23/07/2009
Ucciso figlio di Bin Laden
Ucciso figlio di Bin Laden
IL Raidportato da un drone risalirebbe ad alcuni mesi fa. L'annuncio della radio pubblica americana: «Attacco aereo in Pakistan. Forse morto il 30enne Saad»
NEW YORK - Saad Bin Laden, il terzo figlio di Osama Bin Laden, potrebbe essere stato ucciso in un attacco aereo americano in Pakistan all'inizio dell'anno. Lo ha reso noto la radio pubblica americana NPR, senza specificare il luogo esatto del bombardamento.
L'ATTACCO- La probabilità che Saad Bin Laden, circa 20 anni e terzo figlio del capo di Al Qaeda, sia rimasto ucciso nell'attacco missilistico portato da un drone (aereo senza pilota) oscilla tra «l'80 e l'85%», ha detto un alto funzionario del controspionaggio americano alla radio. Nel gennaio del 2009 il Dipartimento del Tesoro americano aveva congelato i beni di Saad Bin Laden sulla base del sospetto di appartenere alla rete terroristica di Al Qaeda. Saad, 30 anni, pare sia il responsabile dell'attacco in Tunisia nel 2002, a causa del quale morirono 19 persone. Pare sia sposato con una donna dello Yemen.
15:34 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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21/07/2009
Superenalotto, vincere è più difficile che avere per figlie tre gemelle-conigliette
Superenalotto, vincere è più difficile che avere per figlie tre gemelle-conigliette
Scrive Hacking: «chi acquista una schedina, compra anche un’emozione, una fantasia». Scienza e probabilità: perché si è portati a giocare anche se la possibilità di centrare il sei è bassissima
Nelle sue lezioni di filosofia della probabilità del 1979 il grande Bruno de Finetti amava ricordare che «Corrado Gini (che è stato fondatore e presidente dell’Istituto Centrale di Statistica) osservava ironicamente: poiché il verificarsi di un evento di probabilità molto piccola è sempre poco credibile, il vincitore della lotteria dovrebbe venire arrestato!». Il motivo era che, essendo la probabilità che il vincitore fosse proprio lui così piccola — diciamo uno su un milione — si poteva sempre sospettare che ce l’avesse fatta grazie a un imbroglio.
Gli esperti ci assicurano che nella lotteria della vita uno su un milione è approssimativamente la probabilità di un parto trigemellare monozigote (se poi volete che siano tutte femmine e bellissime come le ragazze-conigliette della famiglia Dahm, «vincere» è ancora più difficile, si arriva a una probabilità all’incirca sui 200 milioni). Ma tutto questo è poca cosa rispetto all’imbroccare la sestina del SuperEnalotto, dove si stima che la probabilità di successo sia almeno tre volte più piccola, cioè inferiore a uno diviso seicento e rotti milioni. Durissima la sfida, altissimo il premio: mi dicono, attorno ai cento milioni di euro! Chissà che pena avrebbe comminato Gini all'incauto vincitore!
Scherzi a parte, Bruno de Finetti usava questo «paradosso del lotto» per mostrare come lo studio delle probabilità e le stesse componenti psicologiche soggettive che ci portano all’azzardo possano fornirci un’utile guida nella vita, purché si rinunci a cercarvi un’infallibile «ricetta» per domare la dea Fortuna. Del resto, «quante cose facciamo per l’incerto», diceva nel Seicento il matematico, filosofo e teologo Blaise Pascal: viaggi per terra e per mare, investimenti commerciali, persino guerre e rivoluzioni. Perché non tenerne conto anche quando è in gioco «la salvezza della nostra anima»? Scommettere si deve, anche su Dio. E per Pascal era meglio puntare sul Signore, in quanto il guadagno infinito che si sarebbe ottenuto se Dio esiste sarebbe stato sempre superiore alla perdita finita dei beni mondani che si sarebbe subito se Lui non fosse esistito! E persino Dio ha fatto delle scommesse: almeno stando ai cosmologi, per i quali «in un tempo molto lontano» avrebbe imbroccato i valori giusti delle costanti fisiche che hanno consentito l’espansione dell’universo, l’emergere della vita e persino la comparsa di alcuni soggetti capaci di porsi domande (si spera) intelligenti sul mondo e su se stessi, cioè noi esseri umani.
Tutto perché gli eventi in questione sono altamente improbabili, ma non impossibili: a meno che non si voglia gettare in galera persino l'Onnipotente (ma lui saprebbe come spezzare ogni catena). Dunque, anche se i teorici delle probabilità, che usano come esempi gli «Enalotto» di tutto il mondo, ci ammoniscono che la speranza di farcela è «praticamente vana», non sono affatto da biasimare coloro che ci provano. Come ha scritto recentemente Ian Hacking, uno dei più brillanti esperti internazionali di logica, «chi acquista una schedina, compra non solo la remota possibilità di vincere tanto denaro, ma anche un’emozione, una fantasia… Semmai è da biasimare un mondo in cui per molti questo è l’unico modo di far entrare un po’ di speranza nella propria vita».
11:27 Scritto in CURIOSITA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: ricerca, gioco, superenalotto, lotterie, probabilità, vincite, scienza, risposte, curiositàpossibilità, fantasia | OKNOtizie |
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