14/07/2011

Arrestato il rapinatore vestito da prete suo il colpo alla gioielleria di via Condotti

Arrestato il rapinatore vestito da prete suo il colpo alla gioielleria di via Condotti

CATTURATO A UNA SETTIMANA DAL COLPO. E' un 37enne romano, individuato dai carabinieri: fingendosi sacerdote aveva malmenato e chiuso in bagno due commesse di «Eleuteri». Bottino da 500 mila euro

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05/07/2011

Rapina la gioielleria di via Condotti travestito da sacerdote

Rapina la gioielleria di via Condotti travestito da sacerdote

SPESSO META DI SHOPPING ANCHE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO BERLUSCONI. Il colpo verso le 19.30 nel negozio di Eleuteri: due dipendenti immobilizzate e rinchiuse nel bagno

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18/05/2011

Tre ragazzi accusano «Droga e incontri anche in canonica»

Tre ragazzi accusano «Droga e incontri anche in canonica»

Genova Con il prete sono indagati altri sette per pedofilia. I Nas e le molestie: ascoltato un 13enne Il racconto Uno degli adolescenti: «Sono andato da lui perché mi fidavo, era un sacerdote»

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22/08/2010

Prete ucciso ad Altamura

Prete ucciso ad Altamura

Il corpo è stato trovato nelle campagne della città pugliese con un colpo di fucile all'addome. Il religioso aveva organizzato un ritiro spirituale con una ventina di giovani

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25/05/2010

Arrestato un sacerdote per pedofilia

Arrestato un sacerdote per pedofilia

Il prete fa parte della diocesi di Lodi, alle porte di Milano. Domenico Pezzini , 73 anni, è accusato di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzino di 13 anni

 

MILANO - Un sacerdote di 73 anni della Diocesi di Lodi, Domenico Pezzini è stato arrestato con l'accusa di pedofilia. Il sacerdote, arrestato lunedì (ma la notizia è stata diffusa solo oggi) dagli agenti della Squadra Mobile di Milano, è accusato di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzino che all'epoca degli abusi aveva 13 anni (ora la presunta vittima ne ha 16). Nel corso di una perquisizione in casa sua, gli agenti avrebbero anche trovato materiale pedopornografico.

IMPEGNO NELLA COMUNITA' OMOSESSUALE - Don Domenico Pezzini è un prete molto conosciuto nella comunità omosessuale. Sin dagli anni '80 anima gruppi di omosessuali credenti che approfondiscono le tematiche relative all'omosessualità e ai suoi rapporti con il cristianesimo. Questi gruppi, diffusi in diverse città d'Italia, sono trasversali a tutte le chiese italiane e dal 2004 hanno anche un coordinamento nazionale. Partecipano a manifestazioni come il World Pride e il Milano Pride per organizzare momenti ecumenici con i partecipanti. Don Pezzini, già docente di linguistica inglese all'Università di Verona, è stato uno dei fondatori del primo gruppo detto Gruppo del Guado nato nel 1980 da un'esperienza di un campo organizzato in collaborazione con un centro valdese. Ha fondato nel 1986 un gruppo "La Fonte" che si riunisce periodicamente a Milano alla ricerca di un'integrazione tra condizione omosessuale e fede cristiana. Non aveva alcun incarico dalla Diocesi di Milano ma, pur dipendendo dalla Diocesi di Lodi, risiedeva nel capoluogo lombardo.


13/04/2010

Abusi su bimba, arrestato sacerdote Curia di Teramo collabora alle indagini

Abusi su bimba, arrestato sacerdote Curia di Teramo collabora alle indagini

L'episodio sarebbe avvenuto lo scorso natale in casa della vittima. In manette un prete quarantenne di origini indiane: avrebbe violentato sessualmente una bambina di 10 anni

 

 

Il sacerdote si copre la testa all'uscita dalla Procura (Ansa)
Il sacerdote si copre la testa all'uscita dalla Procura (Ansa)

TERAMO - Si trova in carcere a Teramo, in attesa dell’interrogatorio di garanzia il sacerdote quarantenne di origine indiane arrestato lunedì con l'accusa di aver violentato, lo scorso Natale, una bimba di dieci anni nel Teramano. Il prete è finito in manette in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip. All'indagine, partita da una denuncia dei genitori con cui la bambina si era confidata, ha collaborato la Curia di Teramo.

ESERCITAVA DA DUE-TRE ANNI - Il sacerdote esercita da 2-3 anni in una zona vicina al capoluogo. Proprio lunedì era tornato dall'India dove si era recato per visitare la madre malata. Secondo quanto si è appreso, sarebbe uno soltanto l'episodio di molestie sessuali nei confronti della bambina. Il sacerdote, pur dipendendo dal vescovo di Teramo per l'attività parrocchiale, fa capo al superiore del suo ordine religioso. L'arresto è stato seguito dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria presso la Procura che da alcuni mesi indagava dopo la denuncia dei genitori della piccola.

VESCOVO ADDOLORATO - Addolorato, il vescovo di Teramo Michele Seccia ha espresso un senso di vergogna e di umiliazione, oltre che solidarietà per la sofferenza della famiglia interessata da questa triste vicenda. Seccia, ospite della trasmissione televisiva Primaditutto di Teleponte, si è detto pronto ad incontrare i famigliari della bambina molestata. «Desiderio dell'incontro non è per insabbiare, dimenticare. Anzi, siamo stati i primi a continuare ad insistere perchè questa cosa venisse a galla e venisse risolta secondo la legge della Chiesa e della legge civile perchè siamo in uno stato di diritto dove le leggi vanno osservate».

Redazione online


09/04/2010

Il Papa disponibile a nuovi incontri con le vittime dei preti pedofili

Il Papa disponibile a nuovi incontri con le vittime dei preti pedofili

Lo ha reso noto il portavoce vaticano padre Federico Lombardi. «Molti non cercano compensi, ma aiuto interiore e un giudizio nella loro dolorosa vicenda personale»

 

Padre Federico Lombardi (Ansa)
Padre Federico Lombardi (Ansa)

CITTÀ DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI è disponibile a «nuovi incontri» con vittime dei preti pedofili. Lo ha reso noto a Radio Vaticana il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. «Molte vittime non cercano compensi economici, ma aiuto interiore, un giudizio nella loro dolorosa vicenda personale». È in questo contesto, spiega padre Lombardi, che il pontefice ha scritto nella lettera agli irlandesi «di essere disponibile a nuovi incontri».

CAPIRE - La Chiesa deve «anzitutto continuare a cercare la verità e la pace per gli offesi», ha aggiunto il portavoce vaticano. «Una delle cose che colpisce di più è che vengono oggi alla luce tante ferite interiori che risalgono anche a molti anni addietro - a volte di diversi decenni - ma evidentemente ancora aperte. C'è qualcosa che va ancora capito veramente».

DOPPIO GIUDIZIO - Secondo padre Lombardi, i colpevoli di questi reati devono andare incontro a un doppio giudizio: penale e canonico. «Bisogna continuare ad attuare con decisione e veracità le procedure corrette del giudizio canonico dei colpevoli e della collaborazione con le autorità civili per quanto riguarda le loro competenze giudiziarie e penali, tenendo contro delle specificità delle normative e delle situazioni nei diversi Paesi. Solo così - aggiunge - si può pensare di ricostuituire effettivamente un clima di giustizia e la piena fiducia nell'istituzione ecclesiale», ha aggiunto il portavoce vaticano. «La trasparenza e il rigore si impongono come esigenze urgenti di una testimonianza di governo saggio e giusto nella Chiesa».

IMPARARE DAL PAPA - Tutti, sottolinea padre Lombardi, dovremmo imparare da Papa Ratzinger «la costanza necessaria per crescere nella verità, rispondendo con pazienza allo stillicidio di "rivelazioni" parziali o presunte che cercano di logorare la credibilità sua o di altre istituzioni e persone della Chiesa. Di questo paziente e fermo amore della verità abbiamo bisogno».

RIVOLUZIONE SESSUALE - L'analisi di padre Lombardi è che è necessaria una più efficace formazione dei futuri sacerdoti, anche per quanto riguarda la loro sessualità, dopo la rivoluzione sessuale degli scorsi decenni e un diffuso secolarismo. «In fondo si tratta di riscoprire e riaffermare senso e importanza del significato della sessualità, della castità e delle relazioni affettive nel mondo di oggi, in forme molto concrete e non solo verbali o astratte. La formazione e la selezione dei candidati al sacerdozio, e più generalmente del personale delle istituzioni educative e pastorali, sono la premessa per un`efficace prevenzione di abusi possibili».

Redazione online


07/04/2010

Pedofilia, vescovo norvegese si dimette «Ho commesso abusi su un minore»

Pedofilia, vescovo norvegese si dimette «Ho commesso abusi su un minore»

IL PASSO INDIETRO RISALE ALLO SCORSO GIUGNO. Choc nel Paese per l'ammissione di Georg Mueller. La violenza compiuta vent'anni fa su un chierichetto

 

Georg Muller (Ansa)
Georg Muller (Ansa)

TRONDHEIM (NORVEGIA) - Non si placa la tempesta causata dal caso dei preti-pedofili sulla chiesa cattolica. Un vescovo cattolico norvegese, ma di origine tedesca, Georg Muller, ha infatti confessato di aver abusato sessualmente di un ragazzo minorenne una ventina di anni fa. Lo scrive in apertura del suo sito la tv di stato norvegese, Nrk. In seguito a tale confessione il prelato ha dato le dimissioni nel giugno dello scorso anno. È il primo caso di pedofilia legato alla chiesa cattolica riportato in Norvegia.

IL CASO - Secondo la tv Nrk, il caso, come detto, riguarda Georg Mueller, ex vescovo cattolico di Trondheim, che il 7 giugno dello scorso anno si dimise inaspettatamente comunicando la decisione durante la celebrazione della messa domenicale. «È stato un abuso sessuale il motivo che lo ha spinto alle dimissioni» scrive il sito della tv pubblica norvegese, che aggiunge: «La Chiesa cattolica ha pagato alla vittima tra 400.000 e 500.000 corone norvegese (tra 50.000 e 65.000 euro circa) a titolo di risarcimento danni». L'abuso venne commesso quando Mueller era ancora un semplice prete ed è prescritto per la legge norvegese, specifica Nrk, che riporta come l'attuale vescovo di Trondheim e Oslo, Bernt Eisvig, abbia riferito al Times di Londra che Mueller scelse di dare immediatamente le dimissioni quando venne informato delle accuse che lo riguardavano. Secondo il quotidiano norvegese Adresseavisen, la vittima era un chierichetto che ha mantenuto il segreto per circa 20 anni. È stato il vescovo di Stoccolma ad occuparsi dell'inchiesta. Nrk riporta che il caso è stato inviato al Vaticano, dove è stato valutato arrivando alla conclusione che Mueller, in quel momento vescovo di Trondheim, doveva dimettersi.

LA DIFESA DEL VATICANO - La confessione del vescovo norvegese è arrivata dopo una giornata caratterizzata dalla strenua difesa del Papa dagli attacchi dei media internazionali da parte del segretario di Stato Bertone e del cardinale Sodano. In particolare secondo quest'ultimo che, ricordiamo, è l'ex segretario di Stato, gli attacchi contro Benedetto XVI ricordano quelli contro Pio XII.

Redazione online


25/03/2010

Pedofilia, il NYT accusa Ratzinger «Lui e Bertone insabbiarono un caso»

Pedofilia, il NYT accusa Ratzinger «Lui e Bertone insabbiarono un caso»

 

La vicenda fu segnalata all'attuale papa nel 1996. replica del vaticano: «ERA MALATO». Un sacerdote americano negli anni '50 abusò di almeno 200 bambini sordi: non fu mai sanzionato né punito

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Benedetto XVI (Afp)
Benedetto XVI (Afp)

MILANO - Le gerarchie ecclesiastiche non presero le misure necessarie contro un religioso del Wisconsin che aveva molestato almeno 200 ragazzini di un prestigioso istituto per sordi; e questo nonostante i vescovi americani avessero ripetutamente avvertito la Santa Sede che la vicenda avrebbe potuto creare grave imbarazzo alla Chiesa. È quanto emerge da vari documenti ecclesiastici in possesso del New York Times. Dalla corrispondenza interna dei vescovi del Wisconsin al cardinale Joseph Ratzinger, futuro papa Benedetto XVI, risulta - scrive il quotidiano - che le autorità ecclesiastiche, mentre discutevano se il sacerdote dovesse essere sconsacrato, avevano come «principale preoccupazione quella di proteggere la Chiesa dalla scandalo» (tutti i documenti sul sito del Nyt).

LA VICENDA NEGLI ANNI '50 - Il caso è quello di un sacerdote americano, padre Lawrence C. Murphy, che lavorò in una rinomata scuola per sordi tra il 1950 e il 1974. Nel 1996 il cardinale Ratzinger, alla guida della Congregazione per la dottrina della fede, non rispose a due lettere sulla vicenda inviate dall'arcivescovo di Milwaukee Rembert G. Weakland. Dopo otto mesi il suo vice, cardinale Tarcisio Bertone, oggi segretario di Stato vaticano, incaricò i vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all'allontanamento di padre Murphy. Ma Bertone, secondo il quotidiano, fermò il processo dopo che padre Murphy scrisse personalmente al cardinale Ratzinger spiegando che non avrebbe dovuto essere messo sotto processo perché pentito e in cattive condizioni di salute: «Voglio semplicemente vivere quello che mi resta nella dignità del mio sacerdozio», scrisse padre Murphy, prossimo alla morte. Il quotidiano ha ottenuto i documenti, tra cui le lettere tra i vescovi e il Vaticano, dagli avvocati che rappresentano i cinque uomini che hanno avviato quattro diverse cause contro l'arcidiocesi di Milwaukee. Padre Murphy non ricevette mai punizioni o sanzioni, ma fu trasferito in segreto in varie parrocchie e scuole cattoliche ed è morto nel 1998.

REPLICA DEL VATICANO - Interpellato dal New York Times, il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha spiegato che la salute precaria di padre Murphy e la mancanza di nuove accuse nei suoi confronti sono stati elementi determinanti nella decisione di non punirlo. Il sacerdote, è detto nel comunicato di padre Lombardi, ha certamente abusato di bambini «particolarmente vulnerabili» e violato la legge. Si tratta di «un caso tragico» ha aggiunto. Lombardi ha però sottolineato che il Vaticano è stato messo a conoscenza del caso solo nel 1996, anni dopo la fine delle indagini. Sui motivi per i quali padre Murphy non sia mai stato punito riducendolo allo stato laicale, il portavoce ha risposto che «il diritto canonico non prevede punizioni automatiche».

Redazione online


21/01/2010

Il prete accusato di pedofilia Si sfalda il fronte innocentista

Il prete accusato di pedofilia Si sfalda il fronte innocentista

 

Ad Alassio, emergono nuove prove contro il prete che avrebbe abusato sessualmente di una bimba di 11 anni ed è in carcere da fine dicembre. E crescono le perplessità anche fra chi lo aveva sempre difeso

 

Don Luciano durante la celebrazione di una messa

Spegnere i riflettori della ribalta e soprattutto abbassare i toni della discussione. Alassio non intende disinteressarsi alla vicenda che ha portato in carcere don Luciano Massaferro con l’infamante accusa di violenza sessuale su una parrocchiana di 11 anni. Ma, come ha puntualizzato Carlo Annibale, fondatore della pagina “don Luciano Libero”, che ha raccolto su Facebook quasi 400 sostenitori e che ieri ne ha deciso la chiusura, «in questa fase è giusto che la magistratura faccia il suo corso e per rispetto di don Lu, della ragazzina e degli inquirenti, ritengo se ne debba parlare un po’ meno».

Una linea che ha trovato d’accordo anche il sindaco, Marco Melgrati, che, dopo alcune dichiarazioni pepate, ieri, ha invitato a «farla finita, a lasciare sbollire le polemiche e attendere la verità dell’inchiesta». Una linea non adottata da altri sostenitori del gruppo appassionato di Internet che nell’arco di un pomeriggio ha ridato fiato al “gruppo di preghiera che crede nell’innocenza del prete”.

Sfaccettature di uno stesso problema che continua a fare registrare novità sotto il profilo dell’inchiesta. Dai computer posti sotto sequestro, per esempio, sono arrivate ulteriori conferme sulle dichiarazioni contraddittorie fornite da don Lu.

Proprio di fronte a questi nuovi sviluppi e all’ordinanza del tribunale del Riesame (che ha negato la scarcerazione del parroco), il muro dell’integralismo innocentista per don Luciano ha incominciato a conoscere qualche crepa, lasciando spazi a dubbi e sicuramente al lavoro degli inquirenti.

L’interno della baracca dove sarebbe avvenuta la violenza

Soprattutto attorno alla bambina e alla sua famiglia, Alassio sembra aver eretto una campana d’isolamento: dimenticati gli attacchi dei giorni scorsi, istituzioni e semplici cittadini sembrano essersi eretti a suoi paladini.