17/10/2011
Filippine, prete italiano ucciso
Filippine, prete italiano uccisoARAKAN. Colpito da un uomo armato di pistola e poi fuggito. Un missionario:«Forse ha dato fastidio a qualcuno»
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19/05/2011
Bagnasco: «È un dolore sconvolgente»
Bagnasco: «È un dolore sconvolgente»OMELIA. Il cardinale all'omelia: «Nulla lo faceva presagire»
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24/07/2010
I preti gay vengano allo scoperto
I preti gay vengano allo scopertoDopo le rivelazioni di Panorama su alcuni preti che condurrebbero una «doppia vita». Nota del Vicariato: «Nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici»
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ROMA - Se ci sono sacerdoti gay, «coerenza vorrebbe che venissero allo scoperto», perché «nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici». E' questa la posizione espressa dal vicariato di Roma in una nota diffusa dopo le rivelazioni del settimanale Panorama su alcuni preti che condurrebbero una «doppia vita», frequentando nel tempo libero i locali di ritrovo degli omosessuali della capitale.
A ROMA SACERDOTI DA TUTTO IL MONDO - Il vicariato di Roma, pur tacciando l'articolo di scandalismo, diffamazione e di voler screditare la Chiesa, di fatto non esclude che qualche sacerdote possa condurre una doppia vita, precisando però che a Roma vivono molti sacerdoti provenienti da tutto il mondo per studiare e che nulla hanno a che fare con la Chiesa di Roma. «Non vogliamo loro del male - si afferma nella nota pubblicata sul sito del vicariato Romasette.it - ma non possiamo accettare che a causa dei loro comportamenti sia infangata la onorabilità di tutti gli altri». «Chi conosce la Chiesa di Roma, dove vivono anche molte centinaia di altri preti provenienti da tutto il mondo per studiare nelle università, ma che non sono del clero romano nè impegnati nella pastorale - rileva il vicariato - non si ritrova minimamente nel comportamento di costoro dalla "doppia vita", che non hanno capito che cosa è il "sacerdozio cattolico" e non dovevano diventare preti. Sappiano che nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici. Coerenza vorrebbe che venissero allo scoperto».
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25/06/2010
Blitz nella cripta di una cattedrale belga Si cercano presunti dossier sulla pedofilia
Blitz nella cripta di una cattedrale belga Si cercano presunti dossier sulla pedofiliaDura la replica della santa sede: «Stupore e sdegno». Controlli a Mechelen. I media: «I poliziotti cercavano documenti nascosti nella tomba di un arcivescovo»
| I controlli nell'arcivescovado (Ansa) |
ROMA - Torna la tempesta sulla chiesa cattolica belga, con una serie di nuove perquisizioni effettuate dalla polizia dopo le ultime denunce di abusi sessuali da parte di preti pedofili. I controlli di giovedì hanno riguardato, oltre all'arcivescovado, anche la cripta della cattedrale Saint Rombout a Mechelen. Lo riferiscono venerdì diversi quotidiani del Belgio, secondo i quali gli agenti sono scesi fino nella cripta alla ricerca di dossier sulla pedofilia che sarebbero stati nascosti nella tomba di un arcivescovo.
NESSUN NASCONDIGLIO - I poliziotti avrebbero utilizzato anche martelli pneumatici, ma non sarebbe stato trovato alcun nascondiglio segreto. Secondo una fonte giudiziaria citata dal quotidiano De Morgen, le perquisizioni sono state fatte nell'ambito dell'inchiesta denominata «Operazione Chiesa». «Se dai dossier sequestrati dovesse emergere che alcuni ordini religiosi hanno impedito sistematicamente, per decenni, che i pedofili potessero essere giudicati, allora per la legge formerebbero un'organizzazione criminale. È complice anche chi aiuta a garantire l'impunità», ha indicato la fonte del De Morgen.
SI SCAVA NEL PASSATO - La priorità del giudice Wim De Troy, che conduce l'inchiesta, scrive anche il quotidiano La Derniere Heure, è di stabilire se il comportamento della Chiesa, «da più di venti anni», può costituire «complicità in senso penale». Il ministro della giustizia dimissionario Stefaan De Clarck (il Belgio non ha un nuovo governo dopo le elezioni del 13 giugno scorso), in un'intervista, si è detto sorpreso delle perquisizioni, ma ha precisato che la magistratura è indipendente e che spetta a quest'ultima decidere se sono necessarie.
SANTA SEDE - Dura la reazione della Santa Sede. La «violazione delle tombe» avvenuta in Belgio ha suscitato «sdegno» nella Segreteria di Stato vaticana, che, in una nota ufficiale, torna a condannare l'abuso di minori da parte di religiosi, esprimendo però «vivo stupore» per le modalità in cui sono avvenute le perquisizioni». Stupore e sdegno che «sono stati espressi personalmente da mons. Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati, a Charles Ghislain, Ambasciatore del Belgio presso la Santa Sede».
I VESCOVI - I vescovi del Belgio hanno preferito non commentare, limitando la loro protesta ad un solo aspetto: il sequestro delle carte della «Commissione Adriaensses» sul «trattamento degli abusi sessuali nel quadro di una relazione pastorale». E insieme allo stesso prof. Peter Adriaensse «si rammaricano del fatto che, durante un'altra perquisizione, tutti i dossier di questa commissione sono stati sequestrati». «Questo fatto - sostengono i presuli - va contro il diritto alla riservatezza di cui devono beneficiare le vittime che hanno scelto di indirizzarsi a questa commissione». Secondo la Conferenza Episcopale del Belgio, «tale azione lede dunque gravemente il necessario ed eccellente lavoro di questa commissione». La nota della Conferenza Episcopale del Belgio afferma comunqe che «i vescovi hanno sempre detto di avere fiducia nella giustizia e nel suo lavoro. La presente perquisizione viene accolta con la stessa fiducia e perciò, per il momento, essi si astengono dal fare ulteriori commenti».
Redazione online
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28/05/2010
Pedofilia, Bagnasco: “Possibili coperture in Italia”
Pedofilia, Bagnasco: “Possibili coperture in Italia”Il presidente della Cei alla 61/a assemblea generale: c'è "la possibilità" che ci siano state coperture anche di qualche vescovo su casi di abusi commessi da sacerdoti. Nella mia carriera affrontai un caso a Pesaro
In Italia vi e' ''la possibilita''' che ci siano state coperture anche di qualche vescovo su casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti. E' quanto ha affermato oggi il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, a conclusione della 61/a assemblea generale dei vescovi italiani. ''Si tratta - ha detto - di una cosa sbagliata, che va corretta e superata''.
In Italia non ci saranno commissioni "ad hoc" per affrontare gli scandali di pedofilia; ogni vescovo sarà il "referente" per le vittime e potrà prendere decisioni e iniziative a seconda della situazione locale. Ha affermato Bagnasco. Il porporato ha detto che, al momento, non è in grado di dare ulteriori dettagli sui cento procedimenti canonici avviati contro preti negli ultimi dieci anni in Italia. Non ha quantificato nemmeno il numero delle vittime, ma ha ammesso che vi è "la possibilità" che ci siano state coperture anche di qualche vescovo. "Si tratta - ha affermato - di una cosa sbagliata, che va corretta e superata".
Il presidente della Cei ha riferito ai giornalisti di aver dovuto gestire, in tutta la sua carriera ecclesiastica, un solo caso di presunta pedofilia. E' avvenuto - ha detto in conferenza stampa a conclusione dei lavori della 61/a assemblea generale di vescovi - quando era responsabile della diocesi di Pesaro. "Mi era stata segnalata una situazione, in cui ho dovuto verificare l'attendibilità di un'accusa, di una voce, di un 'rumor'; ad una valutazione puntuale e attenta, era poi emerso che non vi era consistenza nella denuncia contro il sacerdote. E anche la Congregazione per la dottrina della fede, a cui era stato segnalato il caso, aveva deciso di non procedere". A Genova "fino ad oggi non mi risulta alcun caso" e - ha concluso - "speriamo di non doverne mai affrontare".
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16/05/2010
San Pietro, 200 mila per il Papa «È il peccato il vero nemico»
San Pietro, 200 mila per il Papa «È il peccato il vero nemico»Giornata di solidarietà promossa dalla Cnal, Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali. Benedetto XVI: «Il male spirituale può contagiare anche i membri della Chiesa», ma «proseguiamo con fiducia»
| Il «Regina Coeli» (Ansa) |
ROMA - Circa 200 mila persone sono affluite domenica mattina in piazza San Pietro per la giornata di solidarietà verso Benedetto XVI, promossa dalla Cnal (Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali) dopo la bufera dello scandalo pedofilia che ha coinvolto la Chiesa. Da tutta Italia sono arrivati gli appartenenti ai movimenti ecclesiali e alle associazioni cattoliche che intendono stringersi intorno al Papa per testimoniargli il loro appoggio e sostegno. Molte le famiglie, i fedeli delle parrocchie romane e delle diocesi italiane. Sul colonnato un grande striscione, affisso dalla Cnal, con la scritta «Insieme con il Papa». Su altri due grandi striscioni con frasi dello stesso Ratzinger: «È nella Comunione della Chiesa che incontriamo Gesù» e «Non abbiate paura, Gesù ha vinto il male».
LA RICONOSCENZA DEL PAPA - Benedetto XVI, affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, dopo la recita del «Regina Coeli» (preghiera che fino a Pentecoste sostituisce l'«Angelus») ha ringraziato i fedeli per «questa bella e spontanea manifestazione di fede e di solidarietà». «Cari amici - ha detto - voi oggi mostrate il grande affetto e la profonda vicinanza della Chiesa e del popolo italiano al Papa e ai vostri sacerdoti, che quotidianamente si prendono cura di voi, perché, nell'impegno di rinnovamento spirituale e morale possiamo sempre meglio servire la Chiesa, il Popolo di Dio e quanti si rivolgono a noi con fiducia».
«IL VERO NEMICO E' IL PECCATO» - «Il vero nemico da temere e da combattere è il peccato, il male spirituale, che a volte, purtroppo, contagia anche i membri della Chiesa», ha detto poi Papa Benedetto XVI. «Viviamo nel mondo - ha aggiunto il Papa - ma non siamo del mondo. Noi cristiani non abbiamo paura del mondo, anche se dobbiamo guardarci dalle sue seduzioni. Dobbiamo invece temere il peccato e per questo essere fortemente radicati in Dio, solidali nel bene, nell'amore, nel servizio». «E' quello che la Chiesa, i suoi ministri, unitamente ai fedeli - ha detto il Pontefice - hanno fatto e continuano a fare con fervido impegno per il bene spirituale e materiale delle persone in ogni parte del mondo. E' quello che specialmente voi cercate di fare abitualmente nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti: servire Dio e l'uomo nel nome di Cristo. Proseguiamo insieme con fiducia questo cammino, e le prove, che il Signore permette, ci spingano a maggiore radicalità e coerenza».
LA PREGHIERA DI BAGNASCO - Alle 11, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, aveva guidato la preghiera introduttiva, in cui si auspicava che la Chiesa, «fedele alla sua missione», e «purificata dalla penitenza, sia luogo di giustizia e di conforto per i credenti». Nella preghiera si chiedeva «misericordia e perdono per i nostri peccati, purificazione e forza per tutta la Chiesa». «Mediante il ministero dei sacerdoti - si aggiungeva in un altro passaggio -, dona loro di essere perseveranti nel servire la tua volontà». «Ascolta il grido di coloro che sono nel dolore - recitava ancora la preghiera - perché trovino giustizia e conforto, così che, partecipando alla vita della tua Chiesa, purificata dalla penitenza, possano riscoprire l'infinito amore di Cristo». Viene quindi invocato aiuto nel «cammino di conversione in questi tempi di apprensione e di speranza».
SOLDIARIETA' DA ASSISI - Sulla loggia della Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi, nel giorno in cui davanti alla chiesa sfileranno migliaia di persone che stanno partecipando alla Marcia della pace partita stamani da Perugia, i frati francescani hanno appeso uno striscione lungo cinque metri con i colori della pace, su cui si legge: «Dalla piazza di S. Francesco in Assisi a piazza San Pietro in Roma un'unica voce di sostegno alla missione del Papa: Santità conti su di noi per la sua mission di pace e di bene! I frati del S. Convento» .
Redazione online
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11/05/2010
Pedofilia, il Papa a Lisbona: a Fatima annunciate le sofferenze della Chiesa
Pedofilia, il Papa a Lisbona: a Fatima annunciate le sofferenze della ChiesaBenedetto XVI durante il volo che lo ha condotto in Portogallo. «Vediamo in modo terrificante che la più grande persecuzione alla Chiesa viene dall'interno»
| Benedetto XVI (Ansa) |
LISBONA - «Oggi vediamo in modo terrificante che la più grande persecuzione della Chiesa viene dall'interno, dai peccati che ci sono dentro la Chiesa stessa, e non dai nemici fuori». Lo ha affermato Benedetto XVI durante il volo che lo ha condotto in Portogallo, con riferimento alla scandalo degli abusi su minori, che ha definito «realmente terrificante». «Oltre alla missione di sofferenza del Papa, che in prima istanza possiamo riferire all'attentato a Giovani Paolo II - ha detto il Papa -, nel messaggio di Fatima ci sono indicazioni su realtà del futuro della Chiesa». Ed è vero, ha aggiunto, che «oltre ai momenti indicati nelle visioni, si parla della realtà di passione della Chiesa. Ci sono sofferenze della Chiesa che si annunciano». Benedetto XVI ha ricordato che «il Signore ha detto che la Chiesa sarà sofferente fino alla fine del mondo. E oggi questo - ha concluso - lo vediamo in modo particolare». Le attuali «sofferenze» della Chiesa, in conseguenza degli abusi su minori commessi da sacerdoti, fanno parte di quelle annunciate nel terzo segreto di Fatima ha aggiunto Benedetto XVI e «il perdono non sostituisce la giustizia».
VERGINE FATIMA E VANGELO - «La Vergine Maria è venuta dal Cielo per ricordarci verità del Vangelo che costituiscono per l'umanità, fredda di amore e senza speranza nella salvezza, sorgente di speranza». Dopo il suo arrivo Benedetto XVI ha salutato tutti: «Indipendentemente dalla loro fede e religione va il mio saluto amichevole, in particolare a quanti non hanno potuto venire al mio incontro», ha assicurato professandosi «pellegrino della Madonna di Fatima, investito dall'Alto nella missione di confermare i miei fratelli che avanzano nel loro pellegrinaggio verso il Cielo». «Da una visione sapiente sulla vita e sul mondo - ha aggiunto Papa Ratzinger nel discorso all'aeroporto internazionale Portela di Lisbona - deriva il giusto ordinamento della società. Posta nella storia, la Chiesa è aperta per collaborare con chi non marginalizza né riduce al privato l'essenziale considerazione del senso umano della vita. Non si tratta - ha sottolineato - di un confronto etico fra un sistema laico e un sistema religioso, bensì di una questione di senso alla quale si affida la propria libertà. Ciò che distingue è il valore attribuito alla problematica del senso e la sua implicazione nella vita pubblica».
IL PRESIDENTE CAVACO - Ad accogliere il Papa giunto a Lisbona, prima tappa del suo viaggio in Portogallo, è stato il presidente del Portogallo Anibal Cavaco Silva. Quello nel paese lusitano è il quindicesimo viaggio internazionale di Benedetto XVI. Toccato dalla crisi economica più di altri paesi europei, il Portogallo ha adottato, negli ultimi anni, leggi contestate dalla Chiesa cattolica. Il governo socialista ha legalizzato l’aborto nel 2007, il divorzio nel 2008, e ora il Parlamento ha approvato un disegno di legge sul matrimonio gay che il presidente non ha ancora firmato. Da giorni il paese lusitano, ufficialmente all'88% cattolico, si prepara alla visita del papa. Cartelli e gigantografie con la foto del pontefice sopra la scritta «Bem-Vindo o Papa Bento XVI», «Benvenuto Papa Benedetto XVI», tappezzano le strade di Lisbona, Fatima e Porto, le tre tappe della visita del capo della chiesa cattolica, la prima in terra lusitana, cui i giornali dedicano anche oggi decine di pagine. Tre tv portoghesi, una pubblica e due private, hanno iniziato due ore prima dell'arrivo del papa le trasmissioni in diretta sulla sua visita che proseguiranno, seguendo ogni suo movimento, fino a venerdì pomeriggio, quando lascerà Porto per tornare a Roma. Martedì Benedetto XVI celebrerà nel pomeriggio sul Terreiro do Paco, la celebre piazza di Lisbona affacciata sul fiume Tago, una messa davanti a decine di migliaia di fedeli, e in presenza del premier socialista Josè Socrates. Mercoledì il pontefice si sposterà a Fatima, dove già sono arrivate migliaia di pellegrini, e dove sono attesi mezzo milione di fedeli, e venerdi a Porto. Nel santuario mariano il pontefice celebrerà una messa giovedi sulla spianata della Cova da Iria, dove secondo la tradizione cristiana il 1q3 maggio 1917 la Madonna apparve per la prima volta ai tre pastorelli.
Redazione online
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05/03/2010
Scandalo preti pedofili in Germania: abusi nel coro diretto dal fratello del Papa
Scandalo preti pedofili in Germania: abusi nel coro diretto dal fratello del Papa
La rivelazione in una lettera ai genitori. Georg Ratzinger: non sono a conoscenza di nulla. Lo ha ammesso il vescovo di Ratisbona, città in cui ha sede il famosissimo coro religioso di voci bianche
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| Georg Ratzinger (Reuters) |
RATISBONA (GERMANIA) - Nuovi sviluppi dell'inchiesta in Germania sugli abusi sessuali commessi da sacerdoti nei confronti di minori. Il vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Müller, ha ammesso infatti che sono stati commessi abusi sessuali nell'ambiente del famosissimo coro di ragazzi di Ratisbona all'epoca in cui esso era diretto dal fratello di Papa Benedetto XVI. Il vescovo lo ha scritto in una lettera ai genitori pubblicata sul suo sito internet in cui afferma che «aiamo fortemente impegnati a chiarire tutti i possibili casi». La diocesi di Ratisbona ha reso noto che istituirà una commissione d'inchiesta interna sul caso.
LE AMMISSIONI - Nella lettera inviata ai genitori dei ragazzi del coro di Ratisbona, il vescovo dice di «essere venuto a conoscenza di un caso di abusi sessuali (...) negli anni Cinquanta». «Il direttore del convitto dell'epoca, a quanto ci risulta, è stato condannato. Successivamente è morto», si legge ancora nel sito del vescovado. Il portavoce del vescovo, Clemens Neck, ha poi dichiarato alla France Presse di «avere informazioni su presunti abusi commessi tra il 1958 e il 1973», sui quali «vogliamo si conduca un'inchiesta trasparente». Il fratello di Papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger (86 anni), è stato alla guida dello storico coro di Ratisbona, dal 1964 al 1993.
IL PORTAVOCE DEL CORO - Secondo un portavoce del coro invece i responsabili dei presunti abusi sessuali su bambini del coro del duomo di Ratisbona sarebbero due religiosi, ambedue morti nel 1984, che per questo sarebbero stati anche condannati a pene detentive. Uno è un ex insegnante di religione e vice direttore della scuola frequentata dai coristi che era stato rimosso nel 1958 dall'incarico. Anche l'altro religioso era stato per alcuni mesi direttore del collegio annesso al ginnasio del coro del duomo, prima di essere condannato nel 1971. Alcune delle vittime si sono nel frattempo rivolte ai responsabili della diocesi, ha detto il portavoce.
LA REPLICADI GEORG RATZINGER - Il fratello di Papa Benedetto XVI ha detto venerdì in un'intervista alla radio bavarese Bayerischen Rundfunk, di non essere a conoscenza di casi di abusi sessuali commessi nell'ambiente del coro dei ragazzi di Ratisbona, di cui all'epoca era direttore.
«Non voglio dire niente su questo» tema, ha esordito il fratello del Papa ai microfoni della radio. «Non sono a conoscenza di alcun caso di abusi sessuali», ha aggiunto rispondendo a un'altra domanda. E poi ha concluso: «Chiedetelo alla diocesi» di Ratisbona.
VATICANO - «La Santa Sede sta prendendo molto sul serio tutta la vicenda dello scandalo di pedofilia in Germania»: è quanto ha detto il vice direttore della sala stampa vaticana, padre Ciro Benedettini, il quale però ha precisato che il Vaticano non vuole intervenire direttamente sul caso del coro.
GERMANIA ALLIBITA - In Germania lo scandalo di presunti abusi sessuali su bambini in ambienti religiosi si sta allargando a macchia d'olio. Prima delle rivelazioni del coro del duomo di Ratisbona, erano stati destituiti due monaci dell’abbazia benedettina di Ettal (Baviera), perquisita anche dalla procura di Monaco, inoltre è in arrivo nell’abbazia anche un visitatore apostolico inviato del Vaticano. Al seminario dei cappuccini a Burghausen, in Baviera, sono stati compiuti abusi nei confronti di tre giovani allievi tra il 1984 e 1985, secondo quanto affermato da padre Josef Mittermaier, responsabile provinciale dei cappuccini bavaresi. Lo scandalo tedesco è iniziato con denunce a carico di sacerdoti del collegio dei gesuiti Canisius di Berlino. Al momento si contano oltre 150 denunce. I vescovi tedeschi hanno chiesto pubblicamente perdono e hanno offerto la loro disponibilità a collaborare con la giustizia e hanno istituito un apposito ufficio guidato dal vescovo di Treviri, monsignor Stephan Ackermann. Intanto Monsignor Robert Zollitsch riferirà al Papa dei casi di pedofilia in un’udienza che avrà luogo in Vaticano il prossimo 12 marzo.
ANCHE IN OLANDA - Ma anche in Olanda si sono aperti casi per abusi sessuali all'interno delle istituzioni cattoliche. Secondo quanto riporta il quotidiano Nrc Handelsblad ci sono 15 denunce a carico di dieci sacerdoti, che riguardano il collegio salesiano Don Rua di 's-Heerenberg, ma il numero sembra destinato a crescere per quanto riguarda il numero delle vittime, e ad allargarsi ad altri istituti. Il vescovo di Rotterdam e presidente della Conferenza episcopale olandese, Adrianus Herman van Luyn, ha aperto un'inchiesta, così come ha fatto il ministro della Giustizia, Hirsch Ballin. I fatti avvennero tra il 1959 e il 1971.
Redazione online
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08/02/2010
Il Papa denuncia la pedofilia nella Chiesa
Il Papa denuncia la pedofilia nella Chiesa
Il pontefice preannuncia una lettera pastorale ai fedeli irlandesi. Benedetto XVI: alcuni membri della Chiesa hanno violato i diritti dell'infanzia
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| Papa Benedetto XVI (Eidon) |
ROMA - Un duro atto d'accusa, che questa volta arriva direttamente dal soglio pontificio. Alcuni membri della Chiesa hanno violato i diritti dell'infanzia, «un comportamento che la Chiesa non manca e non mancherà di deplorare e condannare». Lo ha affermato Papa Benedetto XVI ricevendo i partecipanti all'assemblea plenaria del Pontificio consiglio per la famiglia.
ANNUNCIO DI LETTERA AI FEDELI IRLANDESI - «La tenerezza e l'insegnamento di Gesù - ha aggiunto il Papa che ha già annunciato per le prossime settimane una lettera pastorale ai fedeli irlandesi dopo alcuni rapporti giudiziari su abusi compiuti da religiosi - hanno sempre costituito un appello pressante a nutrire nei loro confronti profondo rispetto e premura». «La Chiesa, lungo i secoli, sull'esempio di Cristo - ha detto il Papa commentando il ventesimo anniversario della Convenzione dell'Onu sui diritti dell'infanzia - ha promosso la tutela della dignità e dei diritti dei minori e, in molti modi, si è presa cura di essi. Purtroppo, in diversi casi - ha aggiunto - alcuni dei suoi membri, agendo in contrasto con questo impegno, hanno violato tali diritti: un comportamento che la Chiesa non manca e non mancherà di deplorare e di condannare». «Le dure parole di Gesù contro chi scandalizza uno di questi piccoli - ha spiegato ancora il Pontefice - impegnano tutti a non abbassare mai il livello di tale rispetto e amore. Perciò anche la Convenzione sui diritti dell'infanzia è stata accolta con favore dalla Santa Sede, in quanto contiene enunciati positivi circa l'adozione, le cure sanitarie, l'educazione, la tutela dei disabili e la protezione dei piccoli contro la violenza, l'abbandono e lo sfruttamento sessuale e lavorativo».
Redazione online
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