11/05/2012

«Sfido Bersani alle primarie, dovrà farle. Non è legittimato da quelle 2009»

«Sfido Bersani alle primarie, dovrà farle. Non è legittimato da quelle 2009»

Il sindaco di Firenze: Renzi: «Se prende un voto di più sarà il candidato premier del Pd. Amministrative? Abbiamo lasciato sul campo 91 mila voti

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05/03/2012

Palermo: Ferrandelli vince le primarie del centrosinistra .Borsellino sconfitta parla di brogli, nel pomeriggiola verifica del voto

Palermo: Ferrandelli vince le primarie del centrosinistra .Borsellino sconfitta parla di brogli, nel pomeriggiola verifica del voto

A Palermo perde le primarie per pochi voti contro l'ex idv Ferrandelli. Differenza di 138 voti, chiesto il riconteggio. «Tutto si è svolto in modo regolare» afferma l'esecutivo regionale del Pd. Tra le sospette anomalie segnalate, divergenze tra i timbri, colore delle schede utilizzate, discrepanze tra il numero dei votanti e quello delle schede scrutinate in alcuni gazebo

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03/09/2011

Alfano: «Berlusconi nel 2013 di nuovo candidato»

Alfano: «Berlusconi nel 2013 di nuovo candidato»

Questione morale: «Non esistono partiti onesti o partiti corrotti». Per il segretario del Pdl il partito «non ha bisogno di fare una consultazione popolare per sapere chi è il leader»

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10/03/2011

Veltroni «chiama» Renzi. E lui stronca il partito

Veltroni «chiama» Renzi. E lui stronca il partito

L'incontro. «Le firme? Non servono a nulla. Mi auguro che Berlusconi possa dimostrare la sua innocenza». Asse per le primarie

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31/01/2011

Non c'è pace per il Pd, batosta alle primarie di Cagliari

Non c'è pace per il Pd, batosta alle primarie di Cagliari

Il senatore democratico Antonello Cabras, classe 1949, è stato sconfitto dal candidato di Sel, il 35enne Massimo Zedda. I militanti in Rete: "Scelte perdenti ratificate dall'alto". Il prossimo banco di prova per il partito è Torino, dove corre Fassino

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12/01/2011

Virginio Merola, un candidato (e un logo) rock per Bologna

Virginio Merola, un candidato (e un logo) rock per Bologna

Sul web si ironizza sull'ex assessore del Pd che si presenta alle primarie del centrosinistra con un simbolo simile a quello di una radio. "Il nostro grafico ci ha rassicurato" dicono dallo staff del politico, "e poi ognuno deve seguire la propria stella"

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01/12/2010

Vendola: Wikileaks fa luce negli scantinati del potere

Vendola: Wikileaks fa luce negli scantinati del potere

Il governatore esulta per i varchi nella censura e non teme rivelazioni imbarazzanti sul centrosinistra: con una classe dirigente che si blinda nel palazzo e si conforta con le proprie comunicazioni pubblicitarie, la verità ci farà liberi dal peccato

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28/01/2010

Puglia, il premier rilancia Palese «Casini? Non mi faccio incantare»

Puglia, il premier rilancia Palese «Casini? Non mi faccio incantare»

 

Il premier aveva invitato la Poli Bortone e Palese A un dietrofront per un nome nuovo. Salta la possibile intesa Pdl e Udc dopo il no della Poli Bortone a fare un passo indietro. Lei. «Batterò Vendola

 

 

Adriana Poli Bortone (Ansa)
Adriana Poli Bortone (Ansa)

BARI - Niente intesa tra Pdl e Udc in Puglia. A chiudere la partita sulle candidature è il premier Silvio Berlusconi. «Noi abbiamo già un candidato che ha risposto tra l'altro da gentiluomo vero all'appello che io avevo lanciato facendo seguito alle pressioni del territorio: andremo avanti e vinceremo tranquillamente per il governo della regione Puglia» ha detto il presidente del Consiglio confermando quindi ufficialmente la candidatura di Rocco Palese, senza nominarlo esplicitamente. «Io non mi faccio incantare da nessuno» ha risposto poi a chi, al termine del Cdm in Calabria, gli chiedeva se seguirà il consiglio di Umberto Bossi a non farsi «incantare» da Pier Ferdinando Casini. «Noi siamo sicuri della nostra forza, delle nostre ragioni, dei nostri programmi e degli uomini che mettiamo in campo. Personalmente sono assolutamente fiducioso, anche per i numeri che conosciamo che provengono dagli ultimissimi sondaggi, che noi potremmo andare tranquillamente da soli ovunque» ha aggiunto il Cavaliere. «Quando un candidato, come è successo per la carica di governatore in Calabria - ha detto poi Berlusconi - ritenesse, per la qualità degli uomini che militano localmente nell'Udc, di poter avere dei vantaggi dalla cooperazione con loro, noi abbiamo lasciato e lasceremo ai singoli candidati la possibilità di continuare in una collaborazione che, normalmente, è già positivamente avviata».

IL NO DI CASINI - Nessuno convergenza dunque all'indomani dell'invito rivolto dallo stesso Berlusconi alla Poli Bortone e a Palese a fare un passo indietro alla ricerca di un nome nuovo da contrapporre al candidato di centrosinistra Nichi Vendola. Appello non raccolto dalla candidata di «Io Sud», e neanche da Pier Ferdinando Casini che in mattinata era tornato ad invitare il Pdl a convergere sulla Poli Bortone. «Vado avanti - era stata la risposta della candidata al presidente del Consiglio -. Non si può fare politica in questo modo. Sono a capo di un movimento che crede nei valori del Mezzogiorno. Immaginavo che anche il Pdl volesse fare un accordo con l’Udc e con noi. Sono la candidata più forte per battere Vendola» aveva fatto sapere la Poli Bortone. «Noi abbiamo messo in campo un’alternativa a Vendola - aveva detto Casini -, non è una candidata Udc ma indipendente. Crediamo in una intesa ampia sul suo nome».

«ARGINE ANTI-LEGA» - «Noi al Nord siamo l'argine anti-Lega» aveva anche detto il leader centrista nel corso di una conferenza stampa, a Montecitorio, dedicata alle regionali. Lanciando anche un appello al Pd: «Si svegli, con il federalismo sono stati fatti errori, guardate come è andata a finire ieri: sveglia!». Secondo Casini, «il rapporto con la Lega tocca tutte le forze politiche: tutti cercano di usarla contro gli altri ma poi è il Pdl a usarla». «Non posso credere - è la posizione di Casini - che Bersani abbia detto che è deluso da me, perché se così fosse dovrei dire che io sono deluso dal Pd: non si può pensare che la decisione di parte del Pd di sostenere Vendola possa lasciare indifferente un partito come il nostro». «La vittoria di Vendola - aveva spiegato Casini - ha ovviamente delle conseguenze: l'Udc che è all'opposizione con il Pd rispetta e sostiene i candidati del Pd vicini a noi o i candidati antileghisti, ma dice no allo schema prodiano dell'aggiungi un posto a tavola per l'Udc. Questo non ci interessa. Non accettiamo lezioni da nessuno: non le abbiamo accettate dal Pdl ieri, non le accettiamo dal Pd oggi».

Redazione online


25/01/2010

Puglia, Primarie Pd: 200 mila al voto Per Vendola vittoria schiacciante

Puglia, Primarie Pd: 200 mila al voto Per Vendola vittoria schiacciante

 

A Venezia sarà giorgio Orsoni a sfidare il ministro Brunetta. L'ex governatore batte nettamente l'economista Boccia. Casini: «Con lui niente alleanze»

 

Nichi Vendola (Emblema)
Nichi Vendola (Emblema)

Tanti pugliesi al voto, quasi 200 mila, secondo fonti del partito, e una netta vittoria per il governatore uscente: «Ha vinto Nichi Vendola», ha annunciato il segretario regionale del Pd pugliese, Sergio Blasi, nell'annunciare il risultato delle primarie. «È stata una giornata importante, di democrazia, una giornata bella», ha aggiunto. L'annuncio - anche se non sono stati resi pubblici i risultati definitivi - ha confermato i primi dati affluiti al comitato elettorale il presidente uscente della Regione che davano Vendola avanti nettamente, con il 70% dei suffragi con il 30% delle schede scrutinate, sul rivale Francesco Boccia nella sfida per conquistare la candidatura per il centrosinistra.

ALTA AFFLUENZA - Hanno votato circa 192.000 persone per le primarie del centrosinistra in Puglia per la scelta del candidato presidente alle prossime regionali. Il dato è quello definitivo reso pubblico dal Pd pugliese. Coloro che votarono in Puglia alle primarie del Pd il 25 ottobre scorso quando venne scelto Pierluigi Bersani a segretario del partito furono circa 170.000. Furono invece 79.296 i partecipanti alle primarie del 2005 quando per la prima volta Nichi Vendola ebbe la meglio su Francesco Boccia nella scelta del candidato presidente del centrosinistra per la Regione Puglia. Durante la giornata code, in alcuni casi lunghe anche decine di metri, si sono formate davanti ai seggi, chiusi domenica alle 21 (e aperti alle 8 di mattina). Dopo mesi di polemiche e veleni, per il centrosinistra pugliese è stato dunque il giorno delle primarie. Il Pdl, nel frattempo, ha investito della candidatura Rocco Palese, attuale capogruppo in Regione ed ex assessore al Bilancio.


LA SFIDA - Quello in Puglia è stato un voto delicato, soprattutto per il Partito democratico che ufficialmente sostiene Boccia contro il governatore uscente Vendola. Di fatto, lo stesso film andato in onda cinque anni fa, quando prevalse l'allora esponente di Rifondazione contro ogni pronostico. Come nel 2005, Boccia poteva contare in teoria sul sostegno di tutto il Pd (allora erano Ds e Margherita), ma è noto che molti esponenti democratici sono schierati con Vendola. La vittoria di Vendola rischia ora di aprire accese discussioni tra i democratici. Per Boccia sono scesi in Puglia a fare campagna elettorale il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, il capogruppo alla Camera Dario Franceschini e Giuseppe Fioroni, senza contare Massimo D’Alema che ha trascorso nella regione praticamente tutta l’ultima settimana. I democratici tentano di attuare in Puglia la loro linea nazionale: dare vita a una coalizione larga che tenga insieme l'opposizione parlamentare: Pd, Udc e Idv. Ma il leader dei centristi Pier Ferdinando Casini ha precisato: «Se vince Vendola non ci sarà spazio per un'alleanza».


PRIMARIE ANCHE A VENEZIA -Giorgio Orsoni ha invece vinto le primarie del Pd per la corsa a sindaco di Venezia e sarà il candidato del centrosinistra. Ha battuto Gianfranco Bettin registrando il 46% contro il 35% di quest'ultimo e il 18% di Laura Fincato. «Le primarie per la scelta del candidato a sindaco di Venezia hanno fatto registrare una buona partecipazione in un clima sereno, con un risultato netto a favore di Giorgio Orsoni - dice Davide Zoggia della segreteria del Partito Democratico, responsabile Enti locali -. Voglio esprimere un ringraziamento agli altri due candidati e a tutti coloro che hanno partecipato e fatto partecipare a queste consultazioni, che possiamo archiviare positivamente visto che per organizzarle c'erano solo tre settimane. Ora dobbiamo affrontare la sfida più importante: questo clima, questo risultato, questa partecipazione ci caricano ancor di più in vista del confronto con il ministro di Berlusconi. Quindi - conclude - auguri e massimo sostegno a Orsoni».

Redazione online


11/01/2010

Bersani: «Le primarie sono un'opportunità, non un obbligo»

Bersani: «Le primarie sono un'opportunità, non un obbligo»

 

Il segretario del Pd indica la linea per le Regionali. Dove il centrodestra ha già i candidati «è meglio privilegiare l'immediatezza e l'efficacia della scelta»

 

Pier Luigi Bersani (Ansa)
Pier Luigi Bersani (Ansa)

ROMA - Sulle primarie per sciogliere i nodi delle candidature per le Regionali, Pier Luigi Bersani ha tracciato la linea, limitando in parte l'uso di questo strumento. A quanti anche all'interno del partito chiedono che sulle consultazioni primarie faccia testo quanto previsto dallo statuto del partito, il leader democrato ha spiega che il ricorso a tale strumento rappresenta «un'opportunità e non un obbligo. Il partito non può essere un notaio che si limita a stilare il regolamento delle primarie. Noi siamo un partito veramente federalista, non decidiamo nelle ville o in due o tre persone, ma nelle assemblee regionali: lì si decide se, come e dove farle. Adesso dobbiamo privilegiare la messa in campo di candidature forti. Abbiamo come si vede buone occasioni e dobbiamo coglierle».

DOVE LA DESTRA E' GIA' IN CAMPO NIENTE PRIMARIE - In particolare, Bersani pensa «che nelle Regioni come il Lazio dove la destra è già in campo sia meglio privilegiare l'immediatezza e l'efficacia della scelta». Dunque il ricorso alle primarie, almeno in Regioni come Lazio e Veneto, dovrebbe essere scartato. Bersani torna a ricordare che «i candidati devono essere scelti entro il 20 febbraio», dunque dove la scelta è ancora incerta c'è tempo per decidere. Ma - aggiunge - «siamo a buon punto in 8-9 regioni dove c'è anche un significativo avanzamento delle relazioni politiche, poi naturalmente ci sono dei problemi». È il caso per esempio del Lazio: «Domani c'è l'assemblea regionale del Pd regionale e io - scandisce Bersani - ripeto che la Bonino è una fuoriclasse, è fuori da ogni stereotipo, e da questo si capisce cosa penso io, ovviamente nel rispetto delle scelte degli organi del partito». Quanto allo scontro interno al centrosinistra in Puglia, «il tema non è l'esclusione di questo o quel candidato. Stiamo cercando - minimizza Bersani - di mettere insieme uno schieramento che sia il più competitivo possibile»