09/08/2010

Droga, Milano capitale della cocaina

Droga, Milano capitale della cocaina

La Lombardia guida la classifica di chi ne fa uso. Sono 120mila solo nel capoluogo i consumatori di 'polvere bianca'. Lo speciale di SkyTG24

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03/08/2010

Maturità con lode, Sud più bravo: Nord doppiato Lega attacca: "Sospetto sbilanciamento di voti"

Maturità con lode, Sud più bravo: Nord doppiato Lega attacca: "Sospetto sbilanciamento di voti"

Agli studenti delle regioni del Sud il primato di più bravi d’Italia: è al meridione, infatti, che si sono contati più 100 e lode all’ultimo esame di maturità. Il Carroccio: "C'è uno sbilanciamento dei voti che rischia di infliggere un duro colpo al criterio della meritocrazia"

 

 

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Roma - Agli studenti delle regioni del Sud il primato di più bravi d’Italia: è al meridione, infatti, che si sono contati più 100 e lode all’ultimo esame di maturità. Al Nord, invece, gli studenti al top sembrano molti meno, ma i numeri così sproporzionati fanno venire qualche dubbio sull’utilizzo di uguali metodi di giudizio. ma la Lega Nord non ci sta. Tanto che il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni, attacca: "C'è uno sbilanciamento dei voti che desta più di un sospetto e rischia di infliggere un duro colpo al criterio della meritocrazia".

Al Sud i più bravi a scuola Secondo un’anticipazione del Corriere della Sera, "vicinissima ai risultati definitivi" del Ministero, sono 4.037 allo stato i diplomati cum laude negli istituti superiori italiani: di questi 2.016 ù quasi la metà esatta ù provengono dalle regioni meridionali e dalle isole. Più del doppio di quelli del Nord. Se il record "secco", in base ai numeri, spetta alla Puglia (631), in realtà a voler guardare la percentuale sul totale dei diplomati la medaglia d'oro va alla Calabria: "solo" 362 lodi, che però rappresentano ben il 2,1% sull0ammontare complessivo dei diplomati. La Puglia si ferma poco sotto, con l'1,8%. Salendo un po' lungo lo Stivale, si scopre che anche Umbria e Marche si difendono bene, rispettivamente con l'1,6 e l'1,4% (che corrispondono a 89 e 156 ragazze e ragazzi), e persino l'Emilia si attesta sull'1,4%, ovvero 336 "bravissimi".

La situzione al Nord Nelle Regioni del Nord, di norma dunque, gli studenti al top sono in percentuale meno di quelli al Sud. L'Emilia-Romagna è insieme alla Liguria ferma all'1%. La Lombardia con 256 lodi si aggiudica uno 0,5%; il Piemonte con 208 è allo 0,9%. E se in Piemonte, Veneto e Friuli-Venezia Giulia nessun istituto ha assegnato più di 7 lodi, in Sardegna e Toscana soltanto uno ha raggiunto quota 9 e in Molise non c'è chi sia andato oltre quota 5, nelle Regioni del Sud le cifre hanno un andamento ben diverso: in Sicilia, 4 scuole hanno elargito più di 11 lodi, in Calabria 7 hanno superato il 14, e in Puglia 10 hanno oltrepassato la boa dei 10 "eccellenti". Sono calabresi 7 istituti su 10 nella top ten dei "lodisti": 26 bravissimi nel solo liceo Da Vinci di Reggio. Insomma, conclude il Corriere, i voti al Sud sono ottimi, ma questo sbilanciamento con gli istituti del Nord "porta con sé l'ombra di qualche dubbio".

Lega: "Un colpo alla meritocrazia" "Non è un elemento per cui rallegrarsi quello che vede gli studenti del Sud emergere dagli esami di maturità come quelli con un punteggio nettamente più alto rispetto a quelli del Nord", ha commentato il leghista Boni temendo una disparità di valutazione: "Non vorremmo infatti che le scuole di una certa parte del Paese abbiano dimostrato una maggiore indulgenza e una minore rigidità nell’attestare la preparazione dei maturandi, senza rendersi conto dei disastri causati nell’elargire a pioggia voti elevatissimi". Boni ha poi denunciato "un’eccessiva discrezionalità che di fatto rischia unicamente di ostacolare il percorso scolastico di coloro che, pur non avendo ottenuto il massimo dei voti, hanno magari una preparazione migliore di tanti altri studenti".


06/11/2009

Uso di cocaina, Italia tra i primi 5 Paesi

Uso di cocaina, Italia tra i primi 5 Paesi

 

RAPPORTO. I consumatori sono il doppio della media Ue. Davanti a tutti per la cannabis

 

ROMA — Polvere. Bianca e leggera. In gergo ha un nome lieve: neve. In pratica è quell’ar­ma letale con un nome interna­zionale: cocaina. Si consuma da decenni. Ma è un consumo che non passa di moda. Anzi: aumenta, sempre di più. In Eu­ropa, come ci segnala l’ultimo rapporto che arriva dall’osser­vatorio di Bruxelles, sono di­ventati 13 milioni i cittadini che ne hanno fatto uso almeno una volta (7,5 milioni hanno tra i 15 e i 34 anni). E anche la cannabis tiene il passo. Anzi, supera di gran carriera: 74 mi­lioni i consumatori europei, l’Italia in pole position. Per gli spinelli, come per la neve. Il consumo della cocai­na, dice il Cnr, nell’ultimo de­cennio è praticamente raddop­piato, passando dai 400 mila consumatori del 2001 al milio­ne dell’anno passato.

Di più: è proprio l’osservatorio di Bru­xelles che ci segnala come l’Ita­lia sia fra i cinque paesi che consumano più cocaina in Eu­ropa, insieme alla Spagna, la Gran Bretagna, la Danimarca, l’Irlanda. Per capire: la media Europea di consumo della polvere bian­ca è di circa lo 0,4% della popo­lazione. In Italia è dello 0,8%. Per capire meglio: a dispetto di un consumo dell’1,1% spagno­lo e dell’1% inglese non c’è pa­ragone fra la cocaina che si con­suma a Milano e a Londra. Mi­lano stravince. Le analisi le hanno fatte al­l’Istituto Mario Negri di Mila­no, analizzando le acque reflue delle città (oltre Milano e Lon­dra anche Lugano e altre quat­tro città italiane). I risultati li spiega Silvio Garattini, respon­sabile della ricerca: «Abbiamo calcolato che a Milano si consu­mano ogni giorno una media di 9,1 dosi di cocaina per mille abitanti, contro le 6,9 di Lon­dra (le 6,1 di Lugano, 7,4 di La­tina, 4,7 Cagliari, 3,2 Varese, 2,1 Cuneo). Siamo rimasti dav­vero sorpresi. Non ce lo aspet­tavamo ». Milano sorprende e spiazza. Sempre. E non è un caso che la Lombardia guida (dati Cnr) la classifica delle regioni che con­sumano più cocaina: 3,4% del­le persone fra i 15 e i 64 anni, seguita dal 3,2% del Lazio, 3% del Piemonte, 2,6% della Ligu­ria. Non è un caso che proprio qui sia nato il primo centro di recupero dedicato e mirato al­la cocaina. Una comunità mista fra pub­blico e privato sociale (associa­zione Saman, Lotta contro l’emarginazione, cooperativa di Bessino).

Ha aperto i batten­ti un mese e mezzo fa. Ed è sta­ta letteralmente presa d’assal­to. Spiega Riccardo De Facci, il presidente: «Nel nostro addic­tion center si cura principal­mente il consumo di cocaina abbinato all’alcool. E da noi si usa una formula nuova per il recupero. Modulare. Nel sen­so: si rivolgono a noi professio­nisti, manager, giovani rampol­li di famiglie in vista, consulen­ti finanziari. Persone, cioè, che non hanno in testa il vecchio metodo di chiudersi per anni dentro una comunità. Che arri­vano da noi per un primo step di qualche settimana. Anche se più di uno ci ha già chiesto di tornare». Milano che spiazza. Sempre all’Istituto Mario Negri di Mila­no hanno calcolato negli scari­chi che ogni giorno a Milano entra un chilo di cocaina e che diventa un chilo e mezzo du­rante il fine settimana. Anche i giovani italiani sono abbon­dantemente sopra la media del consumo europeo, ci segnala l’osservatorio di Bruxelles. E sono ben tre milioni i giovani europei che l’hanno provata nell’ultimo anno, così a certifi­care il consumo che aumenta. Ma c’è una voce che si leva forte dal coro contro questa ca­tastrofe. E non è una voce da nulla, visto che è quella di Gio­vanni Serpelloni, capo del no­stro dipartimento nazionale an­tidroga. Dice: «Dobbiamo guar­dare al futuro con ottimismo. Perché se scorporiamo i dati e li puntiamo sui 15-16enni, ve­diamo che per la prima volta in questa fascia il consumo del­la cocaina in Italia diminuisce. E non è certo una cosa da po­co, visto che sono loro, gli ado­lescenti, a segnare il trend».

Alessandra Arachi


06/12/2008

Italia finalmente prima al mondo Ma per la «vergogna ambientale»

Italia finalmente prima al mondo Ma per la «vergogna ambientale»

Il nostro paese vince perché continua ad usare i combustibili fossili. Il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiamo accusato di sabotare il pacchetto su clima e energia nella Ue

 

 

 

 

Stefania Prestigiacomo (Afp)
Stefania Prestigiacomo

 

 

 

POZNAN (POLONIA) - L'Italia ha vinto il peggior premio che potesse ricevere alla Conferenza mondiale sul clima in corso a Poznan: il «Fossile del giorno», un'onoreficienza sicuramente un po' goliardica, ma che di fatto rappresenta un attestato di vergogna ambientale. Il «Fossile» ce lo hanno assegnato venerdì sera, e ovviamente non c'era nessuno a ritirarlo, nel corso di una cerimonia seguita da centinaia di delegati e giornalisti di tutto il mondo, punteggiata da cori di disapprovazione. Si tratta di uno stendardo raffigurante un dinosauro che sputa fuoco, simbolo dei Paesi che non sono capaci di affrancarsi dall'uso massiccio dei combustibili fossili.

LA STORIA - Il premio viene spesso accompagnato da un blocchetto di carbone da recapitare al vincitore. Istituto per la prima volta nel 1999, durante la conferenza mondiale sul clima di Bonn, il «Fossile del giorno» viene assegnato quotidianamente a uno o più Paesi che, secondo la giuria, si sono distinti per le loro azioni di disturbo, o addirittura di sabotaggio, al processo negoziale sul clima. Venerdì sera, oltre all'Italia, sono stati premiati anche, al secondo posto ex aequo, Giappone, Australia e Canada, e al terzo posto la Russia. La giuria è composta da diversi rappresentanti del Climate Action Network (CAN), la rete internazionale di oltre quattrocento associazioni non governative che partecipano ai lavori della conferenza.

PRESTIGIACOMO - Ma che cosa ha fatto il nostro Paese per meritarsi il «Fossile del giorno»? «La sua delegazione, in questi primi giorni della conferenza, sembra silenziosa e addirittura inesistente -scrivono nella motivazione i rappresentanti del CAN-. Ma di fatto si sta dando da fare sia a Bruxelles sia a Roma per distruggere il buon esito del processo negoziale di Poznan». Il ministro dell'ambiente italiano Stefania Prestigiamo, in particolare, è accusata dai rappresentanti del CAN di sabotare il pacchetto su clima e energia in discussione alla UE, affermando che gli obiettivi del 20% entro il 2020 (riduzione delle emissioni, aumento dell' efficienza e delle rinnovabili) sarebbero irrealistici e costosi.

GLI UNICI IN EUROPA - «L'Italia è convinta di riuscire a minare alle basi la conferenza di Poznan con i suoi complotti -si legge nella sferzante conclusione delle motivazioni-, tanto che i suoi ministri affermano che prima della prossima conferenza di Copenhagen tutti gli obiettivi dovranno essere ridefiniti. L'Italia è molto intelligente, ma il CAN ha occhi dappertutto. E così, Fossili per voi! ». Nessun commento dalla delegazione italiana che, per altro, in questi primi giorni della conferenza, è rappresentata solo a livello tecnico: il ministro dell'Ambiente con i suoi funzionari arriveranno la metà della prossima settimana. «Il Fossile del giorno è un segnale -commenta la responsabile delle Campagne Internazionali del Wwf Maria Grazia Midulla-. L'Italia con le sue posizioni, è rimasta sola in Europa. Finanche il ministro dell'Ambiente polacco ha dichiarato che il suo Paese perseguirà il taglio del 30% delle emissioni. Ci auguriamo che nel seguito delle trattaive internazionali faremo una figura migliore, anche in vista del ruolo di presidenti del G8».


12:19 Scritto in AMBIENTE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: italia, primato, accuse, ue, unione europea, ambiente, clima | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook