello (Udine), a poca distanza dalla sua abitazione. L'uomo è però riuscito a evitare la cattura con una manovra spericolata e, abbandonata l'auto nei pressi del cimitero di Crauglio di San Vito al Torre (Udine), è fuggito a piedi. Ricercato per ore, è stato scoperto nella notte alla stazione di Padova. Berloso è sospettato anche della scomparsa di una escort veneziana della quale non si hanno notizie dallo scorso marzo. Berloso era tenuto sotto controllo da alcune settimane dalla Polizia che aveva forti sospetti sul suo conto. L'uomo ha vari precedenti e nel 1996 è stato condannato a Trieste a sei anni di reclusione per omicidio preterintezionale per la morte di un 18enne avvenuta il 24 ottobre 1993 a Farra (Gorizia). Colpito durante una rissa, il giovane morì soffocato riverso in una pozzanghera di fango in un campo di mais nelle campagne del paese. (fonte: Ansa)
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13/11/2009
Il pm: «Cucchi pestato in tribunale» Indagati tre medici e tre agenti
Il pm: «Cucchi pestato in tribunale» Indagati tre medici e tre agenti
IL CASO. Nessuna accusa per i carabinieri. Le accuse per i poliziotti penitenziari:omicidio preterintenzionale
| Stefano Cucchi (Emmevi) |
ROMA - Il presunto pestaggio di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni morto il 22 ottobre scorso dopo l'arresto, sarebbe avvenuto nel sotterraneo del palazzo B della Città giudiziaria di Roma, dove si trovano le celle di sicurezza. A questa conclusione sono arrivati gli inquirenti che hanno emesso sei avvisi di garanzia nei confronti di tre agenti di polizia penitenziaria e di tre medici. Secondo quanto riferito in procura, Cucchi sarebbe stato scaraventato in terra e, dopo aver sbattuto violentemente il bacino procurandosi una frattura dell'osso sacro, sarebbe stato colpito a calci. Il tutto sarebbe avvenuto il 16 ottobre, all'indomani dell'arresto dell'uomo per possesso di droga, e prima dell'udienza di convalida del suo fermo. Gli agenti (Nicola Minichini, 40 anni, Corrado Santantonio, 50, e Antonio Dominici, 42) sono accusati di omicidio preterintenzionale.
LE ACCUSE - Con l'accusa di omicidio colposo sono anche indagati tre medici dell’ospedale Sandro Pertini. Il responsabile del reparto penitenziario e due sanitari devono rispondere di presunte omissioni e negligenze legate agli interventi eseguiti sul paziente, in particolare per quanto concerne la mancata alimentazione e la disidratazione. «Si tratta di un eccesso di garanzia - hanno spiegato a piazzale Clodio - così possono nominare un proprio consulente in vista della riesumazione della salma». «I carabinieri - aggiungono dalla procura - sono estranei alla vicenda».
TESTIMONE - Il principale testimone del presunto pestaggio, un detenuto africano che si trovava in una delle celle di sicurezza del tribunale di Roma, sarà chiamato a fornire la sua versione davanti ai magistrati sotto forma di incidente probatorio, l'istituto del codice di procedura penale che consente ad un atto istruttorio di assumere il valore di prova in un processo. Nei prossimi giorni i magistrati titolari degli accertamenti chiederanno formalmente al gip di procedere a tale forma di audizione.
17:30 Scritto in GIUSTIZIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: roma, caso cucchi, pm, presunto, pestaggio, tribunale, avvisi, garanzia, medici, agenti, polizia penitenziaria, inquirenti, conclusione | OKNOtizie |
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