28/08/2010

Allen fa causa ad Apple, Google, Facebook e altri 8: «Ho brevetti del vostro business»

Allen fa causa ad Apple, Google, Facebook e altri 8: «Ho brevetti del vostro business»

Non è però ancora chiaro l'obiettivo economico del miliardario filantropo. Il cofondatore di Microsoft sostiene di avere i diritti dei principi alla base delle tecnologie usate dai colossi dell'It

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20/06/2010

Kuwait, lite tra principi per le auto di lusso E lo zio ammazza il nipote dopo una cena

Kuwait, lite tra principi per le auto di lusso E lo zio ammazza il nipote dopo una cena

SANGUE NELL'EMIRATO. I due erano soci nell'import di vetture di alta gamma

Un delitto eccellente alla corte reale del Kuwait. Il principe Basel Al Sabah, 52 anni, è stato assassinato dallo zio Faisal – molto più giovane, ha solo 32 anni - al termine di una burrascosa cena. Per ora le autorità hanno negato qualsiasi motivazione politica ed hanno invece parlato di un contrasto personale legato al mondo delle corse automobilistiche e dei motoscafi. Basel era stato il grande promotore di gare ed aveva guidato uno speciale comitato sportivo mentre Faisal, il killer, era stato fino a poco tempo fa il vice presidente dello «Auto & Motorcycle Club». Una carica che però aveva perso in seguito a contrasti sulla gestione. E, secondo diverse fonti, la cena doveva probabilmente servire a ridefinire gli incarichi.

IL BUSINESS DELLE AUTO - La stampa del Golfo non ha neppure escluso che all’origine della lite ci sia stata una disputa sull’import di vetture di lusso, un business che zio e nipote avevano in comune. Ma la riunione, alla quale erano presente altre personalità dell’emirato, si è trasformato in un regolamento di conti. Faisal ha estratto all’improvviso una pistola ed ha sparato cinque volte contro il rivale «che aveva appena finito di lavarsi le mani». L’assassino è stato poi immobilizzato dagli altri commensali, che lo hanno legato con un cavo del telefono. Il Kuwait è un paese relativamente tranquillo, anche se la vicinanza all’Iraq e all’Iran lo espone a tensioni ben nascoste dai principi. Le autorità hanno più volte neutralizzato cellule qaediste, legate a gruppi operanti nel teatro iracheno e in Arabia Saudita. Più di recente, i servizi di intelligence hanno smascherato una rete spionistica al servizio di Teheran.

Guido Olimpio


08/03/2010

Napolitano: «Differenze politiche, ma il Paese crede nella Costituzione»

Napolitano: «Differenze politiche, ma il Paese crede nella Costituzione»

 

Il presidente della Repubblica: «Profonda condivisione del patrimonio di valori e principi che si racchiude nella Carta repubblicana»

 

Giorgio Napolitano (Ansa)

ROMA - Pur tra le differenze politiche, l'Italia crede nella Costituzione. Lo ha assicurato Giorgio Napolitano intervenendo al Quirinale alle celebrazioni della Festa della Donna dell’8 marzo. «Al di là di ogni differenza di modi di pensare e di posizioni politiche, profonda è tra le italiane e gli italiani la condivisione del patrimonio di valori e principi che si racchiude nella Costituzione repubblicana, a coronamento di una lunga e travagliata esperienza storica», Tra questi valori ci sono «l’impegno civile, la solidarietà, il rispetto della legalità, valori fondanti del nostro vivere civile. Una democrazia rispettabile è proprio il luogo nel quale per essere buoni cittadini non si deve esercitare nessun atto di coraggio», ha proseguito il presidente della Repubblica.

DONNE - Il capo dello Stato ha poi proseguito parlando del tema della festa, rivolgendosi alle donne più giovani: «Preparatevi a esigere da chiunque e in qualsiasi circostanza, nel lavoro, nella famiglia, nell’attività politica, il rispetto della vostra dignità di donne. È la premessa, è la condizione per ogni vostra autentica affermazione e conquista. Di fronte alla crisi economica, l'occupazione femminile però sta mostrando una maggiore capacità di resistenza».

LAVORO - Il tema delle donne che non può essere disgiunto da quello del lavoro, ha proseguito Napolitano: «Perdite di posti di lavoro e disoccupazione devono rappresentare in generale in questo momento una delle principali preoccupazione del nostro Paese e ragione di impegno prioritario per le nostre classi dirigenti. Molto importante che a livello di governo e di opposizione si continui a riflettere su misure idonee per conciliare maternità, famiglia e lavoro».